.: Ciao Ada :.



 

Ciao Ada (1917 – 2008)
(accidenti! bell’età per andarsene via da questo mondo, non trovi? Chissà quanta gente ci metterebbe
la firma)
Eh sì, ciao Ada, andata via a 91 anni. Ada la rossa, la rossa fiammante. Quella alta, marga, rossa, bona,
e che tutti volevano.
Come fare a salutarti?
Potrei ad esempio ricordare di quando, a 20 anni, eri in giro in una grande città, eravamo nel
’37, e ti scambiarono per Rita Hayworth e ti chiesero l’autografo, mentre ti sbranavano con gli
occhi. Scoppiasti a ridere, e quell’uomo ti disse: “Ma Lei… è più bella della Hayworth…”, e
tu ridesti ancora.
Eh già, abitavi in quella villa da ricchi, anche se la tua famiglia la ricchezza se l’era
giocata da un pezzo (e infatti stava vendendo anche la villa), e tutti ti sbavavano dietro, ma
tu, essendo di origini veneziane, te la tiravi e non la davi a nessuno. Poi però, un giorno,
nel ’38, da vera nobildonna decaduta, dopo aver giocato a poker tutta la serata, con la sigaretta
che ti pendeva dalle labbra ed il capello con la veletta (di cui ancora custodisco una foto),
raccogliesti quel che avevi vinto, e andasti a bere qualcosa con quel tipo strano.
Sì, dico proprio lui, quello magro, con i baffetti alla Clark Gable (dicono che nel ’38
tutti gli uomini portassero i baffetti alla Clark Gable, ma io non lo so perchè non c’ero).
Si Ada, parlo di lui, quello di origine francese, quello che trovasti affascinante perchè era
magro, con lo zucchero nei baffi alla Clark Gable che assaporavi mentre lo baciavi, quello che aveva lo stesso cognome che… oggi ho io. Ma poi
mentre tu facevi la nobildonna con la veletta che giocava a poker con la sigaretta pendente
dalle labbra in perfetto stile ’38 e in perfetto stile Casablanca… lui ti disse che
faceva il camionista. 🙂
Ma tu te ne fottesti altamente della morale borghese. E da vera nobildonna innamorata,
lo spostasti, il camionista.
Sai Ada, io lo so che sei stata forte. Forte perchè lo so che deve essere dura, fare un
figlio (con il camionista che nel frattempo è diventato marito ma porta sempre i baffetti
alla Clark Gable) nel ’40, in piena guerra, e vederlo morire nel ’41, perchè non ci sono
alimenti e c’è la guerra. E tu a 24 anni hai retto questo, mentre oggi ci sono le mamme
che “se il piccolino tocca la polvere oddioèunatragedia” Oppure “oddioilmionuovocompagnochenonèmiomaritochissàilbambinocomelaprende“. Ma so che ti sei rifatta, visto
che di figli ne hai fatti altri quattro, nel ’42, nel ’46, nel ’49 e nel ’53.
 

Sai, Ada, sei passata alla storia. No, non sui libri, ma sui verbali della polizia di
Mussolini e della OVRA. Già, perchè quel giorno del ’43, mentre Vittorini scriveva
di una notte del ’43, tu andasti alla stazione ferroviaria a prendere tuo fratello, che
era in guerra e veniva a casa in licenza. Ma ci andasti con il vestito nero lungo fino
alle caviglie, si quello con lo spacco fino a mezza coscia, le scarpe con il tacco da 13,
le calze di seta, il reggicalze di pizzo valenciennes, il cappellino con la veletta, e la solita sigaretta tra le labbra. Beh,
normale che quei coglioni della polizia fascista si siano cagati sotto al punto di prenderti
per una spia ed arrestarti.
Ti ci vollero tutti i tuoi parenti, per risalire a qualcuno che conoscesse un gerarca
fascista, che ci mettesse una buona parola e ti tirasse fuori. E quando uscisti, non
avesti problemi a deriderli con un: “Questi non hanno capito niente, viva il Re!”
E quando richiamarono tuo marito (che aveva sempre i baffetti alla Clark Gable) per la
guerra in Africa? Si racconta che tu abbia passato una notte intera ad infilargli
varie polveri velenose negli occhi, fino a fargli male, perchè “mio marito è mio marito,
e nessun esercito me lo porterà via”, e fosti talmente brava che il giorno dopo
all’ospedale militare i medici dissero a lui: “Ma lei è nei guai, con questi occhi, mai
vista una congiuntivite così. No no, lei non può partire per l’Africa”.
 

Ricordo anche di quel giorno, nell’estate del ’43, quando durante guerra e bombardamenti,
uscisti di casa tutta in tiro e con i capelli rossi lunghi fino al sedere, tenuti sciolti. Ed
i soldati tedeschi sbavavano dietro a quella bella ragazza di 26 anni. Le SS ti facevano
proposte oscene, ma tu tirasti dritto, ed andasti a scassinare la porta di un loro
magazzino. Sì, la porta di un magazzino, di un deposito delle SS! Ed una volta aperta,
rubasti sette metri di suola per scarpe, più una sciabola da ufficiale. Chi ti vide,
racconta ancora oggi che eri proprio bona e che per tutto il tempo tenesti la sigaretta
tra le labbra, ma racconta anche che quando la serratura saltò, gridasti: “Scala reale!”
La suola di scarpa, la barattasti al mercato nero in cambio di pane, farina, ed
alimenti per te, tuo marito, e quel bambino di un anno di cui parlerò dopo, la
sciabola da ufficiale invece la regalasti a tuo marito. E tornasti a casa che te la
tiravi.
E dimmi una cosa, cara Ada. Ricordi quel giorno, nel’46, quando eri al tavolo di poker
con tre americani che ti sbavavano dietro perchè avevi 29 anni, la quarta taglia di reggiseno
ed i capelli rossi sciolti lunghi fino al sedere? Beh, si racconta che tu agli americani
gli abbia fregato, a poker, qualcosa come un intero stipendio dell’epoca. Non male.
 

Dopo la guerra, i ricordi si sbiadiscono in una vita normale. Ma non eccessivamente.
Si racconta, oramai come leggenda, che eri a Napoli, e che dominavi tutti i tavoli di
poker. Oramai il capello con la veletta era fuori moda, ma la sigaretta che pendeva dalle
labbra c’era sempre.
Tuo marito intanto non faceva più il camionista, ma era impiegato nella più famosa
fabbrica di gelati d’Italia, ed il boom economico ti colse all’improvviso, e ti
ritrovasti con frigorifero, lavatrice, mezza ricca, ma sempre a giocare a poker
con la sigaretta tra le labbra. Intanto i figli crescevano, e tu decidevi a vista
quale ragazza andava bene per loro e quale no, e decidesti che quella lì, la figlia
del ferroviere, era una brava ragazza ed andava bene per il tuo figlio nato nel
’42, quello per il quale scassinasti la porta del deposito dei tedeschi. E fino a ieri
non hai esitato a dire: “Se non mi fossi piaciuta, ti avrei sbattuta fuori”.
 

E così, il tuo figlio del ’42, divenuto primogenito perchè quello di prima era morto,
andò sposo alla figlia del ferroviere. Era il ’68, e si racconta che eri diventata
un po’ frikkettona e ti presentasti al matrimonio di tuo figlio con un vestito a fiori
degno del concerto di Woodstock, ma anche che eri incredibilmente sexy e che il prete
non staccava gli occhi dalle tue gambe.
Però, c’è anche da dire un’altra cosa. Qualcuno racconta che un giorno del ’69
andasti ad un battesimo con la gonna corta e le autoreggenti, ed i capelli rossi
sciolti, e che eri talmente sexy che al tuo confronto, oramai 50enne, alle 20enni
nessuno se le filava e tutti ti sbavavano dietro. Però, sempre quel qualcuno racconta
che per tutto il tempo del battesimo te ne sei stata abbracciata a quell’uomo, che
portava ancora i baffetti alla Clark Gable. Io c’ero a quel battesimo, posso testimoniare,
ma qualcuno dice che la mia testimonianza non vale, perchè qualche malalingua,
di sicuro qualche toga rossa che non ha rispetto per il premier, sostiene che io
ero il battezzando.
 

Poi i ricordi si fanno definiti e recenti, ma sia che tu avessi 50 o 60 anni,
i ricordi ti vedono sempre a vincere ad un tavolo di poker, con la sigaretta
appesa tra le labbra, e con giù in strada tuo marito che ti viene a prendere
ad una certa ora, dopo essersi aggiustato i baffetti alla Clark Gable.
 

E così andò fino al giugno del 1992, quando non sembravi affatto provata dagli
anni, e tornasti a casa da sola, dopo una serata passata al tavolo di poker.
Entrasti in camera da letto, e trovasti tuo marito morto, e quei baffetti alla
Clark Gable stesi su un letto, per l’ultima volta. Avevi ancora la sigaretta
accesa che ti pendeva dalle labbra, e lo sgridasti. Gridasti forte: “Amore mio!!”,
con una tale convinzione che tutti piansero, perfino il camorrista delle pompe
funebri, che per definizione non piange mai. E per tutta la notte, lo vegliasti,
e non facesti altro che ripetere “Amore mio, perchè mi lasci?”, continuando ad
accendere sigarette una dietro l’altra.
 

Dopo, non sei stata più la stessa.
Dopo quella notte del ’92, sei cambiata.
Dopo, hai messo via il cappello con la veletta, hai messo via il poker, e ti
sei lasciata invecchiare. L’hai fatto apposta. Lo so.
Te ne sei andata via ieri sera, poco prima delle 19.00, alla veneranda età
di 91 anni. Con la certezza di aver visto cose che gli umani non potranno mai
immaginare, e soprattutto dopo aver fumato per intero l’ultima sigaretta.
Buon riposo, Ada. Dopo 91 anni, direi che te lo sei guadagnato.
 

P.S.: Per chi non l’avesse capito, era mia nonna paterna, le ho voluto bene
per una vita intera, e preferisco ricordarla così.

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26 risposte a .: Ciao Ada :.

  1. lucanellarete ha detto:

    bellissima vita
    tua nonna deve essere stata una persona eccezionale
    un abbraccio
    luca

  2. laura48 ha detto:

    E’ una nonna fenomenale e quando il destino ti mette vicino una persona così grande significa che prova una sorta di benevolenza nei tuoi riguardi.
    Ciao bellissima e grande Ada, mi dispiace non averti conosciuto.
    Ale un grande abbraccio per te

  3. maredidirac ha detto:

    Capelli rossi, sigaretta e un gran coraggio tre cose che mi ricordano qualcuno…Un abbraccio forte Capo, soprattutto a tuo papà, sebbene io non lo conosca.

  4. maredidirac ha detto:

    Dimenticavo: anche mia nonna se ne è andata a 91 anni, ma non è riuscita a fumarsi l’ultima sigaretta, peccato!

  5. storie ha detto:

    bellissima storia…leggerla in questo post poi è stato bello..

    miao

  6. Pattinando ha detto:

    Persone così non muoiono mai, continueranno a vivere nel cuore di tutti quello che hanno voluto bene.
    Bello questo tuo ricordo dedicato a tua nonna, grazie a te ho conosciuto una persona speciale. ciao*

  7. utente anonimo ha detto:

    La classe non è acqua 🙂
    E non è da tutti poter dire di “aver vissuto”.
    E se i geni non mentono, hai le carte in regola (ma ce n’eravamo già accorti 😉 ).
    Un sorriso a tua nonna.

  8. utente anonimo ha detto:

    emh… il messaggio di prima era il mio 😛
    Elisewinfox

  9. Loreanne ha detto:

    “Dopo, non sei stata più la stessa.
    Dopo quella notte del ’92, sei cambiata.
    Dopo, hai messo via il cappello con la veletta, hai messo via il poker, e ti sei lasciata invecchiare. L’hai fatto apposta. Lo so”.

    Tutto è bellissimo e poetico, racconto di una persona straordinaria che ha vissuto senza condizionamenti sociali, ma essendo semplicemente se stessa….
    Quel passo di sopra mi ha commosso fino alle lacrime….
    Ciao Alex…ti abraccio e…
    Grazie, per gli auguri e i buoni auspici dedicati a me
    Lorenzo

  10. minpepp ha detto:

    Grande donna, e gran bella memoria questa che hai scritto.
    Un saluto alla nonna, che è andata all’appuntamento col suo Clark Gable…

  11. utente anonimo ha detto:

    Che bello il tuo ricordo…sei stato davvero fortunato ad avere una persona così fenomenale nella tua vita!
    E che bello sentire raccontare la storia di qualcuno che davvero ha avuto una vita piena e vissuta fino all’ultimo.Ti mando un abbraccio…Betty

  12. lorypersempre ha detto:

    Beh, un bello schiaffo al cancro ai polmoni causato alle sigarette…
    Buon viaggio alla tua nonna,
    Leela

  13. Comicomix ha detto:

    Raramente capita di leggere post così belli.

    Un sorriso per te e per Ada.

    C.

  14. utente anonimo ha detto:

    BELLISSIMO ROMANZO DI VITA.
    MI HAI RICORDATO MIA NONNA, SCOMPARSA OTTO ANNI FA.
    E’ ANDATA VIA UNA PARTE DELLA MIA VITA, IL COLLANTE CHE UNIVA TUTTA LA FAMIGLIA.
    PER ESSERE GRANDI LE PERSONE VERE NON DEVONO AVERE SOLO IL NOME MA ANCHE IL CUORE. QUELLO PURTROPPO LO HANNO PERSO IN MOLTI.
    TI SALUTO E TI ABBRACCIO AMICO SCONOSCIUTO .
    CIAO.

  15. macca ha detto:

    Un abbraccio affettuoso.
    Miglior ricordo non poteva esserci.
    Daniele

  16. GFv ha detto:

    Racconto di vita e di un mondoi lontano sentito e molto bello. Ti faccio le mie condohlianze e ti ringrazio per aver condiviso col mondo questa storia. E’ un modo per rendere eterno chi ci ha lasciato, persone semplici ma piu’ vere di tutto quello che cercano di inculcarci oggi.

  17. utente anonimo ha detto:

    Sono le cose incompiute, che fanno stare piu’ male: quelle che magari possono somigliare a un’anno con due sole stagioni, e allora tutti i giorni ti domandi dove siano, dove si trovino le altre che mancano.

    Un’anno con quattro stagioni, non vorresti ugualmente che finisse.
    Ma ha avuto il suo giusto tempo. E’ stato pieno.

    E questo forse, aiuta a spostare un pochino il dolore verso la pacatezza piu’ serena della malinconia.

    Gabriele

  18. mirandadenoche ha detto:

    …Non ho parole, ne per tua nonna ne per te che hai raccontato questa storia, ho le lagrime agli occhi e sono commossa come solo un grande racconto di un grande amore puó farlo…grazie per commuovermi, bella storia davvero.. elena_alf

  19. upuaut ha detto:

    Che donna incredibile… mi hai fatto commuovere, ma anche sorridere. 🙂
    Credo non potessi trovare un modo migliore per ricordarla.

  20. MisterCima ha detto:

    Un abbraccio (virtuale e non) a entrambi, bravissimi a vivere e raccontare.

  21. INGEAMBIENTE ha detto:

    Con una nonna così il nipote non poteva deludere….
    Un abbraccio

  22. nebula ha detto:

    mi hai fatto rivivere il ricordo della mia nonna … anche lei 91 anni.

    un abbraccio per te Alex….
    Donatella

  23. evdea ha detto:

    Una carezza, il dna non mente, mai. Bella bella storia. Il finale ti lascia male però, sai son quei finali che a volerli riscrivere ti vengono sempre uguali e ti rendi conto che per quanto ti ci roda, deve proprio andar a finire in quel modo la’, inutile che ti ci arrovelli a metter su altre storie alla fine è giusto naturale in quel modo, io l’immagino l’uomo coi baffetti alla Gable ad attenderla al portone: Ada, dai fai l’ultima mano, sono 16 anni che aspetto di riportarti a casa… in bianco e nero come la scena finale di casablanca… secondo me se ne sono andati insieme… ma forse immagino troppo… una carezza. E basta.

  24. alex321 ha detto:

    Ragazzi siete tutti eccezionali…!!
    Io non so come ringraziarvi, per tutte le meravigliose cose che mi avete scritto.
    Grazie…

  25. rigirandola ha detto:

    Che bella nonna e che bell’amore, che bella vita…
    Un saluto a questa nonna che vola via…forse dal suo Clark…forse…

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