.: Quale energia? Qualche parere :.

Un articolo di un anno fa.
Carlo Rubbia: “Nè petrolio nè carbone, soltanto il sole può darci
energia”.
Petrolio alle stelle? Voglia di nucleare? Ritorno al carbone? Fonti rinnovabili?
Andiamo a lezione di Energia da un docente d’eccezione come Carlo Rubbia, premio
Nobel per la Fisica: a Ginevra, dove ha sede il CERN, l’Organizzazione europea per
la ricerca nucleare. Qui, a cavallo della frontiera franco-svizzera, nel più grande
laboratorio del mondo, il professore s’è ritirato a studiare e lavorare, dopo
l’indegna estromissione dalla presidenza dell’ENEA, il nostro ente nazionale per
l’energia avviluppato dalle pastoie della burocrazia e della politica romana. Da
qualche mese, Rubbia è stato nominato presidente di una task-force per la promozione
e la diffusione delle nuove fonti rinnovabili, “con particolare riferimento – come
si legge nel decreto del ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio – al solare
termodinamico a concentrazione”. Un progetto affascinante, a cui il premio Nobel si
è dedicato intensamente in questi ultimi anni, che si richiama agli specchi ustori
di Archimede per catturare l’energia infinita del sole, come lo specchio concavo
usato tuttora per accendere la fiaccola olimpica. Ma arriva da Roma la notizia che
il Governo uscente, su iniziativa dello stesso Ministro dell’Ambiente e d’intesa con
quello dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, ha approvato in extremis un
piano nazionale per avviare anche in Italia questa rivoluzione energetica.
Per leggere tutto: Repubblica
 

Rifkin: “L’energia fai-da-te. Così ci salveremo dal nucleare”.

Una fatica inutile. Perché se anche rimpiazzassimo nei prossimi anni tutte le
centrali nucleari esistenti nel mondo, il risparmio di emissioni sarebbe comunque
un’inezia. Un quarto di quel che serve per cominciare a rimettere le briglie a un
clima impazzito. Jeremy Rifkin, fondatore e presidente della Foundation on Economic
Trends (FOET) e presidente della Greenhouse Crisis Foundation, non ha dubbi: quella
atomica è una strada sbagliata, di retroguardia. Come curare malattie nuovissime con
la penicillina. E non c’è neppure bisogno dei campanelli di allarme tipo Krsko per
capirlo. Basta guardare i numeri senza le lenti dell’ideologia. Proprio l’attitudine
che, in Italia, scarseggia di più per il guru dell’economia all’idrogeno. Si
vedrebbe così che l’uranio, come il petrolio, presto imboccherà la sua parabola
discendente: ce ne sarà di meno e costerà di più. E che il problema dello
smaltimento delle scorie è drammaticamente aperto anche negli Stati Uniti dove lo
studiano da anni. “Vi immaginate uno scenario tipo Napoli, ma dove i rifiuti fossero
radioattivi?” è il suo inquietante memento. Meglio puntare su quella che lui chiama
la “terza rivoluzione industriale”.
Per leggere tutto: Repubblica
 

P.S.: Il sottoscritto considera, a livello personale, che Rifkin la stia
sparando grossa.

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8 risposte a .: Quale energia? Qualche parere :.

  1. kymma ha detto:


    COMUNICAZINE DI SERVIZIO: FINALMENTE HO LA PATENTE!!!
    Un salutone baci by imma

  2. kymma ha detto:


    COMUNICAZINE DI SERVIZIO: FINALMENTE HO LA PATENTE!!!
    Un salutone baci by imma

  3. utente anonimo ha detto:

    Beh, non e’ una novita’ che in tema energetico e non solo, ciascun soggetto magnifichi la propria visione e/o soluzione personale, facendola passare per panacea. Non esiste a mio parere la metodologia magica che risolva tutto. In un momento di transizione come questo, solo un mix intelligente di diverse soluzioni puo’ fare da ponte: una di queste e’ anche e forse sopratutto un modo diverso di pensare e di consumare, che a titolo di prima risorsa rinnovabile non ha pero’ abbastanza spazio di discussione. Allo scopo di cambiare testa, e allo scopo di ridurre gli sprechi specialmente italiani (tipo bassa resa del termoelettrico, e poi anche perdite di distribuzione), credo che possa aiutare molto la decentralizzazione (cogenerazione, fotovoltaico, ecc.), che e’ molto frenata pero’ dalle volonta’ di coloro che, rispetto alla strada dell’autoproduzione, vogliono mantenere il controllo sull’energia. Vero, e basta guardare le cifre per scoprirlo, che in Italia con le rinnovabili (e con l’innovazione in genere!) siamo molto indietro rispetto al resto dell’Europa. Altrettanto vero che tutte le prospettive siano falsate dagli incentivi, da cui bisogna prescindere per fare dei calcoli seri. L’edilizia e’ poi un’altro settore in cui sopratutto da noi occorre lavorare molto. Impossibile esaurire in poche righe, caldeggiando magari un percorso unico, la trattazione di un problema cosi’ sfaccettato e complesso. Purtroppo nel nostro paese siamo lontani anni luce da un pensiero decisionale moderno e costruttivo: e questo – qui nel nostro recinto – complica ulteriormente una situazione mondiale che e’ tutt’altro che rosea.

    Gabriele

  4. utente anonimo ha detto:

    Beh, non e’ una novita’ che in tema energetico e non solo, ciascun soggetto magnifichi la propria visione e/o soluzione personale, facendola passare per panacea. Non esiste a mio parere la metodologia magica che risolva tutto. In un momento di transizione come questo, solo un mix intelligente di diverse soluzioni puo’ fare da ponte: una di queste e’ anche e forse sopratutto un modo diverso di pensare e di consumare, che a titolo di prima risorsa rinnovabile non ha pero’ abbastanza spazio di discussione. Allo scopo di cambiare testa, e allo scopo di ridurre gli sprechi specialmente italiani (tipo bassa resa del termoelettrico, e poi anche perdite di distribuzione), credo che possa aiutare molto la decentralizzazione (cogenerazione, fotovoltaico, ecc.), che e’ molto frenata pero’ dalle volonta’ di coloro che, rispetto alla strada dell’autoproduzione, vogliono mantenere il controllo sull’energia. Vero, e basta guardare le cifre per scoprirlo, che in Italia con le rinnovabili (e con l’innovazione in genere!) siamo molto indietro rispetto al resto dell’Europa. Altrettanto vero che tutte le prospettive siano falsate dagli incentivi, da cui bisogna prescindere per fare dei calcoli seri. L’edilizia e’ poi un’altro settore in cui sopratutto da noi occorre lavorare molto. Impossibile esaurire in poche righe, caldeggiando magari un percorso unico, la trattazione di un problema cosi’ sfaccettato e complesso. Purtroppo nel nostro paese siamo lontani anni luce da un pensiero decisionale moderno e costruttivo: e questo – qui nel nostro recinto – complica ulteriormente una situazione mondiale che e’ tutt’altro che rosea.

    Gabriele

  5. utente anonimo ha detto:

    Io con Rifkin non mi trovo d’accordo soltanto su una cosa: che sia utile usare l’idrogeno come vettore di energia. Produrlo costa energia, trasportarlo costa energia, riconvertirlo in elettricità costa energia, il tutto si ripercuote su una bassa efficienza dell’idrogeno come vettore di energia rispetto, che so, ad una batteria a ioni di litio di ultima generazione.

    Si potrebbe pensare all’aria compressa, alle pompe di calore… son tanti i modi puliti di immagazzinare energia ben più efficienti dell’idrogeno, non volendo neanche considerare il fatto che al momento il modo più conveniente di produrlo è riformando il metano!

    Fabio

  6. utente anonimo ha detto:

    Io con Rifkin non mi trovo d’accordo soltanto su una cosa: che sia utile usare l’idrogeno come vettore di energia. Produrlo costa energia, trasportarlo costa energia, riconvertirlo in elettricità costa energia, il tutto si ripercuote su una bassa efficienza dell’idrogeno come vettore di energia rispetto, che so, ad una batteria a ioni di litio di ultima generazione.

    Si potrebbe pensare all’aria compressa, alle pompe di calore… son tanti i modi puliti di immagazzinare energia ben più efficienti dell’idrogeno, non volendo neanche considerare il fatto che al momento il modo più conveniente di produrlo è riformando il metano!

    Fabio

  7. alex321 ha detto:

    Mi trovo sostanzialmente d’accordo. Soprattutto perchè l’idrogeno, come dici giustamente, non è una vera soluzione.

  8. alex321 ha detto:

    Mi trovo sostanzialmente d’accordo. Soprattutto perchè l’idrogeno, come dici giustamente, non è una vera soluzione.

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