.: Inferno :.

Vita intelligente sulla terra
 

Cinzia Frassi – “La monnezza è oro: ma per chi?” (lettura
stra-consigliata).
Antonello Caporale su Repubblica
 

Dai blog:


Blablasonia – “E intanto il Vesuvio che fa”

 

Notevole anche questa intervista a Francesco Forgione, Presidente della
Commissione Antimafia, presente su
blogeko.
 

Per quanto riguarda l’intervento radiofonico di ieri, lo si può scaricare/ascoltare
sul sito di AmisNet.
 

Cronaca dall’InFerno
 

Dieci operai dello stabilimento Alenia di Nola sono rimasti intossicati a causa
dei miasmi di una discarica abusiva sottoposta a sequestro da due anni, situata nei
pressi del sito produttivo e confinante con i Regi Lagni. Gli operai sono stati portati
in via cautelativa al pronto soccorso dell’ospedale di Nola, dove sono stati dimessi
con la diagnosi di “tosse stizzosa da inalazione di fumo tossico”.
Nella discarica, denuncia la Fim Cisl, si verificano processi di autocombustione
“che riversano nei reparti dell’azienda miasmi di ogni tipo”.
Non è la prima volta che dipendenti dell’Alenia di Nola finiscono all’ospedale a causa
della diascarica. Un episodio analogo si era infatti già verificato lo scorso luglio:
in cinque erano finiti al pronto soccorso; ai lavoratori era stato diagnosticato in
quella circostanza uno stato d’asma indotto da fumi sprigionatisi all’esterno dello
stabilimento. Ben duecento lavoratori Alenia furono costretti ad allontanarsi dal
luogo di lavoro. Sul posto si sono recati ieri Vigili del fuoco, Carabinieri e Polizia.
Sulla vicenda interviene duramente Franco Cennamo, della segreteria regionale Fim Cisl.
“L’emergenza rifiuti a Napoli e in Campania – afferma il sindacalista – che in questi
giorni ha assunto punte drammatiche all’attenzione di tutto il Paese, non è fatta
solo di montagne di immondizia che invadono le strade
, ma anche di rifiuti tossici
scaricati negli anni in discariche abusive e mai rimossi. Appena fuori dal confine
del nostro stabilimento – prosegue Cennamo – continuano a giacere rifiuti tossici
all’interno di una discarica abusiva che grazie all’intervento dei lavoratori e della
Rsu, nonchè dell’azienda, è stata chiusa circa due anni fa dalla Prefettura e resa
inaccessibile a ulteriori sversamenti”.
“Purtroppo – spiega l’esponente della Fim-Cisl – la mancata rimozione dei rifiuti
tossici depositati e il processo di autocombustione riversa nei reparti dell’azienda
miasmi di ogni tipo che appestano l’aria e creano danni enormi all’ambiente e alla
salute dei lavoratori”.
Negli ultimi tempi la situazione appare addirittura peggiorata.

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21 risposte a .: Inferno :.

  1. utente anonimo ha detto:

    Questa storia dei rifiuti tossici sotterrati che sono in processo di autocombustione da anni è stata denunciata più volte anche alle forze dell’ordine, ma non c’è stato modo di farle intervenire, com’è stato documentato in questo filmato.

    Fabio

  2. utente anonimo ha detto:

    Questa storia dei rifiuti tossici sotterrati che sono in processo di autocombustione da anni è stata denunciata più volte anche alle forze dell’ordine, ma non c’è stato modo di farle intervenire, com’è stato documentato in questo filmato.

    Fabio

  3. alex321 ha detto:

    Non è precisamente così.
    Le forze dell’ordine sono intervenute. Infatti il sito è sotto sequestro.
    Dopo il sequestro, non è mai stata fatta alcuna bonifica. Come raccontai su Altrenotizie circa due anni fa.

  4. alex321 ha detto:

    Questo era giusto per dire che ancora una volta il problema è politico 😦
    Le bonifiche spettano agli enti locali, ed i soldi erano anche stati stanziati.

  5. fraba ha detto:

    Indovina indovinello, chi fu il PM che sequestrò tutto?!?!? 🙂

  6. fraba ha detto:

    Ottima penna quella della Frassi. Ha dinanzi a se un futuro radioso (tralasciando ovviamente il passato sulla panchina di p.zza bellini, s’intende…..) 🙂

  7. utente anonimo ha detto:

    Alex, mi riferivo ad interventi “fattivi”, non il semplice apporre un sigillo.

    Non sto colpevolizzando le forze dell’ordine, è chiaro che se non si agisce lo si fa per coprire interessi più in alto di loro (ma, raramente, anche per semplice ignavia), però non si può negare che le parole che si odono in quella telefonata fanno accapponare la pelle.

    Fabio

  8. alex321 ha detto:

    Sì, conosciamo bene quel PM 🙂

  9. utente anonimo ha detto:

    La natura dovrebbe chiederci il risarcimento danni, per quanto la stiamo danneggiando 😦
    Cmq nn so se può servire ma qui ho trovato cose interessanti sull’ambiente, interviste al presidente del wwf, legambiente ecc http://www.themagazinepost.tv
    Saluti

  10. domdin ha detto:

    Scusate ma forse non ho capito bene. Bassolino, quando è stato commissario, ha avuto 1.140.000 di euro???

  11. Thulcky ha detto:

    no dico..ora son proprio curiosa..ma davvero: cosa ne pensi dei rifiuti campani in Sardegna?
    io mi sto riprendendo dallo shock

  12. neradalia ha detto:

    Nel frattempo, Alex, ti segnalo questo post. 😉

  13. neradalia ha detto:

    Nel frattempo, Alex, ti segnalo questo post. 😉

  14. utente anonimo ha detto:

    Eh cavolo! Mentre io stavo a letto a riprendermi da una tonsillite, qua e’ successo un macello! Brutto scoprire le cose con un tg stupido come quello di italia1… quei tg che guardi perche’ non hai voglia di cambiare canale dopo i cartoni animati.
    Brutte storie, ma sono una settimana che sto male e mi son informata poco… non ho manco un’opinione ancora, mi prende male dire “no” a prescindere, anche se ha molto senso dato che ci mandano sempre la merda qua, e dato che e’ stato deciso tutto dall’alto….
    E mi prende a ridere vedere la destra che si schiera contro, “insieme” ai compagni seri, quelli che stavano in piazza ANCHE quando la destra voleva fare merdate simili o peggiori.
    :/
    Un salutone alex :****
    Ice

  15. alex321 ha detto:

    Thulcky e Ice: brutta sorpresa, vero?
    Dietro c’è un giro di soldi… inimmaginabile…

    Domdin: di più, molti soldi in più…

  16. minpepp ha detto:

    Sono rimasta senza parole pure io quando ho sentito dei rifiuti traghettati (da Caronte?) in Sardegna…
    Ha scritto bene Blablasonia, che Prodi ora si sta cagando sotto per le minacce di non ricevere più finanziamenti dalla CE, e la CE dovrebbe essere coerente fino in fondo e stringere i cordoni della borsa fino a totale risoluzione dell’emergenza (vale a dire, a tempo indeterminato), ma tanto anche questa minaccia finirà in una farsa, e Prodi riceverà i suoi adorati finanziamenti. Dopo qualche tribolazione, ma li riceverà 😦

  17. Mollie ha detto:

    C’è chi si gioca le personali partite a scacchi, e intanto i cittadini sono quelli che pagano, con la propria pelle.
    Ma tanto che cce frega, mica stiamo lì…

  18. utente anonimo ha detto:

    Dal blog di Bassolino

    “Domani, sabato 12 gennaio, alle ore 12, Antonio Bassolino sarà in chat online dalla redazione dell’Unità con il direttore Antonio Padellaro.
    E’ già possibile inviare le domande da sottoporre a Bassolino a questo indirizzo: videochat@unita.it.

    Avete qualcosa da chiedergli?

    🙂

    Adam

  19. fraba ha detto:

    Io ho solo una cosa da chiedergli: dimostri un briciolo di dignità e si dimetta.

  20. pieroC ha detto:

    Temo che le decisioni politiche degli ultimi giorni sul “caso Pianura” in Campania intendano utilizzare l’emergenza per legittimare ed adottare scelte di lungo periodo. In questi giorni, anche attraverso un bombardamento mediatico, intriso di superficialità e luoghi comuni sembrerebbe, infatti, che l’emergenza rifiuti in Campania possa risolversi soltanto attraverso discariche ed inceneritori, senza la consapevolezza che ciò rappresenta una strategia politica di lungo periodo e non unicamente la risoluzione del contingente.

    Si vuole attuare una precisa scelta politica, oggetto di ripensamento in tutta Europa, ovvero sbilanciare la gestione dei rifiuti sulla realizzazione degli impianti, piuttosto che sulla politica delle “r”: riduzione dei consumi, raccolta differenziata, recupero, riparazione, riuso, riciclaggio.

    Si vuole attuare una precisa scelta politica: realizzare in Campania tre impianti di incenerimento nel territorio della provincia di Salerno, ad Acerra (Napoli) e a Santa Maria La Fossa (Caserta). L’impianto di Acerra, come è noto, privo di valutazione d’impatto ambientale e vetusto nelle tecnologie, come ampiamente dimostrato dalla Commissione bicamerale sui rifiuti, è altresì sovradimensionato, e dunque per essere economicamente vantaggioso, dovrebbe bruciare quantità di CDR (combustibile derivato da rifiuti) in proporzioni tali da scoraggiare e quindi pregiudicare la raccolta differenziata e la filiera virtuosa ad essa riconducibile, determinando, come evidenziato dalla Corte dei Conti, anche un danno patrimoniale alle finanze locali.

    L’orientamento dettato dall’emergenza intende sbilanciare la gestione del ciclo integrato dei rifiuti a favore di un sistema di combustione classica, assegnando la funzione principale all’ipotesi di incenerimento dei rifiuti, indicata invece residuale e marginale dalla normativa e dalla giurisprudenza vigente.

    Per invertire radicalmente la rotta della politica dei rifiuti in Italia bisogna uscire dal cul de sac del cip 6 (poi certificati verdi), ovvero abrogare definitivamente, anche per gli impianti già realizzati, la delibera n. 6 del comitato interministeriale prezzi (cip) che nel 1992 dichiarava, unico Paese in Europa, il rifiuto fonte rinnovabile, prevedendo sovvenzioni pubbliche per gli impianti di incenerimento. È bene dirlo che il cip 6, prelevando le risorse direttamente dai cittadini, attraverso una quota posta nelle bollette dell’energia elettrica, ha influenzato, negli ultimi quindici anni, la politica dei rifiuti in Italia, incentrandola prevalentemente sulla fase terminale, appunto sullo smaltimento e sulla progettazione e realizzazione di impianti di incenerimento. Attraverso il cip 6 dunque sono state alimentate sacche parassitarie e rendite finanziarie che hanno avuto quale loro principale obiettivo quello di bruciare la maggior quantità di rifiuti “tal quale”, impedendo ed ostacolando, in alcune aree più di altre, il decollo della raccolta differenziata. I finanziamenti pubblici provenienti dal cip 6 hanno influenzato gli strumenti di pianificazione regionale e rallentato, non soltanto lo sviluppo della raccolta differenziata, ma altresì lo sviluppo di vere fonti di energia pulita e rinnovabile come l’eolico ed il fotovoltaico. Una pratica quella dell’incenerimento che alimenta lo spreco, con una resa energetica del 10-15% contro un dispendio di risorse che l’energia prodotta non compensa neppure lontanamente. Una pratica che incentiva la realizzazione di impianti che a pieno regime producono, al di là delle tossiche e nocive polveri ultra-sottili, una quantità di ceneri tali da richiedere la realizzazione di discariche in grande quantità per collocare i nuovi rifiuti prodotti dalla combustione. In questo senso basta fare un giro a Montichiari dove vengono tumulate le ceneri e le polveri del megainceneritore di Brescia, condannato tra l’altro da una recente sentenza della Corte di Giustizia.

    Si prenda dunque con serietà e rigore l’ipotesi di passare da metodi primordiali di smaltimento quali “il fuoco e le buche” a modelli già sperimentati con successo in alcune parti d’Italia come il trattamento meccanico biologico “a freddo”. Si utilizzi l’emergenza come una grande occasione di rilancio e rinnovamento e non come il pretesto per affermare scelte che guardano indietro, ovvero all’era del fuoco.

    Alberto Lucarelli

    Ordinario di diritto pubblico

    Università di Napoli Federico II

  21. utente anonimo ha detto:

    Di questa storia dello stabilimento Alenia di Nola me ne ha parlato un amico settimane fa dicendomi cose simili. Si vocifera che la sede Alenia sia costruita sopra un terreno strapieno di discariche illegali di rifiuti tossici… Questa sera solita disinformazione a porta a porta: nessuno ha mai pronunciato apertamente le due paroline magiche “rifiuti tossici”.

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