.: 31 marzo 1936 :.

E’ una data, un giorno, che ha segnato una delle tante
vergogne umane (ma madeinitaly) durante la
Guerra d’Etiopia.
L’Italia invade l’Etiopia, violando l’articolo 16 dello
statuto della Società delle Nazioni. Il Paese africano
tenta una debole resistenza, ma viene sopraffatto. Il
31 marzo, le truppe etiopi tentano di rompere il
fronte italiano, è il giorno della Battaglia di Maychew.
E’ il giorno in cui le truppe italiane respingono i
nemici non a fucilate, ma usando gas asfissianti,
vietati dalla convenzione internazionale sugli armamenti.
A dire il vero, la Convenzione di Ginevra vieta anche
le bombe all’iprite, ma l’esercito italiano decise di
farne uso lo stesso.
Le bombe all’iprite sono state utilizzate dalle truppe sotto il comando
del generale Graziani, ma alcuni recenti studi riconducono la
responsabilità direttamente a Mussolini, che in diversi ordini telegrafati
ai comandanti al fronte ne ha autorizzato l’uso.
 

L’Iprite è un solfuro di dicloro-etile, liquido di color bruno-giallognolo,
puzza come un misto di aglio o senape.
E’ un vescicante d’estrema potenza, possedendo la spiccata
tendenza a legarsi alle molecole organiche. E’ liposolubile, quindi
penetra in profondità nella pelle; dopo che gli strati superiori,
ancora sani, sono andati incontro al fisiologico ricambio, si presentano
sulla superficie cutanea le cellule colpite e non proliferanti, cosicché
si aprono devastanti piaghe.

Concentrazioni di appena 0,15 mg d’iprite (ho detto 0,15 milligrammi!) per
litro d’aria risultano letali in circa dieci minuti; concentrazioni
minori producono le sopracitate gravi lesioni, dolorose e di difficile
guarigione.
La sua azione è lenta (da quattro ad otto ore) ed insidiosa, poiché
non si avverte dolore al contatto. Essendo estremamente penetrante,
agisce sulla pelle anche attraverso gli abiti, il cuoio e la gomma.
In caso di esposizione a dosi molto elevate provoca danni gravissimi
all’apparato respiratorio ed all’apparato ematopoietico. La morte può
sopraggiungere in tal caso in una settimana circa, a causa di
un’immunodepressione acquisita per leucopenia, e secondariamente per
le lesioni cutanee, che aprono la porta ad infezioni diffuse.
L’unica terapia è quella sintomatica in camera sterile, al fine d’evitare
le infezioni che risulterebbero altrimenti letali.
Eventuali sopravvissuti presenteranno per tutta la vita estese cicatrici
deturpanti.
 

Per chi volesse approfondire lo scenario e i fatti, c’è la voce
Guerra d’Etiopia su Wikipedia.

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8 risposte a .: 31 marzo 1936 :.

  1. Maryanna1982 ha detto:

    E’ stata proprio l’iprite,che tra l’altro fu usata abbondantemente durante la 1 guerra mondiale dai tedeschi nei confronti degli inglesi,a far ampliare gli studi su composti chimici da usare come armi letali.
    un chimico famoso,Lewis ideo’ una molecola che porta ancora il suo nome la Lewisite,un derivato delle arsine.(non vi scrivo la molecola,anche se molto semplice)
    Le arsine sono composti dove l’arsenico è tossico,infatti solo nei composti dove l’arsenico ha numero di ossidazione + 3 genera composti nocivi(i composti con l’arsenico + 5 non lo sono),per farla breve questa molecola fu progettata per un’eventuale guerra chimica dagli inglesi,il povero chimico pero’,sentendosi in colpa fabbrico’ anche il suo antidoto(B.A.L. acronimo di British Anti Lewisite)..
    la molecola non fu utilizzata durante la guerra dagli inglesi,pero’ il B.A.L. ancora oggi viene usato come antidoto per intossicazioni sub acute da metalli pesanti(antimonio,arsenico ecc)
    questo è un esempio di come da un qeualcosa di estremamente bellicoso,e mortale possa nascere qualcosa di buono..

    buon inizio settimana…:)

  2. alex321 ha detto:

    Buon inizio a te… 🙂

  3. utente anonimo ha detto:

    Un bell’anniversario non c’è che dire.
    Felice di averti ritrovato 🙂
    Beppone

  4. alex321 ha detto:

    Beppone! Da quanto tempo…
    più di un anno, mi sa…

  5. arancioeblu ha detto:

    “Eventuali sopravvissuti presenteranno per tutta la vita estese cicatrici deturpanti.”

    Qualcuno li chiama EFFETTI COLLATERALI. bleah

  6. utente anonimo ha detto:

    Già… il B.A.L. si usa anche in medicina veterinaria, non sapevo la sua origine… adesso non la dimenticherò mai più.

  7. lorypersempre ha detto:

    Già. Italiani, brava gente 😦
    Leela

  8. ABS ha detto:

    Purtroppo non se ne parla mai.

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