.: Il bambino inquinato :.

Tumori in aumento tra i bimbi italiani
 

Cattive notizie per i piccoli italiani, e previsioni da brivido negli anni a venire.
Il numero dei tumori infantili nel nostro Paese è cresciuto negli ultimi anni, ed è
destinato ad aumentare ulteriormente, a un tasso più alto di quello registrato nelle
altre Nazioni europee e negli Stati Uniti. A scattare la fotografia è il Rapporto
2008 sui tumori infantili, pubblicato dall’AIRTum, l’Associazione Italiana Registri
Tumori. Il Rapporto analizza l’andamento temporale, l’incidenza e la sopravvivenza
dei tumori in due fasce d’età: da 0 a 14 anni e dai 15 ai 19. Non manca la buona
notizia, per fortuna: le neoplasie tra i piccoli sono in aumento, ma le cure sono
più efficaci. Ci si ammala di più, in altre parole, ma si muore meno e si sopravvive
più a lungo.
 

Per approfondire:
Registri Tumori.it

 

Micotossine e pubertà precoce
 

L’inizio della pubertà umana può essere anticipato dall’esposizione a estrogeni di
origine ambientale? Per indagare questa ipotesi il Centro endocrinologico pediatrico
del Dipartimento di Pediatria dell’Università di Pisa ha condotto uno studio nato
dall’osservazione di un numero decisamente più elevato del normale di diagnosi di
Pubertà Precoce Centrale tra la popolazione pediatrica di Viareggio rispetto ai
bambini delle località confinanti.
L’obiettivo dello studio è stato quello di verificare l’ipotesi che
l’inizio della pubertà umana possa essere anticipata dall’esposizione a micotossine
con azione estrogenica. In particolare sono state studiate lo zearalenone e
l’a-zearalenolo che hanno una conformazione tale da assomigliare al 17-estradiolo
(E2): ciò consente loro di legarsi ai recettori per gli estrogeni presenti sulle
cellule bersaglio esercitando una azione agonista di tipo estrogenico. Sono state
studiate 32 bambine affette da Pubertà Precoce Centrale mettendole a confronto con
31 bambine sane. La ricerca di micotossine nel sangue (zearalenone e a-zearalenolo)
ha dato esito positivo in 6 ragazze tutte provenienti dalla zona di Viareggio. Alla
diagnosi la loro presenza correlava con il peso e con l’altezza di queste ragazze,
ma non con l’età ossea. Dopo 12 mesi di terapia con Triptorelina le pazienti
micotossine positive avevano altezza, peso e velocità di crescita maggiori di quelle
micotossine negative. L’altezza correlava con il peso in entrambi gruppi e l’età
ossea, il BMI e la secrezione gonadica non erano diverse. Gli autori concludono che
l’aver ritrovato in 6 bambine livelli elevati di micotossine non giustifica
completamente il maggior numero di casi di PPC, ma che comunque tali sostanza
dimostrano di avere un sicuro effetto anabolizzzante dal momento che le bambine
micotossine positive sono mediamente più alte e più pesanti.
 

Per informazioni: pumpacp.blogspot.com

 

Bisfenolo A nei biberon dei bambini
 

(Ricevo dall’Associazione Nazionale Chimici ed Ecologisti per l’Ambiente)
 

Non desta preoccupazioni, in Europa quantomeno, l’esposizione al bisfenolo A, la
sostanza impiegata nella fabbricazione dei contenitori per alimenti, bottiglie di
plastica e biberon compresi. Vanno in questo senso le dichiarazioni di Maria Rosaria
Mialna del Dipartimento Ambiente e Prevenzione Primaria dell’Istituto Superiore di
Sanità, in risposta alla preoccupazione destata dalla decisione del Canada di
eliminare dal mercato gli articoli conteneti BPA. “L’Autorità europea per la
sicurezza alimentare (EFSA) ha ritenuto che l’esposizione della popolazione europea
al BPA, compresi i lattanti, sia inferiore ai limiti considerati di tollerabilità”.
L’EFSA ha infatti tenuto presente anche l’esposizione dovuta all’uso di biberon in
policarbonato, e anche per questa fascia di popolazione l’Autorità ha verificato che
si è nella soglia di sicurezza. Il BPA, ha proseguito l’esperta, è sotto
osservazione da anni proprio per i suoi possibili effetti come interferente
endocrino con possibili influenze sullo sviluppo del sistema riproduttivo. Un
effetto osservato in sperimentazioni su animali da laboratorio esposti, però, ad
alte dosi di BPA per via alimentare. Inoltre, è provato che il BPA viene ceduto in
quantità minime dalla plastica al prodottto alimentare, e per questo l’EFSA ha
fissato valori limite di tollerabilità pari a 0,05 mg di sostanza per kg di peso
corporeo al giorno. Il punto, osserva l’esperto chimico, è che “non è dimostrato che
tali effetti nocivi sulla salute possano verificarsi anche a basse dosi di
esposizione”. “Oggi, quindi – ha concluso Milana – sono previsti precisi limiti di
sicurezza, ma è chiaro che, a fronte di nuovi dati scientifici validi circa gli
effetti del BPA, questi andrebbero rivalutati. Se però non interverranno nuove
conoscenze scientifiche validate, non c’è ragione di rivederli”.

 

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13 risposte a .: Il bambino inquinato :.

  1. storie ha detto:

    mavaffanculo!!!!
    niente di positivo in un momento simile?????

    uff!!!

  2. lorypersempre ha detto:

    Uhm. Mi metti in pensiero per mia figlia, che a soli otto anni e mezzo sembra già piuttosto sviluppata. Sperem bene.
    Intanto mi informo.
    Leela

  3. alex321 ha detto:

    Signore e signori. Mi rendo conto perfettamente che sono cose brutte da dire… Ma sarebbe molto peggio se non se ne parlasse. Non trovate? 😦

  4. utente anonimo ha detto:

    Nel frattempo..consiglio di comprare biberon senza bisfenolo…esistono….

  5. utente anonimo ha detto:

    sì, ma le micotossine di cui parli..dove stanno? In quali prodotti, alimenti o agenti aerei? Lo sai?

  6. utente anonimo ha detto:

    Non sara’ piacevole parlarne, ma non e’ con il non sapere, o il non vedere, che si risolve il problema. E’ che siamo esposti, tutti quanti, a troppe aggressioni contemporanee. Un’occhiata ai dati UE serve a rendere l’idea:
    http://ec.europa.eu/italia/attualita/archivio/trasporti_energia/327705_it.htm

    Ad esempio i media (ovvio) non ne hanno parlato, ma i risultati definitivi dell’ultima ricerca francese di La Veille Sanitarie dell’Aprile scorso sugli effetti degli inceneritori sono stati peggiorativi rispetto alle anticipazioni fatte del Novembre 2006:
    http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article2581
    Sempre parlando di inceneritori, sulla biblioteca scientifica internazionale Pub Med consultabile da qui
    http://www.ncbi.nlm.nih.gov
    si possono trovare piu’ di 400 ricerche che testimoniano i danni causati dalle diossine che insediandosi nelle cellule provocano alterazioni genetiche da cui si arriva al cancro, e alle malformazioni neonatali.

    Come diceva Toto’, e’ la somma che fa il totale. Se non solo usare il cellulare, o le reti wireless o il wi-max, o vivere sotto un elettrodotto, o in centro citta’, o vicino a un inceneritore, ma addititura il mangiare stesso, il bere, il respirare, diventano fonti generiche di pericolo ovunque ci si trovi, allora non diventa poi molto determinante che oggi ci si possa curare meglio, o si viva piu’ a lungo. Energeticamente (e anche filosoficamente) parlando, non ha molto senso far ammalare di piu’, per poi curare di piu’. Salvo ottenere di far crescere il PIL, dando l’illusione di vivere nel migliore dei mondi possibili.

    Gabriele

  7. utente anonimo ha detto:

    e comunque è voce di popolo, o almeno di un certo popolo, quella che vede nello sviluppo precoce dei bambini l’influenza degli estrogeni alimentari-contenuti anche nella carne degli animali morti-.

  8. storie ha detto:

    molto peggio per chi??? non si puo sorvolare per un po ????

    grgrgrgrgrgrgr

  9. alex321 ha detto:

    @Anonimo commento 5:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Micotossine

    @Gabriele: come al solito perfetto. Condivido!

    @Storie: ti ha già risposto Gabriele: “Non sara’ piacevole parlarne, ma non e’ con il non sapere, o il non vedere, che si risolve il problema.”

  10. utente anonimo ha detto:

    ho visto su wikipedia…si parla di funghi!!!
    Gabriele è un poco piu’ esplicito…come sempre…
    😀

  11. storie ha detto:

    basta! non si fa cos! e che modi! e io come faccio con i picchi ormoinali e le paranoie che questo post mi ha messo in testa!!! gia faccio brutti sogni alle 5 di mattina!
    uff!
    smack!

  12. samuelesiani ha detto:

    si DEVONO dire. e si DEVE lavorare per capire che cosa porta a questi dati e come porvi rimedio.
    Diversamente, se le cose sono troppo pesanti, c’è sempre Lucignolo.

  13. macca ha detto:

    Mi rifaccio al primo commento…
    Mia figlia ha 9 anni ed è alta 1,53.
    Però è giusto sapere.
    Come al solito, Grazie Ale.
    Daniele

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