.: World Health Statistics 2007 :.

L’OMS ha pubblicato il rapporto “World Health Statistics 2007”, che fotografa il
quadro statistico della sanità in tutto il mondo. Le disuguaglianze tra Paesi
sviluppati e Paesi in via di sviluppo sono enormi
, ma anche all’interno del G7 la
situazione varia molto: il Giappone, per esempio, è primo come performance e ultimo
come spesa sanitaria
, mentre per gli Stati Uniti vale esattamente il contrario.
L’Italia fa registrare buoni risultati, soprattutto in rapporto alla spesa sanitaria
pubblica, la più bassa del G7.
Una descrizione generale del rapporto può essere letta sul sito
dell’Istituto Superiore della Sanità.
 

Entrando nello specifico, all’interno del rapporto c’è anche una interessante
suddivisione dei risultati Paese per Paese, nel documento sull’impatto
delle condizioni ambientali sulla salute, già presentato in un convegno a Vienna
lo scorso giugno. I rischi
ambientali considerati sono l’inquinamento, le radiazioni ultraviolette, i fattori
occupazionali, i cambiamenti climatici e degli ecosistemi, i rumori, l’edilizia,
l’agricoltura e i comportamenti delle persone. Le malattie causate da questi fattori
comprendono diarrea, infezioni respiratorie, asma, malattie cardiovascolari, oltre
agli infortuni e ai disturbi dello sviluppo del sistema nervoso. I dati indicano che
in tutti i Paesi la salute della popolazione potrebbe migliorare molto riducendo i
rischi ambientali: in tutto il mondo si potrebbero evitare 13 milioni di morti ogni
anno
.
E’ interessante notare che nessun Paese è immune dal fenomeno, ma i dati mostrano anche enormi
diseguaglianze: nei Paesi a basso reddito gli anni di vita in buona salute persi a
causa di disabilità (Daly) sono 20 volte quelli dei Paesi ricchi. Tra i più colpiti
ci sono Angola, Burkina Faso, Mali e Afghanistan e la fascia di popolazione più
colpita è quella dei bambini fino a 5 anni, che rappresentano il 74% dei morti per
malattie diarroiche e infezioni alle basse vie respiratorie
. Direi che ne abbiamo
abbastanza per vergognarcene. Per approfondire, rabbrividire ed inorridire, fare un giro
per questo
articolo dell’ISS
.
 

Per quanto riguarda l’Europa, è ancora interessante leggere la parte intitolata
“Taking Action on Health Equity”, finanziata dalla Commissione
Europea, che ha lo scopo di esaminare e affrontare le diseguaglianze sanitarie in 20
Paesi europei, ma anche le differenze fra Stato e Stato. L’Italia ha l’aspettativa
di vita più alta e un’ottima copertura sanitaria per tutta la popolazione, ma il
rapporto nota che permangono significative differenze fra le singole Regioni.
Inoltre la sensibilità verso il problema delle disuguaglianze cambia molto al
variare del clima politico, che pertanto concorre alla salute come tanti
altri fattori.
 

Infine, l’OMS Europa ha sviluppato un database specifico sulla mortalità (“European detailed
mortality database” – DMDB): lo scopo è offrire agli utenti un accesso facile ai
dati sulla mortalità, in base alla classificazione internazionale delle malattie
(“International Classification of Diseases”). Il database contiene i dati di ogni
Paese della regione OMS Europa per causa di mortalità, età e sesso.
Il database è pubblico, ma per poterlo utilizzare è necessario avere una padronanza
sufficiente delle classificazioni Icd-9 e Icd-10
. Tutti possono
usarne le informazioni liberamente, anche se non a scopi commerciali, consultandolo
on line o scaricandolo.
E’ raggiungibile a questo link.

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10 risposte a .: World Health Statistics 2007 :.

  1. storie ha detto:

    pericoloso questo blog…. se ti legge il grillo parlante ci ammorba con altre cazzate!

  2. alex321 ha detto:

    Scusa… non ho capito…

  3. 1KONAN ha detto:

    SENTI ALEX IO HO UN PROBLEMA: LEGGENDO LE CONCLUSIONI DELLA CONFERENZA DI ROMA C’è QUALCOSA CHE NON VA….. CHE DIAVOLO SIGNIFICA “ADATTAMENTO SOSTENIBILE AI CAMBIAMENTI CLIMATICI”? NON SARà MICA CHE IL NS GOVERNO VUOLE FARE DELLE LEGGI E PRENDERE DEI PROVVEDIMENTI PER “ADATTARCI” ALL’INQUINAMENTO CHE NOI STESSI PROVOCHIAMO? MA SIAM DIVENTATI DEI SCEMI OLTRE CHE ESSERE UN PAESE DI PARACULI? MA NON DOBBIAMO AGIRE A MONTE E “RI-ADATTARCI” CON ASSOLUTO RISPETTO ALLA SIGNORA MODRENATURA? NON SAREBBE PIù SEMPLICE E SOPRATUTTO MENO IPOCRITà?

  4. Loreanne ha detto:

    Tredici milioni di vite che si potrebbero salvare…..
    Fa arrabbiare e soffrire pensare ai danni combinati dalle disparità e al fato che esistano angoli di mondo dove non c’è nulla da arraffare e quindi potenzialmente immolati all’indifferenza e l’oblio..

  5. AngyBi ha detto:

    Io sono ancora qua che rimuggino sulla tua frase di ieri e adesso questa cosa.
    Svilupperò una forma d’ansia nei confronti dei tuoi post….Non faccio in tempo ad elucubrare (ho magiato una pagina del Devoto Oli) su un concetto, che mi servi subito qualcosa di nuovo. Come si fa a starti dietro? Devo mettermi i pattini? 😉

  6. Sydbarrett76 ha detto:

    “nei Paesi a basso reddito gli anni di vita in buona salute persi a causa di disabilità (Daly) sono 20 volte quelli dei Paesi ricchi. Tra i più colpiti ci sono Angola, Burkina Faso, Mali e Afghanistan e la fascia di popolazione più colpita è quella dei bambini fino a 5 anni, che rappresentano il 74% dei morti per malattie diarroiche e infezioni alle basse vie respiratorie. Direi che ne abbiamo abbastanza per vergognarcene”

    perchè? fa parte di una sana politica del controllo dei flussi migratori. Scommetto che Cofferati ne è entusiasta…

  7. AngyBi ha detto:

    Cofferati è un po’ SPECIOSO.

    ……..

    😉

  8. acuacheta ha detto:

    Dov’è che c’è un’ “ottima copertura sanitaria”???
    Scusa, non leggo bene…. ho dimenticato gli occhiali….
    😉

  9. utente anonimo ha detto:

    In etiopia gli ospedali ci sarebbero anche, il problema e che sono poco diffusi e non ci sono ambulanze.
    Quando qualcuno sta male sul serio, amici e parenti formano una processione di venti trenta persone e caricato il malato su un letto, lo portano verso l’ospedale.
    Spesso, prima della meta’ del tragitto, la processione diventa quella di un funerale.

    Potra’ non sembrarvi ma si abbiamo un buon sistema sanitario se ci confrontiamo con la media del mondo.

    saluti
    cotopaxi

  10. lorypersempre ha detto:

    La Sanità italiana: dove i medici (non tutti ma molti) abbandonano i malati terminali senza assistenza nè antidolorifici, dove i professionisti non rilasciano ricevuta, dove gli esami di ammissione ai corsi di medicina sono abnormemente truccati … vabbè, pensiamo a qualcosa di più semplice, tipo il cambiamento climatico globale 😦
    Leela

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