Non vedo, non sento, non campo

Riporto così come pubblicato sul blog del Collettivo Latrones.

Scriveva B. Franklin tanto tempo fa che “la democrazia sono due lupi e un agnello che votano su cosa mangiare a colazione, mentre la libertà è un agnello bene armato che contesta il voto.”
Messa su questo piano, in Campania siamo tutti agnelli, e c’è tanta tanta democrazia. E noi agnelli campani, lontani dall’essere bene armati, spesso dimentichiamo di essere cittadini.
Cittadini che quando parlano delle cose che “vanno male” riescono a farlo sempre meno con una sana ingenuità, e sempre più con una dose eccessiva di vittimismo, come se ci fosse una “vocazione al subìre”.
Non è neanche una questione di legalità. Di dualismo tra buoni e cattivi, o tra pubblico e privato, o tra Stato e mafie. Troppo spesso non si vede più quale sia la reale differenza: si vede una continua serie di illeciti da tutte le parti, da parte della criminalità, da parte dei piccoli privati, da parte delle istituzioni pubbliche. Illeciti ambientali, amministrativi, fiscali, sociali e tutto il resto. Nel silenzio, nel subìre. Dove chi alza la voce viene rapidamente etichettato come “ribelle senza motivo, tra poco morto e dimenticato”.
E’ un’eredità antica, che porta la memoria verso dominatori stranieri, con nomi spagnoli e con titoli di hidalgos, esentati dal pagare le tasse, e con il potere di depredare. Quel potere che ha scollato per sempre il concetto di popolo da quello di Stato in tutte le loro ex colonie, sia mediterranee sia latino-americane. Qui non esiste alcun concetto che riporta al classico “lo Stato siamo noi”. Lo Stato è qualcosa di “lontano”, di “estero”, anche dopo l’unità d’Italia quando veniva dispregiativamente chiamato “Stato piemontese”, che prende e porta via, sempre, dalla tassa sul macinato all’Irpef. E’ c’è stato solo da subìre, senza mai ribellarsi, o con le poche ribellioni stroncate, da Masaniello al 1848, passando per il 1799, fino a convincersi di essere vittime perenni, e che non esiste alcuna condizione diversa dall’essere vittime. Pertanto, essendoci scritto “vittima” anche nel DNA, non ha alcun senso il ricercare una condizione alternativa. Tanto non cambia il resto di niente. Il Re, di chiunque è il turno di essere Re, sta dentro, e il popolo resta fuori. Meglio pensare ad una vita a testa bassa, a pensare ai fatti propri, a non guardare nulla di quel che succede.
Meglio non vedere. Non si guadagna niente nel vedere, sentire, parlare. E’ la genesi dell’omertà. Un istinto di conservazione. Il negare ogni contestazione da agnelli al voto dei lupi.
E’ la Campania, terra dove la maggior parte della gente proverbialmente convive con i soprusi di ogni origine senza lamentarsi affatto, con l’immondizia senza lamentarsi troppo. La Campania, terra di gente che in tutta Europa è quella che si ribella di meno, alza meno la voce, dove la speranza muore e molti, anzichè ricostuirla, si rifugiano nel gioco del lotto; dove se proprio si ammalano di cancro, fanno un pellegrinaggio a Lourdes. La Campania, terra di molti che subiscono dominazioni prima straniere da secoli, poi camorristiche oggi, senza alzare la testa, che subiscono gli errori, a volte voluti, dello Stato senza alzare la testa, che si sono sempre lasciati vessare e si fanno vessare ancora. La Campania, la terra ideale dove portare i veleni d’Italia, dove imbrogliare sulle regole, dove costruire senza autorizzazioni. Con buona pace per gli spot pubblicitari estivi della Regione, volti a racimolare turisti con lo slogan: “Campania, una regione alla luce del sole”.

Advertisements
Questa voce è stata pubblicata in provocazioni. Contrassegna il permalink.

Una risposta a Non vedo, non sento, non campo

  1. Mario Intini ha detto:

    Questa attitudine non è campana, ma italica
    Bello scritto

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...