Chi va avanti e chi va indietro

Una volta, ma tanto tempo fa, viaggiavo in automobile lungo una strada. Sapevo che la mia destinazione era dopo il semaforo, terza traversa a destra. Arrivai al semaforo, che ovviamente era rosso, attesi pazientemente il verde e proseguii: ero quasi arrivato, ma sbagliai a contare il numero di traverse. Misi la freccia, voltai ed entrai nel vicolo stretto. Pochi metri e mi accorsi che non era la strada che dovevo prendere io, ma non solo. Era un vicolo molto stretto, dove era impossibile fare un’inversione di marcia, ed era anche senza sbocco, senza uscita.
Avevo sbagliato strada, ero in un vicolo cieco, e per giunta stretto. Senza pensarci due volte, misi la retromarcia, e tornai indietro, sulla via principale, alla ricerca della strada giusta.
Da quel giorno, mi viene sempre da sorridere quando sento, in politica come nel privato, persone (e non mi riferisco solo a Monti e Bersani quando commentano le assurde riforme che ci propinano, ma anche a gente comune e magari cara) intelligenti dire frasi senza senso come: “Va da se che indietro non si torna”, “Sfugge che non possiamo tornare indietro”, e così via fino al classico “Non possiamo fare retromarcia, lungo a strada delle riforme” (adducendo come scusa che l’Europa ci guarda).
In fin dei conti, è solo pura miopia. Capita eccome, di sbagliare strada, di intraprenderne una che o non porta a destinazione o, come nel mio esempio automobilistico, non porta proprio da nessuna parte perchè è una strada senza uscita.
E’ questione di intelligenza, e magari anche di mettere da parte orgoglio e arroganza (perchè sono certo che chi pensa di non dover mai tornare indietro alla base ha motivi di orgoglio, come faceva Berlusconi, che mai ammetteva di aver sbagliato, eravamo noi a fraintederlo). Se si sbaglia strada, si mette la retromarcia, si torna sulla via principale, quella conosciuta e ci ha portato fin qui, e da lì si sceglie un’altra strada, magari con fantasia e creatività. Ma si può sempre tornare indietro, e a volte addirittura si deve (se per esempio in fondo alla strada c’è un burrone…)

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