.: Un uomo, due invenzioni che hanno cambiato il mondo (non diciamo come) :.

Partiamo da un ritratto. Il ritratto di un uomo. Un uomo il cui volto non è noto alle grandi masse, e forse neanche il nome.
Guardatelo bene, memorizzate la sua faccia.

Un perfetto sconosciuto, ma è un uomo che invece un nome ce l’ha: si chiama Felix Hoffmann. Tedesco, nato a Ludwigsburg, il 21 gennaio 1868. Di professione chimico, laureatosi a Monaco di Baviera. Ed oggi raccontiamo la sua storia, che è una storia fatta di successi e di pasticci, infatti il nostro Felix ne ha combinata una per la quale avrebbe meritato di entrare nell’elenco degli scienziati che hanno cambiato la storia dell’umanità, con il loro genio. Ma subito dopo, per sua sfortuna, ne ha combinata un’altra talmente grossa… da essere messo al bando nel Pantheon della scienza. Per questo il suo nome è poco noto, anche se ha fatto molto di più di tanti che invece sono entrati nella storia.
 

Il giovane Felix Hoffmann trovò lavoro presso i laboratori di ricerca di una fabbrica di medicinali che esiste ancora oggi, ed anzi oggi è anche molto famosa e importante: la Bayer. Solo che all’epoca la Bayer non era una multinazionale come oggi, ma una piccola officina di preparazioni galeniche e medicinali. Anzi, a dire il vero, all’epoca l’industria farmacologica non esisteva ancora. Non c’erano le molecole sintetice, ed i farmaci usati erano composti per lo più da sostanze già presenti in natura.
 

Anche sul fronte delle malattie la situazione era diversa da quella di oggi. Mettiamoci infatti nei panni di Felix Hoffmann nel 1897. Appena 29enne, giovane chimico, al centro di un’Europa che dal punto di vista socio-sanitario non era certo come quella di oggi.

La penicillina non era stata ancora inventata, per cui non esisteva nessun antibiotico, e non esistevano rimedi per quasi tutti i mali. Aggiungiamo a questo che l’Europa di fine ‘800 aveva due grandi protagonisti: il Vaiolo e la Tubercolosi, ed i vaccini stentavano a diffondersi, le cure anche. Soprattutto per la Tubercolosi, che continuava a mietere vittime.

A dire il vero, oltre agli antibiotici non c’erano neanche i sulfamidici, gli antiinfiammatori e tutto il resto. E neanche la cibalgina, la nimesulide, eccetera.

E’ qui che il genio di Felix Hoffmann entra in campo. Con un’idea nuova, completamente nuova e per l’epoca assolutamente rivoluzionaria: se la sostanza che può curare il male, o almeno alleviare i sintomi e far star meglio, non esiste in natura, allora la invento io.
 

Già, sembra facile a dirsi ma… a farsi?

Torniamo indietro di qualche anno. Nel 1874, un ricercatore inglese che si chiamava C.R. Wright aveva avuto l’idea di costruire in laboratorio, mediante una reazione chimica, una molecola che riducesse gli stati dolorosi. Certo sì, esisteva già la morfina… ma non è che se uno ha un dolorino piccolo piccolo, tipo ad un dente o un’emicrania si può prendere la morfina… Oggi diremmo che prendiamo una cibalgina o qualche goccia di novalgina, ma queste cose… beh all’epoca non esistevano.
In pratica Wright cercava qualcosa di più blando della morfina, tipo per il mal di testa. Allora provò a diluire la morfina con dell’anidride acetica, facendo quella reazione che in chimica si chiama acetilazione della morfina. La fece, provò a sperimentarla su alcuni animali, ma ottenne risultati poco interessanti, e abbandonò il progetto.
23 anni dopo, il nostro Felix Hoffmann riprende l’idea. Solo che dice… l’acetilazione va bene, ma forse è la morfina che è troppo pesante.
Allora Felix va a confrontarsi con il suo capo, un altro chimico della Bayer, che si chiamava Arthur Eichengrün. Il loro dialogo deve essere stato più o meno questo:

Felix: “Senti, ti ricordi di Wright?”
Arthur: “Certo! Quell’ubriacone! Stava sempre in laboratorio imbottito di birra!”
Felix: “Però aveva avuto una buona idea…”
Arthur: “Ma stai fuori? Acetilare la morfina? Ah tu sei giovane non hai visto quei poveri animali sui quali l’ha testata… sembravano pazzi…”
Felix: “E se non acetilassi la morfina, ma mettessi invece un gruppo ossidrile dell’acido acetico in un recipiente pieno di acido salicilico?”
Arthur: “Felix, cosa hai bevuto? Piantala! E’ roba che in natura non c’è!”
Felix: “Se vuoi ti spiego…”
Arthur: “C’è poco da spiegare, è una gran cagata, la tua idea… acetilare l’acido salicilico ahahah! Tu stai fuori!”
Felix: “Vedi, Erodoto nelle Storie narrava che esisteva un popolo stranamente più resistente di altri alle comuni malattie; tale popolo usava mangiare le foglie di salice…”
Arthur: “Ma sei matto? Quella è mitologia! Non ti autorizza a prendere l’acido da dentro le foglie di salice e darlo alla gente…”
Felix: “Ma vedi, anche Ippocrate parla della corteccia del salice che era utile per alleviare il dolore ed abbassare la febbre…”
Arthur: “Appunto! Corteccia del salice! Ma senza acetilare niente! Erodoto non acetilava! Dai alla gente l’estratto di salice, allora, ma non giocare con il fuoco facendo strane reazioni chimiche!”
Felix: “Beh senti… ma sono 3000 anni che la gente si cura con le erbe e con le piante…”
Arthur: “Giustissimo! E tu cerca le cure con le erbe e con le piante, allora, non acetilare! Non fare intrugli! Queste cose, gli intrugli di erbe e piante, fanno parte della stregoneria o al limite dell’alchimia! E ricorda che noi siamo scienza, non fantascienza“.
Felix: “Già, quindi non dobbiamo stupire con effetti speciali tipo intrugli, eh? No, non sono d’accordo. Io butto l’aceto sulle foglie di salice e vedo che succede….”
Arthur: “Felix, tu secondo me hai bisogno di un po’ di vacanze, ti vedo stanco e stressato.”
Felix: “Ed io, anche se ti stimo molto, ora ti mando a cagare e me ne vado sbattendo la porta!!!”

Felix va via, borbottando un “Te la faccio vedere io, la fantascienza, e ti faccio anche vedere dove te la infilo!”, tutto incazzato torna in laboratorio, e giorni dopo rifà la stessa preparazione di Wright, ma mettendo l’acido salicilico al posto della morfina.
Fece l’acetilazione, ottenne una sostanza solida biancastra, che si sbriciolava al contatto e la testò su animali che avevano la febbre. Agli animali passò la febbre.
Non solo.
Una sera Felix aveva il raffreddore, e siccome non c’erano rimedi al raffreddore oltre al latte caldo con miele o alla già nota cura del cappello, si fece coraggio e si prese 100 mg della sostanza che aveva inventato. Gli passò il raffreddore. A questo punto, altro che testare su animali, si passò direttamente sull’uomo.
Una volta fatti i test sugli umani, sulle persone ammalate, si notò che questa sostanza funzionava come analgesico per dolori lievi, come antipiretico (per ridurre la febbre) e come antiinfiammatorio. Ha, inoltre, un effetto anticoagulante e fluidificante sul sangue, per questo il suo uso a piccole dosi aiuta a prevenire a lungo termine gli attacchi cardiaci.
Un successo strepitoso. Anche perchè questa sostanza non esisteva e non esiste in natura. E’ stata inventata da Felix Hoffmann quel giorno del 1897.
Ed ha cambiato la storia dell’umanità. Qualcuno lo contestò, dicendo che il metodo da lui usato era alchimia e stregoneria, e che trattandosi di una sostanza non naturale era frutto di un patto con il demonio e giù con i soliti bla bla bla di stampo vetero-teologico.

Ma l’invenzione di Felix Hoffmann, la usiamo ancora oggi.
Già. Perchè acetilando l’acido salicilico, Felix aveva ottenuto l’acido acetil-salicilico, brevettato pochi giorni dopo con il nome di

Aspirina.

E’ forse il farmaco più famoso al mondo, oggi, oltre che il più usato in assoluto.

Un’invenzione che poteva fare di lui un eroe nazionale, anzi un eroe mondiale della medicina. Ma come spesso accade, tra il paradiso e l’inferno la distanza è brevissima. E la caduta nell’inferno della memoria è arrivata puntuale anche per Felix. E solo in undici giorni. Undici giorni per andare dalle stelle alle stalle. Undici giorni per… ehm… combinare un gran casino. A livello mondiale.

Una volta sintetizzata l’Aspirina, Felix passò subito, forse un po’ gasato dal successo, ad un nuovo compito.
L’Europa aveva un bisogno impellente. Quello di una sostanza utile nel sedare la tosse, ma non stiamo parlando di tosse dovuta ad un’influenza, ma di quella che si presenta nella tubercolosi e nelle patologie respiratorie.
Felix ci pensa su, ci riflette, e si rende conto che l’unica sostanza nota in natura per avere un po’ d’azione sul centro nervoso respiratorio è ancora una volta, e fatalmente, la morfina, per cui il nostro pensa: “Ma vuoi vedere che Wright aveva visto giusto… e che magari ha sbagliato qualcosa nel procedimento? Ah, ma ora ci penso io…”
Così, appena undici giorni dopo il brevetto dell’Aspirina, Felix Hoffmann rifà in laboratorio l’acetilazione della morfina, ed ottiene una nuova molecola di sintesi. A quel punto, la nuova sostanza viene sperimentata su pazienti affetti da tubercolosi, pneumosi, ed altre malattie respiratorie gravi, dove gli spasmi di tosse rischiavano di far morire per asfissia il malato.
I risultati apparvero buoni… nel senso che i malati davvero respiravano meglio, con meno spasmi di tosse… ma c’era una mal interpretazione degli stessi risultati…
All’epoca, per curare queste patologie si usava la codeina che è un oppiaceo blando. La codeina mostrava risultati peggiori rispetto alla nuova molecola sintetizzata da Felix.
Certo, c’era anche l’infelice idromorfone, un idrogenato della morfina, che era un po’… troppo potente, infatti sedava la respirazione dei pazienti così tanto che spesso ci restavano secchi e morivano per autosoffocamento. Altri invece finivano in coma per blocco totale dei centri nervosi.
La molecola di Felix si mostrava circa 5 volte meno potente dell’idromorfone. La gente stava meglio, senza andare in coma. Ma stava davvero moooooolto meglio…
Pertanto, i buoni risultati nei test sui tubercolotici diedero la falsa impressione che si trattasse di un’altra genialata di Felix Hoffmann, come l’Aspirina. Diedero l’impressione che la riduzione del ritmo respiratorio dipendesse da una migliorata efficienza respiratoria. Invece…

Nei mesi successivi, l’impiego terapeutico si ampliò alle più disparate patologie pneumologiche, ma anche neurologiche, ginecologiche, ecc. Si diffusero pertanto svariate preparazioni farmaceutiche acquistabili liberamente.
Altro che molecola curativa. Basta pensare che alcune delle persone che testarono il farmaco, dissero che nei primi 60 secondi dopo l’assunzione avevano provato una sensazione “simile a una serie multipla di orgasmi disseminati in tutto il corpo.” Altri invece dissero di aver parlato con gli angeli. Altri dicevano che “Nel primo minuto dopo averla assunta, io vado tra le nuvole, sto in paradiso…”

Nel giro di pochi anni, la sua diffusione diventò emergenza sanitaria in tutto il mondo, e poi addirittura, ovviamente per motivi politici, emergenza sociale.
Tanto per fare qualche esempio, nel 1905 la città di New York consumava circa due tonnellate di sostanza all’anno. E chi la consumava ne era dipendente. In Cina, sotto forma di compresse da fumare, iniziò addirittura a sostituire l’oppio, e si sa che per i cinesi l’oppio è un fatto culturale molto radicato.
L’Europa non rimase immune e il consumo si diffuse rapidamente. La dipendenza anche.
In Egitto nel 1930 il fenomeno aveva assunto proporzioni drammatiche: si calcola che su 14 milioni di abitanti vi fossero 500.000 dipendenti da questa molecola.
Di fronte a questi fatti le autorità corsero in fretta ai ripari: l’Italia e gli Stati Uniti furono i primi che ne vietarono produzione, importazione e uso, nel 1925; a seguire, tutte le altre nazioni. Le ultime nazioni a metterla al bando sono state la Cecoslovacchia (1960) e il Portogallo (1962).
Questi divieti hanno ottenuto il risultato di far sorgere, di fronte alla fortissima richiesta, un po’ dovunque i laboratori clandestini.
Il numero di morti… beh quello non è possibile calcolarlo, se si pensa che la dose letale in soggetti non assuefatti è di appena 100 mg.

Bel casino, che ha combinato il nostro Felix, eh?
Eh già, lo credo bene.
Perchè dopo aver inventato l’Aspirina, quel giorno del 1897, acetilando la morfina Felix Hoffmann aveva inventato una sostanza che non era morfina, ma che, attraversata la barriera ematoencefalica, quella che genera flash euforici, perde i gruppi acetili ritrasformandosi in morfina. Purissima.
Felix Hoffmann, acetilando la morfina aveva sintetizzato questa nuova molecola che chimicamente si chiama Diacetilmorfina, ma che ha un nome “commerciale” diverso.
Felix Hoffmann aveva inventato…

…l’Eroina.

“E’ che per vivere normale devi lasciarla andare via.
Ma io non voglio scappare da qui.
Restiamo insieme, verso l’inferno. Insieme.
L’inferno. Terribile.
Terribilmente dolce.
Siamo una cosa sola.”

(Anonimo eroinomane)

“Il flash ha la violenza del lampo e l’intensità dello spasimo. Un’ondata di calore che pervade il corpo, una sensazione improvvisa di euforia, di benessere, di sicurezza, di assoluta apatia, che ti viene addosso, che ti circonda, che va dentro la tua bocca, giu per la gola, e in profondità nella tua anima. Dura un minuto o due, è tutto condensato in quei secondi. Poi permane una sensazione di benessere diffuso, di scomparsa di malinconie. Scompaiono anche le nostre angoscie, ci si sente staccati da qualsiasi ansia o problema che si può avere quando si è lucidi. Ma questo è come ci si sente nelle 4-6 ore successive. Il flash invece è come un lampo, improvviso, perchè sale intenso e istantaneo, pochi secondi dopo l’iniezione, 3-4 secondi. Anzi, se l’eroina è buona inizia a salire già mentre si sta iniettando, ancor prima di togliere l’ago dalla vena…”
(Un caro amico esperto)

“Prima quel sapore alla gola, unico inimitabile, quell’amaro che ti prende in gola, segno del fatto che sta salendo… e poi il flash. Si sta nelle nuvole e in un attimo non si avverte più dolore, ansia, paura, non esiste più nessuna preoccupazione. Solo lo stato d’estasi, come l’estasi mistica, l’estasi della meditazione. Tutto si annulla, solo la propria testa che fa da cuscino alla propria anima e si è tutti più buoni, accoglienti, disponibili. Un attimo prima ci si voleva scannare per i motovi più schifosi ed ora ci si guarda con attonimento, si vuole bene a tutti e si è concilianti. Poi la prima sigaretta, sì perchè la sigaretta ti aiuta a far salire il flash. Lo mantiene di più ed allora ci si abbandona a lui, come se si stesse nel grembo materno, ovattati, cullati e ci si perde e niente più ha importanza, conta solo quello che stai provando in quel momento, pensi che potresti anche morire, ma è tutto indifferente, tutto passa”.
(un’amica che ne è uscita)

“Io in quel momento vedo davvero gli angeli, credimi. La mia estasi è mistica. Parlo con Dio. Lo vedo. Vedo Dio, la Madonna, e tutti gli angeli in colonna”.
(un’amica che invece non ne è uscita, ed ha smesso di vivere per overdose nel 2001)

Io: “No non ne faccio uso, non ne ho mai fatto e non lo farò mai, e sai perchè? Perchè ho terrore degli aghi e delle siringhe, oltre che delle dipendenze.”
Lui/Lei: “Anche io ho quei terrori. Ma non è bastato…”
(Dialogo avuto mille volte con mille persone diverse)

“Uno stato di benessere diffuso, la scomparsa di angosce e timori, l’annullamento del dolore fisico.”
(Un’altro amico morto oltre 20 anni fa)

“Il flash mi arriva subito, mentre si sta ancora inettando, ed è molto ma molto meglio di un’orgasmo.
Mi sembra che il mondo e la vita siano una cosa bellissima, che tutto abbia un senso, che i colori siano più belli, gli odori più buoni, mi sembra di vivere in un mondo perfetto.”
(un vecchio amico che si è salvato)

Nota politica: In Italia, l’eroina venne lanciata sul mercato delle droghe tra il 1971 ed il 1973 mediante una vera e propria operazione di marketing: con la complicità di mafie, settori deviati e non dei servizi segreti, frange di partiti politici (di governo, mica estremisti) e di forze dell’ordine che miravano ad eliminare certa contestazione giovanile e certi movimenti diffusisi dopo il ’68, vennero fatte sparire tutte le altre droghe da tutta la penisola. Fu offerta al loro posto solo eroina a prezzi molto bassi. Poco dopo, quando tutti consumatori erano passati alla nuova droga ed erano divenuti dipendenti da eroina, il prezzo salì alle stelle.
Anche i morti di overdose salirono alle stelle.
 

(Per superare la propria barriera ematoencefalica, il sottoscritto continua a preferire tre sostanze: la caffeina, la nicotina, e la dopamina generata dagli orgasmi sessuali)

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41 risposte a .: Un uomo, due invenzioni che hanno cambiato il mondo (non diciamo come) :.

  1. Galdo ha detto:

    ottimo post Ale

  2. Galdo ha detto:

    dimeticavo.. oggi è il compleanno di Iggy Pop.. hai azzeccato anche il giorno giusto per postare di questo argomento

  3. Galdo ha detto:

    dimeticavo.. oggi è il compleanno di Iggy Pop.. hai azzeccato anche il giorno giusto per postare di questo argomento

  4. alex321 ha detto:

    Azz, e dire che era un caso…
    Cmq se il post mi è venuto così… è grazie a qualche ottima collaborazione notturna 😉

  5. alex321 ha detto:

    Azz, e dire che era un caso…
    Cmq se il post mi è venuto così… è grazie a qualche ottima collaborazione notturna 😉

  6. rigirandola ha detto:

    Ciao caro, non ho letto tutto il post per questioni di tempo, mi sono soffermata sull’ultima parte…
    L’anonimo eroinomane che non la vuole abbandonare ha centrato bene il punto, poi, per quanto riguarda chi ne è uscito…ti dico che quella è la via piu’ “normale”..la morfina, l’oppio o l’eroina-come vogliamo chiamarle-non sono droghe per l’essere umano…
    Diventano loro la Vita…
    Cmq tornerò poichè vorrei approfondire la questione da diversi punti di vista…
    Ciao

  7. Demona ha detto:

    Uno stupendo post che ti da un calcio in culo nella realtà di oggi…grande Ale…e grande Galdo per la collaborazione notturna!!!

  8. alex321 ha detto:

    Wow! Grazie Dem!!! 🙂

  9. alex321 ha detto:

    Wow! Grazie Dem!!! 🙂

  10. Maryanna1982 ha detto:

    PERFETTO!!!
    le prime confezioni di aspirina furono messe in commercio nel 1899,e non era a compresse ma in polvere..
    il nome aspirina deriva da A=acetile -SPIR=da Spirea ulmaria(dai cui fiori si ricava la salicina) piu’ la desinenza -INA
    oggi l’aspirina,è il farmaco piu’ usato di tutti per il trattamento di dolori e malattie.Esistono piu’ di 400 preparati che lo contengono,e solo negli Stati Uniti se ne producono oltre 18 milioni di kg.

    buon inizio settimana!!!

  11. Maryanna1982 ha detto:

    PERFETTO!!!
    le prime confezioni di aspirina furono messe in commercio nel 1899,e non era a compresse ma in polvere..
    il nome aspirina deriva da A=acetile -SPIR=da Spirea ulmaria(dai cui fiori si ricava la salicina) piu’ la desinenza -INA
    oggi l’aspirina,è il farmaco piu’ usato di tutti per il trattamento di dolori e malattie.Esistono piu’ di 400 preparati che lo contengono,e solo negli Stati Uniti se ne producono oltre 18 milioni di kg.

    buon inizio settimana!!!

  12. alex321 ha detto:

    Sempre chimicamente perfetta, Maryanna :))

  13. alex321 ha detto:

    Sempre chimicamente perfetta, Maryanna :))

  14. utente anonimo ha detto:

    Dov’e’ che si puo’ approfondire la “Nota politica”?

  15. utente anonimo ha detto:

    Dov’e’ che si puo’ approfondire la “Nota politica”?

  16. Mollie ha detto:

    Mumble, mumble, tolte sigarette e caffè non mi pare mi rimanga molto…vabbè mi darò all’ASPIRINA!

    ;-P

    PS- Quella cosa degli aghi etc. la dico sempre anch’io.

  17. Mollie ha detto:

    Mumble, mumble, tolte sigarette e caffè non mi pare mi rimanga molto…vabbè mi darò all’ASPIRINA!

    ;-P

    PS- Quella cosa degli aghi etc. la dico sempre anch’io.

  18. AngyBi ha detto:

    Mollie: ti rimane la dopamina…..dici poco 😉

  19. AngyBi ha detto:

    Mollie: ti rimane la dopamina…..dici poco 😉

  20. maredidirac ha detto:

    Bellissimo post Capo. Ti linko subito!
    Io però per ottenere i risultati di una dose di eroina, vado giù di cioccolato pesantemente!
    bacio
    p.s. Londra è stupenda…mi manca da matti! 😦

  21. maredidirac ha detto:

    Bellissimo post Capo. Ti linko subito!
    Io però per ottenere i risultati di una dose di eroina, vado giù di cioccolato pesantemente!
    bacio
    p.s. Londra è stupenda…mi manca da matti! 😦

  22. 1KONAN ha detto:

    in effetti alex, spesso mi hanno raccontato quanto è bello “farsi”; alcune volte nn mi vergogno a dire che quasi provavo una certa curiosità, in età adolescenziale capita….. poi giunge la ragione, i problemi, il senso di responsabilità e grazie al ns bel supercervello le megacazzate che si fanno x “provare cose nuove” le si mette da parte a favore di cose molto più semplici, economiche e nello stesso tempo “mentalmente più emozionanti”….(anche se smettere i fumare mi è costato un bello sforzo mentale…molto intenso)e cosi si arriva alle emozioni vere, fatte di amore per le persone (e qui sarei in sintonia con la storia degli orgasmi) per questo pianeta, per tutti gli esseri viventi che ci strabiliano con le loro capacità….è il senso di perfezione di ciò che ci sta intorno a dare alla ns mente una “pace” che è paragonabile se non addirittura superiore alle sintetiche gioie.
    chi nn ci arriva….bè forse è meglio che si toglie dai coglioni, in un modo…o nell’altro!!!

  23. 1KONAN ha detto:

    in effetti alex, spesso mi hanno raccontato quanto è bello “farsi”; alcune volte nn mi vergogno a dire che quasi provavo una certa curiosità, in età adolescenziale capita….. poi giunge la ragione, i problemi, il senso di responsabilità e grazie al ns bel supercervello le megacazzate che si fanno x “provare cose nuove” le si mette da parte a favore di cose molto più semplici, economiche e nello stesso tempo “mentalmente più emozionanti”….(anche se smettere i fumare mi è costato un bello sforzo mentale…molto intenso)e cosi si arriva alle emozioni vere, fatte di amore per le persone (e qui sarei in sintonia con la storia degli orgasmi) per questo pianeta, per tutti gli esseri viventi che ci strabiliano con le loro capacità….è il senso di perfezione di ciò che ci sta intorno a dare alla ns mente una “pace” che è paragonabile se non addirittura superiore alle sintetiche gioie.
    chi nn ci arriva….bè forse è meglio che si toglie dai coglioni, in un modo…o nell’altro!!!

  24. alex321 ha detto:

    Per l’anonimo del commento n.9: negli ultimi dieci anni sono usciti molti articoli sull’argomento sulla rivista “Narcomafie”: http://www.narcomafie.it/

  25. alex321 ha detto:

    Per l’anonimo del commento n.9: negli ultimi dieci anni sono usciti molti articoli sull’argomento sulla rivista “Narcomafie”: http://www.narcomafie.it/

  26. ladolcetempesta ha detto:

    post con finale tosto
    la mia eroina e la vita
    e ho visto mamme sopravvivere
    ai loro figli per questa merdosa sostituta di emozioni

  27. storie ha detto:

    post eccellente.. difficile la lettura di quelle testimonianze, difficile da mandare giu.

    … è che alle volte la vita è una merda…

  28. storie ha detto:

    post eccellente.. difficile la lettura di quelle testimonianze, difficile da mandare giu.

    … è che alle volte la vita è una merda…

  29. zanzaretta ha detto:

    Quindi… si può dire che questa droga sia nata per un errore di ricerca?
    Si stava cercando una cosa (l’anti tosse) e se n’è trovata un’altra…
    Cioè voglio dire, non si stava cercando di trovare una droga, no?

  30. zanzaretta ha detto:

    Quindi… si può dire che questa droga sia nata per un errore di ricerca?
    Si stava cercando una cosa (l’anti tosse) e se n’è trovata un’altra…
    Cioè voglio dire, non si stava cercando di trovare una droga, no?

  31. alex321 ha detto:

    Se proprio vogliamo essere precisi, al limite della pignoleria, si è trattato di un errore di analisi ed interpretazione dei dati sperimentali ottenuti dai test sui tubercolotici.

  32. Sydbarrett76 ha detto:

    @ 1KONAN

    “chi nn ci arriva….bè forse è meglio che si toglie dai coglioni, in un modo…o nell’altro!!! ”

    scusami, ma a prescindere da cosa pensi della sostanza o di chi ne fa uso, o a prescindere da quello che posso pensarne io, questa non è una cosa carina da dire, soprattutto perchè c’è chi per droga ha perso persone a cui teneva

    la vita non è sempre una cosa semplice

  33. lorypersempre ha detto:

    Azz, non sapevo fossero state inventante dalla stessa persona. Grazie per aver colmato la mia ignoranza!
    Quanto a me, preferisco farmi di altre schifezze, che so: wurstel crudi, simmenthal, cioccolato al latte, tè alla cannella… 😉
    Leela

  34. lorypersempre ha detto:

    Azz, non sapevo fossero state inventante dalla stessa persona. Grazie per aver colmato la mia ignoranza!
    Quanto a me, preferisco farmi di altre schifezze, che so: wurstel crudi, simmenthal, cioccolato al latte, tè alla cannella… 😉
    Leela

  35. alex321 ha detto:

    Nooo la simmenthal non posso perdonartela…..

  36. minpepp ha detto:

    Bellissimo post! Ne ho assorbito ogni parola come una spugna.
    L’essere umano, purtroppo, è finito, limitato, e molti scienziati, sperimentatori, ma parlo di quelli veri, con una deontologia in cui credono ciecamente, se avessero potuto sapere in anticipo quale disastro stavano partorendo, sicuramente avrebbero fatto dietro-front (e qui il pensero va inevitabilmente ad Oppenheimer…).
    Molto più disgustoso è il fatto che forze politiche se ne siano servite per poter tenere sotto controllo una situazione che rischiava di sfuggir loro di mano… noi burattini in mano a burattinai senza scrupoli 😦

    PS: W la dipendenza da pastasciutta, pizza, cioccolata e dolci vari, e fankulo la bilancia!!! ;-D

  37. 1KONAN ha detto:

    …non voleva essere una offesa x nessuno…
    l’importante è che chi sceglie di annientarsi, lo faccia senza arrecare danni ad altri, tutto qui…

  38. puffinablu ha detto:

    E’ sempre un piacere leggerti, ogni giorno mi sembra di crescere e imparare un po di piu .

  39. rigirandola ha detto:

    Riletto. Forse non ho da aggiungere molto considerato il “taglio” del tuo post. Taglio storico e scientifico.
    🙂
    Alcuni commenti si commentano da soli.
    🙂

  40. upuaut ha detto:

    Capperi, non sapevo questa storia. Bel post, complimenti. 🙂

  41. utente anonimo ha detto:

    interessantissimo! e così l’aspirina (il farmaco universale) è la sorella (hanno lo stesso papà) dell’eroina… per questo il povero felix hoffmann non viene mai ricordato!

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