.: Domani non ci sono, quindi ne parlo oggi. In ricordo di Anty, alla vigilia del 25 aprile :.

In Italia, l’ultimo inverno di guerra è terribile.
Gli Alleati sono bloccati sulla Linea Gotica, che taglia la penisola da est ad
ovest all’altezza della Toscana, mentre le atrocità dei nazisti ai danni della
popolazione civile si moltiplicano.
Solo all’inizio della primavera il generale Alexander lancia l’offensiva
finale: il 21 aprile gli anglo-americani entrano a Bologna e si aprono definitivamente
la strada verso la valle del Po.
Le bande partigiane, contemporaneamente, attaccano le città ancora occupate,
dove la popolazione civile insorge contro i nazisti e i fascisti. Entro il
25 aprile i centri maggiori (Milano, Bologna, Genova, Venezia) vengono
liberati, alcuni giorni prima dell’arrivo delle truppe alleate.
 


 


 
 

Comunicato del Comitato di Liberazione Nazionale – 21 aprile 1945

Ai Cln, ai comitati di agitazione, ali operai, ai tecnici, agli impiegati: Direttive
per l’insurrezione nazionale, n. 1, 21 aprile 1945
 

Ad integrazione dei compiti militari previsti per le formazioni del Corpo volontari della libertà, il pieno successo dell’insurrezione nazionale che deve liberare le nostre terre dall’oppressione e dal saccheggio nazifascista richiede l’attiva e cosciente partecipazione di tutte le popolazioni delle città e delle campagne. Dei compiti di una particolare importanza spettano in questo campo alla massa degli operai, dei tecnici, degli impiegati, concentrati nei maggiori stabilimenti industriali. Perché tali compiti possano essere assolti con la massima efficienza, è necessario che tutti si attengano alle presenti direttive del Comitato di liberazione nazionale, ed a quelle che verranno successivamente impartite.
Alla proclamazione dello sciopero insurrezionale, gli operai, gli impiegati, i tecnici, i lavoratori tutti dovranno portarsi tutti, ognuno al proprio stabilimento, alla propria officina, al proprio cantiere o ufficio.
Gli stabilimenti rappresentano il centro di mobilitazione e la fortezza dell’insurrezione nazionale. E’ dalle fabbriche, dai cantieri, dalle officine che le squadre dei lavoratori, dei patrioti partiranno per dare man forte ai Gap, alle Sap, ai partigiani per ingrossare le file dei combattenti, per occupare i punti più importanti della città, per scacciare dai loro nidi di resistenza i nazifascisti.
Per leggerlo integralmente:
Anpi Roma


 

Ed ora, le cose serie.
 

Per questo 25 aprile, vorrei raccontare brevemente qualcosa di una persona di
cui non si sa quasi nulla. Una persona alla quale non sono intitolate strade,
non sta nei libri di storia, ma che ha dato un contributo fortissimo alla
Resistenza. Oggi vorrei raccontare, anche se mi fa male e mi fa venire le
lacrime, brevemente di
 

Irma Marchiani Detta “Paggetto”, detta anche “Anty”
 


Irma-Paggetto era una casalinga, ma anche una pittrice. Nata a Firenze il 6 febbraio 1911. Di estrazione
e cultura antifascista e libertaria.
Nei primi mesi del 1944 è informatrice e staffetta di gruppi partigiani formatisi
sull’Appennino modenese. Nella primavera dello stesso anno entra a far parte del
Battaglione “Matteotti”, Brigata “Roveda”, Divisione “Modena”, all’interno di
questa formazione partigiana, partecipa ai combattimenti di Montefiorino.
Nei giorni seguenti, succede qualcosa di spiacevole.
 
Un partigiano della sua
divisione, un ragazzo appena diciottenne, viene ferito gravemente. Irma, assumendosi
un grave rischio, tenta di farlo ricoverare in ospedale. Ma l’ospedale è pieno di
italiani che collaborano con i tedeschi… Viene riconosciuta e denunciata al drappello delle SS più vicino, viene catturata. Viva la delazione.
Le truppe di occupazione nazista la traducono immediatamente nel
campo di concentramento di Corticelli (Bologna), dove viene seviziata, stuprata,
condannata a morte senza processo
, poi la condanna viene trasformata in un’altrettanto
dura deportazione in Germania.
Ma forse i tedeschi non avevano fatto i conti con lo spirito combattivo di
Anty.
Così, la partigiana 33enne durante una notte senza luna riesce a fuggire dal
campo di concentramento 🙂
Dopo la fuga, ricercata un po’ da tutti, rientra nella sua formazione partigiana,
di cui è nominata dapprima commissario, poi ne diviene il vice-comandante. E’ stata la prima donna ad avere un compito di comando in una brigata partigiana. Il suo
ruolo era contemporaneamente di infermiera, propagandista e combattente. Irma è
fra i protagonisti di numerose azioni nel Modenese, fra cui quelle di Monte Penna,
Bertoceli e Benedello
.
 

L’autunno 1944 vede i tedeschi in ritirata attestarsi fortemente nel modenese,
immediatamente al di sopra della linea gotica. La Divisione Modena effettua varie
azioni di guerriglia ma l’11 novembre 1944, mentre con la formazione ridotta
senza munizioni tenta di attraversare le linee, viene di nuovo catturata, assieme ad
una staffetta che si chiamava Gaetano Ruggeri, da una pattuglia tedesca in perlustrazione.
Viene condotta a Rocca Cometa, dove viene riconosciuta. Viene trasferia a Pavullo nel
Frignano
.
Viene processata il 26 novembre I944, a Pavullo, da ufficiali tedeschi
del Comando di Bologna, senza alcun diritto alla difesa. Infatti non è un processo lungo. Il processo inizia alle 15.00, e
termina alle 16.30. Le viene concesso solo di scrivere una lettera e di fumare una
sigaretta, poi viene fucilata alle ore 17, da un plotone tedesco, nei pressi delle
carceri di Pavullo, con Renzo Costi, Domenico Guidani e Gaetano Ruggeri.
Oggi è Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria.
 

Di lei, ho trovato una lettera, indirizzata al fratello, che da bene l’idea della
tempra della persona.
 


Sestola, da la “Casa del Tiglio”, 1° agosto 1944
 

Carissimo Piero, mio adorato fratello, la decisione che oggi prendo, ma da tempo cullata, mi detta che io debba scriverti queste righe. Sono certa mi comprenderai perché tu sai benissimo di che volontà io sono, faccio, cioè seguo il mio pensiero, l’ideale che pur un giorno nostro nonno ha sentito, faccio già parte di una Formazione, e ti dirò che il mio comandante ha molta stima e fiducia in me. Spero di essere utile, spero di non deludere i miei superiori. Non ti meraviglia questa mia decisione, vero?
 

Sono certa sarebbe pure la tua, se troppe cose non ti assillassero. Bene, basta uno della famiglia e questa sono io. Quando un giorno ricevetti la risposta a una lettera di Pally che l’invitavo qui, fra l’altro mi rispose “che diritto ho io di sottrarmi al pericolo comune?” E’ vero, ma io non stavo qui per star calma, ma perché questo paesino piace al mio spirito, al mio cuore. Ora però tutto è triste, gli avvenimenti in corso coprono anche le cose più belle di un velo triste. Nel mio cuore si è fatta l’idea (purtroppo non da troppi sentita) che tutti più o meno è doveroso dare il suo contributo. Questo richiamo è così forte che lo sento tanto profondamente, che dopo aver messo a posto tutte le mie cose parto contenta. “Hai nello sguardo qualcosa che mi dice che saprai comandare”, mi ha detto il comandante, “la tua mente dà il massimo affidamento; donne non mi sarei mai sognato di assumere, ma tu sì”. Eppure mi aveva veduto solo due volte.
 

Saprò fare il mio dovere, se Iddio mi lascierà il dono della vita sarò felice, se diversamente non piangere e non piangete per me.
 

Ti chiedo una cosa sola: non pensarmi come una sorellina cattiva. Sono una creatura d’azione, il mio spirito ha bisogno di spaziare, ma sono tutti ideali alti e belli. Tu sai benissimo, caro fratello, certo sotto la mia espressione calma, quieta forse, si cela un’anima desiderosa di raggiungere qualche cosa, l’immobilità non è fatta per me, se i lunghi anni trascorsi mi immobilizzarono il fisico, ma la volontà non si è mai assopita. Dio ha voluto che fossi più che mai pronta oggi. Pensami, caro Piero, e benedicimi. Ora vi so tutti in pericolo e del resto è un po’ dappertutto. Dunque ti saluto e ti bacio tanto tanto e ti abbraccio forte.
 

Tua sorella Paggetto
 

Ringrazia e saluta Gina.
 


Quando il 26 novembre viene condannata alla fucilazione immediata, le viene dato il
tempo di scrivere solo poche righe.
Irma le indirizza a sua sorella.
 


Carcere di Pavullo, 26.11.1944
 

Mia adorata Pally, sono gli ultimi istanti della mia vita. Pally adorata ti dico a te saluta e bacia tutti quelli che mi ricorderanno.
Credimi non ho mai fatto nessuna cosa che potesse offendere il nostro nome. Ho sentito il richiamo della Patria per la quale ho combattuto, ora sono qui… fra poco non sarò più, muoio sicura di aver fatto quanto mi era possibile affinché la libertà trionfasse.
 

Baci e baci dal tuo e vostro Paggetto
 

Vorrei essere seppellita a Sestola.
 


Una scheda che la riguarda sta sul sito dell’

ANPI
.
 

L’originale della lettera scritta prima della fucilazione è questa:

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13 risposte a .: Domani non ci sono, quindi ne parlo oggi. In ricordo di Anty, alla vigilia del 25 aprile :.

  1. storie ha detto:

    la lettera al fratello e la lettera che scrive alla sorealla poco prima della fucilazione….commovente…

    mi ancor più rabbia che oggi si calpesti perfino la ricorrenza…con gente che non sa che è festa nazionale, che non intende festeggiare e ricordare quelgi eroi…

    grazie per questo post…

  2. rigirandola ha detto:

    🙂
    Una donna che agito per come riteneva giusto, che ha seguito la sua strada, che è andata incontro al suo destino pur consapevole delle eventuali conseguenze…
    E’ vero, anche a me ha fatto piangere…

  3. 1KONAN ha detto:

    SENZA PAROLE….
    mi sento ancora più vergognato per come stanno oggi le cose nel ns paese!
    grazie alex, forse anche nelle scuole ci sarebbe più bisogno di leggere testi come questo, forse bisognerebbe aiutare di più le giovani generazioni a non dimenticare …..forse…

  4. alex321 ha detto:

    E non bisognerebbe dimenticare mai il ruolo delle donne nella Resistenza…

  5. rigirandola ha detto:

    Il ruolo delle donne nella Resistenza? Ma le donne nel cammino storico sono sempre dimenticate. Un mio caro amico filologo Federico Sanguineti sta cercando mediante il suo lavoro di ricercatore di mettere in evidenza quante siano state discriminate e dimenticate le donne nella letteratura…quando visionai qualche dato rimasi sconvolta.
    Nei testi scolastici non se ne fa proprio cenno…appunto NEI TESTI SCOLASTICI.
    Cosa è oggi la scuola?
    Questo è l’argomento del mio prossimo post.
    Mi permetto di rimandare a questa fonte: http://digital.library.upenn.edu/women/_generate/ITALY.html.
    Scusa per l’invadenza…..

  6. Maryanna1982 ha detto:

    ” Muoio sicura di aver fatto quanto mi era possibile affinché la libertà trionfasse”

    Irma Anty

  7. Sgraffio ha detto:

    In effetti abbiamo pubblicato dei post molto simili (pensa che non ho messo la lettera di “Paggetto” solo perchè troppo lunga) e la cosa non mi dispiace affatto.

    Ho sempre creduto in questi valori che prima della scuola mi hanno insegnato i miei nonni con i loro racconti di sofferenza e solitudine ma anche di grande dignità.

    Hai fatto bene a ricordare il ruolo importantissimo delle donne nella resistenza… vivandiere, portaordini, “infermiere” e combattenti.

    Quegli uomini e quelle donne meritano di essere ricordati per sempre affinchè i valori che ci hanno fatto pervenire tramite il loro sacrificio non siano dimenticati in nome di un nuovo “fascismo” camuffato da “buon capitalismo”.

    A te ed ai tuoi lettori una buonissima giornata di pace.

    Saluti e grazie

  8. Sydbarrett76 ha detto:

    grazie alex, non la conoscevo questa storia, in effetti queste storie non ce le raccontano più

    ora vanno di moda le storie che racconta Pansa…

    domani a porta san paolo! (altra bella manciata di italiani di cui si è perso lo stampo)

  9. imlaufderzeit ha detto:

    Bellissimo post per ricordare donne e uomini che hanno fatto la Resistenza ed hanno fatto sì che, col loro sacrificio, rinascesse l’Italia!
    Mai dimenticare, specie in tempi come questi…
    Buon 25 Aprile, Alex!

  10. macca ha detto:

    Ecco…
    Con quale coraggio, poi, bisogna riscivere queste cose?
    Gli uomini sono uomini, al di là del colore e delle idee, ma qualcuno è più uomo (e donna) di altri.
    Non c’è niente da fare.
    Queste cose mi si sono caricate nel sangue.
    Buon 25 Aprile a te, carissimo.
    Daniele

  11. acuacheta ha detto:

    Grazie per avermela fatta conoscere.
    Un saluto e passa un buon finesettimana.
    Ciao

  12. IoAnecoico ha detto:

    Ottimo post, non conoscevo molte delle cose che hai raccontato 😉

    Buon 25

    anecòico

  13. lorypersempre ha detto:

    Mi ha ricordato il romanzo “L’Agnese va a morire”.
    Che è molto bello e dovrebbe essere letto nelle scuole.
    Soprattutto ora che BerlusQualo è tornato 😦
    Leela

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