Colazione a Ponticelli

Anche questo proveniente dal blog del Collettivo Latrones.

La chimica e la termodinamica in questi casi non sono un’opinione: la combustione di appena una manciata di copertoni produce più diossina di quanta ne sia consentitadalla legge e dalla
biologia. Molta di più. Troppa di più. Poco meno di dieci anni fa infatti, per quanto riguarda la provincia di Caserta, la presenza di diossina è stata imputata da parte di chi ha indagato, proprio agli incendi di pneumatici. Una bomba ecologica a cielo aperto.
Per evitare guai, l’unico modo è smaltirli regolarmente. I modi ci sono, più di uno. Se ne può fare la ricostruzione, o la pirolisi, o li si può riciclare meccanicamente, per ottenere gomma per altri usi. Tutto già previsto dalla legge: infatti quando andiamo a comprare gli pneumatici nuovi, paghiamo al gommista un contributo (circa 20 euro per ogni singolo copertone) per lo smaltimento di quelli vecchi, che gli lasciamo.
I gommisti però si ficcano in tasca quei soldi, per una cupa ingordigia da quattro soldi, ingordigia che negli anni, su migliaia di vecchi copertoni non smaltiti, gli frutta una discreta fortuna. E gli pneumatici fuori uso fanno le fini peggiori. Bruciati sulle strade di periferia, a fare da letto di combustione per incendi di rifiuti, o ammassati in enormi discariche abusive.
Succede stavolta a Ponticelli, a via Botteghelle, in un vecchio capannone industriale. Ad essere ammassati lì, scoperti dai vigili urbani di Napoli, accanto alla linea ferroviaria che porta i turisti a Napoli, immortalati da centinaia di foto scattate dai loro cellulari, circa 1000 tonnellate di pneumatici. Sfugge all’immaginazione umana, quante siano mille tonnellate di pneumatici, è lontano dalla dimensione quotidiana delle merci e degli oggetti con cui abbiamo a che fare. Quante sono mille tonnellate? Non certo caramelle, e nanche il contenuto di un camion. Se li mettessimo uno accanto all’altro, come a costruire un puzzle dell’orrore, con quei vecchi copertoni ricopriremmo completamente il manto erboso di uno stadio da calcio di serie A. Ecco più o meno quante sono, mille tonnellate di pneumatici.
Copertoni abbandonati, pronti all’uso. Chiunque poteva andarne a prendere qualcuno, per l’uso peggiore e più improprio possibile: prostitute per i loro fuochi notturni, ladri di galline dediti al bruciare monnezza per pochi spiccioli, cementifici che vogliono risparmiare sul costo del combustibile, e magari qualche panificatore senza scrupoli. O forse prima o poi sarebbe successo come a Marcianise nel 2003, quando prese fuoco tutto il deposito di vecchie gomme, e ci volle quasi una settimana per spegnerlo.
L’emissione fuori norma di diossina comincia così, in Campania come altrove. Non solo di diossina, ma anche di residui di idrocarburi, in dosi massicce. E una notte, si sarebbe vista la grande fiamma, come tante se ne sono già viste e tante se ne vedranno ancora, con quella nube di fumo nero e pesante, inconfondibile quando a bruciare sono pneumatici. Quel fumo nero talmente pesante che sembra stenti a sollevarsi verso l’alto, e rimane basso spostandosi orizzontalmente, e poi quella polvere nera che, cullata dalla brezza marina dell’alba, è sempre pronta a ricadere sulle prime colazioni degli abitanti del quartiere.
Tante volte è già successo, questa volta no, ma chissà quante volte succederà ancora.
Per 20 euro a pneumatico, che un gommista preferisce intascare.
Buona prima colazione, Ponticelli.

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2 risposte a Colazione a Ponticelli

  1. minpeppex ha detto:

    E di nuovo, perché il gommista preferisce intascarsi 20€, al di là dell’ovvia disonestà e mancanza di coscienza? ma perché il sistema glielo consente… ci fossero dei controlli, ma veri! controlli severi di quelli che se sgarri, i 20€ a copertone te li fanno ricacciare dal lato B, e con gli interessi, forse ci penserebbero su due volte.
    Bastardi, i gommisti disonesti e i controlli inesistenti!!!

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