Le scarpe Bata

I titoli dei giornali (quelli svizzeri, ovviamente) parlano chiaro: “Allarme scarpe tossiche”, e parlano della catena multinazionale Bata, presente in tutte le nostre città.
E’ un nuovo allarme per la salute: attraverso un contatto prolungato della pelle della calzatura contaminata con il piede. Di che si tratta?
 
Nei giorni scorsi Bata ha ritirato in Svizzera dagli scaffali alcuni modelli in seguito a test effettuati nella Svizzera italiana e a Como, richiesti da alcune associazioni per la difesa dei consumatori. I quattro modelli di scarpe incriminati potrebbero contenere tracce di
cromo 6, prodotto altamente tossico e cancerogeno che serve a conciare le pelli.

Si tratta di una procedura standard in simili casi, indica Bata in un comunicato diffuso alla stampa, e sempre secondo la catena di vendita, le scarpe in cui sono state rinvenute tracce di cromo 6 non presentano alcun rischio. Test interni hanno infatti dimostrato che i tassi sono inferiori ai limiti internazionali ammessi.
Vero o non vero, al momento forse (è paradossale, lo so) è la cosa che interessa meno. Interessa semmai che ancora oggi l’Unione Europea non ha disposizioni specifiche sulla presenza ammessa di Cromo 6 nelle calzature, fatta eccezione per 2 casi:
1) Un limite di 10 mg/kg (o ppm, cioè parti per milione) di Cromo 6 nelle calzature per uso professionale: in questo caso è un limite cogente, cioè obbligatorio per legge.
2) Un limite di 10 mg/kg nelle calzature che intendono ottenere il marchio Ecolabel; in questo caso il limite è volontario, perché non è necessario il marchio Ecolabel per commercializzare le calzature.
 
Solo alcuni Stati hanno provveduto con limiti specifici: ad esempio in Germania le calzature devono rispettare un limite massimo di 3 mg/kg di Cromo 6, mentre in Italia non è indicato il tetto massimo.
Si tratta di cromo esavalente, sostanza instabile ma velenosa. Lo dice la chimica, lo dice la biologia, lo dice la medicina, ma a quanto pare non basta, se a livello legislativo viene ancora sottovalutato il suo potere cancerogeo.
Proprio, agli inizi di ottobre 2012, un rapporto di Human Right Watch (HRW) ha documentato i problemi di salute e sicurezza tra i lavoratori di molte concerie nel quartiere Hazaribagh a Dacca, capitale del Bangladesh. Fra di loro anche bambini di appena 11 anni, che si ammalano per via dell’esposizione a sostanze chimiche pericolose, poi riversate inquinando le comunità circostanti. Ma non abbiamo bisogno di arrivare fino in Bangladesh, per vedere gli effetti sulla salute dei poli conciari. Basta fare un giro in posti (anche belli) come Montecchio Maggiore (VI), o Solofra (AV).
Per approfondire la questione specifica delle scarpe Bata, si trova poco in rete. Giusto un paio di comunicazioni da parte di Ticino on line e RSI – Radiotelevisione svizzera

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in salute. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...