14.11.12 – Cinque minuti all’apocalisse

Copio incollo dal blog del Collettivo Latrones. Solo il testo è mio, la grafica ovviamente è di quei geni lì.

Cinque minuti all’apocalisse, e stavolta non è certo l’omonimo orologio, quello del rischio nucleare. Per certi versi stavolta è peggio del rischio atomico, è un rischio sociale, di stile di vita, di civiltà. Le politiche europee contro una crisi fortemente artificiale, in cui i nomi degli artefici e quelli dei risolutori sono fatalmente mischiati e a volte addirittura sovrapposti, hanno lasciato il segno in tutti e 25 Paesi dell’Unione. Così, se prima scioperava la Grecia si poteva dire che era un problema greco, se a scioperare era la Spagna si poteva cantar vittoria dicendo “la Spagna sta peggio di noi”. Una cantilena estenuante, questa, ogni volta qualcuno doveva ricordare a quei “poveri ignoranti” dei cittadini del resto d’Europa che c’era qualcuno che stava peggio. La solita cantilena del principio “divide et impera” della Roma tardo-imperiale, che proprio con quel “divide et impera” sancì l’inizio della propria fine sotto la pressione delle invasioni barbariche.
Stavolta però chi governa l’Europa è sotto la pressione dei suoi stessi cittadini. Non sono più soltanto la Grecia, la Spagna, la Lituania. Verrebbe quasi da dire che i barbari siamo noi. L’ondata di malcontento ha toccato tutti i Paesi dell’Unione, e a Bruxelles c’è da prendere una scelta: reprimere tutti, riducendo tutte le proteste a un problema di ordine pubblico, o scendere a patti con centinaia di milioni di cittadini esasperati, che iniziano a fregarsene di sentir dire di tirare la cinghia perchè “altri stanno peggio”.
Se l’UE sceglierà la prima ipotesi, ne avrà la forza, ma anche il polso politico? Per la forza, con previdente spirito di iniziativa, da qualche anno ha creato l’Eurogendfor, la “polizia europea”, la “gendarmeria internazionale”, con sede (caso strano) in Italia e di cui fanno parte anche i nostri carabinieri, ma basterà? L’esistenza di una polizia europea in fondo significa solo che alla prossima manifestazione potremmo ricevere manganelli e lacrimogeni da un agente che parla olandese, o spagnolo, ma non basta. Occorre anche avere il polso politico della società, per sapere bene quando reprimere e quando fare concessioni, come ben sanno i nostri vecchi democristiani di lungo corso che hanno mantenuto il potere per cinque decenni, riuscendo ad alternare sapientemente le cariche della celere alle riforme a favore dei lavoratori. O forse si adotterà la soluzione olandese, che ha ottenuto la pace sociale vendendo legalmente droghe e vagine come se fossero patate e cipolle?
Qualunque sia la scelta di Bruxelles, quel che è certo è che il tempo è poco, e già nelle teste sentono un “tic tac” che assomiglia ad un conto alla rovescia. Se fino ad ora milioni di persone ci sono cascate, ora a troppi è chiaro che non è un’Europa dei cittadini, non avendo neanche una Costituzione ed un corpus legislativo, ma solo un Europa di capitali, essendo solo – questa Europa – una moneta unica. Di certo, un immobilismo politico finirebbe di distruggere un sogno europeista che risale a Carlo Magno e in cui oramai quasi più nessuno crede.
Qualunque sia la scelta di Bruxelles, ma anche dei suoi oppositori, c’è da muoversi, prima dello scoccare dell’ora fatale. Che poi non si sa neanche “fatale” che cosa sarà, se la fine dei soldi, con un tracollo come quello sovietico, o del credito politico, come successo nei Paesi dell’Africa mediterranea.
Per ora, sembra che ai vertici dell’UE stiano solo pensando le cose che aveva profetizzato lo scrittore Stefano Benni ben trenta anni fa, in un suo fortunato romanzo: “Se almeno non scendessero nelle piazze a manifestare, se almeno se ne stessero a casa. I cittadini sono il peggiore ostacolo, per una democrazia moderna”.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in europa. Contrassegna il permalink.

4 risposte a 14.11.12 – Cinque minuti all’apocalisse

  1. minpeppex ha detto:

    Quindi “droga e vagine” in Olanda è un po’ come l’equivalente del nostro “panem et circenses”… geniale! Uno pensa sempre “mmazza come stanno avanti ‘sti olandesi, loro sì che sono liberali!”, e invece guarda te come, osservando da quest’altra prospettiva, il senso cambia radicalmente.

    • alex321v ha detto:

      La liberalizzazione della prostituzione e delle droghe leggere ha avuto, ed ha ancora, una funzione di mantenimento della pace sociale, come da noi il lotto ed il campionato di calcio, ma elevato all’ennesima potenza, come forza dirompente. Da noi può succedere che gli operai del Sulcis si arrabbino e facciano storie al governo, il Regno d’Olanda (perchè di Regno e non di Repubblica si tratta) ha risolto dando loro marijuana e prostitute, entrambe disponibili a far dimenticare le brutture della vita. Non è un caso se l’Olanda non ha avuto, nel decenni scorsi, una storia di movimenti sindacali e politici come da noi.

      • minpeppex ha detto:

        Ma se la cosa viene vista da quest’angolazione, se prostituzione e droghe legalizzate possono trasformarsi così in un’arma a doppio taglio, cosa ne sarà di tutti i bei ragionamenti sul tema della prostituzione legalizzata e tassata, e sulla legalizzazione delle droghe leggere come lotta ai trafficanti, che pure vengono ciclicamente promossi dalle correnti di pensiero più evolute?

      • alex321v ha detto:

        Evolute in senso olandese? 🙂
        A parte gli scherzi, come in tutte le cose, si tratta di armi a doppio taglio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...