.: I giardini d’inverno :.

I giardini pubblici del piazzale sono gelidi, la mattina. L’area con i giochi per i bambini è vuota, e nei giardini veri e propri, tra le aiuole, le panchine sono vuote.
Circa una settimana fa, una delle panchine al centro dei giardini è diventata abitata. Un barbone, un homeless.
E’ spuntato dal nulla una mattina, con una carrozzina, di quelle per i neonati, piena di cose, le uniche sue proprietà. Giovane, di circa 30 anni, una barba incolta e sulla testa un berretto di lana bisunto. Silenzioso, si è seduto sulla panchina, e l’ha arredata con le sue poche cose.

Quando passo di là, attraverso sempre i giardini. La mattina, all’andata, e la sera, al ritorno.
La prima volta mi ha salutato con un “buongiorno”, la seconda volta mi ha fatto un inchino.
La terza volta, gli ho offerto una sigaretta. Lui orgogliosamente ha rifiutato, con un cenno deciso del capo, ma senza smettere di sorridere: “Non ti ho chiesto niente.”
“Sì, ma io vorrei lo stesso offrirti una sigaretta”.
“Io non sto qua a chiedere l’elemosina. Questo è il posto dove dormo, dove abito.”
“E allora? Dove si abita non si può accettare una sigaretta?”
Per un attimo è stato incerto, ed ha cercato di cambiare discorso: “Assomigli, con quella barba lì, a quel famoso alpinista…”
“Lo so, me lo dicono in parecchi”, ed ho riso.
Alla fine, ho usato un trucco vecchio quanto il mondo: ho acceso una sigaretta per me, e poi ne ho passata una a lui. A quel punto l’ha accettata, come se il fumare in compagnia non fosse chiedere l’elemosina. Mentre mi allontanavo, mi ha detto, ad alta voce: “Se hai un lavoro da offrire, o ne sai uno, passa di qua! Dal portare pesi allo svuotare cantine, io non mi tiro indietro. E’ per mangiare”. Gli ho sorriso.
Anche la sera, gli ho dato una sigaretta.
 

Da queste parti, la mattina fa freddo. Quando esco di casa il termometro a volte ha toccato i 7 gradi sotto zero, nei giorni scorsi. E con sette gradi sotto zero, pensavo a quell’homeless sulla panchina nei giardini pubblici.
Ma quando l’ho visto, mercoledì, aveva un piumone addosso, di quelli di finta piuma d’oca, ma almeno era caldo. Accanto a lui, sempre la carrozzina per neonati, colma di cose.
Gli ho dato la sigaretta, ed ho attraversato la strada, all’altezza del negozio del fioraio. Il fioraio era fuori il negozio, mi ha sorriso, e spontaneamente ha detto: “Poveraccio, viene ogni tanto qua, durante la giornata, per stare un po’ accanto alla stufa. Non ha mai chiesto niente, e da come parla mi sembra pure una brava persona.”
“Eh, immagino”, ho risposto, ma in realtà non avevo parole, non avevo nulla da rispondere. Stavo per proseguire il mio percorso verso la giornata lavorativa, ma il fioraio ha subito aggiunto: “Il piumone gliel’ho dato io. Ce l’avevo in più, a casa.”
“Ha fatto bene a darglielo. Buona giornata”.
Venerdì sera, avevo nel pacchetto 5 sigarette. Mi ha salutato con il suo solito inchino, ed io ho ingenuamente provato a dargli tutto il pacchetto. Un po’ scontroso, ma sempre sorridente, mi ha detto: “Senti, io ho una dignità. Non è che perchè sto qua, allora non ho dignità e accetto tutto.”
Solito trucco. Ho preso una sigaretta, l’ho accesa, e poi gli ho dato il resto del pacchetto. Stavolta l’ha preso.
“Buona domenica!”, mi ha gridato dietro mentre mi allontanavo.
“Anche a te! Ci vediamo lunedì”.
 

Stamattina non c’era. Nel gelo mattutino, le aiuole erano ghiacciate, ma non c’era traccia nè di lui, nè del piumone, nè della carrozzina con le sue cose.
Ho attraversato la strada, ed ho guardato interrogativamente la faccia del fioraio.
Mi ha subito tolto il dubbio che mi era venuto nel vedere i giardini vuoti: “Una stronza che abita in questo palazzo ha chiamato la polizia municipale, dicendo che rovinava il decoro del quartiere. L’hanno mandato via e non sono stati gentili.”
Ho proseguito verso il lavoro, con un’amarezza in più.

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13 risposte a .: I giardini d’inverno :.

  1. LaBurattinaia ha detto:

    Una volta uno di quelli che chiamano homeless mi ha raccontato che ha abitato in danimarca per una vita, tipo 15 anni, roba del genere, senza imparare una parola di danese.

    Fantastico.

  2. tiptop ha detto:

    passando in bicicletta per il parco Ravizza, alla mattina presto, vedevo qualcuno che dormiva dentro alle "casette" dei giochi per i bambini.
    E ultimamente, fuori dal cancello  dell'associazione benefica "Il pane quotidiano" la fila si è centuplicata…
    Stronza veramente quella, se si v avanti così, sarà obbligata a farci l'occhio.

  3. maredidirac ha detto:

     Bentornato, Capo!
    è sempre un piacere leggerti, anche se parli di amarezza e tristezza…
    però dai,  il fioraio è una boccata d'aria pulita che fa ben sperare, nonostante tutto quello che accade 🙂
    un bacio a te e alle tue donne 🙂

  4. lorypersempre ha detto:

    La gente "per bene" distrugge sempre quel che non capisce – e poi magari vota per il caVoliere.
    Ben tristemente tornato,
    Leela

  5. Galdo ha detto:

    ma che bello rileggerti!!!!

    mitico Alex!!!!!! :-))))

    ora… non scomparire di nuovo!!!

  6. macca ha detto:

    A volte le persone migliori ci passano accanto e non le guardiamo solo perchè non sono "come noi".
    Questo Mondo è pieno di miseria, ma anche di nobiltà e dignità.
    Dobbiamo re-imparare a riconoscerle.
    Un abbraccio a Voi tutti.
    Daniele

  7. 1KONAN ha detto:

    eh si Daniele, hai detto bene: questo mondo è pieno di miseria.
    ma la cosa umiliante è che troppo spesso la "miseria" è nei cuori della gente comune…

    ben trovato Alex.

  8. rigirandola ha detto:

    Eh no, un inchinoè troppo, ma un "Buongiorno sign. Iacuelli" puo' andare
    😉

  9. kappa_pera ha detto:

    Magari qualcuno che dico io avesse la dignità del ragazzo!!!
    E che dire della signora? Evidentemente, lei, come quel qualcuno di cui sopra e tanti altri, seguono una filosofia tutta loro, la più becera, quella bendata, che non permette mai, più o meno consapevolmente, di mettersi dalla parte dell'Altro, di confrontarsi. La signora ha una sua casa, un lavoro, uno stipendio e sta in un ventre di vacca, e se lo tiene ben stretto. Tutto il resto è fastidioso, meglio allontanarlo.
    Ma se questi "signori" si togliessero la benda dagli occhi, capirebbero che quel ragazzo non ha scelto di vivere come vive.
    Leggendo il tuo resoconto si sente una stretta al cuore, si sente rabbia, dolore, impotenza!
    Hai fatto bene a descrivere questa situazione, perchè spero faccia riflettere…

    OT meno 7 gradi? Ma allora non vivi più a Roma!!!

  10. kappa_pera ha detto:

    E' strano, avevo già commentato,  ma non appare. Tento di riscrivere le stesse cose, ma se poi appaiono tutti e due mi scuso anticipatamente.
    Dicevo:
    Magari qualcuno che dico io avesse la dignità che ha quel ragazzo! E per la signora, evidentemente, come quel qualcuno di cui sopra e tanti altri, ha una casa, un lavoro e uno stipendio, sta in un ventre di vacca, per dirla alla spicciola. Segue, sempre come quel qualcuno & Co., segue la filosofia della bendatura degli occhi che non permette, più o meno consapevolmente, di vedere l'Altro e i suoi problemi, preferendo allontanarlo per non sentire nessun fastidio. Questa gente non vuol capire che quel ragazzo non ha scelto di vivere come vive…

    OT meno sette sotto zero? Non vivi più a Roma

  11. kappa_pera ha detto:

    ok Lo sapevo. Alex, puoi anche cancellare il secondo
    S C U S A T E E E E E E

  12. utente anonimo ha detto:

    Caro Alex,
    ti scrivo un commento decisamente fuori tema, di conseguenza puoi anche ignorarlo….
    Ho letto il blog di Megathud e l'ho trovato davvero fantastico, ma ahimé sembra essere passato a miglior vita. 
    Ho notato che eri uno tra i commentatori più assidui, perciò mi viene naturale chiederla se potresti esortarla a tornare a scrivere.
    In ogni caso, grazie per aver letto queste poche righe.
    Saluti.

    G.

  13. utente anonimo ha detto:

       alla faccia della Democrazia
    le Poesie sono  diventate -SPAN- VITTORIO                       

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