Il raggio verde.

Tutti sanno, anche quelli a digiuno di fondamenti di Ottica, che la luce solare è sovrapposizione di colori diversi, quelli che vediamo nell’arcobaleno. Grazie soprattutto ad una famosa copertina dei Pink Floyd, con un bel prisma ottico e una bella rifrazione di luce bianca, il concetto fisico è diventato noto a tutti: a causa della dipendenza dell’indice di rifrazione dalla lunghezza d’onda della luce, colori diversi vengono rifratti di angoli diversi, e la luce bianca viene scomposta.Questo ad esempio è il motivo per il quale d’estate vediamo il sole tanto rosso al tramonto: la nostra stella sta molto bassa sull’orizzonte, la luce deve attraversare uno strato di atmosfera più spesso, e la luce rossa viene rifratta in modo da colpire direttamente la superficie terrestre, dove ci sono i nostri occhi.
Già, il sole rosso, ma il rosso non è la sola componente dell’arcobaleno.
Per altri colori, non c’è possibilità di vederne, gli angoli non sono compatibili con l’arrivo del fascio di luce nel nostro occhio, ma uno sì: il raggio verde.
Sono 25 anni che cerco di vedere il raggio verde, e ancora non ci sono riuscito. E’ difficile. So con precisione quale è la condizione ottimale per vederlo, ma ancora nulla da fare, nell’ultimo quarto di secolo.
Appare per un attimo (qualche secondo, a volte anche meno di un secondo), nei tramonti estivi, ma molto dopo che il sole è diventato rosso. Appare per un attimo, giusto prima che il sole scompaia sotto l’orizzonte, in pratica il sole deve avere il bordo superiore quasi tangente all’orizzonte, proprio all’ultimo attimo prima di sparire (vedere foto). In quel momento, per un tempo brevissimo, l’indice di rifrazione dell’atmosfera, e i raggi solari radenti al massimo, può comparire un sottile strato di luce verde-azzurro. Le altre componenti della luce in quell’attimo non si vedono perché il raggio verde si distingue per contrasto con la tonalità generale giallo-arancione del cielo.
In pochi l’hanno visto, e solo tardi lo si è spiegato. Lo videro per primi i Babilonesi, e poi gli Egizi, ma non riuscirono a spiegarne il perché. Il perché fu descritto e spiegato solo dal dott. Joule nel 1869 e successivamente descritto alla perfezione da Lord Kelvin nel 1893.
Lo sto cercando da anni, da decenni, da un quarto di secolo. Fino ad ora non ci sono riuscito, se non nei sogni.
Già, perché la magia del raggio verde viene a trovarmi spesso nei sogni (e i sogni son desideri).
L’ultima volta che ho dormito, ho sognato di essere su una spiagga, in estate, in compagnia di varie persone, soprattutto amici, familiari. Si ammirava il tramonto, come si fa spesso d’estate su una spiaggia. All’improvviso, qualcuno si è avvicinato a me (era un sogno, per cui non ricordo chi, ma se mi concentro riesco a identificarlo) e si è messo alle mie spalle.
Il raggio è comparso proprio in quel momento. Ho gridato: “Raggio verde!”, è stato un attimo e poi è andato via, mi sono voltato verso chi era dietro di me, ed ho chiesto: “L’hai visto?”
Ho ottenuto un sì come risposta, e sono stato pervaso dalla sensazione di essere in buona compagnia.
L’inverno sta finendo, arriverà una nuova estate, e riprenderà la caccia al raggio verde.

Raggio verde

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