.: Rapporto sulla violazione dei diritti del lavoro :.

Cronaca dall’Esterno

Diritto d’autore, emendamento
È la Federazione della Musica italiana (FIMI) a sottolineare il rilievo
di un emendamento che è stato introdotto nelle scorse ore al cosiddetto
disegno di legge SIAE, una piccola ma significativa modifica alla legge
sul diritto d’autore che, se “resisterà” fino al termine dell’iter,
potrebbe rivelarsi importante per molte attività su web. È consentita
la libera pubblicazione attraverso la rete internet a titolo gratuito di
immagini e musiche a bassa risoluzione o degradati, per uso didattico o
enciclopedico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di
lucro.
Fonte: Punto Informatico
.
 

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Vendesi base missilistica in ottime condizioni a prezzi modici. Provvista
di una vasta rete di cunicoli e tunnel. Proprietà stupenda, nel verde, vista
lago, sita in angolo remoto degli Stati Uniti. No testate atomiche.
Sembrerebbe una burla, questo annuncio letto su ebay. Sarà, può
essere anche una burla. Ma se lo è, ci è cascata anche la stampa. Se invece
non lo è, allora… vuol dire che la crisi immobiliare oltre oceano è
davvero seria…
Un articolo sull’argomento lo si può leggere su

Agi.it

 

Cose serie
 

Pubblicato il Rapporto annuale sulla violazione dei diritti del lavoro.
La situazione, anche questa volta, è seria.
 

Partiamo dalle Americhe.
In Colombia dal 2006 è attivo un ufficio che investiga sugli arresti, le
intimidazioni e gli omicidi. Su 1165 crimini denunciati, ai danni di
sindacalisti, solo 56 sono finiti in tribunale e, di questi, appena 10
sono stati condannati. Proprio alla Colombia spetta il record mondiale:
78 sindacalisti uccisi nel 2006.
La violenza però riguarda tutto il continente. La
polizia ha disperso più di una manifestazione di sciopero aggredendo e
arrestando lavoratori in Messico, in Ecuador e in Nicaragua. Anche nelle
zone franche di esportazione sudamericane sono previsti licenziamenti
immediati per chi rivendica. Succede nei distretti tessili dell’Honduras,
della Repubblica dominicana, della Costa Rica e della Giamaica.
Per quanto riguarda il Nord America, e gli Stati Uniti in particolare, gli
ultimi anni di amministrazione Bush hanno favorito il boicottaggio
antisindacale, il cosiddetto “union busting”, e hanno prodotto nuove
leggi a solo vantaggio delle imprese, come la norma che prevede la
qualifica di “supervisor” per molti dipendenti e dirigenti di livello
medio, ai quali è del tutto vietato il diritto associazione e di sciopero.

 

Passiamo all’Asia.
La violenza maggiore si è avuta nelle Filippine, dove la polizia ha caricato
sulla folla in diverse occasioni uccidendo 33 sindacalisti, indicati
come “oppositori del governo”. Nel 2006 la situazione non è migliorata in
Myanmar, dove la giunta militare al potere continua ad arrestare e
condannare al lavoro forzato, ed è decisamente peggiorata in Australia, dove
le nuove leggi dei conservatori hanno fatto multare pesantemente centinaia
di edili per avere scioperato senza preavviso.
 

Un caso a parte è il Medio Oriente.
Quasi ovunque, in Medio Oriente, esiste un solo sindacato rigidamente
controllato dal governo, come in Giordania, Kuwait, Yemen e Siria. La
repressione maggiore si è verificata in Iran, dove un autista di autobus,
Mansour Osanloo, è stato arrestato e tenuto in isolamento per quattro mesi
dopo una manifestazione. In Iraq non è stata ancora approvata la riforma
del lavoro preparata dall’Ilo. Perciò i diritti sindacali sono limitati
al settore privato, dove lo spazio per la contrattazione è già molto
ridotto, considerando lo stato di guerra civile e la criminalità diffusa.
Il conflitto non aiuta i lavoratori neppure in Palestina, considerando le
limitazioni imposte da Israele ai movimenti dei palestinesi. Ma quelli
che stanno peggio in Medio Oriente sono i migranti, spesso provenienti
dall’Asia e in maggioranza donne. Non si contano i casi di sfruttamento
e di abuso in Arabia e nei sultanati. E molti di più sono quelli non
denunciati, perché questi lavoratori sanno di non essere tutelati da
alcuna legge e da alcun, eventuale, sindacato.
 

Spostiamoci ora in Africa.
L’aspetto che più caratterizza il continente africano è l’uso sproporzionato
della forza da parte della polizia per reprimere proteste e scioperi. Allo
sciopero nazionale proclamato dalle due maggiori confederazioni della
Guinea per gli aumenti salariali nel pubblico impiego, a giugno, la
risposta della polizia è stata così violenta da lasciare 21 vittime tra
i manifestanti, attirando sul governo la condanna delle Nazioni Unite,
dell’Unione europea e dell’Unione Africana. Non migliora la situazione
nello Zimbabwe, dove il governo considera i sindacalisti nemici politici
ed è lunga la lista dei licenziamenti antisindacali. In Kenya più di
1000 braccianti delle piantagioni di fiori sono stati liquidati perché
chiedevano migliori condizioni di sicurezza, mentre in Marocco la
Dewhirst Ladieswear di Tangeri ha licenziato 486 operaie tessili per
essersi opposte alle discriminazioni e alle molestie. Il Rapporto
appena pubblicato fa notare
come non sia ancora previsto il diritto di associazione neppure negli
Stati del nord, come Egitto, Libia e Sudan.
 

E per finire, veniamo nella nostra vecchia Europa.
“Meno del 10 per cento delle imprese nell’Europa dell’Est”, scrivono i
curatori del rapporto, “rispetta davvero il diritto di associazione e
di contrattazione”. Gli esempi vanno dalla Federazione russa, con la
sua riforma del lavoro che rende quasi impossibile la contrattazione
e lo sciopero, alla Bielorussia, dove il sindacato è sempre più
controllato dal regime dittatoriale di Aleksander Lukashenko, nonostante
le denunce della comunità internazionale. Sono centinaia, poi, i
licenziamenti senza giusta causa nelle multinazionali in Polonia, e
troppe le storie di repressione e pestaggi da parte della polizia in
Turchia. Anche nell’Europa occidentale, però, si diffonde l’ostilità
verso il sindacato, come denuncia la centrale britannica Tuc, mentre
i belgi accusano il governo di rendere quasi impossibile l’organizzazione
di una manifestazione. Persino la Svizzera non avrebbe rispettato le
osservazioni dell’Ilo riguardo a diversi casi di licenziamenti ingiusti nel 2006.
 

Il Rapporto completo è disponibile in inglese, francese, spagnolo e tedesco,
e può essere interamente scaricato.

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10 risposte a .: Rapporto sulla violazione dei diritti del lavoro :.

  1. Skeight ha detto:

    Certamente la repressione contro i movimenti sindacali non fa lo stesso rumore delle repressioni religiose o di altro tipo… grazie per aver diffuso queste notizie.
    A presto

  2. Skeight ha detto:

    Certamente la repressione contro i movimenti sindacali non fa lo stesso rumore delle repressioni religiose o di altro tipo… grazie per aver diffuso queste notizie.
    A presto

  3. macca ha detto:

    Grazie anche da parte mia, quasi ex Sindacalista della FIOM.
    Cambierò lavoro e decadrà la mia “carica”, ma di certo non mollerò.
    Puoi starne certo.
    Comunque, mi sa, è colpa del Vaticano…
    🙂
    Ciao, caro.
    Daniele

  4. macca ha detto:

    Grazie anche da parte mia, quasi ex Sindacalista della FIOM.
    Cambierò lavoro e decadrà la mia “carica”, ma di certo non mollerò.
    Puoi starne certo.
    Comunque, mi sa, è colpa del Vaticano…
    🙂
    Ciao, caro.
    Daniele

  5. mata63 ha detto:

    I diritti dei lavoratori sono condiderati un lusso. Ormai il problema è trovarlo un lavoro…

    Vuoi rendere schiavo l’uomo? Negagli la dignità. Ed è quello che stanno facendo.

  6. mata63 ha detto:

    I diritti dei lavoratori sono condiderati un lusso. Ormai il problema è trovarlo un lavoro…

    Vuoi rendere schiavo l’uomo? Negagli la dignità. Ed è quello che stanno facendo.

  7. acuacheta ha detto:

    Io cerco casa….. 🙂

    P.S.: certo che i sindacalisti in italia hanno trovato il paradiso!!!
    (meglio non dire che hanno trovato l’America…).
    😀

  8. acuacheta ha detto:

    Io cerco casa….. 🙂

    P.S.: certo che i sindacalisti in italia hanno trovato il paradiso!!!
    (meglio non dire che hanno trovato l’America…).
    😀

  9. napartaud ha detto:

    ..gli spostamenti della violenza, in questo post, sembrano un’entità nascosta… sotto un manto di parole.
    Eppure, sotto di esse… si nasconde un mondo di orrori…
    Sarebbe ora che i potenti non usassero più le parole…
    Au revoir.

    Sinceramente e teatralmente.
    R.M.N.

  10. napartaud ha detto:

    ..gli spostamenti della violenza, in questo post, sembrano un’entità nascosta… sotto un manto di parole.
    Eppure, sotto di esse… si nasconde un mondo di orrori…
    Sarebbe ora che i potenti non usassero più le parole…
    Au revoir.

    Sinceramente e teatralmente.
    R.M.N.

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