.: Storia di risse mancate :.

Partiamo dalle cose semplici: oggi è domenica, giorno del Signore, giorno di Eucarestia, giorno dedicato al riposo. Pertanto, da stamattina alle 9.00 sto a lavoro, e se tutto va bene ci resto fino alle 19.00
Pertanto, diciamo pure che la giornata non è proriamente delle migliori… Detto ciò, cerchiamo di dare un senso al post odierno (se un senso può esserci).
Avvertenza: In questo post sarò critico nei confronti di un personaggio politico facente parte della coalizione di Centro Sinistra. Credo che una delle forze della Sinistra debba essere lo spirito critico anche nei confronti di chi non appartiene allo schieramento opposto. Pertanto, siete pregati di non tacciarmi di essere diventato di destra.

Questa è una storia di risse mancate, anzi di risse evitate, e peraltro in circostanze fortunose; per essere più preciso: mai come questa volta ho rischiato di prendere sberle per strada, ma si sa… si cerca sempre di superare ogni limite (andando quindi sempre più vicini alle sberle).
Questa storia comincia un bel po’ di giorni fa, e comincia per la precisione quando il Signor Sergio Cofferati, altrimenti detto il Cinese altrimenti detto il Sig. Sindaco di Bologna (“La rossa…”, cantava Guccini, anche se l’ho trovata più imborghesita che mai), fa quel che fa (e che è noto a tutti e non sto a ripetere), tirandosi addosso polemiche su polemiche.
Come avrete notato, nello scorse settimane su questo blog non ho parlato dell’argomento. E’ stata una scelta, fatta per altro per un motivo molto semplice: stando a Roma non posso avere “informazioni di prima mano” e, non avendo dei “ganci” fidati a Bologna, avrei dovuto basare le mie analisi su quanto letto in rete o sui giornali, o su quanto visto in TV. Non essendo io – come noto – affatto soddisfatto del come viene distribuita l’informazione in Italia, ho deciso di capirci di più in loco.

La spedizione inizia in una grigissima mattina, nebbiosa e umida che sembra di stare a Brescia, in una Bologna triste e spettrale, deserta alle 9.00 del mattino. Per trovare un po’ di persone è stato necessario addentrarsi nel mercato della Montagnola.
Qui due loschi figuri sono comparsi all’improvviso (muniti di telecamera) e, passeggiando tra la folla, hanno provato a capire qualcosa studiando le reazioni dei bolognesi. Come noto dallo studio della Fisica, per ottenere una reazione è necessario prima compiere un’azione (Terzo Principio della Dinamica), e l’azione è stata il dire ad alta voce: “Beh? Hai visto il Cinese che cazzata ha fatto, nello sgomberare quella gente senza prima trovare alloggi alternativi? Eh ma neanche Guazzaloca ha fatto una cagata del genere…”.
La reazione è stata sonnacchiosa e solo parziale (alla Montagnola): solo qualche occhiata torva ed uno sguardo inceneritore. Nessuna minaccia violenta, e per fortuna… dato che il sottoscritto aveva colpevolmente dimenticato di accendere la telecamera! Ad ogni modo, non ci è stato difficile defilarci tra le bancarelle. Fin qui tutto bene!
Bologna si sveglia solo verso mezzogiorno (evidentemente avrà fatto tardi la sera precedente), ma si sveglia… e noi ripetiamo la scena in Piazza Maggiore!
“Beh… qui però in effetti.. c’hanno il Cinese!”. Mi passa accanto un tipo che provocatoriamente mi urta con l’ombrello, si ferma, si volta, ci incenerisce (in due) con un solo sguardo. Prima che decida se andarsene o se menarci senza pietà, ci diamo ad una ritirata strategica…
L’idea è di ritentare l’esperimento a Santo Stefano, ma la piazza è completamente vuota. Ripieghiamo su via Zamboni, ma quella è zona di studenti e c’è il rischio che alla nostra provoc… ehm… azione ci applaudano! Optiamo quindi per una ricca pausa pranzo con gnocchi, ravioli e lardo di colonnata a Santo Stefano. Poi progettiamo ed eseguiamo la prima azione eclatante del pomeriggio.

Ore 17.30. Sala Borsa, primo piano superiore. Dopo aver rotto le balle a mezza internet all’ultimo piano, ci concediamo un caffè. Mentre si sorseggia la magica bevanda, ovviamente si chiacchiera, nonostante il vociare proveniente dai tavoli vicini, e la musica diffusa dagli altoparlanti.
“Ma chi ha fatto fare ‘sta roba alla Sala Borsa? Mica Guazzaloca!”
“Ma daaaaiiii, sarà qualche idea del Cinese!”
“Ah, oltre a far manganellare la gente, il Cinese qualcosa di culturale la fa vivere!”, non faccio in tempo a finire la frase che percepisco distintamente l’interrompersi del vociare agli altri tavoli. Per un attimo ho pensato che anche la musica si interrompesse. Vedo distintamente, al tavolo davanti a me, le persone voltarsi verso di noi. Siamo circondati. Pochi secondi e sono mazzate… ma ancora meno secondi e siamo già in piedi e in fuga via da lì, a telecamera accesa stavolta.
Non contenti, ci siamo portati in via Indipendenza, alla ricerca della celebre insegna del ristorante… cinese. Sabato sera nella via borghesissima dello shopping, folla e ancora folla. Gerarchetti e Clarette impegnati nello struscio serale, ingorghi di traffico pedonale, poche possibilità di fuga… ma…
…ma prima di perderci nella notte bolognese…
…ce l’abbiamo fatta…
…a svignarcela anche stavolta prima che volassero gli schiaffi! Come documenta fedelmente questo video MPEG4 da 6 MegaBytes (per chi ha la pazienza per scaricarlo) 😉

(P.S.: Da notare la serietà: le macchine dell’internet point della SalaBorsa montano tutte Linux e basta.)

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