.: L’imprenditore ed il giornalista :.

Dialogo con quiz finale, così facciamo un gioco.
 

Casa dell’imprenditore. Interno/notte. L’imprenditore, d’ora in poi
indicato con la I, è seduto su una elegante poltrona, sorseggia un
bicchierino di whisky. Ha mandato a chiamare il giornalista,
d’ora in poi indicato con la G, che è
seduto su un divano, posto di fronte alla poltrona.
 

G.: “Potrebbe spiegarmi per quale motivo mi ha fatto chiamare a
quest’ora?”
I.: “Certo. Lei sa degli acquisti nel settore alimentare fatti
mesi fa dal mio gruppo industriale e finanziario, o no?”
G.: “Veramente so che il suo gruppo finanziario era già fortemente
orientato nel settore alimentare… ma non so di nuove acquisizioni,
oltretutto le sue industrie alimentari sono vincenti, rispetto alla
concorrenza…”
I.: “Verissimo! Sa, io sono un imprenditore di successo.”
G.: “Dove vuole arrivare?”
I.: “Ecco vede, per espandere gli affari, e per reinvestire gli
utili, il mio gruppo, poco meno di un anno fa, ha acquistato proprio
le industrie alimentari della concorrenza. Che quindi è una ex-concorrenza.
Sa, quelle che si trovano in un’altra Regione, non nella nostra.”
G.: “Ah, complimenti…”
I.: “E così ho scoperto che la concorrenza l’avevo sbaragliata già, negli
anni scorsi.”
G.: “Come, scusi?”
I.: “Ecco vede… ho capito perchè la concorrenza mi ha immediatamente
venduto le sue aziende: erano tutte in rosso!”
G.: “Ah! Quindi lei ha… in pratica acquistato delle aziende
alimentari… con bilanci disastrosi…”
I.: “Precisamente. I prodotti delle mie industrie sono sempre
stati migliori dei loro. E anche senza troppa pubblicità, i consumatori negli
anni l’hanno capito. Così, mentre le mie vecchie industrie hanno un
fatturato da capogiro, quelle che ho acquistato… stanno con il sedere
nell’acqua.”
G.: “Ed io cosa potrei fare per lei?”
I.: “Aiutarmi, ovviamente ricompensato, a far riprendere posizione sul mercato
alle nuove aziende che ho acquisito”.
G.: “Ma scusi, non capisco, cedendo una fetta di mercato alle nuove
aziende, non la toglierebbe a quelle vecchie, cioè a quelle sue aziende originali?”
I.: “Vero, ma mi va bene così. Il totale non cambia, visto che ora è
tutto mio, ma in tal modo salvaguardo l’occupazione nelle nuove
aziende, e quindi niente storie con i sindacati, e poi riducendo
il fatturato delle vecchie… succede che non
sforo qualche aliquota fiscale… insomma, mi capisce, no? Io non ho
mai lavorato in nero… Pertanto, rimanendo al di sotto di certi
fatturati limite… guadagnerei di più perchè ridurrei il carico
fiscale.”
G.: “Ma scusi, ma se le nuove aziende le ha acquistate la sua holding…”
I. (sorridendo): “Ma nooo! Ma mi ha preso per uno sprovveduto? Per acquistarle
ho creato una nuova società apposita, una roba del tutto strumentale, dove
tra presidente, amministratore delegato e consiglio di amministrazione, non
compare nessuno legato alla mia holding… Quindi per il fisco, quelle
aziende non sono riconducibili a me.”
G.: “Sì, capisco. E come posso aiutarla? Le serve una campagna
pubblicitaria?”
I.: “Qualcosa del genere…”
G.: “Una campagna pubblicitaria per le nuove aziende?”
I.: “No no…. non così… avrei problemi con i sindacati dei
lavoratori delle vecchie aziende, se ne rende conto? Mi farebbero
storie, se solo sospettassero che spingo verso le aziende nuove… Io
poi, in tutto questo non devo proprio apparire…”
G.: “Ma si rende conto che questo non è possibile? Se faccio
pubblicità a delle aziende che, alla resa dei conti, sono sue, si capisce che
il committente è lei… come fa a non apparire?”
I.: “Mi lasci finire e glielo spiego.”
G.: “Venga al dunque, per favore.”
I.: “Lei non deve fare una campagna pubblicitaria, ma una
campagna denigratoria.”
G.: “Come scusi?”
I.: “Le mie aziende, dico quelle originali, non le nuove, operano
da sempre nel settore alimentare, producono cibi
di ampio consumo. Lei deve scrivere che gli ingredienti di quei
cibi vengono da territori altamente inquinati, insalubri, velenosi.”
G.: “Temo di non seguirla… si rende conto di…”
I.: “Mi lasci finire! Così facendo, buona parte dei consumatori
compreranno i prodotti della ex-concorrenza, che ha gli stabilimenti in
un’altra regione. In tal modo, una fetta
del fatturato delle vecchie aziende, passerà alle nuove. I prodotti
sono gli stessi, ma la psicologia del consumatore porterà ad un
livellamento del mercato. Ovviamente a mio vantaggio.”
G.: “Ma non si può fare!!!
I.: “Perchè non si può fare? Si può fare benissimo! Anzi, è proprio
quello che lei farà!”
G.: “Ma ci saranno delle indagini, interverranno le ASL, faranno
delle analisi…”
I.: “Ottimo! Così, niente storie con i sindacati, niente indagini
fiscali, ma solo sanitarie, nessuno potrà dire che sono io che
spingo l’acquisto dei prodotti delle nuove aziende, a scapito delle
vecchie. Vede? E’ un piano perfetto. Bastano 5 o sei articoli sui
quotidiani, e tutti, istituzioni comprese, saranno convinti.”
G.: “Ma le analisi chimiche le faranno sul serio…”
I.: “E scopriranno che i prodotti delle vecchie aziende in realtà sono genuini come tutti gli altri,
per cui la cosa rientrerà, tutto sta a non dare troppo spazio sulla
stampa, quando il tutto si sgonfierà
, e la stampa è lei… Intanto il
mercato si sarà livellato, il mio introito lordo rimarrà invariato,
ma non quello netto, che aumenterà grazie alla diminuzione del carico
fiscale. E non avrò alcuna azienda in perdita.”
G.: “Ma lo stesso non si può fare… Qui non si sta parlando di dire
che è contaminato un territorio dove si fanno forbici o mazze di scopa,
ma un territorio dove si fanno alimenti! Si rende conto dell’allarme
sociale che ne deriverebbe? E’ tanta la gente che compra e mangia quegli
alimenti! Si rende conto della psicosi che si genera, scrivendo sui
giornali che tutti mangiamo prodotti contaminati?”
I. (ridendo): “Ma quale allarme sociale ahahah”
G.: “Accidenti! Le ripeto! Ci sarebbe una vera psicosi tra chi consuma quei cibi! Se
non è allarme sociale questo!”
I. (ridendo di più): “Ma quale allarme sociale! Ahhaha! Non si chiama
allarme sociale, si chiama orientamento del consumo! Io semplicemente
faccio passare una parte di clienti dalle vecchie aziende alle nuove,
ridistribuendo in contemporanea il mio carico fiscale!”
G.: “Mi permette di non essere d’accordo?”
I.: “Eh no, lei non può non essere d’accordo!”
G.: “Sì che posso. Lo faccia fare a qualcun altro, è un lavoro sporco,
non intendo scrivere sul mio giornale che quel territorio è avvelenato, che
quei cibi genuini sono avvelenati…”
I.: “Invece lei lo farà.”
G.: “Le ripeto: lo faccia fare a qualcun altro…”
I. (serio): “Non posso….”
G.: “Perchè? Oltretutto tra me e lei non c’è mai stata fiducia…”
I.: “Appunto. Lei ora conosce il mio piano, se lo facessi fare a
qualcun altro, lei potrebbe denunciare pubblicamente la mia mossa, e
far saltare tutto…”
G.: “Quindi?”
I.: “Quindi non c’è scelta, deve farlo lei.”
G.: “A che condizioni? E se mi rifiutassi?”
I.: “Ah guardi, è tutto molto semplice.”
G.: “Si spieghi!”
I.: “Se lei accetta, ci sono subito 50.000 euro per lei, in contanti,
niente conti bancari di mezzo, niente assegni, niente tasse. Le chiedo solo
cinque articoli sul suo giornale, a distanza di qualche giorno l’uno dall’altro,
delle belle inchieste dove denuncia l’inquinamento di quei cibi.”
G.: “E se io non accettassi?”
I.: “Beh risparmierei 50.000 euro, anzi no, nè risparmierei 49.995…”
G.: “Perchè? Mancano 5 euro…”
I.: “Perchè vede, il mio gruppo industriale e finanziario di successo,
compra i proiettili sul mercato nero a circa 50 centesimi ciascuno,
quindi i 5 euro servono per dieci proiettili, che sarebbero tutti per lei
in caso di un suo rifiuto.”
G.: “Bella scelta…”
I.: “Già. 50.000 euro, o 5 euro. Risparmierei, in caso di rifiuto ma…
le garantisco che mai come questa volta preferirei non risparmiare, e
spenderne 50.000. Che ne dice?”
G.: “Mi riservo 24 ore per pensarci e darle una risposta. Ma tanto lei
già sa quale è. Come sa, ho dei figli…”
I.: “Già. E so anche dove vanno a scuola, quando lei è impegnato a
lavorare e non può stargli accanto.”
 

Quiz: Fantapolitica o realtà? Vi ricorda qualche recente
caso di cronaca? Quanto è inventato? In che percentuale?
 

P.S.: Se qualcuno se la sente, possiamo anche studiarne una versione
teatrale.

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20 risposte a .: L’imprenditore ed il giornalista :.

  1. rigirandola ha detto:

    Prima cosa:
    meraviglioso!
    Seconda cosa:
    non si crea l’allarme sociale poichè “la gente” è abituata agli allarmi sociali sempre di piu’ e non se ne fotte quasi piu’ niete di niente se non stare al passo con gli orientamenti proposti. In tal modo la propria identità è creata da altri con buona pace della fatica personale e del dolore che è una componente imprescindibile della vita. Quando anestetizzi sono tutti piu’ felici ed oggi le dipendenze traboccano dal vaso…
    Terzo: ottima idea quello della performance teatrale
    Quarto: auguri
    Quinto: non mi ricorda ancora qualche fatto di cronaca specifico, ma tanti allargati
    Sesto: un mio caro giornalista con figli quando fu minacciato con la pistola smise con le inchieste, ma non era stato messo dinanzi ad una scelta obbligata
    Settimo: la paura è la componente sulla quale si gioca…, ma si puo’ vivere all’ombra della paura? E’ vita o morte? Quindi credo che anche in questo caso non ci siano scelte.
    Vivere da morti che senso ha?
    La vita è costellata di tragedie.

  2. fraba ha detto:

    m’inviti a “maccaroni & carne” 🙂

    sapessi quante ne potrei raccontare io di trucchetti anche meno appariscenti ma altrettanto efficaci.

  3. alex321 ha detto:

    Due osservazioni:
    1) chissà perchè… visto l’argomento, i primi due commenti arrivano da napoletani 🙂 La cosa non mi meraviglia, siamo sulla strada giusta.
    2) si ok, ma non avete risposto al quiz 😛

  4. ilpizzo ha detto:

    Non sarà mica un velato riferimento al casino sulla diossina nelle mozzarelle ? Adesso però sono curioso, chi potrebbe essere il personaggio I ???

    Buona giornata Alex

  5. utente anonimo ha detto:

    Non mi dire che stai parlando della mozzarella °_°

    simi sloggata

  6. rigirandola ha detto:

    il pizzo:
    noooo….la diossina c’è veramente nel latte o almeno in quello che si munge dalle bufale che hanno mangiato erba su quei territori….
    Avevo pensato all’acqua, ma non so….
    :(((

  7. storie ha detto:

    tanti buoni propositi… tante dichiarazioni di nobiltà (e non credo a questa storia, tengo a precisare, che il titolare del blog è un gran gattacio) Si possono trovare casi di questo genere, più o meno, certo…

    Resta il fatto che i buoni propositi sono castelli di carta, quando arriva un furbo, minacce o anche il denaro, crollano in un attimo.
    Certo, come diceva de andrè…”chi non puo dare cattivo esempio…”

    Io li prenderei quei 50mila euro…che non ho nemmeno la lavatrice in casa, non arrivo a fine mese, non so come pagare l assicurazione, il bollo, e pensare che un lavoro ce l’ho….e non ce la faccio mai…se continua cos’ dovrò battere il marciapiede…allora sono meglio altre attività tipo “orientamento del consumo”…. web marketing??? uguale???

    per cui… non facciamo fuffa…anche se qui accanto c’è in effetti il bannerino di fuffa inside…

    Quando sarà pronta la versione teatrale, mi raccomando, non farmi pagare il biglietto…

  8. rigirandola ha detto:

    Storie stavo per dire qualcosa, ma ti commenti da te…..

  9. utente anonimo ha detto:

    qui tutti si commentano da se 😀

  10. alex321 ha detto:

    @Storie
    L’onestà ha un prezzo. Ha sempre avuto un prezzo. Una persona è reputata “onesta” quando il suo prezzo è alto. Ma basta offrirle qualcosa in più… e l’onestà tracolla. Quindi, inutile fare i santi irriducibili: siamo il Paese di tangentopoli, delle bustarelle, dei concorsi truccati, del clientelismo, del voto di scambio, e soprattutto il Paese delle mafie.
    Per il resto, abbassiamo i toni, perchè qui si fa solo fuffa, e questa storia è un parto della mia fantasia, senza nulla togliere che chissà quanti veri casi di cronaca sono andati così davvero. Infatti a qualcosa mi sono ispirato.

  11. acuacheta ha detto:

    Beh, è un quiz molto difficile ma anche molto facile, e per lo stesso motivo:
    credo che sia una cosa talmente comune che è difficile individuare i protagonisti.
    Di una cosa si può essere certi: non è fantapolitica, proprio no!
    Vado a prendermi un caffè… chissà se è tossico…
    😉

  12. Cassandra85 ha detto:

    Data la mia enorme ed ingiustificabile ignoranza ho capito solo la regione cattiva e forse, dico forse, anche la buona ma non di più!
    Però sono curiosa… indizi?

  13. utente anonimo ha detto:

    ma potrebbe esere tutto vero o tutto finto….l’unica cosa certa è che 50.000 euro – “nè risparmierei” 49.595…” non fa 5 € ma 405,00 €, 50.000,00 – 50 € = 49.950,00 ciao tex

  14. alex321 ha detto:

    Grazie tex, ho corretto l’errore :)))

  15. Maryanna1982 ha detto:

    Ma la dignita’ di una persona puo’ essere comperata?
    ed anche se si optasse per il non acquisto della suddetta,voi rischiereste la vita dei vostri cari?

    alla fine mi sa che il piu’ forte e l’imbroglione vincano sempre 😦

  16. macca ha detto:

    Non posso sbilanciarmi.
    Però, ne sono quasi certo, d’inventato non c’è quasi nulla.
    😦
    Daniele

  17. utente anonimo ha detto:

    de nada……….poi sto quiz può valere per tutte le campagne mediatiche……”temporanee”….. 🙂

  18. upuaut ha detto:

    Anch’io avevo pensato alla storia delle mozzarelle.
    Pero’, Alex, non sono d’accordo sul fatto che tutti abbiano un prezzo. Quasi tutti, si, e qui in Italia soprattutto. Ma non tutti.

  19. utente anonimo ha detto:

    se non ho famiglia: piuttosto di cedere ad un ricatto così….meglio morto.
    se ho famiglia : vado via, via lontano da una società così malata.

    Credetemi, c’e’ sempre un posto migliore dove vivere!

  20. rigirandola ha detto:

    Non ho escluso la storia delle mozzarelle per “fede”, infatti avevo presupposto: ammesso che mangino l’erba-o il cavolo che mangiano-su quel territorio…
    ..per precisare….da buona scassa…..
    :O

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