.: Atomo, e qualcosa sulla salute :.

1987: con un referendum abrogativo gli italiani dissero “no” al nucleare.
2007: nonostante la decisione del popolo sovrano, la lobby nucleare continua a lavorare
per reinstallare l’atomo nel nostro Paese.

Così, mentre in Italia il dibattito
sull’energia nucleare torna in prima pagina e mentre si moltiplicano coloro che
guardano con interesse al business dell’atomo, “Fermiamo Mr. Burns. Come evitare la
Trappola Nucleare”, di Roberto Bosio ed Alberto Zoratti, rimette al centro della
discussione i limiti dell’energia nucleare, la gestione tutta italiana della
rincorsa all’atomo, le alternative reali ad un futuro apparentemente già scritto.
Attualità e puntualità scientifica, case history e ricchi approfondimenti, rendono
il testo un ottimo strumento per avvicinarsi al tema controverso del nucleare. Una
lettura che non si limita a rendere pubblica l’antieconomicità dell’energia nucleare
o l’incapacità dell’industria di smaltire eventuali scorie radioattive, ma che
traccia il percorso verso un sistema energetico fondato sul risparmio energetico e
sulle energie rinnovabili, anziché su quelle fossili: è l’unica alternativa
possibile e realmente percorribile per combattere l’effetto serra.
 

Per approfondire: Macrolibrarsi.it
 

Appuntamenti fissati, in ospedale o alla ASL, in base alle necessità cliniche dei
cittadini e non sull’ordine di arrivo delle richieste.
E’ la prima delle 10 regole
d’oro per tagliare i tempi d’attesa delle prestazioni sanitarie, garantendo ai
pazienti che ne hanno più bisogno la prestazione nei primi tre giorni dalla
richiesta.
Il decalogo è stato messo a punto dalla Società italiana per la qualità
dell’assistenza sanitaria (SiQuas-Vrq) ed è stato distribuito a dirigenti e operatori
sanitari, a società scientifiche e associazioni di consumatori.
Oltre alla priorità
legata alle necessità cliniche le raccomandazioni degli esperti della qualità
sanitaria puntano sul coinvolgimento attivo dei cittadini.
 

Per approfondire: Siquas.it (in PDF)
 

Il paradosso del paziente consapevole
 

Non è affatto detto che il coinvolgimento nelle scelte terapeutiche dei pazienti
porti a migliori risultati clinici, anzi. Lo sostiene uno studio pubblicato dagli
Annals of Behavioral Medicine.
I ricercatori del Veterans Affairs Iowa City Health
Care System hanno preso in esame 189 pazienti ipertesi per monitorare il loro
approccio al percorso terapeutico, e hanno scoperto con sorpresa che quelli che
preferivano un maggiore coinvolgimento, un ruolo più attivo e consapevole, avevano
in media la pressione sanguigna più elevata (141/79 contro 137/72) e il quadro lipidico
più preoccupante (colesterolo LDL 112 contro 92) dopo 12 mesi di follow-up.
Spiega Austin Baldwin, professore di Psicologia e leader del team di ricercatori del
Veterans Affairs Iowa City Health Care System: “L’assunto intuitivo che le persone
più coinvolte nella gestione della propria salute siano le più abili a gestire le
proprie condizioni croniche a quanto pare è sbagliata. Quei pazienti che
preferiscono un’assistenza ‘medico-centrica’ nella quale lo specialista è una figura
più autoritaria e il paziente più passivo hanno migliori outcome clinici”.
Come spiegare il fenomeno?
Forse i pazienti che preferiscono un ruolo più attivo tendono
a essere più facilmente delusi dell’andamento della terapia e hanno una compliance
peggiore? Non so. Consigli?
 

Fonte:
Pensiero.it

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17 risposte a .: Atomo, e qualcosa sulla salute :.

  1. utente anonimo ha detto:

    interessantissimi Alex, come sempre.

  2. utente anonimo ha detto:

    gia..questa è proprio dura da ccettare e sopratutto perchè noi non sappiamo mai nulla di quello che dovremmo sapere ma sappiamo tutto di tutti di cronaca nera?…a presto come sempre anche il tuo blog molto interessante …cleo

  3. Maryanna1982 ha detto:

    il ruolo del paziente deve essere a mio avviso sempre “passivo”,in quanto facilmente influenzabile dai dati che riscontra nella sua terapia.immaginate cosa accadrebbe se si facesse uno studio sperimentale per valutare l’efficacia di un farmaco con un paziente “attivo”ossia che sa cosa sta prendendo,senza l’evantualita’ che possa essere un placebo(sostanza priva di principio attivo)?
    la sperimentazione sarebbe inficiata completamente…
    in ogni situazione,purtroppo l’uomo si fa coinvolgere e trae le sue conclusioni spesso sbagliate..e cio’ puo’ compromettere un regime terapeutico.

  4. rigirandola ha detto:

    Centrare l’attenzione sulla questione del nucleare è una scelta ottima, piu’ persone dovrebbero farlo…
    Per quanto riguarda lo studio condotto sui pazienti…beh mi ha incuriosita molto…, io sono senza ombra di dubbio favorevole alla modifica culturale che ha comportato non piu’ una visione del paziente passivo che si affida ai poteri del medico, ma interagisce in modo piu’ consapevole e soprattutto cercando di far valere il proprio diritto di , ora prendere atto di questo risultato che viene proposto come un “fallimento” di questo nuovo modo di vivere il rapporto paziente-medico, mi fa riflettere….
    ci sarebbe tanto da dire…
    aspetta un pò…

  5. 1KONAN ha detto:

    SO CHE NN è MOLTO PERTINENTE con il post ALEX…ma ho un po di confusione in testa in merito ai dissociatori molecolari, dui cui ho trovato tante cose, tanti pareri ed anche tante sciocchezze…
    puoi aiutarmi a trovare una direzione veritierà??
    grazie.

  6. alex321 ha detto:

    Konan, ora ho un po’ di pasticci lavorativi, per cui non ho tempo. Mi faccio vivo quanto prima 😉

  7. rigirandola ha detto:

    Dubito della validità della ricerca, per prima cosa è importante discernere i due ambiti che sembrano costituirne l’impianto teorico. La necessità di modificare il tipo di rapporto tra i due soggetti non nasce assolutamente dall’esigenza di ottenere migliori risultati clinici :). Detto ciò ti interessa ancora sapere cosa se ne pensa in merito?
    Se sì, provo a partire dal presupposto che i risultati siano attendibili..
    :)))

  8. lorypersempre ha detto:

    Purtroppo da anni c’è una spinta per il ritorno al nucleare che fa paura.
    E se dovesse malauguratamente a regnare il CavOliere, qualche bella nuova centrale ce la becchiamo di sicuro 😦
    Leela

  9. rigirandola ha detto:

    Provo, ma con tutta la buona volontà non riesco ad accettare quella conclusione, mi si rivolta la pancia…
    e poi scusa l’emerito Austin Baldwin, professore di Psicologia come puo’ rivestire contestualmente la figura di “leader” del team di ricercatori; da quando i ricercatori hanno bisogno di un supporto tale? Per cui, concludo, o è incompetente colui che ha scritto l’articolo o la validità dell’esperimento ha praticamente valore nullo. Come supporta la sua interpretazione psicologica il “leader”? Esistono scuole psicologiche diverse, opposte, ma ognuna ha presupposti e fondamenta concrete, ma la sua che scuola è? Cosa dice realmente? Nella nostra società uno dei poteri occulti piu’ pericolosi è proprio quello della psicologia; comunemente si tende a dare credito in modo assolutamente acritico e superficiale a opinioni espresse da alcune persone e solo perché si qualificano come psicologi…
    E’ come una formulazione magica: l’ha detto lo psicologo o lo ha detto il dottore o lo ha detto la professoressa.
    Dogmi, niente altro che dogmi e quindi potere niente altro che potere.
    Beh, te la sei cercata!
    😛

  10. Comicomix ha detto:

    Molto interessanti.
    Mi soffermo sul paziente consapevole…

    Io non so quale sia l’approccio terapeutico migliore, ma so per certo che vorrei essere sempre perfettamente informato delle mie eventuali patologie, delle terapie, delle cure e dell’approdo.
    Perchè, senza nessuna ironia, io sono mio.

    Ciao!

  11. samuelesiani ha detto:

    Hai notato Ale che ogni due per tre Casini parla del nucleare? Cerca di caricare i voti di chi ha cambiato idea rispetto al referendum…

  12. alex321 ha detto:

    Certo che ho notato 🙂

  13. domdin ha detto:

    Credo che il discorso del nucleare sia solamente politico e per nulla tecnico (o teconologico che dir si voglia). Alla fine il politico, quello scaltro e senza scrupoli, sa che il popolo italiano (noi!!) siamo stufi di sentire sempre le stesse cose, abbiamo bisogno di un argomento di rottura. La soluzione? Parliamo del nucleare!! Nuovi posti di lavoro, indipendenza energetica, risparmio sulla bolletta, ecc, ecc, ecc. Senza dimenticare che i nostri genitori hanno volutamente messo a bando questa tecnologia. Dimenticando che abbiamo prima costruito una mega centrale a ridosso del Garigliano e poi l’abbiamo fatta marcire inutilizzata (giustamente!!). Mi sa che il male peggiore per noi non è il nucleare… ma la politica!!

  14. Loreanne ha detto:

    azzz… ed io che mi specializzo nella medicina centrata sul paziente e nei progetti di empowerment… HO SBAGLIATO TUTTO, ancora una volta?!

  15. acuacheta ha detto:

    O forse si sono resi conto, dopo 12 mesi di follow-up, che nelle loro condizioni, se non fossero stati nel programma di sperimentazione, magari sarebbero già defunti?
    Mah… consigli… facile dirlo…
    🙂
    Buona domenica!

  16. kymma ha detto:

    BUONA PASQUA ANTICIPATA!

    Dati diversi impegni probabilmente questa settimana non ci sarò ci sentimano dopo le ferie di Pasqua ciao!!!!
    Baci by Imma

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