Qualcosa si muove ad Acerra

Pubblicato sul blog del Collettivo Latrones.

Qualcosa si muove ad Acerra

Sono anni che, quando si parla di raccolta differenziata, il coro generale parla di Italia a due velocità. Una, quella del Nord, che secondo il coro sarebbe ad alto livello di raccolta differenziata, con risultati – dicono – eccellenti. L’altra, ovviamente quella del Sud, che sarebbe arretrata e con tanta strada da fare. Poi “a parte”, in questa classifica degli orrori, c’è ovviamente la Campania, la terra dell’emergenza perenne, dove la monnezza sta ovunque e dove, secondo quei tanti italiani che non muovono il culo dalla sedia, la gente campa nei cassonetti o direttamente nei sacchetti. Fa nulla se poi, quando si stila la graduatoria per Comuni, per contare quanta differenziata si fa, nella top ten ci stanno comuni come Mercato San Severino e Atena Lucana, rigorosamente salernitani, o se qualche anno fa, quando per la prima volta si fece il concorso per “Comuni ricicloni” vinse Baiano, al confine tra le provincie di Avellino e Napoli. Fa nulla, basta citare sempre i soliti comuni del centro nord, farli apparire virtuosi, e non citare un sud che invece sperimenta, fa prove e controprove, fa ricerca attiva nel settore, e spesso si dimostra tecnicamente molto più avanzato.
Così, è stata degradata a “cronaca locale” la notizia che in appena 12 mesi il Comune di Acerra, rinomata località poco turistica, nota per l’inceneritore, per i siti di stoccaggio delle ecoballe e per qualche centinaio di discariche abusive, sia passato da un misero 10% di raccolta differenziata ad un onorevole 62%. In 12 mesi. Non male, per un comune dell’area metropolitana di Napoli che conta circa 57.000 abitanti. E’ bene invece dare risalto, a questi esperimenti che riescono. Alla fine non è stato neanche difficile, come ha raccontato il sindaco: “E’ bastato spiegare alla gente di cosa si trattasse e perchè farlo”.
Ma si tratta di Acerra, di Campania, di Sud, quindi scatta subito il “chi se ne frega”, o il lasciar scorrere come cronaca locale: mica è camorra, non ci sono omicidi, nè mazzette, nè imbrogli. Solo impegno civile, prima ancora che amministrativo, di un Comune e dei suoi cittadini. Qualcosa si è mosso ad Acerra, qualcosa che nei prossimi mesi farà da esempio, ci auguriamo, per i comuni limitrofi.
Con buona pace per un vicino con cui parlavo stamattina, comodamente seduto sulla loggia di una cascina lombarda. Mi raccontava che al comune di Rezzato, alle porte di Brescia, hanno raggiunto la stratosferica percentuale del 65% di raccolta differenziata, e sono ben 14.000 abitanti! Ha voluto sottolineare che ci sono riusciti perchè il loro percorso sulla differenziata è iniziato 15 o 20 anni fa.
Che dire? C’è da essere proprio bravi, a metterci 20 anni per arrivare al 65% su 14.000 abitanti. Meglio ignorare Acerra, che passa dal 10% al 62% in un solo anno, su 57.000 abitanti!
Ah, la differenza tra nord e sud…
Ovviamente, l’esperimento ed il successo di Acerra avranno senso solo a due condizioni: il mantenimento (se non l’aumento) del livello di differenziazione nei prossimi anni, e l’estensione della metodologia da loro adottata anche al resto dei comuni campani. Prima o poi si dovrà notare, quello che ho notato vivendoci per tre anni: la vera terronia è altrove.
Intanto, qualcosa si muove, ad Acerra. E si spera non solo.

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