Lavori notturni

La sigaretta pende dalle labbra, vicino all’angolo destro della bocca, sulla punta si è formata della cenere, presto cadrà.
Le dita continuano a muoversi rapide, a tratti convulse, sulla tastiera, lo sguardo sembra ipnotizzato dalla luce del monitor. Tutto attorno è buio: oltre la luce del monitor c’è solo una luce laterale, accanto al tavolo, piuttosto fioca.
Il fumo entra negli occhi, da un po’ fastidio, ma le dita continuano a correre.
Sulla scrivania, accanto alla tastiera, c’è una tazza da caffè ormai vuota, un po’ del suo prezioso contenuto è gocciolato su alcuni fogli.
Un orologio su una mensola, parzialmente nascosto da una pila di libri, indica che sono passate le 4 del mattino. Fuori è tutto buio. Una campagna che dorme.
Le parole generate dai movimenti delle dita compaiono rapidamente sullo schermo, sono pensieri sparsi, riflessioni che escono da un cervello che non si accontenta di quel che ha raggiunto fin ora. La cenere cade dalla sigaretta e finisce sulla tastiera, tra i tasti “k” e “l”, qualche granello rotola fino alla barra spaziatrice.
E’ un cervello che ha costruito delle cose. Ha incamerato un background culturale per se stesso, ha realizzato una percezione del mondo tutta propria, una discreta professionalità ed un modo di essere e di vivere, una dimensione interiore, una personalità, degli spazi. Il tutto messo a disposizione gratuitamente alla persona di cui fa parte.
Eppure… non si sente “arrivato”, non si sente “al traguardo”. Si pone domande. Molte domande.
Sì d’accordo, ho costruito tutto questo… ed ora? Cosa me ne faccio?
In che direzione dovrei modificare le dimensioni di cui sopra?
Conosco tante cose, ma in confronto alla vera Conoscenza, sono poche nozioni sparse… ed ognuna schiude un universo intero fatto di ignoto.
Come conoscere ancora?
Come voglio che sia la vita della persona di cui faccio parte… tra un anno?
Come voglio relazionarmi rispetto a chi mi circonda e a chi mi si presenta?
Come risolvo questioni che riguardano altre persone, quindi altri cervelli? (e se fossero cervelli gemelli?)
Come sconfiggo la solitudine?
Stanotte questo cervello avrà molto da pensare… rileggendo ciò che le dita hanno prodotto sulla tastiera.

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2 risposte a Lavori notturni

  1. minpeppex ha detto:

    Alle domande non rispondo, non ho risposte, o se anche le ho, possono andar bene per me… forse.
    Dico solo che il traguardo non è unico, la vita offre una quantità considerevole di traguardi, tutti in rapida successione, alcuni anche paralleli. Perché vorresti sentirti “arrivato”? arrivato è colui che giunge ad una meta, e finché c’è vita, la meta resta lontana… ti auguro di sentirti “arrivato” il più tardi possibile 😉

  2. alex321v ha detto:

    E’ solo una “ripresa”… Il post è del 25 ottobre 2004, e stava qui: http://alex321.splinder.com/post/3229329/lavori-notturni 🙂

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