Delirio politico prima delle elezioni, sia politiche sia del Papa.

I temi importanti della politica non sono stati neanche toccati: guerre valutarie (perchè secondo voi, in Africa che sta succedendo? L’imposizione di nuovi regìmi filoeuropei prima che arrivino i cinesi, proprio come negli anni ’60 lo si faceva in chiave anti-sovietica), la prossima bomba tossica dei titoli derivati, già piazzati in tutte le borse di tutto il mondo, e le cose autenticamente serie. Senza che ci giriamo attorno: le organizzazioni politiche “forti” non sono certo nè il PD nè il PDL nè Monti nè altri, ma sono il Vaticano e la Massoneria, e la partita se la stanno giocando loro, in un quadro internazionale in cui l’Italia è solo periferia, ma una periferia che dal punto di vista strategico e geopolitico serve a qualcosa.
Un anno fa, le false primavere arabe, ora sia la Siria, sia le campagne francesi in Africa centrale. Tutti a dire che era bisogno di democrazia di società giovani, nessuno a far notare che erano manovre studiate di contrasto economico contro la Cina. La maschera è caduta solo con l’entrata francese in Mali, dove la strategia si vede con fin troppa evidenza (ne seguiranno altre, il Mali è solo l’inizio) e dopo la presa europea dell’Africa, seguirà l’attacco anti-cinese all’America Latina. Dobbiamo arrivare prima noi (ma poi noi chi? Noi contiamo qualcosa?), prima dei cinesi.
Qualcuno potrà dire che è un piano massonico, chi lo sa, per carità ci può anche stare, ma l’altro potere, il Vaticano, è pronto a giocare la sua carta. “Magicamente”, Benedetto XVI, eletto in quanto bavarese e nel quadro di una manovra anti-Rotschild teso ad una rottura dell’equilibrio massonico europeo, ha fatto il suo tempo e si dimette. Il prossimo conclave, oh caso strano, eleggerà molto probabilmente una Papa sudamericano (la campagna dell’America Latina non la fanno solo le organizzazioni massoniche) che caso strano sarà legato o proverrà direttamente dall’Opus Dei (lo schudo vaticano contro le massonerie). Vogliamo scommettere?
Per le elezioni politiche, conta molto vincere questo giro: la carica di Napolitano sta per scadere, e chi ha la maggioranza ora, con le elezioni del 24, potrà imporre il prossimo inquilino del Quirinale. E’ per questo che votiamo, per scegliere chi potrà decidere il prossimo Presidente. Eppure, se si guarda bene tra le righe, appare chiaro chi sono i due possibili candidati: se vince il PDL, proporrà Gianni Letta (soprattutto se arriva il Papa latino americano), e lo farà vincere, se invece ora il governo va al PD, allora metteranno al Quirinale Romano Prodi, che piace tanto all’Europa bancaria e massonica forse anche più di Monti. Scommettiamo anche sul prossimo presidente della Repubblica?
A me pare che tutti i giochi siano già fatti anzi tempo, e che la Grande Recita, figlia della Grande Truffa di cui parlavo qui nell’estate 2005, sia oramai un meccanismo bene oliato e nel quale, anche se siamo chiamati a votare, non contiamo assolutamente nulla.
Questo naturalmente ancora una volta mi toglie interesse al voto, ma mi fa lanciare anche questa doppia scommessa sul prossimo Papa e sul prossimo Presidente della Repubblica.
E non fa nulla se le due scommesse le perdo (magari!), tanto questo non è un post serio, ma un delirio.
Solo un delirio.

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