.: Vive la France :.

Il nucleare francese è passato in breve tempo, incidente dopo incidente, da esempio da esportare a comodo fatto da nascondere in qualche colonnina minimizzatrice delle pagine meno lette dei giornali. L´ultimo esempio è quello dell´incidente alla centrale nucleare di Saint-Alban (Isère) e dopo lo sversamento di centinaia di metri cubi di acque all´uranio di Tricastin, l´atteggiamento dell´industria nucleare francese (e dei suoi corifei italiani) è sempre lo stesso: minimizzare il pericolo e la gravità di incidenti che ormai si ripetono con una frequenza inquietante.
 

Il network di associazioni francesi “Sortir du nucléaire” fa notare che «Il discorso ufficiale abituale (“I livelli d contaminazione sono al di sotto dei limiti di legge”) è completamente ingannevole» e contesta «il nuovo tentativo degli industriali dell´atomo e dell´Autorité de sûreté del ministero di minimizzare le conseguenze di un incidente accaduto in un impianto nucleare. Così, venerdì 18 luglio, quando la signora Lauvergeon si impegnava a decretare che l´affaire Tricastin era insignificante (avrebbe dunque defenestrato per niente il direttore dell´impianto Socatri), quindici operai interinali sono stati contaminati nella centrale nucleare di Saint-Alban (Isère)». Contrariamente ai discorsi ufficiali, che pretendono che queste contaminazioni non siano pericolose, il Réseau “Sortir du nucléaire” ricorda che dal 1990, la molto ufficiale Commission Internationale de Radioprotection (Cipr) ha ammesso che “Ogni dose di irradiamento comporta un rischio cancerogeno e genetico” (Cipr 1990). E in più, anche quando il livello di radioattività è debole, la contaminazione è una minaccia molto grave e pericolosa per gli esseri viventi. Una contaminazione ha luogo quando particelle radioattive penetrano in un organismo vivente, in questo caso quello di un lavoratore del nucleare. Delle particelle possono allora fissarsi dentro un organo (in particolare i polmoni, in caso di inalazione) e allora il cancro è pressoché assicurato, anche se è 15, 10 o 5 anni più tardi».
 

Segue su GreenReport

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5 risposte a .: Vive la France :.

  1. maredidirac ha detto:

    Scajola porta nera.
    Lo ribadisco
    ciao

  2. alex321 ha detto:

    Anche io ne sono sicuro. 🙂

  3. utente anonimo ha detto:

    anche secondo me.

    Ma poi, non poteva evitarsi quell’uscita sulle “esagerazioni” degli ambientalisti sui rischi del nucleare?

    Mamma, che vergogna!

  4. samuelesiani ha detto:

    e Scajola e gli altri che strombazzavano. E certi altri ancora che di sicuro già fiutavano l’affare.
    No problem, tutto sotto controllo.
    Dimenticare e non fare troppe domande.

  5. utente anonimo ha detto:

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