Alcune brevi note su “Basta Veleni”. Brescia, 10/04/2016

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La manifestazione è terminata da meno di due ore. Questi appunti, maturati durante il corteo e al termine della manifestazione in piazza Duomo sono solo le riflessioni “a caldo”.
Che io sia molto attivo nel settore, e che quindi ci tenessi molto alla buona riuscita, è storia nota qui, da anni, per cui non ci sono misteri.
Ho scelto tuttavia di non accodarmi a nessuna delle associazioni ambientaliste o dei gruppi presenti, anche se da vari anni ci conosciamo tutti. Che nessuno pensi che ce l’abbia con loro, non era una presa di distanze politica, almeno nella maggioranza dei casi.
Ho fatto questa scelta solo per un motivo: tenermi neutrale rispetto ai gruppi partecipanti, e alla variegata costellazione dell’ambientalismo bresciano, osservare dall’esterno, in qualche modo “contare” i partecipanti, misurare le forze in campo. Ho detto osservare dall’esterno, non stare all’esterno della manifestazione: sono stato al suo interno dall’inizio alla fine, per mia volontà. Pertanto, la scelta che ho fatto è stata di fare il corteo assieme ai miei studenti, più neutrale di così… e devo dire che dal punto di vista del divertimento (non bisogna per forza essere perennemente seri durante un corteo ambientalista), della serenità ed anche dell’agibilità politica, ho fatto la scelta giusta. Si è divertita anche mia figlia, al suo debutto in un corteo.
Entriamo nel merito. Diranno che si era di meno, diranno numeri ridotti, si fa sempre così, fa parte del gioco delle parti, ma io mi baso su quel che vedo: a Piazza Duomo, una volta entrata anche la coda del corteo, erano occupati circa 7500 metri quadri di superficie, e la folla era accalcata con una densità media di 2 persone per metro quadro, quindi potete dire tutti i numeri che volete, ma per me erano presenti 15.000 persone. Il che, per una città come la Brescia del XXI secolo, e visto il tema della maifestaione, è un grande successo. In passato ho visto numeri anche raddoppiati, ma li ho visti in città che sfiorano il milione di abitanti, pertanto i 15.000 di Brescia sono un numero che incoraggia, a patto che sia solo un buon inizio.
Manifestazione estremamente sobria, composta, un segnale di serietà senza nulla sacrificare nel settore dell’allegria. Non è stata una manifestazione silenziosa quanto un funerale, ma non ha visto eccessi in senso opposto. Bene così anche da questo punto di vista.
Si era detto “niente bandiere di partito”, ma qualcuno ha fatto il fubro, per fortuna è rimasto una mosca bianca, o una pecora nera.
La cosa importante è che finalmente anche a Brescia ci siamo contati, e siamo abbastanza. Abbastanza per cosa? Per fare altro, e proseguire su questa strada. Infatti se per qualcuno “Basta veleni” era un punto di arrivo importante, un segnale chiaro da mandare alla politica ed all’industria, per me non è mai stato così. “Basta Veleni” diviene una cosa che ha avuto senso, politicamente e socialmente, solo se è un punto di partenza, solo è la linea da cui si inizia un percorso. Fino a ieri, ogni gruppo ambientalista lavorava per sè, oggi grazie alla fare preparatoria di “Basta Veleni” si conoscono tutti, e possono fare rete tra loro e, si sa, l’unione fa la forza. Quindi, tutto quel che si può fare non è quel che è stato oggi, che per carità è stato bellissimo, ma tutto quello che, basandoci sull’oggi, si fa da domani mattina.
Siamo pronti.

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