Arkona italian tour

ViatikiIn principio, c’erano i Vyatichi, una tribu slava stanziatasi nel X secolo nel bacino del fiume Oka, e da lì fino alla Moscova, nella zona in cui sorge oggi la capitale della Russia. Tribu di religione pagana, che viveva di artigianato e commercio, secondo alcuni storici è da attribuire proprio a loro la fondazione di quella che più tardi diventerà la città di Mosca. Di loro restano oggi solo poche rovine, situate in aree archeologiche sparse nell’area metropolitana moscovita.

viatiki moderniVi starete chiedendo cosa c’entra, e per certi versi avete ragione, facciamo allora un salto in avanti di nove secoli, e passiamo alla metà degli anni ’90 del ‘900, quando un gruppo di giovani russi, per motivi per lo più politici ma anche per certi versi filosofici e religiosi, lascia la grande megalopoli che è la capitale di tutte le Russie, e fonda nelle steppe una comunità pagana che si chiama appunto Vyatichi. I giovani iniziano a vivere tentando di assomigliare all’antica tribù, di cui si considerano discendenti, soprattutto dal punto di vista religioso (pagano), ricominciano a fare l’artigianato nello stile Vyatichi, vendendo i loro prodotti ai turisti che vanno a visitare la loro comunità. Certo, sono gli anni ’90, non il X secolo, e quindi soprattutto dal punto di vista artistico, i giovani Vyatichi di oggi non sono precisamente identici a quelli antichi, ma propongono comunque uno stile contaminato dai tempi moderni sia nelle loro sculture, sia negli altri prodotti artigianali, come anche nella musica che producono.
Interessiamoci proprio alla musica. Nel 2002, due membri della comunità Vyatichi, Maria Arhipova e Alexander Korolyov, vivono secondo gli standard pagani dei Vyatichi, ma musicalmente ascoltano solo heavy metal, genere che peraltro si è affacciato sulla scena russa solo da poco, rispetto a noi europei occidentali. I due, che sono rispettivamente una vocalist ed un batterista, formano una band chiamata Hyperborea, che ha vita solo per pochi mesi, che inizia a farsi notare sulla scena underground moscovita. La band ha una composizione abbastanza classica: una vocalist (Maria Arhipova), due chitarre, un basso, una batteria ed una tastiera.
L’idea è quella di avere una band che rispecchi non solo i gusti musicali dei due fondatori, ma anche la loro filosofia, che è quella dei Vyatichi. La band non funziona per niente, alcuni altri membri infatti hanno idee diverse, vorrebbero fare un metal più di stampo europeo e americano, cosa che poco si sposa con le idee della Arhipova, che scrive solo testi pagani o riferiti ai Vyatichi originali del X secolo. Già nell’estate 2002, la band scompare, i membri cadono nel silenzio; in realtà alcuni di loro, quelli di idee pagane più radicate, stanno lavorando sodo ad un nuovo progetto musicale; in particolare la Arhipova sta componendo nuovi testi e pensando ad un combo musicale completamente diverso.
La crisalide di quelli che furono gli Hyperborea si apre nel dicembre 2002, e ne esce fuori una band che stupisce subito i russi e chiunque li ascolti: nascono gli Arkona.
Il combo presenta elementi assolutamente originali, e non ci riferiamo certo al flauto, che ha sempre rivestito un ruolo di un certo rilievo in certi ambienti hard rock, a cominciare dalle origini più lontane, e da quei Jethro Tull dove flauti traversi, zufoli e violini erano sempre accanto alle chitarre elettriche. Il ragionamento originale della Arhipova è: l’heavy metal si fa con la chitarra elettrica, ma per accompagnarla eliminiamo quella dannata tastiera elettronica, e mandiamo sul palco una cornamusa a duettare con la chitarra munita di distorsore e overdrive. Questa sì, che è un’idea originale. Ovviamente la Arhipova va sul palco con una pelle di lupo siberiano sulle spalle.
Maria "Masha Scream" ArhipovaIl secondo elemento è la voce incredibile di Maria Arhipova, che da quel momento assume il nome d’arte di Masha Scream, con cui viene chiamata ancora oggi, e probabilmente verrà chiamata per sempre. Le corde vocali di Masha Scream sono tali che riesce a fare lo scream su tonalità maschili, e passa da uno scream durissimo e fortemente gutturale a tonalità normali femminili in un attimo, e miscela le sue due “voci” durante ogni singolo brano, cosa che non si sentiva dai tempi di Demetrio Stratos. Proprio come Stratos (la cui voce è stata ed è ancora oggetto di ricerca scientifica e non tutto è stato scoperto), anche Masha Scream fa continua ricerca sull’uso della voce come strumento.
Da allora, gli Arkona sono stati in una continua ascesa. Grazie all’estro compositivo di Masha Scream, a duetti chitarra-flauto o chitarra-cornamusa, ed alla voce sorprendente, ogni nuova produzione degli Arkona esplora regioni sonore impensabili, stupisce ed emoziona.
Dopo un loro tour mondiale, come gruppo di supporto degli Ensiferum, la band ha raggiunto una maturita elevatissima. Il suono hard rock contaminato da strumenti folk come cornamusa e flauto, i testi sempre a soggetto storico o pagano, hanno consacrato gli Arkona a band leader del genere folk pagan metal, soprattutto per la caratteristica di avere una voce femminile che non fa sentire la mancanza di una voce maschile in scream. Con l’album “Goi, Rode, Goi!” del 2009, la band ha sforato ogni limite di successo, ed è oggi nota in tutto il mondo come uno dei principali prodotti dell’heavy metal dell’area ex-sovietica. I testi sono quasi tutti in russo, con qualche fugace sconfinamento nel polacco o nel tedesco. L’ultimo album uscito è Yav (2014), che fa ancora da protagonista del loro tour 2016.
ArkonaA proposito di tour. Il 27 settembre, l’ultima tappa a Windsor, in Canada, vede il termine del Tour Arkona nordamericano. La data successiva, è il 13 ottobre, a Renica, Bergamo, ed inizia il mini tour italiano degli Arkona, quattro date: Bergamo, San Donà di Piave, Bologna, Borgo Priolo, organizzato e prodotto da Hellfire Booking e Bagana Rock.
Vedere gli Arkona dal vivo è un’esperienza assolutamente imperdibile. Pertanto, ci si vede da vicino, giovedì 13 ottobre, al Druso Club di Renica, a Bergamo. Intanto, gustiamoci un assaggio del loro originale folk pagan metal, intriso di Russia in ogni nota.


Goi, Rode, Goi!


Odna


Yarilo

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