.: Ritorniamo su Napoli :.

Riprendiamo a parlare di Napoli, anche perchè l’avevo detto che c’erano
altre cose da dire. Riprendiamo da dove c’eravamo interrotti la
settimana scorsa, e spostandoci un po’ più a nord, in particolare nel basso
casertano. Anche stavolta con nomi e cognomi e, dove possibile, anche
indirizzi.
Qui non è come in città, non ci sono scontri tra clan rivali che danno
vita a vere e proprie guerre. Gli unici scontri che ci sono… beh, sono
“regolamenti interni”.
Il controllo camorristico del territorio, da oltre 30 anni, è saldamente
nelle mani del cartello dei casalesi, che non è un clan, ma una
federazione di clan, è l’unico pezzo di camorra campana che assomiglia
in qualche modo a cosa nostra: struttura verticistica, territorio diviso
in feudi.
Controllano un’area di territorio inimmaginabile. Sul versante sud arrivano fino
a Marano di Napoli, sul versante nord, il loro confine è territoriale
è a ridosso del raccordo anulare di Roma. Tutto ciò che è più a nord è
invece zona dove riciclare i capitali.
Il cuore di questo impero, dove si trova?
E’ in un grosso paesone del basso casertano, che si chiama San Cipriano
d’Aversa
.
Eccovelo qua:

Perchè a San Cipriano?
Perchè il capo indiscusso di tutta la federazione dei casalesi si chiama
Antonio Iovine, anche se nega di esserlo, latitante storico, di famiglia sanciprianese.
La maggior parte degli elementi della famiglia Iovine vive in latitanza, ma non
è precisamente una latitanza normale, poichè avviene nella loro abitazione di
via delle Rose.

http://maps.google.it/maps?f=q&hl=it&q=Via+delle+Rose,+81033+Casal+di+Principe+Caserta,+Campania,+Italia&sll=41.002314,14.13271&sspn=0.062443,0.11673&ie=UTF8&cd=1&geocode=0,41.004350,14.127370&t=k&om=0&s=AARTsJqYUQz6imcO2KzdBvy23bliZ3PIBw&ll=41.020319,14.135799&spn=0.04533,0.072956&z=13&output=embed
Visualizzazione ingrandita della mappa

Antonio Iovine no, lui è latitante sul serio, e non è reperibile.
Via delle Rose marca il confine tra due paesi, San Cipriano e Casale. Il marciapiede sud è
comune di San Cipriano, quello nord è comune di Casale.
Prima vivevano in una villa blindata di Casale, ma ora non serve più, perchè non ci sono
più nemici. Nè negli altri clan, nè altrove.
Ma non è questo il bello.
Il bello è che la loro abitazione si trova a ridosso del palazzo del Comune di
San Cipriano, a 300 metri dal nuovo comando della polizia municipale, e per finire
fa angolo con la stazione dei carabinieri.
Il paese fa 13.000 abitanti. Quindi tanto piccolo non è.
Quale è la particolarità di San Cipriano? Beh, è molto semplice. E’ una particolarità
che sta nell’ultima operazione anticamorra effettuata dai carabinieri, perchè la polizia a
San Cipriano non c’è, e in passato i carabinieri si sono fatti aiutare dalla polizia
municipale. Invece questa volta no.
Non si sono fatti aiutare perchè per contrastare la camorra, e qui sta la particolarità,
è stato necessario arrestare gli agenti della polizia municipale.
Se si va a San Cipriano e si parla con la gente che con la camorra non c’entra nulla
(e ce ne sta parecchia!), diranno che la loro è una comunità che non ha mai smesso di convivere con la camorra,
perchè spesso, troppo spesso, lo Stato e la camorra
hanno la stessa faccia. Ed hanno ragione, almeno stavolta…
Il comando di polizia municipale ha 11 (undici) vigili. Di questi, 7 (sette) tra
cui il comandante, sono indagati per favoreggiamento della camorra, peculato e
concussione. Mica male.

Ci sarebbe allora da riflettere in profondo, anche – e diciamolo – sul piano politico.
Invece la politica ha preferito attaccare il sindaco Enrico Martinelli, perchè ha i
vigili camorristi, tralasciando di
considerare che l’indagato più pericoloso, Giuseppe (guarda caso) Iovine,
faceva il vigile urbano anche quando c’era la precedente amministrazione, di
opposto colore politico.
Indagato per associazione camorristica anche un aggregato all’ufficio tecnico
(oh! vecchia cara edilizia!) ed il custode aggiunto al cimitero comunale.

In pratica, nessun arrestato fa un lavoro diverso dall’impiegato comunale, con
o senza pistola.
Una brava giornalista del quotidiano “Il Mattino”, redazione di Caserta,
che si chiama Rosaria Capacchione, ha allora fatto una cosa intelligente: è andata
sia dall’attuale sindaco, sia dall’ex sindaco, a porre qualche domanda un po’.. ehm…
provocatoria.
Martinelli, il sindaco attuale, se ne è lavato le mani in modo semplice:
“I fatti contestati risalgono alla fine del 2004, la mia
amministrazione si era appena insediata”. Per la serie, non ne so nulla e nulla
ne voglio sapere.
Angelo Reccia, sindaco nella passata amministrazione, qualcosina l’ha
raccontata: “Della posizione di Giuseppe Iovine e di
altri impiegati comunali nella sua stessa situazione, assunti negli anni Ottanta
parlammo a lungo con vari prefetti, ma la legge non ci consentiva il licenziamento. Per quanto
possibile, li abbiamo tenuti sotto controllo”.
Sinceramente, mi pongo una domanda che può sembrare banale: come fa un comune
a tenere sotto controllo qualcuno? Ha un solo modo: usare la polizia municipale. Ma
allora come ha fatto in questo caso qui, visto che gli elementi da controllare erano
proprio gli agenti della polizia municipale?
L’affare dei vigili collusi è subito arrivato fino
in commissione antimafia, ed è solo una delle
tante tessere che compongono il mosaico di cui è fatta la vita camorristica di
Antonio Iovine e dei suoi uomini.
Uno dei tanti tasselli. E sono tanti davvero. Qualche esempio? Potremmo
ricordare la storia del consigliere comunale
che faceva da autista
alla moglie di Peppe Russo, boss di primo piano a quel tempo
latitante. Ma l’esempio più bello è quello dei fascicoli riservati su appalti e condizionamenti.
Cosa hanno di bello? Semplice: prima compaiono, e poi scompaiono, ma non è che scompaiono
a caso, scompaiono sempre al momento giusto, in modo tale che in prefettura non arrivino, che
alla Procura antimafia non vengano trasmessi.
Nella stazione dei carabinieri di San Cipriano, gli uomini resistono pochissimo:
c’è chi chiede di andare via e chi viene mandato via forzatamente, dall’oggi al domani,
dai superiori, come i due uomini del servizio radiomobile che appena un paio di mesi fa
avevano cercato di evitare una contravvenzione al figlio di Antonio Iovine.
Il Comune, che già una volta era stato sciolto per condizionamenti mafiosi, aveva
avuto il fratello di Bardellino come sindaco e il nipote di Mario Iovine
come assessore ai lavori pubblici. Poi Mario Iovine, latitante, si fece ammazzare a
colpi di rivoltella a Cascais,
ed il nipotino (capito l’avvertimento) preferì dimettersi.
Qualcuno potrebbe obiettare che erano altri tempi, che la camorra di Bardellino
era quella di 20 anni fa…
E’ vero, ma è anche vero che il clima non è cambiato. Anzi,
è diventato rovente. Tornano anche le armi, nelle strade di San Cipriano,
come quelle sequestrate ad inizio mese in casa di Francesco Cecoro, piccoli
precedenti nel suo passato, ma una pistola calibro 38 e un
mitragliatore di marca americana nel ripostiglio.
Aria di guerra? Non si sa. E’ ancora tutto da vedere. Per ora, l’aria di guerra
si respira nel Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dove qualche giorno fa era
atteso il controesame di Mimì Bidognetti, nuovo pentito.
Cosa è successo? Lo si è appreso dai giornali, ed è qualcosa di raggelante.
Invece di Mimì, ha preso la parola suo cugino, imputato di estorsione, che è il ben
noto Francesco Bidognetti, capo storico dei Casalesi ai tempi del triumvirato formato
da lui, Schiavone e Zagaria. Il super boss ha detto che voleva rilasciare dichiarazioni
spontanee. Sono state dichiarzioni inquietanti, prima tra tutte
la risposta al parente che appena otto giorni fa aveva detto di essersi pentito perché
temeva per la vita dei figli: “Anche noi abbiamo i figli, proprio come lui…”
Una minaccia?
Fatto sta che di quel triumvirato tutti, Vincenzo Zagaria, Francesco Schiavone e Francesco Bidognetti sono stati
arrestati. Ma c’è Michele Zagaria che è ancora latitante. E comanda insieme a
Iovine.
 

E’ già noto, grazie ad un’informativa del SISDE risalente ad un anno fa, che
il clan sta progettando l’attentato a un magistrato, Raffaele Cantone, nativo di
Giugliano in Campania, ed in forze nella DDA di Napoli. Perchè? Perchè Cantone è arrivato
vicinissimo all’arresto di Michele Zagaria, e di Antonio Iovine, e poi perchè colpisce
le strutture economiche del clan, soprattutto le imprese edili.
Ed il pentito, Mimì, ne ha parlato. Ha detto che all’interno della
federazione casalese c’è semplicemente un dibattito interno tra “falchi” e
“colombe”. Per i primi, Cantone va fatto fuori subito, per i secondi, far fuori
Cantone è una vendetta per i processi, e pertanto va fatto dopo le sentenze
definitive.
 

A questo punto, mi fermo un attimo, e riprendo una parte dell’intervista
fatta da Gianluca Di Feo a Franco Roberti, che è il capo della DDA di
Napoli
, pubblicata sull’Espresso in una data simbolica: il 16 agosto,
chissà… i malpensanti diranno che è la data apposita per far passare
inosservate le notizie.
Roberti nell’intervista ricorda che la capacità dei Casalesi è andata
oltre l’immaginabile, sono passati
dall’economia industriale a quella finanziaria: “Sono così ricchi che
agiscono investendo capitali nelle imprese legali, senza pretendere
il controllo della gestione. Hanno inventato le società a p.c.m.
ossia a partecipazione di capitale mafioso, che sono ormai parte
rilevante dell’economia nazionale. Ma trovano mercato
anche all’estero. Perchè la loro strategia è vincente: i boss
guadagnano facendo risparmiare le imprese. Sono più morbidi delle
banche: chiedono interessi inferiori, non fanno fretta per recuperare
l’investimento
. Hanno una ricchezza talmente vasta che li esonera
dalle intimidazioni e dallo strozzinaggio. Il processo Zagaria sulle
infiltrazioni nelle ditte di Parma e della pianura padana dimostra
come gli imprenditori del Nord fossero felici di avere i capitali
della camorra
“.
Per questo, sostiene Roberti, i Casalesi hanno dato vita a una
metamorfosi micidiale: un nuovo modo di essere mafia. E se lo
dice il capo della Divisione Distrettuale Antimafia…
Infatti continua a raccontare che: “Bisogna
aggiornare il concetto di metodo mafioso alla luce della loro
trasformazione. Non solo il vincolo di omertà e la forza di intimidazione,
ma anche la forza del denaro. E quella delle relazioni imprenditoriali
e istituzionali”. Perché tutti i grandi gruppi delle costruzioni
sono venuti a patti con i Casalesi. E il loro potere non potrebbe
esistere senza il sostegno della politica. Un fronte meno
esplorato, perché non ci saranno mai baci tra ministri e boss
casertani
. Non servono più relazioni dirette e vecchie testimonianze
di pubblica stima, come ai tempi del bacio di Andreotti 🙂 No, anche
in questo i Casalesi sono l’evoluzione della specie: “I rapporti
con le istituzioni sono dominati dal mimetismo.
Sono rapporti di reciproca funzionalità, un concetto che è
stato fissato da sentenze ormai in giudicato. In pratica l’accordo
tra padrini e leader politici nazionali avviene mediante gli
esponenti locali del partito nel territorio controllato dai boss”. E
qui Roberti cita le motivazioni di un processo che ha fatto epoca,
quello contro Antonio Gava, ex ministro degli Interni, protagonista
della politica nazionale e leader della Dc in Campania che era stato
accusato di associazione mafiosa proprio con Carmine Alfieri e
Antonio Bardellino, il fondatore dei Casalesi: “Dalla sentenza che ha
assolto Gava con l’articolo 530 secondo comma, ossia il comma che ha
sostituito la vecchia insufficienza di prove, risulta provato con
certezza
che Gava era consapevole dei rapporti di reciprocità
funzionale esistenti tra i politici locali della sua corrente e
l’organizzazione camorristica, nonché della contaminazione tra la
criminalità organizzata e le istituzioni locali del territorio campano”.
A gestire lo scambio pensavano però altre figure, come il
plenipotenziario di Gava, Francesco Patriarca, condannato con
sentenza definitiva e arrestato a Parigi di recente, o
Antonio D’Auria, “segretario di Gava che andava a braccetto con
camorristi ergastolani a cui aveva fatto da padrino di cresima”.
Insomma: la politica usa dei diaframmi per non sporcarsi le mani a
livello nazionale
. Un modo che rende più sicuri gli uomini di governo
e semplifica anche le cose ai boss: più basso il livello, più
semplice la trattativa.
 

E allora eccolo il segreto dei Casalesi: l’evoluzione
del modello mafioso, appreso vent’anni fa quando Antonio Bardellino
venne affiliato a Cosa nostra, e trasformato in una inarrestabile
Cosa nuova. Una macchina perfetta, ma a patto di costruire
una cortina di silenzio. Una cortina doppiamente necessaria mentre
si celebrano i processi, tutti voluti e
istruiti dal pm Raffaele Cantone, che vedono alla sbarra capi e
gregari, cassieri e killer.
 

Anche su questo, Roberti parla chiaro: “I Casalesi finora hanno
mantenuto una pax mafiosa, praticamente
senza fatti di sangue. Sanno che l’attenzione per la camorra in
genere nasce solo quando si spara. Per cui si fa ricorso a mezzi
emergenziali per eludere l’obbligo politico e istituzionale di
fronteggiarla su piano ordinario. Qui non c’è nessuna
emergenza. La camorra è parte integrante della società napoletana e
casertana, ne costituisce una delle facce. Bisogna prendere atto che
questa realtà è parte di noi. Solo così saranno possibili gli interventi
strategici per combatterla”.
 

Interventi strategici? Quali? Beh, la politica ne ha pensato uno
geniale: traferire Raffaele Cantone ad un altro incarico!
Così, mentre in Italia si parla sempre e solo di magistrati chiacchieroni
dalla bocca larga, o di persone sotto scorta solo perchè fa comodo al
loro ufficio marketing come battage pubblicitario, Cantone lavora in
silenzio e rischia. Rischia grosso. Lui è nel mirino sul serio. Mica fuffa.
E nonostante questo si espone. Anche proponendo. Come si può leggere in

questo articolo
.
Auguri, dottor Cantone. Mi auguro che lei non resti isolato.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in mafie, napoli. Contrassegna il permalink.

12 risposte a .: Ritorniamo su Napoli :.

  1. dirkgently1 ha detto:

    Da napoletano a napoletano non posso che dire: azzò!

  2. utente anonimo ha detto:

    Sarebbe divertente se la famiglia Iovine ti denunciasse per diffamazione, no? 😛

    Fabio, che fa anche un piccolo comunicato.

    Stasera alle 18.30 a Piazza Cavour, Napoli, presso la sede della onlus Manitese, verranno trasmessi su un maxischermo dei video come questo o questo, con tanto di spiegazioni a latere e coinvolgimento dei passanti che vorranno fermarsi. E’ la prima tappa di quello che, si spera, sarà un tour cittadino. Alex, ce la fai adeguata pubblicità? 😉

  3. 1KONAN ha detto:

    come al solito, nonostante la mia profonda consapevolezza che le tue parole rispondono a verità, mi sta venendo il vomito di prima mattina….dopo aver visto cosa è accaduto nella ns storia recente, mi viene da dire con affetto al dott Cantone che “NON NE VALE LA PENA DI MORIRE PER QUESTO POPOLO SENZA DIGNITà E SENZA RISPETTO”, …intendo la strafottuta gente che direttamente o indirettamente fa parte del “sistema”; dott Cantone non si vince contro un nemico che è in casa propria e non si gioca una partita quando l’unico risultato possibile seguendo “le regole” è perdere!!! quindi: o lei fa la valigia e se ne va in vacanza vita natural durante (io nei suoi panni lo farei ) oppure cominci a propagandare lo stato di GUERRA. perchè se nessuno lo ha capito, e mi sembra proprio che nessuno (istituzioni comprese) lo abbia intuito, questa è una vera guerra contro un nemico forte invisibile intelligente spietato e sopratutto appoggiato dallo stato, implicitamente, e dal popolo anche troppo esplicitamente.
    ammazzare l’immagine di Napoli ormai è diventato per i media uno sport comodo e vincente, mentre (lontano dalla guerra) in padania si continua a costruire con i soldoni della camorra, e i turisti li si fa sostare alla medicea latitudine…..
    …e buona giornata a tutti….

  4. acuacheta ha detto:

    Sono in arretrato di almeno 3 giorni…
    ma prima o poi ce la farò a rimettermi in paro….
    ora vado a darmi una svegliatina al caffè!!
    🙂

  5. kymma ha detto:

    Ti auguro una stupenda giornata
     baciuzzi by imma

  6. mata63 ha detto:

    Già è tanto che lo lascino lavorare…

  7. storie ha detto:

    un post eccezionale, un lavoro puntuale, preciso e davvero illuminante.
    Perfetto nel utilizzare sentenze o altro per comprovare meccanismi che conosci molto bene.

    Tuttavia, spezzo una lancia a favore di persone che giudichi chiaccierone… è sbagliato non farsi sentire, è sbagliato non coinvolgere la società civile che può sostenere battaglie importantissime e vitali per tutti noi.
    Cantone fa bene a lavorare ma non sempre si può essere zelanti e silenti allo stesso tempo.

    Ottimo lavoro….

  8. fraba ha detto:

    Quoto storie sia per i complimenti sia per la “lancia” spezzata.

    Scherzando l’altra sera, ho detto al chi sai tu che ormai i PM dovrebbero dotarsi di un ufficio comunicazione e/o di un maker d’immagine. Subito dopo la prima risposta ricevuta (tu stai male…) la “tipa” ha dovuto concordare che oggi è difficile fare il prorpio dovere senza aver alle spalle una qualche forza. Popolare o non. Lecita o illecita.

    Certo, esistono gli ideologisti (la tipa, per esempio) che fanno questo mestiere in quanto scelta convinta e consapevole. Ma come lei, e come Cantone, ne sono rimasti in pochi.

  9. zanzaretta ha detto:

    E’ un colpo al cuore questo post…

  10. gintonic76 ha detto:

    sembra far west quello che racconti.Purtroppo!

  11. neradalia ha detto:

    Non ha ricevuto attestati di solidarietà, ma al contrario, solo pochi sussurri e accuse di protagonismo e di essere un accentratore. Sono brutti segnali, questi, che ricordano tanto gli ultimi giorni di chi, anni fa, morì per mano della Mafia.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...