Domenica mattina

Alle ore 5.40 apro gli occhi. E’ un po’ di tempo che ho preso l’abitudine di andare a dormire presto, per non soffrire troppo del suono della sveglia, al mattino. Così, di solito alle sei sono sveglio, ma oggi è domenica, la sveglia non c’è, e quindi per un’odiosa magia succede che ci si sveglia prima.
Mi alzo, guardo sul telefono l’elenco delle chiamate perse, sono due: una poco dopo le 23.00 (quando ero a nanna già da un’ora) e la seconda all’una del mattino; il telefono dice “numero privato”, ma tanto già so chi è, non è la prima volta che lo fa, e ancora non capisco per quale motivo nasconde inutilmente il numero e squilla a vuoto, tanto vale attendere che rispondo e almeno salutare, o provare a dire qualcosa, no?
La caffettiera borbotta, il cielo mi informa che è una bella giornata di sole. Prima però c’è il rito del caffè. Rito intoccabile.
Poi, approfittando della mattina di sole, si prende la macchina fotografica e si va. Su per le colline della verde Irpinia, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Di certo, non va bene restare qui: è il troppo pieno che alla fine esonda. Dagli occhi, prima ancora che dal cuore, che non può parlare.
Via. Via. Via. Andare. Per il solo gusto di farlo. Di mettere un piede dietro l’altro, che puoi camminare e vivere. Via. Via. Via.

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6 risposte a Domenica mattina

  1. Blo ha detto:

    Il numero privato è della famosa persona di cui me ne hai brevemente parlato?

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