.: Ponticelli 2008 :.

Premetto per chiarezza una cosa, anzi più di una.
1) Sono napoletano, pertanto non mi si tacci di leghismo o di
razzismo nei confronti dei napoletani. Sono spesso a Napoli, non ho mai
perso i contatti con il popolo napoletano, dal quale provengo. Se qualcuno
(non napoletano) ravvisasse in questo post degli attacchi a tale popolo,
sappia
che il fatto di appartenerci non implica il volerlo/doverlo difendere ad
ogni
costo. Soprattutto quando si scopre il marcio dietro gli altarini. I
napoletani
invece conoscono bene l’humus sociale che vado a raccontare.
2) Sono napoletano, non sono Rom. Non conosco la cultura Rom ed il popolo
Rom.
Quindi non difendo il popolo Rom. E quando lo attacco, non lo
faccio
per
luoghi comuni, ma solo per cose note ed arcinote.
3) Questo non è un post politico. Parlo di gente, di base
popolare
.
4) Non prendo le parti di nessuno, anche perchè nessuno lo meriterebbe:
guardandosi attorno, si vedono solo montagne di m***a.
5) Very Long Post(auguri…)
6) So di attirarmi qualche antipatia, con questo post, ma sinceramente non
me ne
frega niente.
Fine della premessa
 


 

Peppino l’elettrauto insiste nel dirmi che devo credergli: “Tu che ti
occupi
di monnezza, o’ ssaje bbuon che r’è o’ COBAT, no?”
Io: “Certo: il consorzio per il recupero delle batterie al piombo
usate.”
Peppino: “Eh! E o’ ssaje quant s’pava, a stu cazz e COBAT?”
Io: “Guarda che lo smaltimento delle batterie delle auto è una cosa
costosa,
sono piene di sostanze tossiche, non è che si possono buttare via così,
sono
rifiuti speciali… Ovvio che sia costoso.”
Peppino: “Eh! E o’ ssaje quant s’pava? Io faccio l’elettrauto, a volte le
devo
smaltire anche a cient’a vota! E aggià pava’ pure cchiù e’ mille
euro…!”
Io: “Beh? Tu paghi il consorzio mille euro, e lui si prende le batterie
e le smaltisce in discarica per rifiuti speciali…”
Peppino: “Poi però, ‘na vota a settimana, venevano i Rom, e si pigliavano
le
batterie. 5 euro se erano meno di 10, e 10 euro se ne erano di
più…”
Io: “Ahhh ecco, e tu li davi ai Rom!!!”
Peppino: “Mica solo io, tutti! 1000 euro da dare al consorzio, e 10 per i Rom. Vir tu…”
Io: “E tu lo sai che è illegale?”
Peppino: “Si ma i Rom poi se le portavano nelle baracche, le smontavano, e
recuperavano tutto quello che si poteva recuperare, per rivenderselo. Il
piombo,
il ferro… Cioè facevano ‘o recupero, e ‘o riciclaggio! Mica chella
robba a’ jettavan!”
Io: “E intanto si avvelenavano respirando le esalazioni di acido solforico
miste a piombo… e tu intanto ti intascavi i soldi destinati al
consorzio…”

Certo, ci sarebbe stato da spiegare a Peppino che quei soldi per il
consorzio non li stava pagando lui, ma il cliente, visto che è un costo
compreso in quello della batteria nuova… Ma si sa, i piccoli
commercianti
vivono di questo piccolo furtarello, direttamente dalle nostre tasche,
salvo
poi dire che i ladri sono i Rom che gli entrano
nell’appartamento. Pertanto,
Peppino lo sa benissimo che quei soldi non sono i suoi, ma continuerà ad
intascarseli. E
questa non è certo una novità: lo fanno tutti, elettrauto, gommisti,
carrozzieri,
ma anche ipermercati, benzinai, officine e tutto il resto.
Quel che invece colpisce è che la sua opinione sia che il COBAT smaltisca
in
discarica (opinione veritiera, tra l’altro), mentre il Rom fa recupero e
riciclaggio, ma di certo non in un centro di trattamento, ma nella sua
baracca,
e paga con la sua salute e con il suo sangue che si riempie di piombo.
Poi, quel che è certo, è che il Rom in quanto disperato cerca di non
buttare via
niente, e se proprio gli resta qualcosa tra i piedi, di solito lo
smaltimento
finale è nella sua stessa baraccopoli.
Ora però spostiamoci, andiamo via.



 

Via Argine è un lungo rettilineo, che dalle propaggini del porto, a San
Giovanni,
arriva fino all’incrocio maledetto dove Napoli si fonde con Volla e
Cercola. E la
conosco bene. Centimetro per centimetro. L’ho vista crescere e cambiare da
quando,
fino a metà anni ’80, era veramente l’argine di un lagno a cielo aperto, e puzzava
di fogna, fino ad
oggi, che ha tre corsie per senso di marcia nella zona di Ponticelli. Sono
in grado
di dire cosa c’è in qualunque punto. Metro per metro. Perchè da dove
abito io,
dovunque io debba andare, devo passarci per forza, e percorrerla tutta. In
tutte le
stagioni, a tutte le ore.
Venerdì 16 maggio vi sono arrivato, venendo da Roma, verso le 19.00.
Ancora giorno,
ancora trafficata. E c’erano ancora le colonne di fumo. No non le solite,
quelle
che si alzano quando i Rom bruciano i cavi per recuperare il rame, o
quelle
più
grandi che si vedono quando la gente inferocita brucia la monnezza che non
viene
raccolta per settimane e la strada si riempie e i topi entrano in casa (e
se
proprio la polizia sta là e non permette di bruciare la monnezza, allora
la gente
da 5 euro al Rom, che la brucerà con tanti saluti al commissariato da
parte del
popolo napoletano).
No, stavolta le colonne di fumo sono diverse. Sono le colonnine residue
degli incendi
che stavolta i napoletani hanno appiccato nei campi Rom di via Virginia
Woolf.



 

Napoli è cambiata. Me ne sono accorto quando mi sono fermato al bar su
via
Argine, quello non lontano dal palasport. Quello dove il barista dice
sempre:
“Io non sono razzista, eh! Però ai Rom e pigliass a caveci in culo!”.
E’ proprio da questo barista, che si vede il cambiamento storico, epocale,
di
Napoli. Perchè stavolta ha detto: “Aggio pigliat e’ Rom a caveci in
culo”.
Ha omesso di dire: “Io non sono razzista”.
Il che, in un napoletano da almeno sette generazioni, è profondamente
anomalo. Non
perchè Napoli non sia una città razzista, per carità. E’ vero, è una
città molto
aperta all’accoglienza ed alla tolleranza, come tutte le città di mare,
ma
anche
nelle città di mare ci sono i razzisti, diciamo che la popolazione si
divide,
trasversalmente alle classi sociali, in razzisti e non razzisti. Però
entrambe
le fazioni hanno sempre premesso ogni discorso con il classico “Io non
sono
razzista,
però…”
Però c’è una differenza. Una differenza forte, che “casualmente”
giornali, tg,
governo, ecc. ecc. hanno omesso di citare: non è vero che è la prima
volta
che viene incendiato un campo Rom
.
Sia chiaro, non è che io abbia avuto il tempo, e la capacità, di trovare
tutti
gli incendi avvenuti negli ultimi decenni, ma almeno nella zona di
Ponticelli,
la mia memoria me ne fa ricordare tre, e una rapida indagine telefonica,
con
chi invece ci lavora, con l’Opera Nomadi, me ne ha fatti rintracciare
altri
due
a Marano, uno a Fuorigrotta, ed uno a Secondigliano. Mica fuffa. Poi
vediamo perchè. Prima però
devo fare un’altra precisazione, per onestà: io non sono un conoscitore
della
cultura Rom e in generale di tutte le questioni riguardanti quei villaggi
stanziali i cui abitanti una volta praticavano il nomadismo. Non ho
studiato, se non pochissimo.
Quello che ho studiato, e non solo sui Rom, dei quali in realtà spesso
non
sappiamo
un’emerita mazza (e crediamo che siano romeni), ma soprattutto sugli
zingari, mi ha fatto leggere cose
che tutti sappiamo, e non sono affatto luoghi comuni. Ad esempio,
sono un popolo che, venendo dal nomadismo, culturalmente pratica il
parassitismo sociale presso le popolazioni nelle quali si imbatte. In
pratica,
non è un luogo comune o razzismo quando si dice che vivono di elemosina,
di furtarelli, di piccole attività illegali. E’ tutto vero. E’ un popolo
ex-nomade, che si arrangia.
Peccato che non avevano fatto i conti, quando si sono stanziati qua,
di essere venuti a contatto con un popolo che vive di furtarelli più
grandi,
di elemosine che sono molto più pingui e si chiamano estorsioni, di tutte
le
attività illegali possibili ed immaginabili, che pratica con costanza
la sopraffazione e l’intimidazione, anche di stampo mafioso, e che è in
definitiva un popolo più bastardo di loro: il popolo napoletano.
(Scusate se la dico in modo così crudo, ma non temete: faccio parte
anche io di quel popolo).
 

In tutte le città d’Italia, i nomadi causano problemi alla popolazione
locale, e spesso la popolazione è vittima dei reati dei nomadi. Qui,
in questi giorni, da napoletano, ho maturato l’idea che…
…non voglio arrivare a dire che sono i nomadi ad essere vittime
dei napoletani, ma poco ci manca. Poi un’idea ve la fate da voi, se
continuate a leggere Se invece non ve ne frega niente, allora non serve
neanche che leggiate fino alla fine.<br

Tanto per cominciare stiamo parlando di Ponticelli. Ne abbiamo
già parlato qui. Sono anni
che ne parlo. E se si parla di Ponticelli, non si sta parlando di
nomadi, da un lato, e istituzioni/polizia/politica dall’altro.
No.
Si sta parlando di nomadi, da un lato, ed emissari di Ciro Sarno
dall’altro. Perchè a Ponticelli il potere è targato Sarno, e non
ha nessuna altra targa. Altro che Stato o elezioni democratiche.

Adesso fate una pausa (perchè la questione è complicata), vi
andate a leggere questo articolo su Repubblica, poi fate un sorso
d’acqua, fate altro, vi fate un giro, e poi, una volta ripresi dallo schifo, leggete
il seguito di questo post (se non vi siete già annoiati).

Letto? Qualcuno credeva di poter essere libero di vivere in una
baracca sotto un cavalcavia e campare di delinquenza? Da altre parti
non si può perchè c’è la legge. A Ponticelli non si può perchè ci
sono
i Sarno.
Poi, politicamente, a sinistra non se ne sono accorti, a destra invece
qualcuno se n’è accorto.
L’unica frase che ci serve davvero, di quell’articolo su Repubblica, è questa:
“E per avere questo fazzoletto di terra, strappato a una discarica abusiva
a cielo aperto, le famiglie rom pagano una tangente.”
Sia chiaro, non è che per i napoletani onesti che vivono lì
(e credetemi, ce ne sono molti, sono circa il 90%) le cose siano diverse.
Il “sistema
Sarno” funziona così: o ti adegui o te ne vai. Anche di questo mi sa che
ne
abbiamo già parlato in passato.
Poi ovviamente, tra Rom e estorsori, possiamo discuterne, su chi è il
più
parassita. Ovvio che lo sono entrambi, ma su chi lo è di
più…

I campi Rom a Ponticelli sono stati bruciati anche nel 1988, nel 1993, e
nel 2000.
Questi sono quelli che ricordo di persona. Tutti e tre sono successi a
causa di
tre diverse “rivolte Rom”. Rivolte contro i Sarno. Perchè non volevano
pagare il
pizzo, e la mano ferma del clan si è abbattuta su di loro. Fino a domare
le rivolte.
Da notare che dove fallisce lo Stato (il controllo dei nomadi), riesce tre
volte
il clan.
Stavolta, nell’incendio dei giorni scorsi, avrete visto di sicuro nei TG i
Rom
incazzati che parlavano con i poliziotti. E sì che si sono incazzati! Non
facevano
altro che ripetere: “Ma perchè? Stiamo pagando puntuali ogni mese!”
La cosa è nota all’autorità giudiziaria. Già dieci anni fa un affiliato
dei Sarno,
divenuto collaboratore di giustizia, raccontò ai magistrati:
“Pagano una giusta cifraper poter occupare il nostro
territorio
,
ci danno manodopera fondamentale, perchè fanno i lavori che i napoletani
non vogliono più fare, come bruciare i copertoni, recuperare il rame,
maneggiare sostanze tossiche.”
(i grassetti li ho messi io, e mi sembra evidente il perchè)

Dunque, tiriamo un attimo le somme. I Rom prima di tutto devono pagare il
pizzo, se no gli bruciano le baracche. Poi li fanno campare dandogli le
batterie ed altri rifiuti pericolosi. Chi glieli da, questi rifiuti?
Glieli
danno commercianti ed imprenditori di Napoli est, c’è poco da fare.
Glieli
danno
i napoletani. E fin qui,
ci siamo. Poi se andiamo ad aprire una copia de “Il Giornale di Napoli”
del
8 maggio 2008, troviamo questo divertente trafiletto:

” Denunciati 20 rom per inquinamento”
“Invasioni di terreno di proprietà comunale, abbandono di rifiuti
speciali
e pericolosi. Queste le accuse a supporto delle venti denunce notificate
ad
altrettante persone, dieci uomini e dieci donne, che risiedono nel campo
rom di Ponticelli . Un accampamento illegale dove, ieri mattina hanno
effettuato un blitz i carabinieri della compagnia di Poggioreale insieme
con gli ispettori sanitari dell’Asl Napoli 1.
Ai primi riscontri, l’insediamento che si trova in via Virginia Woolf, è
risultato costruito su terreni comunali. Una baraccopoli che non avrebbe
dovuto esserci e dove, soprattutto non avrebbe dovuto esserci quel
materiale da risulta giudicato pericoloso e tossico che probabilmente
faceva parte di una scorta accumulata dai rom. Inoltre parte di questa
roba
veniva bruciata nei roghi che usualmente vengono accesi di sera nei pressi
e all’interno e di campi rom, generando anche un concreto pericolo per
gli abitanti dei palazzoni che circondavano il campo romeno”<br

Esatto, si sta parlando proprio di loro! Di quelli di Ponticelli! Quelli
che pagano il pizzo
ai Sarno! Allora, tiriamo una seconda somma: prima gli si chiede il pizzo,
poi li si fa lavorare
in quei lavori che “i napoletani non vogliono fare”, cioè a prendersi
sostanze velenose,
e poi… li denunciamo pure.
Già, occupano un suolo comunale, ma non pagano l’affitto al comune, lo
pagano al clan. Meglio
denunciare i Rom, però… Insomma, mica si può denunciare il clan! Si
fermerebbe l’economia.
Poi discutiamo, su quale popolo, tra quello Rom e quello Napoletano, è
più civile.

Ma se qualcuno crede che sia finita… si sbaglia.
Prima gli imponiamo il pizzo, poi li facciamo lavorare con i rifiuti
tossici, poi li
denunciamo, e poi…

Il resto sembra storia nota: una ragazza Rom, che evidentemente non
era figlia di un affiliato dei
Sarno, viene vista con una bambina di sei mesi in braccio dove non doveva
stare, e giù
con una insurrezione popolare poco spontanea.
Già perchè possiamo dire quel che ci pare, ma di solito è spontanea una
reazione
che avviene subito, e non 24 ore dopo, ma non solo: come è
possibile
che spontaneamentetra le baracche di legno e lamiera si è
rischiata la
strage quando gruppi di uomini a volto coperto hanno
cosparso tutto di benzina, con una manovra molto militare, e poi
con
ripetuti lanci di molotov
hanno dato fuoco a tutto? Alcune centinaia di uomini,
donne e bambini, in un primo tempo sono “rimasti”
imprigionati all’interno del campo, successivamente sono
riusciti fortunatamente a fuggire. Un assalto para-militare in grande
stile, organizzato
e preciso nei tempi e nelle azioni. Altro che rivolta
spontanea.

Azioni criminali contro i campi Rom erano già accadute
altre volte, da Scampia a Casoria a Fuorigrotta, ed
erano rimaste impunite, ma mai un azione punitiva era
stata condotta con tanta protervia, addirittura alla luce
del sole
, e con un tale livello di complicità e
copertura da parte dei
partiti e dei mass-media, come
testimonia lo scandaloso manifesto timbrato PD apparso
sui muri di Ponticelli dal titolo “Via gli
accampamenti Rom di Ponticelli”.

Evidentemente il clima è cambiato. E’ cambiato
quando al fianco di razzisti e camorristi sono scesi
in campo i palazzinari che, grazie all’aumento degli
indici di edificabilità del piano regolatore varato
dalla giunta Iervolino, proprio nella zona del campo
raso al suolo stanno avviando un grande piano di
speculazione edilizia
.
Ma non mettiamo altra carne sul fuoco. Fermiamoci un attimo.

Ricapitoliamo, tanto non è l’ultima ricapitolazione.
Prima gli imponiamo il pizzo, poi li facciamo lavorare con i rifiuti
tossici,
poi li denunciamo per inquinamento, e infine gli diamo fuoco (dopo vediamo
bene anche un particolare!).
Intanto non finisce qui. Perchè dopo avergli dato fuoco, li abbiamo
pure derubati.
A dare la notizia è stata per prima “Telecapri Notizie”, nella sua
versione
on-line:

” NAPOLI – Cinque ragazzi, un maggiorenne e quattro minorenni, sono
stati denunciati dai carabinieri della compagnia di Poggioreale per furto
aggravato. I cinque, un 33enne, già noto alle forze dell’ordine e quattro
15enni, sono stati sorpresi e bloccati dai carabinieri in via Virginia
Wolf
mentre tentavano di rubare radio, televisori e videoregistratori lasciati
nella baraccopoli abbandonata dai nomadi a causa delle manifestazioni di
protesta dei giorni scorsi contro gli insediamenti di rom nel quartiere.
Il
maggiorenne, tra l’altro, ha partecipato attivamente alle manifestazioni
di
protesta contro i rom a Ponticelli.”

Bella questa eh? No perchè io non ho problemi a dire, da napoletano, che
se i Rom
sono ladruncoli, i napoletani sono peggio di loro. Perchè questo non si
chiama furto, si chiama
sciacallaggio.

E infine, attenzione solo infine, arriva l’Autorità Giudiziaria,
quando tutti i
giochi sono ormai fatti. E gli investigatori non hanno difficoltà a
mettere in dubbio
la tesi del tentato rapimento della bambina. E può solo confermare quanto
già
dichiarato dall’Associazione Everyone, che segue i Rom da decenni. Quel che
racconta, viene in parte
riportato da vari siti e giornali, tra cui Trading Italia.
L’articolo completo (uscito anche in inglese) sta su
Step1 Magazine.
Si può leggere qualcosa anche su Pane e rose.

E qui le cose si complicano, perchè allora bisognerà vedere, e spetta
all’Autorità
Giudiziaria, e non a me/noi/voi, stabilire se c’è stata una riunione di
condominio
tra gente stanca di avere i Rom tra i piedi, oppure se qualcuno (e intuiamo chi) è andato
a
“suggerire”
la cosa, o magari se non si tratta di una montatura, ma veramente le cose
sono andate
come ce le hanno raccontate.

Non lo so come è andata, anche perchè il tempo è sempre tiranno con il
sottoscritto, e le mie permanenze napoletane purtroppo sono sempre troppo
brevi, e si fanno
sempre più brevi 😦
Fatto sta che, se veramente così fosse… allora c’è poco da fare:
quando
si parla
dei Rom e delle loro caratteristiche socialmente e criminalmente
rilevanti,
si farà
bene a sottolineare che in ogni caso risultano perdenti e assoggettati, se
messi
a confronto con i napoletani.

a stessa musica, a stessa storia, nun è cagnat o’ riest e nient

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48 risposte a .: Ponticelli 2008 :.

  1. maredidirac ha detto:

    Ho riletto il mio commento di ieri: cavoli, ti ho letto nel pensiero!

  2. storie ha detto:

    con questo post non riscuoti nessuna antipatia…almeno da parte mia…

    mi pare nn faccia una piega!

  3. utente anonimo ha detto:

    bel post complimenti.io sono napoletano del centro e tutte ste cose non le sapevo.

  4. utente anonimo ha detto:

    Salvato e stampato.
    E sono anche tornata da un po’.
    Salva.
    Baci!

    Angy sloggata

  5. fraba ha detto:

    Grande post….come sempre 🙂

  6. Maryanna1982 ha detto:

    Molto spesso la penso come te,sul fatto che noi napoletani delle volte facciamo proprio pena…e questo che hai descritto è solo l’ennesima dimostrazione…pero’ vorrei solo aggiungere che uno spiraglio di luce io l’ho visto..o meglio l’ho letto..quando i Rom furono costretti ad abbandonare Ponticelli in fretta e furia,si spostarono verso San Giovanni, Poggioreale e tra Caivano e Succivo,in altre baraccopoli,li’ molte donne,preciso napoletane, scesero dalle loro case con biscotti,latte,vestiti e coperte e si recarono dagli sfrattati forzati,per donarglieli..
    con questo nulla a togliere che restiamo in molte situazioni possibili dei gran bei “cazzimmosi”…

  7. alex321 ha detto:

    E’ infatti quella, una delle contraddizioni grandi di Napoli: solidarietà e cazzimma, fuse assieme.

  8. utente anonimo ha detto:

    complimenti veri dottor Iacuelli.

    cotopaxi

  9. utente anonimo ha detto:

    Grazie per il post. Ti prenderesti l’impegno di segnalare come evolve la vicenda del (presunto) rapimento? E magari di segnalarla ai quotidiani?

  10. alex321 ha detto:

    Ma tanto io lo so che se segnalo ai quotidiani… questi ignorerebbero…

  11. rigirandola ha detto:

    Negando si afferma, per illuminazione o per risalto del contrasto.
    Dici di non voler parlare male dei napoletani, ma non ravviso cenno di questo atteggiamento, seppur involontario! Tuttalpiu’ parli della camorra e certo non potresti parlarne bene.
    Dici Napoli è cambiata. Direi Napoli è schiacciata.
    Nel piccolo le responsabilità personali sono sempre distribuite tra cause e conseguenze degli atteggiamenti negativi, trasversali come dici tu…
    Nel grande anche, ma Napoli è una città schiacciata e lo sono i napoletani.
    Disoccupazione, mancanza di ossigeno. A Napoli non esistono aree verdi, è una città di cemento.
    Tempo fa lessi da qualche parte di uno studio in cui si evidenziava una correlazione tra mancanza di verde e diffusione dell’atteggiamento criminale.
    Una città sommersa dalla monnezza, chi corre a destra e sinistra, stipendi miseri, nei momenti peggiori corse per le strade cercando di evitare di rimanere soffocati dalle puzze, asme allergiche in aumento, per chi è costretto a prendere la macchina ore nel traffico soffocante, giri infiniti per trovare un posto auto al termine di una lunga giornata lavorativa…posti auto illegalmente accaparrati con assi di ferro infisse ai muri e bloccate con lucchetti…
    Napoli è cambiata….mi fermo solo a questa tua affermazione..per il resto niente da aggiungere…
    Napoli è cambiata….Napoli come la punta di un iceberg…come dice Alex Zanotelli giustamente…
    Napoli rimane la mia città, la città dove, quando i piedi le passano su, la riconoscono, Napoli è la città delle mie avventure/disavventure e non potrei fare a meno della sua aria…non sceglierei Napoli per un’altra città….forse per un altro Stato, ma non so….io sceglierai un luogo piu’ umano per vivere, ma non certo un’altra città….

  12. nonsologeomangio ha detto:

    Ho trovato molto interessante un articolo su Focus di qualche mese fa che analizzava la situazione dei Rom nel resto d’Europa… In Francia hanno case e lavorano, per esempio. Pare che solo qui siano ghettizzati, solo qui c’è questo interesse.
    Hai sempre ragione Alex, i tuoi resoconti sono vere e proprie inchieste. Aggiungo un link ai tuoi:
    http://www.annesdoor.com/club.html#195082
    “La speranza di vita media dei Rom, qui da noi, è di soli 35 anni, contro gli 80 degli altri cittadini. La mortalità dei bimbi Rom è 15 volte superiore a quella degli altri bambini. Sono numeri che esprimono una persecuzione.”

  13. macca ha detto:

    1) In effetti ho fatto fatica… 🙂
    2) articolo (“post” mi sembra riduttivo) esemplare.
    Mannaggia, quanto sei bravo e coerente.
    Meriteresti ribalte molto più rinomate del saper d’esser da me molto stimato.
    Chapeau.
    Daniele

  14. alex321 ha detto:

    Invece mi “accontento” della stima tua e di quelli come te, Daniele. Anche perchè… per altre ribalte dovrei vendermi.

  15. utente anonimo ha detto:

    Intanto complimenti per l’articolo, veramente completo e ben fatto.
    Secondo poi ti volevo ringraziare per aver linkato il mio articolo su trading italia 😉

    un saluto Valerio

  16. elisewinfox ha detto:

    Come sempre lineari e realistici i tuoi pensieri. Da napoletana non mi vergogno per quello che hai scritto, perchè è giusto sputtanare quella Napoli guasta! Perchè Napoli non è solo quello, ma è anche persone come te! Un abbraccio dottò 🙂
    Elisewinfox

  17. utente anonimo ha detto:

    rileggendo
    ma veramente il COBAT smaltisce le batterie in discarica, con acido e tutto?

    cotopaxi

  18. samuelesiani ha detto:

    Sei stato molto molto chiaro. E’ una materia complessa, forse neanche tanto a ben pensarci, ma si deve avere la testa di togliere il primo strato. Non so come dire…

  19. utente anonimo ha detto:

    Complimenti e grazie per le notizie ed il modo in cui hai scritto.
    Mario

  20. alex321 ha detto:

    @Valerio: era mio dovere linkarti. Sei stato tra i primi ad avere il coraggio di riportare la notizia della possibile “montatura”…

    @Cotopaxi: ufficialmente non dovrebbe essere così, ma sai… siamo in Italia…

  21. kyra65 ha detto:

    Bellissimo post. Mi permetto di segnalarti una piccola cosa:

    e’ una gif animata di solidarieta’ ai rom

  22. utente anonimo ha detto:

    Mi permetto, da profano, di fare una meta-analisi della tua analisi.

    Salta agli occhi quando scrivi “il popolo napoletano”, aggettivandolo nella maniera in cui hai fatto. E’ una generalizzazione – di questo devi darmi atto – che credo però non colga appieno il segno. Mi spiego.

    Comportamenti criminali, od al minimo incoscienti, da parte dei napoletani sono più che evidenti. Da parte di alcuni napoletani, per meglio dire. Ovvero, non da tutti.

    Possiamo categorizzare chi sono i napoletani che si comportano in quel modo? Come dicevo, dal basso della mia ignoranza, credo di sì.

    A Napoli c’è la camorra, lo san tutti. La camorra vive a stretto contatto con i commercianti, non foss’altro che per chiedergli il pizzo, ma spesso anche in qualità di datore di lavoro tout-court.

    La camorra, oltre ad essere un’associazione criminale, è anche una cultura. Cultura del “penso ad ora ed al futuro ci penserò domani”, cultura del “quel che mio è mio e quel che è tuo lo farò diventare mio”, cultura del “a me che me ne fotte”.

    Quello che io immagino – dimmi se condividi – è che a causa di questa vicinanza tra camorra ed esercenti, la camorra si fonde con gli esercenti e gli esercenti con la camorra. C’è un’osmosi di denaro verso la seconda, e di cultura verso i primi.

    Più ci si avvicina alla strada, come tipologia di lavoro, più soldi ci sono da gestire, in un modo o nell’altro, e più è probabile che la camorra c’entri qualcosa. In un modo, o nell’altro.

    La colpa è solo della camorra, dunque? In un certo senso sì. Il fattor comune qui è la camorra. Il problema è che la camorra è trasversale e pervasiva.

    Tanto pervasiva, da arrivare anche dove non dovrebbe mai arrivare: tra le fila di chi tutela la legge.

    Non posso non notare con quanta veemenza lo stato si prodighi nel bastonare a sangue e financo tentare di uccidere chi – a ragione od a torto, non è questo il luogo per discuterne – difende la propria vita ed i propri diritti, mentre quasi mai usa gli stessi metodi contro “la camorra”**.

    I casalesi stanno venendo acciuffati, leggo sui giornali… Il DL 90/2008 prevede che nelle discariche ed inceneritori ci possano finire rifiuti tossici. Non riesco a non pensare che le due cose siano collegate. Magari mi sbaglio.

    Fabio A.

    **Lo so, nella protesta c’erano anche camorristi. Ma, credetemi, io lì ci sono stato, il 90% erano brave persone, anche facilmente strumentalizzabili a causa della loro poca conoscenza della questione, ma che avevano tutto il sacrosanto diritti – nell’opinione di chi scrive – di protestare a prescindere da se tra loro ci fossero anche camorristi.

  23. utente anonimo ha detto:

    Dire che il tuo articolo è lineare,semplice ed esaustivo è superfluo.

    Sulla storia del rapimento della bimba a Ponticelli, forse dopo l’inchiesta e il processo sarebbe bene dare il giusto risalto, perchè esistono tante persone, come mia moglie che vivono con l’incubo dei ROM e delle loro leggende.
    Sempre a proposito di rom sapessi quanta acqua abbiamo portato al campo di località spinello ed a acerra, si sarebbe potuto costruire una condotta d’oro, per non dire poi che loro quell’acqua l’usavano per lavarsi e lavare abiti e stoviglie e d’estate per le loro piscine gonfiabili.

    A proposito di batterie la mia esperienza da meccanico mi ha fatto sempre girare le scatole dover pagare prima il contributo e poi il consorzio ed invece il singolo che va al negozio cambia la batteria e la lascia per strada?

  24. utente anonimo ha detto:

    non ti ho scritto più, comunque il libro l’ho acquistato….ce l’ho 🙂

    Mi manca solo l’autografo personale
    Saluti
    gianpla

  25. marcociano ha detto:

    Ho letto l’intero articolo, i vari link e pure il bicchiere d’acqua: possibile che sappiamo così poco dei nostri luoghi. Mi chiedo come facciano le istituzioni a non sfiorare questo mondo parallelo???

  26. utente anonimo ha detto:

    ho letto il tuo post di un fiato, cazz, carico di cose che giuro non avevo trovato in giro, e dire che stavo cercando da un po’ notizie di prima mano sui fatti di napoli. Complimenti

  27. lorypersempre ha detto:

    Mah. Non sei riuscito a far diminuire la mia antipatia per i rom (ho visto troppi anni di borseggi nella metro di Roma), in compenso hai fatto aumentare il mio disgusto per tutto il resto 😦
    Leela

  28. utente anonimo ha detto:

    faccio un giro sul tuo blog quasi quotidianamente, era un pò di tempo che non scrivevi con la grinta di questo post, Napoli ha bisogno di te!!

  29. Comicomix ha detto:

    nessuna antipatia. piuttosto, sincera ammirazione. I tuoi reportage meriterebbero di stare su qualche settimanale famoso, tanto sono ben fatti, precisi, “passionali” nel raccontare e spiegare.

    Reggono anche la “lu8nghezza” che – come sai meglio di me – nel web non “paga”.

    UN sorriso lungo lungo

    Mister X di COmicomix

  30. dodo712 ha detto:

    Ottimo articolo, lucido e chiarissimo, come sempre. Proprio per questo ancor più difficile da digerire.

  31. virginie ha detto:

    post da applausi.

  32. Sydbarrett76 ha detto:

    la cosa della speculazione l’ho letta solo qui e su indynapoli (strano, ve’? 😉 )
    per il resto posso solo dire che sei un grosso, e che più passa il tempo più mi fa schifo questo paese, tutto, in cui la gente si indigna per difendere non la legalità, ma il “diritto” di essere gli unici disonesti sul territorio…

  33. alex321 ha detto:

    In che senso “un grosso”?? E’ vero che sono ingrassato ma….
    😀

  34. keroppa ha detto:

    Sarà grosso nel senso di ruoss’, via… 😀

  35. utente anonimo ha detto:

    C’è un articolo che ne parla in questi stessi termini sull’Internazionale di questa settimana!

  36. alex321 ha detto:

    Va buo’ ja! Aggio capit’, m’aggia metter a dieta!

  37. keroppa ha detto:

    Ma qua’ dieta! Ti stai scordando il napoletano, capo? 😀

  38. alex321 ha detto:

    Il napoletano lo ricordo bene e lo parlo correntemente… è la mia bilancia che dice il resto, per non parlare dello specchio 😛

  39. minpepp ha detto:

    Le antipatie mie non te le sarai attirate di sicuro. Il tuo ragionamento non fa una grinza, lineare e lucido come sempre, e anche se non conosco di prima mano la realtà che descrivi, ti credo sulla parola perché ho imparato a capire che quella di Napoli esce fuori da ogni schema, con le sue forze interne, uguali ed opposte, e con le sue contraddizioni.
    Qui da noi è tutto l’opposto. Qui da noi i rom non devono vedersela con nessuna cosca malavitosa, perché la malavita sono loro. I racket, delle scommesse, della droga, del pizzo, della prostituzione, dell’usura, stanno tutti in mano a loro. Sono decenni ormai, che sono diventati stanziali, dimenticando le loro origini nomadi. Qui non vivono in baraccopoli che vengono incendiate. I più sfigati vivono nelle case popolari, che sono riusciti a farsi assegnare in base a delle leggi molto discutibili. I più abbienti si sono fatti le ville (abusive) e girano in Mercedes, non i vecchi transatlantici tutti scassati di 40 e passa anni fa, ma in moderni SLX, o CLX, o come diavolo si chiamano! Si sono creati la facciata di imprenditori import-export (sì… di roba afgana o pakistana, e non sto parlando di tappeti), mentre le loro donne, ingioiellate come la statua della Madonna in processione, continuano a cercare di irretirti per strada, una che ti offre il monile portafortuna intanto che l’altra ti sfila il portafogli dalla borsa. E i ragazzini vanno svaligiando le case.
    Qui da noi si sono integrati bene, alla perfezione direi, e non ci pensano proprio a farsi mandare via!
    Chissà, forse sono passati prima da Napoli, dove hanno imparato il mestiere dalle varie famiglie Sarno et similia, e poi sono venuti qui a mettere in pratica gli insegnamenti di cui hanno fatto tesoro…
    Svariati anni fa, un mio zio si trasferì in una casa fuori dalla città, quasi in campagna. Un giorno, mentre stava zappando il suo orticello, il suo vicino cominciò a dargli chiacchiera… era un rom stanziale. Fecero amicizia, e alla fine della conversazione “quello” gli disse “Aldo, se qualcuno ti infastidisce, tu vieni a dirlo a me, che ci penso io…”
    Ti suona familiare?

  40. upuaut ha detto:

    Non posso fare a meno di aggiungere i miei complimenti, questo post e’ veramente ben fatto. Troppo lungo? ce ne fossero…!

  41. Sydbarrett76 ha detto:

    Per riattizzare un po’ il fuoco, avete visto l’intervista al “Capo” del raid del Pigneto?
    Non ci sarà dietro la criminalità organizzata, ma non mi piace nemmeno questo atteggiamento da “capoquartiere”, da “padrone” del territorio….cioè è tanto diverso?

  42. marzia ha detto:

    Alex è da un pò di settimane che mi sei tornato alla mente: rammenti l’incontro qua a Salerno, vero?
    Mi parevano quasi surreali certi “allarmismi” e e parlare di “munnezza” eppure …
    In Ot
    Sto venendo spesso a Napoli.
    Magari ti scrivo in pvt, ok?Marzia trasferita in Word press

  43. giuba47 ha detto:

    Grazie per le informazioni che fornisci, Giulia

  44. utente anonimo ha detto:

    Ottimo articolo, soprattutto per chi non conosce di prima persona Napoli e dintorni.

    Lascia però con una certa ansietà.
    Mentre il problema Rom è risolvibile, se si vuole, con una certa facilità (almeno nel resto d’Italia), il problema Camorra mi spaventa.
    Da quel che se ne capisce gode dell’appoggio di una fetta abbastanza grossa della popolazione.
    Le probabili cause sono il disinteresse verso questi cittadini mostrato dalle Istituzioni in tutti questi anni con conseguente degrado e mancanza di qualsiasi lavoro.

    Comunque, a prescindere dai motivi e dalle responsabilità, il fenomeno esiste e non riesco davvero a capire come si possa risolverlo in tempi brevi.

    Se consideriamo anche la vicina ‘Ndrangheta (in ascesa) e la Mafia (in discesa), la situazione appare ancora più pericolosa.

    E la diffusissima cultura di illegalità, anarchismo, sopraffazione ed egoismo (presente in tutta Italia e non solo in Campania) non aiuta certo a immaginare tempi migliori.

  45. utente anonimo ha detto:

    Non so quanto sia cambiata Napoli rispetto al passato, non mi produco in studi sociologici. Certo è che il tessuto sociale napoletano l’ho sempre trovato fondato su una dose di inciviltà e ignoranza particolarmente significativa. Reagisce in mod intollerante nei confronti di qualunque cosa o persona sia vista come una minaccia alla propria esistenza ed al proprio tornaconto. Vogliamo travestire la storia con il razzismo? Facciamolo pure, ma non vedo differenze con il negoziante che mi ha bucato le ruote dell’auto sol perché l’ho parcheggiata nelle strisce blu ma davanti al suo negozio. Cose che capitano, a Napoli…

  46. utente anonimo ha detto:

    complimenti per il post che chiarisce molte cose circa i fatti di questi giorni.
    di fatto gli zingari (quale che sia l’etnia) intesi come persone che vivono in campi simili a discariche, campando di elemosina, di furti, o di espedienti pericolosi (tipo bruciare i cavi elettrici) sono un problema. sicuramente non il principale in italia, ma sicuramente uno dei problemi. ed è bene che se ne parli.
    per me.
    alberto

  47. utente anonimo ha detto:

    Una buona ricostruzione, anche se mi convince di meno quando passa dal racconto personale al rimando giornalistico: di fondo, se c’è una logica che unisce palazzinari-politica e camorra, anche l’inchiesta di repubblica sul racket nelle baraccopoli sa di un qualcosa ad orologeria… ragioniamo sui moventi ma mi pare di poter dire che gli esecutori siano stati (1) i media, soprattutto la vita in diretta di cucuzza accorsa alla convocazione della manifestazione del comitato civico anti rom indetta presso i campi quel giorno; (2) la manovalanza di Sistema, che dopo anni di filmoni affittati su cutolo e il padrino hannoavuto la possibilità di giganteggiare moralmente (i bambini non si toccano) e organizzativamente (chi interviene quando tutti riconoscono l’emergenza dei campi del degrado, che è sanitaria – nel tuo post non si dice- ambientale e sociale -nel tuo post si dice, anche quando parli degli episodi di intolleranza precedenti alla notte dei roghi)…

    Io ho fatto una ricostruzione istituzionale che puoi trovare su: http://dsponticelli.wordpress.com/dossier-rom/

    sull’assoluta inopportunità del manifesto PD, partorito nella testa di uno e contravvenendo all’indicazione dei tanti, qualche chiarimento lo trovi scaricabile su http://dsponticelli.files.wordpress.com/2008/05/sul-manifesto-pd.jpg …so che il tuo post non è politico, ma poichè parli di un partito…

    Apprezzo molto il tuo modo di affrontare il tema, stando nelle contraddizioni: io ci provo, con meno fortuna di te, sicuramente perchè con qualche responsabilità in più. Sono le contraddizioni di chi le prende dagli anti rom e dai pro rom, tentando di saldare responsabilità privata e pubblica.

    Non mi aspetto un’assoluzione, ma vorrei tanto una mano a ragionare da chi come te sa liberarsi di idola e schemi. In assenza di ideologie omni applicabili forse un metodo per legare tanti frammenti e assumere scelte è proprio la democrazia: così debole, così influenzabile, così impraticabile a Napoli.

    In attesa di risposte ti rinnovo complimenti e gradirei approfondire da qualche fonte affidabile il legame Rom-pizzo dal ’93 in poi.

    PS. ben accetti suggerimenti democratici su come riscattarsi da quel manifesto, siamo in tanti a ragionarci e a non condividerlo affatto, ma forse di meno di quelli che invece lo condividono eccome…

    Nazario da Casa del Popolo di Ponticelli

  48. utente anonimo ha detto:

    Ottimo post, hai colto nel segno la verità di questo nostro quartiere.
    Ho scritto un articolo che ultimamente cerca di ricostruire la continuità tra la cacciata dei Rom e l’edificazione del CIS sui terreni demaniali di via Malibran. Inoltre, dato che is parla di immondizia, facciamo luce sul fatto che i Sarno stanno trasformando Ponticelli nella più grande discarica a cielo aperto che si sia vista in questa nostra “città occidentale”

    http://www.littlebridges.splinder.com/post/17914231

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