Il Regio Decreto sulle automobili

La prima normativa nazionale comparsa in Italia riguardante le automobili è il Regio Decreto numero 416 del 28 luglio 1901, prima di esso erano i singoli Comuni che fissavano le regole. Il che era un casino anche abbastanza grosso, visto che comuni diversi mettevano regole diverse. Ad esempio, il comune di Milano aveva già introdotto con un suo regolamento l’obbligo della registrazione del veicolo e dell’apposizione della targa, invece a Bergamo la targa era facoltativa. Quindi, anche se le automobili all’epoca erano davvero pochissime, e soprattutto erano le prime, fu necessario, in quell’estate del 1901, licenziare una Legge Nazionale, e siccome all’epoca l’Italia era una monarchia, ci volle un Regio Decreto, che aveva ed ha valore di legge.

Oltre alla targa, all’istituzione del libretto di circolazione, ed altre amenità, c’era una norma che oggi, in un mondo in cui la civiltà è basata sull’automobile, troviamo certamente curiosa:

Chiunque debba circolare per l’interno di un centro abitato, pur rispettando il limite di velocità di 12 Km/h, ha l’obbligo di apporre, a proprie spese e non oltre le 48 ore precedenti lo spostamento in automobile, apposito annuncio su un giornale quotidiano diffuso nel Comune in cui avverrà la circolazione in automobile, recante orari e percorso degli spostamenti stesso.

Carino eh? Non per il limite di velocità di 12 Km/h, che per l’epoca era comunque un “correre forte”, ma per il fatto in sè: in pratica, se volevi prendere l’automobile, e andare da un luogo all’altro, due giorni prima dovevi far pubblicare l’annuncio sul giornale. Dovevi dire a che ora partivi, e che strade facevi. E se poi deviavi percorso, ti sequestravano l’automobile!

Il motivo chiaramente c’era. Oggi le nostre città sono invasa da automobili, gas di scarico, rumori di clacson, automobilisti che si insultano e che bestemmiano, ma nel 1901 le nostre città erano ben diverse. Non si girava in automobile, si girava in bicicletta sì, ma la maggior parte dei veicoli che si muovevano per le strade… o erano cavalli, o erano carrozze a cavallo. Il senso del Regio Decreto n. 416 era proprio questo: le automobili erano una novità, le strade erano piene di carrozze (anche i taxi e gli autobus erano tirati dai cavalli), e il sopraggiungere improvviso di un automobile, con relativo rumore del motore (e le auto dei primi del ‘900 erano molto più rumorose e scoppiettanti di quelle di adesso), creava il rischio di spaventare i cavalli, di farli imbizzarrire. Per questo motivo, era necessario mettere l’annuncio sul giornale, in modo che i conducenti di carrozze e omnibus a cavallo fossero a conoscenza del fatto che stesse per arrivare, alla tale ora sulla tale strada, un’automobile. Potevano o cambiare percorso, o in alternativa tenersi stretti i cavalli.
Il Regio Decreto n. 416 fu convertito in legge, poi modificato. La sua stesura finale è la Legge numero 524 del 15 luglio 1909, e reca in via definitiva la norma del mettere l’annuncio sul giornale due giorni prima dell’uscire in automobile.

Fin qui, è una curiosità storica. Ora viene il bello.

Il Regno d’Italia è finito nel 1946, è nata la Repubblica, e tutto il resto che sappiamo. Ma la Legge 524 del 15 luglio 1909 è stata acquisita dalla Repubblica Italiana senza modifiche e, soprattutto, non è mai stata abrogata. Nessuno si è mai preso la briga di abolirla, in quanto superata dai tempi. Perchè di questo si tratta: è semplicemente superata.

Tuttavia, non essendo mai stata abolita, è una Legge dello Stato tuttora in vigore: chiunque debba mettere in moto e muoversi in automobile, ha l’obbligo di far mettere a sue spese l’annuncio sul giornale due giorni prima. Chi non pubblica l’annuncio sul giornale, sta commettendo un reato. Se non rispetta questa norma, la Legge 524 parla chiaro: ai trasgressori viene applicata una sanzione pecuniaria, il sequestro del veicolo per mesi tre, e in caso di reiterazione l’arresto fino a mesi sei.

Tutto chiaro?

Ehi, Presidente Monti! Invece di pensare sempre alle spending review e ad altre amenità, vogliamo pensare a far rispettare le leggi dello Stato? Iniziamo a far rispettare questa, ad esempio. Da domani. Da subito. Penso che ne vedremmo delle belle 😉

Ora che ci penso… e se il prossimo Consiglio dei Ministri decide di farla rispettare davvero? Credo che con le sanzioni pecuniarie dovute a questo tipo di reato, si potrebbe risanare il deficit di tutta l’Italia e dintorni…

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2 risposte a Il Regio Decreto sulle automobili

  1. Singolare scritto, Alex. Complimenti

  2. minpeppex ha detto:

    Ma guarda un po’ tu a questo, cosa gli deve mettere rind ‘a capa a Monti… guarda che pur di spennarci, quello è capace di farlo!!! ;-P

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