.: Parliamo ancora di salute :.

Database “Healt for all”
 

Sono circa 600 gli indicatori relativi ai 53 Paesi membri dell’OMS Europa forniti
dalla versione aggiornata a Novembre del database europeo “Health for all”.
Gli indicatori coprono: dati demografici di base, stato di salute (mortalità, morbilità,
salute materno-infantile), determinanti di salute (stili di vita e ambiente),
assistenza sanitaria (risorse e utilizzo).
Il database viene aggiornato due volte
l’anno (il prossimo aggiornamento è previsto per Giugno 2008) e contiene dati a
partire dal 1970.
Fornisce la possibilità di analisi nazionali e tra Paesi con il
supporto di grafici, curve, cartine. I dati provengono da un network esteso di
esperti di statistica, sorveglianza, dai programmi tecnici dell’OMS Europa e da
istituzioni partner come l’OCSE.
Per informazioni:
Istituto Superiore di Sanità
.
 

Medicina e danni da agenti nucleari, biologici e chimici
 

E’ stato istituito presso l’Università degli Studi di Firenze, Facoltà di Medicina e
Chirurgia, per l’Anno Accademico 2007-2008, il Master di II livello in Medicina NBC
(Medicina e danni da agenti nucleari, biologici e chimici). Il corso avrà durata di
10 mesi, con inizio il 18 Febbraio 2008. La sede di svolgimento del Corso è presso
il Centro di Medicina legale “Francesco Redi” (Via Venezia 5, Firenze).
Sono previsti il tirocinio clinico nell’ambito dell’Azienza Ospedaliera
Universitaria Careggi ed esercitazioni campali presso la Scuola Interforze NBC di
Rieti.
L’obiettivo formativo del Master è di conferire al personale sanitario le
conoscenze applicative di Biofisica, Biochimica e Scienze Biologiche per la
comprensione degli effetti delle Armi NBC, giungendo ad un adeguato livello
formativo utile all’individuazione dei quadri clinici da lesioni NBC ed alla
capacità di sviluppare un’adeguata risposta di identificazione, sgombero e
trattamento immediato dell’infortunio non convenzionale.
Per informazioni:
Università di Firenze
.
 

Population Healt and waste management. Finalmente i dati scientifici

 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha finalmente pubblicato il rapporto del
workshop internazionale “Population health and waste management: scientific data and
policy options” tenutosi a Roma il 29 e 30 Marzo 2007.
Il ritardo rimane grave quanto inspiegabile. Ad ogni modo, i dati sono
interessanti.
Per approfondire:
Euro.who.int

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Questa voce è stata pubblicata in salute. Contrassegna il permalink.

10 risposte a .: Parliamo ancora di salute :.

  1. utente anonimo ha detto:

    “Cattive nuove per chi si oppone agli inceneritori”, dirà prontamente chi invece gli inceneritori li vuole, “non è dimostrato alcun collegamento tra inceneritori e malattie”.

    Forse. Ma neanche tra discariche e malattie, a leggere il documento. Bah.

    Ad ogni modo, quando si parla di inceneritori io preferisco stressare l’aspetto economico ed ambientale in senso lato, piuttosto che quello sanitario: incenerire non conviene, nè fa bene all’ambiente, ed esistono alternative meno costose e meno impattanti sull’ambiente, ergo perché incaponirsi sugli inceneritori?

    Fabio

  2. alex321 ha detto:

    Io considero anche l’aspetto sociale 😉

  3. utente anonimo ha detto:

    A cosa ti riferisci esattemente, con “aspetto sociale”?

    Per quanto riguarda lo studio, di seguito alcune mie considerazioni, sulle quali mi piacerebbe si potesse aprire un dibattito. Sempre che il padrone di casa acconsenta. 😉

    Le conclusioni alle quali giunge il rapporto non mettono in buona luce chi si batte strenuamente contro gli inceneritori.

    Il rapporto conclude:

    “The evidence is inadequate to draw conclusions that are valuable for guiding current policy choices on incineration: relatively few good quality studies exist and they refer mostly to old generation incineration plants. In addition in some studies in which risk excesses were found, alternative interpretations, for example involving exposures from sources other than the incinerators were put forward.”

    Insomma, pochi dati, quelli che ci sono non sono esattamente perfetti, e non è quindi possibile trarre alcuna conclusione sulla dannosità degli inceneritori, nè in base a questi studi si possono prendere decisioni riguardo alla politica generale dell’utilizzo degli inceneritori.

    Riflettiamoci, ri-elaboriamo questi dati, perché verranno usati contro di noi.

    Una nota positiva però c’è:

    “However their overall impact on the general environment and on human health through indirect mechanisms of action, has not been evaluated yet. In particular waste incineration, currently on the increase in many countries, may be a nonnegligible contributor of greenhouse gases and persistent pollutants on a global scale.”

    Ovvero, viene esplicitamente detto che non esiste alcuna valutazione scientifica sull’azione indiretta degli inceneritori sulla salute, sull’aumento dei gas serra e sull’inquinamento globale e persistente dell’ambiente. In altre parole, si dà per scontato che gli inceneritori abbiano quel tipo di azioni indirette, ma non ne è stata valutata l’entità.

    Cerchiamo di usarla a nostro vantaggio.

    E’ chiaro che battersi sul piano della salute non ci mette in una situazione di vantaggio, anzi, direi che con questo rapporto dell’OMS siamo in netto svantaggio. Purtroppo fare studi epidemiologici sull’impatto degli inceneritori è cosa complicatissima, resa probabilmente addirittura impossibile dall’enorme “rumore di fondo” costituito da tutta la serie di agenti inquinanti che le attività umane rilasciano nell’ambiente, nonché dal grandissimo numero di fattori metereologici e quelli legati allo stile di vita.

    In tal senso, è emblematico che il rapporto dica che “It is however stressed that in most cases the incinerator emissions make a small contribution to local levels of air pollution“, ovvero che le emissioni degli inceneritori contribuiscono solo per una piccola parte all’inquinamento locale dell’aria (ovviamente si fa un discorso di media: è chiaro che se l’inceneritore è l’unica “industria” nel raggio di qualche chilometro, magari in aperta campagna, l’inquinamento maggiore è sicuramente causato dall’inceneritore).

    Va anche detto, però, che l’assenza di prove non è prova di assenza. E’ bene tenere a mente questo concetto, perché è l’unico al quale ci possiamo appigliare, se vogliamo giocare la “carta della salute”. In altre parole, far prevalere il principio di precauzione.

    Fabio

  4. alex321 ha detto:

    Se hai letto il libro lo sai, a cosa mi riferisco.

  5. utente anonimo ha detto:

    Aridaglie con la sibilla cumana…

    🙂

  6. alex321 ha detto:

    E va be’ mi rompo di ripetere sempre le stesse cose 😛
    Spiego il mio punto di vista negli ultimi due capitoli.

  7. fraba ha detto:

    ti leggo “latitante”…;-)

  8. alex321 ha detto:

    Oggi ho una mole di lavoro impressionante.

  9. utente anonimo ha detto:

    A chi è interessato ad approfondire il discorso del rapporto dell’OMS, suggerisco di leggere cosa ha da dire in merito Federico Valerio, direttore del Dipartimento di Chimica Ambientale dell’Istituto Tumori di Genova.

    Fabio

  10. alex321 ha detto:

    Ottimo intervento, quello di Valerio 🙂

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