Le fallacie argomentative

Le fallacie sono errori nascosti nel ragionamento che comportano la violazione delle regole di un confronto argomentativo corretto.
I ragionamenti fallaci appaiono come rigorosi e logici, ma in realtà non sono validi (da non confondere con “veri”):
1) valido è riferito alla correttezza logica degli argomenti (come le premesse implicano le conclusioni);
2) vero riguarda invece la verità delle proposizioni con cui si enunciano gli argomenti.
Il termine fallacia deriva dal latino fallere che significa ingannare. Il più delle volte tali ragionamenti vengono costruiti ad hoc da colui o coloro che li propongono, con l’intento di ingannare o anche persuadere l’interlocutore.
Ne esistono di tantissimi tipi, talmente tanti che è complesso districarsi.
Iniziamo con l’analizzare il primo tipo di fallacia argomentativa: l’Affermazione del conseguente.

L’affermazione del conseguente è un’errata applicazione del modus ponens, che nella forma corretta si esprime come [(p -> q) ^p] -> q.
Invece, con la l’affermazione del conseguente, si afferma erroneamente che [(p -> q) ^q] -> p.
Esempio: “Se sono a Venezia, allora sono in Veneto. Sono in Veneto, perciò sono a Venezia”.
Si critica questa fallacia mostrando che l’implicazione permette la conclusione solo se è una doppia implicazione, cioè se p e q equivalgono, ad esempio, all’essere “Roma” (p) e “la capitale d’Italia” (q). Solo così affermando p si può derivare q. In simboli [(p q) ^q] -> p.
(Ovviamente la si può criticare solo se l’affermatore della fallacia è disposto ad ascoltare, perché se lo sta facendo in malafede, allora campa cavallo…)

Altro tipo di fallacia argomentativa: la Negazione dell’antecedente.
E’ un’errata applicazione del modus tollens, cioè di [(p -> q) ^ ¬q] -> ¬p.
Si afferma, in modo fallace, che [(p -> q) ^ ¬p] -> ¬q
Esempio: “Se sono a Venezia allora sono in Veneto. Io non sono a Venezia, quindi non sono in Veneto.”
Per criticarla, far notare che anche qui la conclusione potrebbe valere solo a condizione che tra p e q vi fosse una doppia implicazione: ad esempio, all’essere “Venezia “ (p) e “Il capoluogo del Veneto” (q). Solo così negando p si può negare q. In simboli [(p q) ^¬p] -> ¬q.

Pericolosissima è la fallacia di Autocontraddittorietà (detta anche delle premesse contraddittorie): si utilizzano due premesse che tra loro sono contraddittorie.
Esempio: “L’uomo è un animale sociale, e poiché non ama socializzare con i suoi simili, tende a isolarsi e a combatterli.”
Si combatte questa fallacia mostrando che le due premesse (“essere un animale sociale “ e “non amare socializzare”) sono tra loro in contraddizione.

Altrettanto pericolosa è la fallacia di Definizione troppo ampia. La Definizione troppo ampia include elementi che dovrebbero essere esclusi.
Esempio: “La ciliegia è qualcosa che è rosso e tondo.”
Per fronteggiarla, far presente che un pallone rosso non è certo una ciliegia, tuttavia – essendo rosso e tondo – è compreso nella definizione sopra riportata. Per neutralizzare questa fallacia occorre mostrare che fanno parte dell’ambito di definizione anche altri termini, diversi da quello definito.

Al contrario, c’è anche la fallacia di Definizione troppo stretta. Questa definizione esclude elementi che dovrebbero essere inclusi.
Esempio: “Una mela è qualcosa di tondo e rosso.”
Ovviamente non regge, infatti, alcune mele non sono rosse, ma verdi o gialle. Per combattere la fallacia di definizione troppo stretta occorre confrontare il termine definito con l’ambito di definizione, mostrando che esso dovrebbe essere ampliato.

Esiste anche la Definizione oscura. Si ha quando la definizione utilizzata per chiarire il significato di un termine è più oscura del termine da definire.
Esempio: “Qualcuno è lascivo se è licenzioso.”
Per definire il concetto di “lascivo” si è utilizzato il termine “licenzioso”, il cui significato può essere difficile quanto il termine da chiarire, o anche più.
Per contrastare questa fallacia si rapporta il termine definito alla definizione, mostrando che la definizione non chiarisce il concetto.

Molto usata (e ne so qualcosa) è la Definizione circolare. Si ha una fallacia di definizione circolare quando, per definire un termine, si usa una locuzione nella quale ricorre proprio il termine da definire.
Esempio: “Un uomo è un animale che ha genitori umani.”
Questa fallacia viene affrontata confrontando il termine definito con l’ambito di definizione e mostrando che almeno uno dei termini definienti è il termine stesso da definire.

Da non tralasciare la Definizione autocontraddittoria: la definizione è autocontraddittoria se afferma e nega contemporaneamente la stessa cosa.
Esempio: “Una società è libera se tutti sono liberi e nessuno può violare le leggi.”
Per neutralizzare la fallacia si confronta il termine definito con le proprietà dell’ambito di definizione, mostrando che due di tali proprietà non possono essere contemporaneamente vere.

Una delle più usate al giorno d’oggi (basta ascoltare un telegiornale, o ascoltare un discorso del Presidente del Consiglio dei ministri), è la Ambiguità o Equivocazione. La si ha quando si utilizza due volte la stessa parola con due significati differenti.
Esempio: “Chi uccide un bambino è disumano, perciò nessun assassino di bambini è umano.”
La contestazione di questa fallacia avviene mostrando che una definizione appropriata per un significato della parola potrebbe non esserlo per l’altro.
Altro esempio: “La logica è meglio di niente, niente è meglio della salute”.
La conclusione dipende dal significato che vogliamo dare alla parola “niente”.

Ne esistono molte altre, queste sono solo quelle chiamate “Fallacie deduttive”, delle altre – forse sì o forse no – se ne parlerà in un futuro post.
Le fallacie sono modi di ragionare errati, perché si parte da premesse false, o perché si adottano delle inferenze scorrette, o perché si producono a sostengo delle proprie tesi argomenti irrilevanti dal punto di vista razionale. Ciò non toglie ampiezza alla diffusione delle fallacie: non sempre si vuole far leva sulla razionalità dell’interlocutore. Talvolta è più semplice puntare sulle emozioni o è più efficace ricorrere all’inganno. In questo ambito si consuma molta parte della comunicazione contemporanea, che infatti è stracolma di fallacie argomentative. Tutta la comunicazione contemporanea, non solo quella politica o quella dei media, ma anche molto spesso quella personale.

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9 giugno 2013. Il mio (personalissimo) Vesuvio.

Questo non è un post a nome di Let’s Do It! Italy. No, è solo a nome mio. E’ solo il mio racconto personale del come mi è andata. Raccontare non è facile, per questo racconto soltanto oggi, a qualche giorno di distanza: l’uragano di emozioni (e di soddisfazioni) è stato tale che se ne avessi scritto più a caldo… sarei andato sullo smielato strappalacrime, pertanto andava raccontata a freddo, e nonostante questo nè è uscito un scritto fin troppo romantico. Talmente romantico che è spesso difficile da raccontare a parole, e che andrebbe raccontato per sole immagini, ma anche le immagini sarebbero tante (230 per la precisione), e servono tanti tagli, eliminare tante storie… Tante immagini che però, secondo alcuni, potrebbero essere riassunte in questa:


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Scopriamo le carte. Al nostro segnale, scatenate l’inferno

Siamo oramai in dirittura d’arrivo. Siamo lanciati sia su Repubblica, sia su La Stampa e sul numero odierno in edicola del Corriere. Ma su questo non mi dilungo, prima di tutto perchè l’aspetto mediatico non l’ho curato io, e preferisco parlare solo delle cose che sto facendo in prima persona (io non sono il braccio politico del movimento e non vorrei neanche esserlo), e poi perchè siamo a 48 ore dall’evento di pulizia, e quindi è ora di scoprire le carte, e poggiare sul tavolo pubblico il piano messo a punto dal mio team. Quindi, da questo momento si gioca a carte scoperte.

I punti di ritrovo, alle ore 9.30 di domenica 9 giugno, sono tre:
1) Via Vecchia Campitelli, Terzigno.
2) Via Carlo Pisacane, altezza ex centro Ippoterapia, Trecase.
3) Via Montagnelle, Torre Del Greco.

In tutti e tre i punti, i volontari verranno radunati, sotto il controllo di un responsabile d’area, istruiti sulle norme di sicurezza, equipaggiati con i kit dei Dispositivi di Protezione Individuale, e suddivisi in squadre, per procedere all’azione in modo organizzato. Le squadre, composte in numero variabile ma compreso tra le 5 e le 10 persone, sotto la responsabilità di una persona più esperta della topografia della zona (giusto per evitare strapiombi, burroni, ecc.), saranno ripartite su diverse categorie merceologiche, ogni squadra raccoglierà solo materiali di quella categoria. La ripartizione delle squadre avviene sulle seguenti categorie:

a) Plastiche riciclabili o avviabili alla raccolta differenziata
b) rifiuti urbani secchi.
c) Ingombranti non metallici.
d) Ingombranti metallici.
e) Pneumatici e altri materiali gommosi.
f) Tessili e infiammabili.

Presso i punti di ritrovo, verranno allestiti i relativi punti di raccolta per ogni categoria merceologica, per il successivo prelievo da parte dei mezzi meccanici e l’avvio verso il recupero/riciclo.
Altre squadre, verrano impiegate sul campo per i trasferimenti dei materiali raccolti, onde evitare che le squadre di raccolta, che lavorano manualmente, debbano percorrere lunghe distanze da e verso i punti di accumulo.
Veniamo alla gestione dei tre punti di ritrovo e delle tre aree di azione.

Via Vecchia Campitelli, Terzigno

Si tratta dell’area del sentiero numero 1 del Parco Nazionale del Vesuvio. Il sentiero è percorribile anche da autoveicoli, non ci sono ostacoli lungo il percorso; i rifiuti sono in massima parte dislocati nella pineta lungo il margine destro del sentiero. L’azione si svolgerà lungo la direttrice del sentiero, e la sua parallela a nord, dentro la pineta, per circa 2 Km.

terzignoMateriali rivenuti (esclusi rifiuti tossici di cui siamo impossibilitati ad effettuare la raccolta).

  • contenitori etichettati, vuoti o pieni, contenenti vernici, oli minerali, solventi e lubrificanti. Tutti di materiale plastico, nell’ordine di un quintale.
  • guaine e materiali bituminosi: presenti in massima parte nel sottofondo stradale del sentiero, visibili attraverso una lunga serie di affioramenti.
  • materiali di isolamento: presente una discreta quantità, nell’ordine di almeno tre metri cubi, di strutture isolanti per frigoriferi o banchi refrigerati.
  • rifiuti ingombranti: in massima parte elettrodomestici (frigoriferi), occupano grandi volumi di spazio nella pineta, in quantità oltre i 50 metri cubi.
  • Pneumatici e copertoni: almeno un centinaio di pezzi, sparsi o in cumuli.

Responsabile d’area: Raniero Madonna

Via Carlo Pisacane, altezza ex centro Ippoterapia, Trecase.

Sentiero sterrato in salita, percorribile da autovetture e piccoli furgoni. I rifiuti sono dispersi lungo il terrapieno sinistro (a sua volta composto di rifiuti depositati nel corso degli ultimi 30 anni) e nella pineta sul lato destro. L’azione sarà eseguita lungo due direttrici: lungo la strada in direzione nord, e a partire da un sentiero contraddistinto dalla presenza del relitto di un’imbarcazione (sì, in montagna) nella pineta orientale.

trecase

Materiali rivenuti (esclusi rifiuti tossici di cui siamo impossibilitati ad effettuare la raccolta).

  • contenitori di vernici, oli minerali, solventi e lubrificanti: presenti in discrete quantità, ma mai in cumuli, sparsi in modo da denotare una generale incuria di artigiani presumibilmente locali, stimati in circa due quintali.
  • manufatti e/o loro parti in cemento-amianto (eternit): presente molto ondulato in eternit, anche di aree cospicue. In questa area l’eternit non può essere trascurato. Spesso si presenta in vere e proprie discariche, dove le lastre ondulate sono depositate sovrapposte. La quantità stimata è oltre i 50 metri lineari. Non saranno rimossi e, nei limiti del possibile, ne verrà limitato l’avvicinamento da parte dei volontari.
  • Guaine e materiali bituminosi: presenti in maniera sparsa, soprattutto nella pineta, in quantità stimata di circa un quintale.
  • rifiuti ingombranti non asportabili: presenti due frigoriferi nella pineta, per un volume di circa un metro cubo, più l’imbarcazione.
  • Pneumatici e copertoni: presenti 32 pezzi lungo il terrapieno.

Responsabile d’area: Maria Rosaria De Falco

Via Montagnelle, Torre del Greco

Pineta aperta, senza sentieri tracciati. La pineta è delimitata sul lato orientale da una piccola strada interpoderale in salita. Lungo il tratto finale della strada, tutta asfaltata, è stato possibile lo sversamento indiscriminato. All’interno della pineta, nonostante l’alberatura fitta, sono state rilevate sul terreno molti solchi di veicoli a quattro ruote motrici, L’accesso alla pineta, che si estende fino a via Resina Nuova, è totalmente incontrollato.
L’azione avverrà mediante apertura a ventaglio delle squadre all’interno della pineta, più risalita della strada interpoderale orientale, fino a giungere al contatto visivo con il gruppo di Trecase. Anzi, il termine dell’evento potrebbe essere segnato proprio dal congiungimento dei due gruppi, di Torre e Trecase.

torre

Materiali rivenuti (esclusi rifiuti tossici di cui siamo impossibilitati ad effettuare la raccolta).

  • contenitori di vernici, oli minerali, solventi e lubrificanti: sparsi per la pineta, in modo disordinato, senza alcuna attività criminale organizzata. Circa un metro cubo.
  • Manufatti e/o loro parti in cemento-amianto (eternit): è presente, lungo la strada che delimita il lato orientale della pineta, un intera canna fumaria in eternit, avvolta in sacchi di plastica, non asportabile dai volontari.
  • guaine e materiali bituminosi: presenti nella zona terminale della strada che delimita il lato orientale della pineta: lungo la strada stessa, sui bordi e terrapieni laterali. La quantità stimata è di due quintali.
  • Pneumatici e copertoni: elevata presenza di questa matrice inquinante. Stimati in circa 500 pezzi, sono distribuiti in modo quasi uniforme all’interno della pineta.
  • Rifiuti derivanti da attività edilizie, spesso miscelati a rifiuti di provenienza ignota. Costituiscono quasi interamente il terrapieno sinistro che separa la pineta dalla strada sul suo bordo orientale.

Responsabile d’area: Alessandro Iacuelli

Per motivi di tempo, che oramai stringe, come team non crediamo di avere il tempo di postare altro, visto che tra meno di 50 ore sarà tutto finito. Pertanto, stavolta non seguiranno aggiornamenti.

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Let’s do It! Comunicazione di servizio sulla sicurezza.

Qui c’è il manuale per le misure di sicurezza. Che nessuno si senta escluso dal seguire queste poche regole.
manualeSicurezza

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Let’s Do It! Vesuvio. Stiamo arrivando

Oramai è tempo. Ci siamo. L’8 e il 9 giugno, si va in scena, dopo circa sei mesi di lavoro intenso. D’altronde, è passato un anno, da quel 30 maggio 2012, e ancora più tempo (e acqua sotto i ponti) da quanto annunciai  la mia partecipazione.
In tutto questo tempo abbiamo mappato una serie di siti all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio, collezionando una valanga di informazioni che spesso e volentieri, come abbiamo constatato attraverso il “braccio politico” le stesse istituzioni non hanno, raccogliendo anche una infinità di materiale fotografico, di cui se ne può vedere una piccola selezione qui, e video.
Il programma si presenta fitto. A parte che sarò impegnato l’8 nel convegno (e sarebbe il minimo, non avrei potuto esimermi), c’è che dopo anni e anni mi sarei stufato delle chiacchiere. Pertanto la mattina del 9 dirigerò le operazioni di pulizia in uno dei tre luoghi di raccolta.
La novità, rispetto a quando ero giovane, è che prima di questo evento, ogni sacrosanta volta che si parlava di monnezza tossica ero sempre da solo. Il risultato straordinario di questa operazione e di questi mesi, è che sono riuscito a travasare conoscenze e competenze su altre persone, giovani e piene di energia, che meglio di me potranno continuare in futuro la battaglia 🙂 Infatti, i luoghi di raccolta, e di partenza per le operazioni di pulizia, saranno tre: segno evidente che ci sono almeno altre due persone che già ora sono in grado di gestire e dirigere una “bonifica popolare”, cosa che da qualche anno si fa “dalla Lapponia alla Thailandia”, ma che sarà fatta in Italia per la prima volta la mattina del 9 giugno.
In questi ultimi giorni, chiaramente si stanno definendo gli ultimi dettagli, le cose organizzative più spicciole, soprattutto per l’accoglienza e la gestione dei volontari che verranno da altre regioni d’Italia (tantissimi) e da altri Paesi del Mondo (tanti). Infatti si tratta di un evento internazionale, all’interno della rete “Let’s Do It! World”, e abbiamo già dei volontari dagli Stati Uniti, dalla Spagna, dalla Germania, Grecia, Kossovo, Estonia e altri luoghi. Anche i volontari italiani sono un po’ di tutte le parti d’Italia (a proposito: tu che leggi e che non hai ancora aderito, che aspetti ad aderire e a venire?). Non per essere cattivo, ma ancora una volta mi aspetto che un’azione diretta (stavolta di bonifica) sulle discariche abusive nel Parco Nazionale del Vesuvio potrebbe vedere protagoniste persone che non vivono alle falde del vulcano… ma su questo, bestemmierò (se sarà il caso) ad evento concluso.
Tutto (o quasi) sistemato sia per i dispositivi di protezione individuale che saranno dati ai volontari, sia per la rimozione e avvio al recupero/riciclaggio dei materiali che toglieremo dalle pinete vesuviane.
Per quanto riguarda le operazioni di raccolta, che avverrano sotto strette norme di sicurezza, abbiamo già messo a punto una strategia quasi militare di gestione e di azione delle squadre. Più che una formazione a testuggine, sarà un’apertura a ventaglio.
Pertanto, stiamo arrivando.

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Let’s do it Italy: Mappature

Album con collezione di foto 😉
Ammiratelo nella sua interezza, e magari fatemi sapere che ne pensate.
Seguiranno aggiornamenti.

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Università di Roma 3: Ambiente, Rifiuti, Beni comuni

Mercoledì 24 aprile, presso la Facoltà di Giurisprudenza, Aula del Consiglio, alle 14.30, ci sarà questo interessante convegno.
Certo che intervenire (ovviamente parlando di monnezza, e di cosa se no?) poco prima del Presidente Emerito della Corte di Cassazione indica chiaramente che sono diventato vecchio.
Chi è in zona Roma/Ostiense, cerchi di non mancare 🙂

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Come si riciclano i copertoni a Scisciano (NA)


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Mappature



E il lavoro continua…

Core team Let’s do it Italy

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Let’s do it. Rientrati

La sessione di mappatura odierna è andata bene, e siamo rientrati vivi, e senza troppi danni. Gli aspetti più interessanti trovati, rimangono quelli di domenica scorsa, ma comunque è stato, quello di oggi, un lavoro utile.
Ho aggiornato l’album pubblico con una decina di scatti interessanti di oggi, e poco fa, come momento di ilarità e di “alleggerimento”, un’altra collaboratrice (peraltro non presente oggi), ne ha fatto un piccolo fotoromanzo. 😉
Abbiamo trovato qualche decina di confezioni di diserbante ad ampio spettro, roba che non dovrebbe stare libera nell’ambiente:

Mi sono concesso anche qualche attimo di follia, perchè quando ci vuole, ci vuole… ma in ogni caso alla fine è andata con un: “Missione compiuta”:

Seguiranno aggiornamenti.

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