.: Ed oggi… :.

No no, non temete, non vengo ancora a parlare di elezioni e ballottaggi. Abbiamo già fatto abbastanza overdose ieri 😉
Sabato, l’esperienza che ho fatto a Vighizzolo è stata speciale. Avevo un po’ di remore mentali. Intervenire durante un concerto non è per me una novità, era già successo in passato, ma andare a parlare di monnezza ad un concerto in cui si suona roba che va dal punk al metal, mi aveva fatto porre seri pensieri sul come approcciare un tipo di pubblico assolutamente nuovo 🙂
Come avevo già segnalato negli scorsi post, comunque l’evento era organizzato per parlare di discariche e di rifiuti speciali, e quando non ci sono tra i piedi i noiosissimi rifiuti urbani, qualcosa riesco sempre a inventare. E il pubblico era comunque già sensibilizzato.
La prima sorpresa è stata all’arrivo. Vedere un grande campo, grande quanto un campo da calcio, pieno non solo di giovani che vogliono sentire musica, ma anche di famiglie con bambini, coppie di anziani, e un po’ dei campioni estratti da tutta la popolazione, è una cosa che fa piacere. Non solo per la sensibilizzazione, ma anche per il momento conviviale importante e bello. Quindi, una bella atmosfera, molto coinvolgente.
La seconda sorpresa è arrivata quando sono andato a sbirciare verso il grande palco. Che mia figlia balli al suono dell’heavy metal, è cosa da me risaputa: quando ci vediamo la sera, è lei per prima che inizia a borbottare: “Papà! Metal!”, finchè non accendo lo stereo. Sabato ho scoperto che tutti i bimbi ballano il rock. Questa scena mi è piaciuta molto. A causa della forte amplificazione (c’era un gruppo che stava già suonando live), il pubblico era abbastanza lontano dal palco, e parecchi erano anche, ovviamente, allo stand dove si vendevano birra e salsicce, o sparsi in giro. Ebbene: sotto il palco era pieno di bimbi che ballavano il rock!
Mi sono reso conto di avere lasciato a casa sia la macchina fotografica sia la telecamera, e mi sono arrangiato con il cellulare.
Quando è arrivato il mio turno di salire sul palco, mi sono detto: “tanto non mi ascolterà nessuno, meglio così”. D’altronde, visto da terra, il campo sembrava vuoto, e la maggior parte della gente era sotto il tendone con le panche e i tavoli, a bersi una birra.
Appena ho iniziato, mi sono accorto di tre cose: visto dall’alto, il campo non era affatto vuoto; il tendone con le panche si era svuotato, ed erano venuti tutti fuori, i bambini erano ancora in prima fila, incuranti dell’amplificazione che sparava la mia voce a non so quanti watt, erano tutti seduti per terra, a gambe incrociate, e mi ascoltavano a bocca aperta.
Ecco, questa cosa dei bambini mi ha fatto venire la pelle d’oca. Considerando che il campo si trova stretto tra quattro discariche, due di rifiuti speciali, una di terza categoria (rifiuti tossici) ed una di amianto/eternith. Ho guardato i bambini negli occhi, loro hanno guardato me. Mi è venuta di nuovo la pelle d’oca. E poi ho deciso: al diavolo le migliaia di persone sul campo, meglio parlare per loro.
 



(Un grazie a Fabio Petruccelli per la foto).

Cronaca dall’Esterno.
Per la politica segnalo volentieri l’editoriale su Altrenotizie, per il resto è già tempo di pensare ai referendum.
 

Cronaca dall’Interno.
Sfide importanti nella vita privata e quotidiana. In pratica, mo teng ch’ffà… e seriamente. E intendo mettercela tutta.

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2 risposte a .: Ed oggi… :.

  1. utente anonimo ha detto:

    Non sarebbe male nutrire la piccolina anche un po' a "pane e Bruce Springsteen"
    Concetta inguaribilmente malata di springsteenite cronica

  2. maredidirac ha detto:

    è così bello rileggerti 🙂
    la foto è meravigliosa!!!
    baci a tutti e tre

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