.: Quando le opinioni non possono coincidere :.

Scusate, ma stamattina sto incazzato. Quindi ho dato un po’ il peggio di
me, come lunghezza e come pesantezza. Se avete altro da fare, buon per
voi, e non leggete.
 

Non voglio fare il polemista, non è il mio mestiere e neanche il mio
hobby. Non voglio difendere nessuno, nè attaccare. Ma leggo su qualche
testata giornalistica certi “botta e risposta” riguardanti argomenti
sui quali potrei dire la mia. E leggo “botta e risposta” dove qualche
“nocciolo della questione” non viene neanche sfiorato, e si preferisce
spostare il dibattito solo su una questione di opinioni politiche.
Per carità, non che sia sbagliato, ma è un terreno pericoloso e
fuorviante. La fuffa è in agguato.
 

Partiamo dai fatti. Il 25 ottobre, Elena Ferrara pubblica su
Altrenotizie un articolo intitolato “Tornano le svastiche nelle strade
di Budapest”. L’articolo racconta, con diverse imprecisioni a partire
dal titolo, del corteo di stampo nazifascista fatto dal movimento
delle “Guardie frecciate” a margine della manifestazione commemorativa dei fatti
del 1956, alla quale si è anche accennato
su questo blog.
L’articolo di Elena Ferrara, che per chi non lo sapesse in Ungheria
c’è nata e vissuta, sta qua.
Il 3 novembre, il quotidiano La Voce d’Italia, risponde all’articolo,
affidando le contestazioni alla penna della giornalista ungherese
Agnes Bencze.
Fin qui, nulla di eccezionale. C’è un articolo su Altrenotizie che dice
sostanzialmente “sono tornate le svastiche a Budapest”, ed un articolo su
una testata destrorsa che dice “non c’è da aver paura, svastiche proprio non se ne vedono nella capitale ungherese, tranne che nei film”. E’ dialettica. Solo dialettica e opinionistica. Anteprima della
fuffa.
Il pezzo di risposta sta qua.
 

Facciamo ora un salto indietro nel tempo di oltre sette anni, e andiamo al
luglio 2000, sempre nella capitale ungherese.
All’epoca, vivevo in un modesto (ma non troppo per lo standard ungherese)
caseggiato all’inizio di Zugligeti ut, nel quartiere (molto carino) di Szepilona, circondato da altri piccoli edifici e molti alberi,
e siccome sono passati anni, non ho neanche alcun problema a mostrare il
punto preciso in cui ero domiciliato.
Un giorno, un pomeriggio assolato e caldo, ero presso la più vecchia
stazione ferroviaria, la Kelenföld Pályaudvar, nella zona meridionale della città,
in Etele tér, dopo aver sorseggiato una birra in un piccolo locale sperso
tra i casermoni bianchi e tutti uguali che si vedono giusto sopra la piazza. Siccome tutto
il mondo è paese, anche lì fuori la stazione ferroviaria, come in tutte le città del mondo,
c’è il capolinea degli autobus, di tanti autobus. Sto anche io ad aspettare l’autobus,
assieme ad un ragazzo molto più giovane di me, perchè il tram va diritto in centro, e non
è dove devo andare io. Se avete aperto l’immagine appena linkata, è dove ci sono i bus con
il tetto rosso, non quelli gialli, che sono quelli extraurbani.
All’improvviso, dalle nostre spalle, spuntano una ventina tra ragazzi e ragazze, età media non
definita ma compresa tra i 18 e i 20 anni, con punte massime di 23 o 24 anni, che praticamente
circondano la tettoia sotto la quale io ed il ragazzo ci stavamo riparando dai raggi del
sole. Tutti vestiti uguali. Tutti con le svastiche sulla giacca militaresca, e molti di
loro la svastica se l’erano anche tatuata sul braccio.
Quindi, la prima osservazione che faccio ad Elena Ferrara di Altrenotizie è che dire
“sono tornate le svastiche a Budapest” è già alquanto impreciso. Ci sarebbe semmai da
definire quando se ne siano andate, ma questo lo vediamo dopo.
Analogamente, se Agnes Bencze scrive che a Budapest “le svastiche non si vedono”, è
perchè probabilmente deve fare una visita oculistica, oppure deve provare a guardare.
Quel giorno di luglio, a Budapest non c’erano in programma nè manifestazioni nè altro. Quei
ragazzi, che poi appresi appartenere alle “guardie frecciate”, stavano solo aspettando
l’autobus per andare da qualche parte per fatti loro. E di svastiche ne avevano, eccome.
Sia i ragazzi sia le ragazze.
E la sera della manifestazione, se ne sono viste, eccome.
Certo, Elena Ferrara nonostante lì ci sia nata mostra, nel suo articolo, di non
ricordare o di sbagliare i nomi delle strade, ma sulla forte presenza neonazista
non ha visto male: stiamo parlando di una delle città a più alta densità
neonazista di tutta l’Europa Centrale. Certo, la Ferrara confonde non solo le
strade, ma anche nomi di gruppi, tra “Guardie frecciate”, “Guardie ungheresi” e
“Croci frecciate”, c’è più di una confusione. Ma non è solo questo. Traspare in qualche modo (a meno che non sia una mia impressione), che cerchi di far passare il messaggio che il neonazismo ungherese stia prendendo piede in questo periodo, con una rapida ascesa. Non è così.
La Agnes Bencze, nonostante lì ci vive ancora, in certi momenti riesce a fare
anche di peggio.
Il motivo? Semplice e fuffoso allo stesso tempo. Così come noi in Italia quando
leggiamo un articolo intuiamo in poche righe il giornalista di che parte politica
è, stessa regola vale anche per l’Ungheria. La giornalista o è iscritta o quanto
meno è simpatizzante della FIDESZ, che – pur essendo all’opposizione – è il
primo più grande partito d’Ungheria, per seggi in parlamento.
La Ferrara invece è su posizioni più vicine al MSZP, primo partito di governo.
L’unica cosa che proprio non mi scende, è il fatto che la Bencze taccia
sul fatto che – seppur velatamente – la FIDESZ cerca spazio (e alleanze) proprio
tra i movimenti neonazisti, tace su questo ma in qualche modo cerca di “alleggerire”
e quasi giustificare questi movimenti. Questo non mi scende. Non può andarmi
bene, nè ora nè mai, che per assolvere la propria parte politica si arrivi a scrivere
qualcosa di tremendamente contiguo ad un apologia del neonazismo (su su, in fondo
erano solo bravi ragazzi, no?). Nè in Ungheria, nè in Italia nè altrove.
Il resto è fuffa. E’ scontro dialettico tra una giornalista di destra ed
una di sinistra: sono chiacchiere. Solo fuffa.
La composizione del parlamento ungherese (che è monocamerale) la potete
vedere qui.
 

Torniamo ancora un attimo a quel luglio 2000 alla fermata del busz. Io volutamente
mostrai di ignorare i neonazisti presenti. Analogamente loro mi mandarono uno
sguardo disinteressato e presero ad ignorarmi, tranne una biondina che si sistemò
gli occhiali e continuava a guardarmi. Peccato per quella svastica tatuata sull’avambraccio.
Il ragazzo giovane invece si adombrò non poco, si innervosì, mostro decisamente di
non gradire la loro presenza, senza però andarsene. Ignorarono anche lui. E non
successe niente. E tutta la gente faceva finta di niente. Anche una volta saliti sul
bus, tutti a fare finta di niente.
Una scena già vista?
 

Veniamo al nocciolo, quello vero, della questione.
Per farlo, facciamo un salto all’indietro più breve, torniamo al settembre 2003, più
o meno un anno prima che aprissi questo blog.
Camminavo lungo le stradine della vecchia Buda, notando (sì lo so, ho il vizio di
guardarmi sempre attorno) le due persone (entrambe 30enni) che mi precedevano. Dopo
qualche metro le nostre strade si dividono: loro entrano in un palazzo, io entro in
un caffè perchè sto in down di caffeina. Mi trattengo un quarto d’ora (nei bar
ungheresi si può fumare) ed esco. Esco e chi mi ritrovo sul marciapiede opposto? I due
di prima, che escono dal palazzo. Ma mentre prima erano vestiti normalmente, ora…
vestono in un modo che ricorda troppo l’uniforme nazista. Ma che carini.
Siccome sono un incosciente, e spesso vado a cercare il come prendere botte e mazzate, mi metto a seguirli. Ma serve farlo per appena un
centinaio di metri, poi entrano in un altro palazzo, ed io vado via.
Ebbene sì. Ci sono personaggi che lasciano gli abiti borghesi e indossano
l’uniforme nazista.
Torno a Szepilona, e cerco di parlare con qualcuno che ne sappia più di me: se
non si fa così, le cose non si capiscono. Ne ho di domande, eccome. E può rispondere
solo chi conosce bene l’Ungheria.
Così ho appreso una parte (grossa) della storia da un vicino, un vecchio operaio
in pensione, con la pancia a forma di panzarotto per le tante birre bevute in una
lunga vita di lavoro in fabbrica, uno che aveva avuto l’occasione, grazie all’età,
di vedere praticamente tutto: la dittatura di Szalasi, fedelissimo alla Germania di
Hitler, che dava una mano alle SS a deportare migliaia di persone, poi l’altra
dittatura, più sottile e strisciante, non per nulla è passata alla storia come
tattica del salame, cioè quella di Mátyás Rákosi; poi vennero i tempi di speranza, i tempi
di Imre Nagy e
della voglia di riscatto. Ebbene, lui queste cose, da giovane, le aveva viste tutte.
Così mi raccontò, davanti ad un altro caffè e nonsoquante sigarette,
che in Ungheria c’erano (e ci sono ancora) fascisti, nazisti e antisemiti, collaboratori
dell’ammiraglio Horty ecc. Cioè gente che già c’era nel 1944, e dopo ha proseguito, spesso in clandestinità, l’attività politica. Molti, anche se oramai settantenni o ottantenni, sono ancora in vita e non
digeriscono un’Europa nuova e democratica. Pertanto, le svastiche dall’Ungheria non se ne sono mai andate. Molti di costoro si riuniscono oggi. Questi settantenni hanno nomi e cognomi che potete trovare scritti sia
sull’articolo della Ferrara che su quello della Bencze! E sono i settantenni che stanno
facendo da leader dei movimenti neonazisti. Ma questo, viene lasciato sottinteso o taciuto
in entrambi gli articoli. E’ stata data più importanza alla fuffa.
La differenza tra ora ed il 2000 (ma già nel 2003 era così), è che adesso si sa in
quali abitazioni di Buda si riuniscono gli orfani delle Guardie ungheresi, di Horty,
delle Croci frecciate. Sono noti indirizzi, nomi e cognomi. E con una serie
di mosse incredibilmente facili (i signori stanno facendo proselitismo), si possono
conoscere anche gli orari di convocazione delle riunioni. Io li ho trovati con google (in ungherese).
Questo lo fanno i vecchi leader, carichi di nostalgie mitteleuropee represse. I giovani ovviamente non vogliono fare i nazisti nel chiuso delle loro abitazioni. Loro scelgono le vie del centro, a Pest. Passano così
accanto a quei budapestini che hanno sofferto deportazioni e umiliazioni nel periodo
fascista di Szalasi. E si è visto. Quelli che hanno sfilato e manifestato, non erano
affatto invisibili.
Poi la Bencze può dirci quanto e come vuole lei che non erano neonazisti e che erano
ragazzi bravi e tranquilli, ma viene già contraddetta dalla Reuters, che il 21 ottobre scorso
ha diffuso il seguente dispaccio d’agenzia:
 

“Almeno 600 esponenti dell’estrema destra neofascista delle Guardie Ungheresi, con divise a imitazione di quelle della milizia filonazista della ‘Croce Frecciata’, alleate alle Ss tedesche durante la Seconda Guerra Mondiale, hanno
sfilato oggi in una manifestazione senza incidenti contro il governo e fatto un ‘giuramento’ di fedeltà alla tradizione magiara. I militanti della Guardia indossano divise come quelle della milizia Croce Frecciata, responsabile di
atrocità e della deportazione e morte di migliaia di ebrei ungheresi durante la guerra. Il
primo ministro socialista, Ferenc Gyurcsany, ha paragonato la nascita del movimento neofascista delle Guardie
a quello delle ‘camicie brune’ naziste, le squadracce che imperversarono in Germania fino all’elezione di
Hitler nel 1933, e anche in parte dopo, prima di essere sciolte”.
 

Io il 21 ottobre ero in Italia, a casa mia, e questo dispaccio l’ho ricevuto tramite google news, e
come me l’avranno letto milioni di persone…
Perchè sia diventato, nella penna della Bencze “i giovani che ora sventolano la bandiera rosso-bianca rifiutano
con determinazione questa seconda associazione e dichiarano di condannare le malefatte del nazismo.”,
proprio non lo so.
E’ un movimento che la giornalista definisce “effimero”. In italiano effimero vuol dire
caduco, breve, fugace, momentaneo, passeggero, instabile, labile, salottiero, temporaneo, vano,
provvisorio, fatuo, frivolo, mondano, superficiale, limitato, precario.
Quindi, nessuna paura! I 600 personaggi che si mettono in mostra con la zuava dei nazisti sono dei
mattacchioni effimeri che hanno solo voglia di giocare. Di destra, sì, ma liberali e democratici.
 

No. Io non ci sto.
Ho amici di destra e amici di sinistra. Si può essere di qualunque parte politica, ma
il nazionalsocialismo di stampo hitleriano proprio non posso digerirlo.
Non posso digerire che si alleggeriscano le cose fino a stravolgerle.
Quando le destre sbagliano, lo dico. Quando le sinistre sbagliano (cioè in Italia quasi
sempre), non solo lo dico, ma rido anche (un riso amaro). Ma quel che non posso reggere
è quando si sminuisce e si dichiara innocuo un qualcosa che si muove sotto il segno
della svastica.
Questo no.

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20 risposte a .: Quando le opinioni non possono coincidere :.

  1. utente anonimo ha detto:

    Se per te stare incazzati significa scrivere post come questi, allora Alex è il caso che tu stia incazzato perenne. Cosa ti serve? Un barattolo di pulci da distribuirti sui capelli, che ti danno il tormento? Una scimmia urlatrice che scassa tutto il giorno? Noleggiare un imbecille ottuso che sproloquia senza cognizione di causa? Chiedi e ti sarà dato, perchè a mio avviso, questo è uno dei tuoi più bei post.

    Angy latitante, sloggata.
    Ah, non sono sparita. Ci sono anche quando non sembra. Io aleggio. 😉

  2. minpepp ha detto:

    Sono d’accordo con Angy: anche secondo me questo è uno dei tuoi post più belli.
    Il fatto in sé, invece, mi crea non poca inquietudine…

  3. ilviale ha detto:

    non ho parole…

    ciao e buon caffè

    emanuele

  4. elisewinfox ha detto:

    Ormai è di uso comune l’aggirare un problema con il “non darci peso”, con informazioni superficiali, sbagliate, o ancora di più con il silenzio.
    Meno male che invece c’è chi non ci sta 😉
    Davvero bel post!

  5. lucanellarete ha detto:

    ma in ungheria non è illegale l’apologia del nazismo? come si comporta il resto della politica nei confronti di questi “effimeri”?
    ciao
    luca

  6. alex321 ha detto:

    Il governo attuale si mostra preoccupato, e cerca di tirare in ballo la magistratura per far dichiare illegale il movimento delle “guardie frecciate”.

  7. storie ha detto:

    non capisco dove sta la scoperta, ne dove sta il problema.
    Il mondo, italia compresa, è pieno di fascisti, quelli veri, quelli con la F maiuscola. Un articolo che “alleggerisce” non cambia le cose.

    Quante volte abbiamo letto dissimulazioni simili anche riguardanti casa nostra, dove è normale tenere comportamenti che apertamente costituiscono reato di apologia del fascismo e nessuno si scompone?

    cmq, il post potrebbe essere un ottimo racconto…

  8. alex321 ha detto:

    Uhm… ce l’hai per caso con Di Canio?

  9. storie ha detto:

    tu con chi ce l’hai?
    …qualcosa mi dice che il post non la racconta giusta….

  10. alex321 ha detto:

    Io ce l’ho con i due articoli che ho ampiamente citato 🙂
    Più di raccontarla così….

  11. macca ha detto:

    Grazie, innanzitutto, d’esser arrivato in fondo al malloppone di oggi. Ho letto con estremo interesse e sempre maggior stupore tutto il tuo post.
    Sottoscrivo le tue parole, ma, ancor di più, con la penna rossa, il tuo equilibrio, la tua profondità e la tua calma (che io non so se avrei…).
    Ho sempre detto che sei una bella persone.
    Oggi ne ho avuto l’ulteriore riprova.
    Daniele

  12. LuceFolle ha detto:

    Se vado a Budapest,
    adesso so cosa va di moda!!! ;o)

    Non avrei mai immaginato che ci
    fossero ancora,intensi e vivi
    movimenti di questo genere.

    Rimane solo sconcerto.

    Ciao Alex (rimani pure incavolato,
    che per noi è una manna!) :o)))

  13. fraba ha detto:

    Sei un GRANDE: come sempre.

  14. RAIN1 ha detto:

    avevo notato anche io cose strane a Budapest…però sono ormai 5 o 6 anni che nn ci torno, quindi mi sono allontanato da quei pensieri.
    in sintonia con te per la storia degli articoli: forse dovrebbero concentrarsi tutti su di un giornalismo un po piu utile alla società invece di demagogizzarsi a vicenda…….perdonatemi questo vocabolaccio!!
    Konan sloggato.

  15. acuacheta ha detto:

    Da qualunque parte si penda, credo che l’estremismo sia comunque da evitare.
    Gli estremi non portano mai a niente, se non ad eccessi e violenze.
    Un saluto volante … scusa l’assenza… ma credo che in un eccesso di estremismo il mio pc volerà fuori dalla finestra…
    🙂

  16. alex321 ha detto:

    .: Estremisti ungheresi al termine della settimana :.[..] Questa settimana è stata particolarmente stancante. Mi sento a pezzi. Complice la giornata distruttiva di mercoledì scorso, dalla quale non mi sono ancora ripreso e non ho ripreso energie. Che il fine settimana mi serva a questo (si spera). Poi, l’I [..]

  17. alex321 ha detto:

    .: Estremisti ungheresi al termine della settimana :.[..] Questa settimana è stata particolarmente stancante. Mi sento a pezzi. Complice la giornata distruttiva di mercoledì scorso, dalla quale non mi sono ancora ripreso e non ho ripreso energie. Che il fine settimana mi serva a questo (si spera). Poi, l’I [..]

  18. utente anonimo ha detto:

    Ciao Alex!

    Scusami, se ce l’hai con una persona, perché non cerchi di dirglielo in faccia, magari prima in privato?
    Come vedo, tu sai piu’ di una cosa sull’Ungheria… ci sei anche vissuto… eppure racconti cose false, mi dispiace…
    Per esempio, in quale libro hai mai letto che i Crocefrecciati di Szálasi abbiano governato l’Ungheria dal 1943 al 1945? Eppure l’hai scritto e l’hai anche messo in evidenza. La verita’ invece e’ che il loro regime ha durato dall’ottobre del 1944 (dopo che l’Ungheria era gia’ invasa dai tedeschi nel marzo dello stesso anno!) fino al completamento dell’invasione sovietica, cioe’ l’aprile del 1945. In tutto: 6 mesi.
    E lo sai sicuramente bene che la bandiera a strisce rosse e bianche non e’ un loro simbolo. Il simbolo di quei nazisti (veri e propri!) fu appunto, la croce frecciata.
    E vuoi spiegare ai tuoi lettori italiani anche che cosa c’entra in tutto cio’ il Fidesz, che prende le distanze ogni santa volta anche dai movimenti (credimi, assolutamente innocui), come la Guardia Ungherese?
    Ecco, anch’io mi arrabbio a volte. E’ per questo che mi sono messa a scrivere articoli in italiano. In realta’ non sono giornalista – ma non sopporto la propaganda falsa.

    Ágnes Bencze

  19. utente anonimo ha detto:

    Cari lettori italiani! Amici e lettori di Alex!
    Lasciatemi dire due parole sincere. Innanzitutto: chi vuole vedere se io ho fatto veramente “apologia del nazismo” o “alleggerimento del neofascismo”, per favore si cerchi e si legga bene i miei articoli, su http://www.voceditalia.it, e poi ne riparliamo.
    Intanto vi faccio una domanda. Che cosa ne avreste pensato di una Germania dove, 10 o 20 anni dopo la caduta del Terzo Reich, al governo si sarebbero trovati i leader di prima e seconda linea del nazismo hitleriano? Male, vero? Avete ragione!
    Avete sentito parlare della rivoluzione ungherese del 1956? Sapete che gli ungheresi l’hanno fatta contro una dittatura totale, il comunismo di stampo sovietico, imposto al loro paese? E sapete che dopo 14 giorno questa rivoluzione fu repressa nel sangue da un gruppo di collaboranti che ristabilirono la dittatura con l’aiuto delle truppe russe e, dopo aver messo a morte centinaia di rivoluzionari, rimasero al potere ufficialmente fino al 1989?
    Ora, chiedete ad Alex chi e’ oggi al governo in Ungheria….
    O meglio, ve lo dico io: il primo ministro e’ Ferenc Gyurcsány che ha sposato la nipote e cosí ricevuto in eredita’ tutti i beni di Antal Apró – il secondo leader piu’ importante di quelle repressioni crudeli del 1956-1958! Ma nella prima linea del suo partito si trovano anche personaggi, come Gyula Horn (75 anni), che racconta ancora oggi con orgoglio di aver fatto parte di quella repressione attivamente, con la mitragliatrice in mano, perché “bisognava ristabilire l’ordine nel paese”.
    Chiedete ad Alex perché c’e’ tutta quella crisi adesso, in Ungheria….
    Per favore, chiedete un po’ ad Alex perché nasconde questi fatti sotto silenzio, perché non ci da’ peso. Forse queste cose non fanno paura a nessuno? A me sí!

    Ágnes Bencze

  20. utente anonimo ha detto:

    P.S.: Caro Alessandro!
    A parte tutto, poi, la prossima volta, prima di darmi lezioni di lessico italiano, leggilo attentamente il mio testo, per favore!
    Infatti, l’aggettivo “effimero” io l’ho usato non in riferimento a quei poveri diavoli della Guardia Ungherese, ma in riferimento al governo di Szálasi – che effettivamente ha durato solo 6 mesi, in una Ungheria invasa dai tedeschi, tutt’altro insomma che indipendente.
    Tu le tue conoscenze della storia ungherese, le hai prese almeno in parte da un “vecchio operaio” che sara’ stato, come immagino, un vecchio “munkásőr”, cioe’ un tipico militante dell’organismo paramilitare del regime di Kádár, che ha durato fino al 1989. Solo quelle persone raccontavano in Ungheria di filonazisti latitanti…. mentre nella realta’…. o Dio mio!… sapessi!

    Quanto a Reuters, mi dispiace, ma se queste cavolate erano loro a scriverle per primi, allora non c’e’ altro da dire: raccontano bugie anche loro. Questi abiti contadini bianco-neri non hanno niente da che vedere con i Crocefrecciati, e il fatto che Gyurcsány sia preoccupato….

    Non continuo, perché qui ora mi manca il tempo e lo spazio. Ti consiglio piuttosto di guardare, se hai un po’ di tempo, il documentario “The wounded feast” di László Pesty, qui:
    http://www.pestylaszlo.hu….
    e di scriverne qualche bel commento nel tuo prossimo post!

    Ágnes

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