.: I fantasmi del nucleare civile. II :.

Seconda parte. Dal 1974 a Tsuruga
 

La prima parte sta qua.
 

Il 1974 non è affatto un buon anno, per l’industria nucleare.
Negli USA, un’inchiesta giornalistica molto coraggiosa dimostra che
più di 3.700 persone che avevano accesso ad armi atomiche hanno dovuto essere
licenziate. Motivi: demenza, decadimento intellettuale, alcolismo. Scoppia
l’ennesimo scandalo.
In URSS, nella centrale di Sevcenko, per un errore avviene una reazione
tra il liquido refrigerante, contenente sodio, e l’acqua. Si genera idrogeno
e soda caustica, questa a sua volta corrode il circuito di trasporto del fluido.
Il risultato è una grossa esplosione.
In aprile, in Austria, c’è il primo caso di terrorismo nucleare. Qualcuno
contamina volontariamente il treno Vienna-Linz con Iodio 131 e Iodio 113. Dodici
persone vengono ricoverate. Gli autori dell’attentato non sono mai stati scoperti.
Intanto in Italia, in maggio, al centro della Casaccia, alle porte di Roma,
Si spacca un recipiente contenente plutonio. Non si sa altro. Non si è mai saputo
altro. Potenza della segretezza.
Negli stessi giorni dell’incidente della Casaccia, negli USA
l’Usaec comunica che 861 anomalie si sono prodotte nel 1973 nei 42 reattori
in funzione; che 371 avrebbero potuto essere serie e che 18 lo furono
realmente (di cui 12 con fuga di radioattività).
Mentre il rapporto dell’Usaec è ancora sui giornali…
una nube radioattiva di trizio si forma per una fuga di gas da un
condotto della centrale di Savannah Mirex, in Carolina. La nube va
lentamente alla deriva ad una altezza di 70 metri.
Altri incidenti di rilievo avvengono in Europa. In Francia, a
Gyf-sur-Yvette, a
60 anni dall’avvio di una fabbrica di radio, nonostante il suo
smantellamento, si libera ancora una radioattività significativa.
L’acquirente del terreno sul quale la fabbrica è situata scopre
in vari punti fonti radioattive che superano 50 volte la dose
massima consentita. In Belgio,
l’acqua della condotta Visé, captata nel Pletron, contiene
da 2 a 3 volte più radon 22 (gas radioattivo) del massimo ammesso
per una popolazione adulta vicina ad una centrale.
 

Nel gennaio 1975, gli USA ordinano la chiusura di 23 reattori per
guasti nel sistema di raffreddamento, vibrazioni anormali e piccole
fughe di gas radioattivo. Non basta: nel marzo c’è un grave incidente
a Brown’s Ferry. C’è il sospetto che nella cabina di comando ci siano
delle correnti d’aria (che non devono esserci); per cercarle, i tecnici
usano una candela e osservano le deviazioni della fiamma… finchè la candela
non gli casca di mano, e appicca
il fuoco a tutti i cavi elettrici bloccando tutti i sistemi di sicurezza.
Si riesce a rimediare fortunosamente.
Sul finire del 1975, ne succedono altre. In Germania, il 19 novembre
muoiono 2 operai nel reattore di Gundremmingen. I due dovevano riparare una valvola,
ma all’improvviso escono 4 litri di vapore radioattivo ad una pressione
di 60 atmosfere e ad una temperatura di 270°C. Nessuna possibilità di salvezza
per i due. Ma il peggiore incidente dell’anno deve ancora succedere, e succede in acque territoriali
italiane.
 

Ogni volta che ripenso a questa storia, mi chiedo come mai in Italia si sia talmente smemorati da non ricordarla. Eppure non è successo secoli fa.
Il 22 novembre 1975, due navi americane, la portaerei J.F.Kennedy e
l’incrociatore Belknap, a bordo della quale vi erano armi nucleari,
si scontrano al largo della Sicilia. Il comandante della sesta flotta americana
lancia l’allarme broken arrow, che indica un incidente
che vede coinvolte armi nucleari. L’incrociatore
Belknap prende fuoco e cerca di raggiungere il porto di Augusta. La bravura dei marinai impedisce il disastro:
l’incendio viene fermato a pochi metri dal magazzino che conteneva le armi
atomiche. Si veda questo bel
documento
😉

 

Nel gennaio 1976, sempre a Gundremmingen, la neve caduta in abbondanza
spezza le linee elettriche che convogliano l’energia prodotta nel reattore.
Questo, spento con la procedura d’emergenza, fu soggetto ad una tale pressione
interna che le valvole di sicurezza si aprirono e liberarono vapore radioattivo.
E non dimentichiamoci di Windscale, che continua a funzionare, e dove
avviene un altro incidente: il reattore contamina di Iodio 131 centinaia
di miglia di territorio.
L’incidente più grave è però quello di Tallin (URSS), dove in ottobre
salta in aria una centrale atomica sotterranea: almeno cento persone sono morte.
Le autorità sovietiche negano ma dopo il 25 ottobre, e per una settimana almeno,
il quotidiano russo ha pubblicato una decina di necrologi ogni numero. In Italia
solo la rivista “Panorama”, nel numero del 30 novembre, ha dato spazio alla
vicenda.
 

Il 1977 è l’anno in cui i terremoti entrano per la prima volta come
protagonisti nel settore nucleare. Siamo in Bulgaria che, anche se all’epoca
era nel patto di Varsavia, è in piena Europa, non lontana come Chernobyl.
Nella centrale di Klozodiy, a causa di un terremoto, salta la strumentazione
di controllo del reattore. E’ solo grazie ai tecnici, che sono riusciti a
fermare la reazione a catena, che l’Europa ha evitato conseguenze gravissime.
In aprile, alla centrale di El Ferrol (Spagna), una fuga radioattiva
contamina oltre 100 persone.
 

Dopo anni e anni di costruzione, finalmente il 26 maggio 1978 arriva
il momento dell’inaugurazione della centrale di Caorso, in provincia di
Piacenza. E’ il giorno del collegamento della centrale con
la rete elettrica e, non appena si mette in moto il reattore, si sono avute
fughe nel reparto
turbine. I tecnici intervengono, e trovano che ci sono valvole che non
tengono, strutture portanti, come i
tiranti che sostengono i tubi del gas radioattivo, mal progettati con
calcoli sbagliati. Insomma, vengono alla luce le magagne del nucleare made
in Italy. Da notare che ancora oggi, in avanzata fase di decommisioning,
la centrale di Caorso viene indicata come un gioiello della tecnologia,
mentre il giorno della sua inaugurazione è stato (caso strano) dimenticato.
 

E veniamo ad uno degli incidenti più gravi di tutta la storia dell’umanità.
Avviene il 28 marzo 1979 a Three Mile Island (USA). Il surriscaldamento del reattore
provocò la parziale fusione del nucleo rilasciando nell’atmosfera gas radioattivi
pari a 15.000 terabequerel (TBq). In quella occasione vennero evacuate 3.500 persone.
L’incidente non è di piccola portata. Per una descrizione in dettaglio, che qui prenderebbe spazio, rinvio
alla apposita voce di Wikipedia. Bruce Springsteen compose ed incise un brano intitolato
“Roulette” che racconta dell’incidente. Lo si trova nell’album “Tracks” del 1998.

 

USA, 1982. Nella centrale di Giuna, uno dei tubi del sistema refrigerante
sì fessura e scarica acqua bollente radioattiva. Dopo l’incidente di Giuna si
scoprono in altre sette centrali oggetti di metallo dimenticati nelle condotti.
Molti impianti sono così fermati perché ritenuti poco sicuri.
 

Ed ora, fermiamoci un attimo, e facciamo una piccola riflessione.
Gli incidenti gravi sono stati molti, fino a questo punto. Da Windscale fino
a Three Mile Island, passando per Garigliano, Gundremmingen e Klozodiy, è
stato un susseguirsi di contaminazioni, nubi radioattive. Cose già gravissime,
e tenute a lungo a tacere. E’ stato possibile tacere sugli incidenti,
e limitare gli scandali, solo grazie alla bravura dei tecnici, che sono
sempre riusciti ad evitare il peggio, cioè in pratica un’esplosione atomica. Ma,
come fanno notare fin dalla fine degli anni ’70 certi ambientalisti acculturati
e non dell’ultima ora o per moda, fino a quando i tecnici saranno in condizione
di evitare un’esplosione nucleare?
In realtà, non importa quel “fino a quando”, perchè nel campo dei botti nucleari,
basta una volta sola, come Hiroshima insegna.
 

Come era fatale che succedesse, prima o poi, i tecnici non possono evitare il peggio
la notte del 26 aprile 1986. L’incidente nucleare in assoluto più grave
di cui si abbia notizia. Il surriscaldamento provocò la fusione del nucleo
del reattore e l’esplosione fu inevitabile. Su Chernobyl si levò al cielo una
nube pari a 12.000.000 di TBq di materiale radioattivo disperso nell’aria
Circa 30 persone morirono immediatamente, altre 2.500 nel periodo successivo
per malattie e cause tumorali. L’intera Europa fu esposta alla nube radioattiva
e per milioni di cittadini europei aumentò il rischio di contrarre tumori e
leucemia. Non esistono dati ufficiali sui decessi complessivi ricollegabili
a Chernobyl dal 1986 ad oggi. Per approfondire, si veda
questo
vecchio post
.
 

Per motivi che sfuggono ai gestori, nel 1990 nella stazione nucleare di
Kruemmel, in Germania, si verifica un’infiltrazione di tritio.
L’hanno dopo si verifica un incidente durante il rifornimento di
carburante nella stazione di Wuergassen. Le autorità tedesche non
forniscono dati circa l’eventuale contaminazione all’esterno dell’impianto!
Sempre nel 1991, mentre va a fuoco la centrale di Olkiluoto, in Finlandia,
dove i tecnici riescono a fare lo spegnimento manuale ed evitare una seconda
Three Mile Island o una seconda Chernobyl, continua il periodo nero del
nucleare tedesco: si surriscalda il reattore nella centarale di Brunsbuttel
e inspiegabilmente va in avaria il sistema di raffreddamento. Anche in
questo caso, grazie ai tecnici la tragedia viene solo sfiorata.
Questa serie di incidenti causa il nascere, in Germania, di un forte movimento
antinucleare, che vede un primo successo nel 1995, quando l’Alta Corte
tedesca decide che la licenza di attività concessa alla stazione di Mülheim-Kärlich
è illegale, a causa della mancata considerazione, in fase di concessione, del rischio
sismico nella zona. Oltre questo, nel 1996 un programma della TV tedesca, Monitor,
svela che la Siemens ha compiuto numerosi errori durante la costruzione della
stazione di Kruemmel.
 

Oltre lo scandalo tedesco, c’è da dire che dal giorno di Chernobyl in poi,
è diventato molto più difficile capire quel che succede. Molti incidenti non
vengono resi noti. Quando qualcuno se ne accorge, vengono omessi dati importanti.
In pratica, dopo la psicosi collettiva generata dall’incidente del 1986, chi
gestisce le centrali si è blindato, ed ogni volta che c’è una fuga radioattiva o
una perdita di materiale, si stende immediatamente un velo di silenzio.
Per tale motivo, gli incidenti successivi sono spesso con dati parziali, senza
che si sappia tutto fino in fondo.
 

Così, si sa che nel 1997, in Germania, un treno trasportante liquido radioattivo
deraglia di fronte alla stazione di Kruemmel, tanto per cambiare.
Molti di più gli incidenti resi noti nel 1999, ma sempre con poca dovizia di
particolari.
L’8 gennaio 1999, in Francia, presso la centrale di Cruas Meysse, scatta
l’allarme radioattivo, 65 persone evacuate. Nell’arco di poche ore, la Electricitè
de France dichiara che era guasto il sistema d’allarme, per cui è scattato da solo,
ma che non c’è stata alcuna fuga. Se questa è la posizione di EDF l’8 gennaio,
non può essere la stessa l’11 marzo quando, a seguito di un allarme alla
centrale del Tricastin, ammette che c’è stato un contaminato
(si badi bene: uno solo).
Due i contaminati, dichiarati ufficialmente, il 16 giugno in Russia, nella centrale
di Seversk, dopo una fuga radioattiva.
Il 23 giugno a Rivno, in Ucraina, principio di incendio nella centrale
nucleare. Ufficialmente domato senza conseguenze. Pochi giorni dopo, il 4 luglio, sempre in
Ucraina, viene fermato un reattore della centrale di Zaporozhie. Alla
stampa viene detto che è stato un blocco solo “per precauzione”, senza specificare
per che cosa.
Passano pochi giorni, e il 12 luglio, a Tsuruga, in Giappone, viene
bloccato in emergenza un reattore a causa della perdita d’acqua. Non vengono
forniti dati nè sulla quantità di acqua dispersa, nè sui livelli radioattivi.
Ecco il mondo dell’industria nucleare dopo Chernobyl. Ma l’epoca dei grandi
incidenti non è affatto terminata…
 

(segue)

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26 risposte a .: I fantasmi del nucleare civile. II :.

  1. macca ha detto:

    Seguivo un dibattito stamani alla Radio (grande mezzo!). In effetti credo che non sia accettabile una politica energetica che prevede l’uso del nucleare, senza prima farne una seria sulle energie alternative. Il che implica un impegno politico e civile assai più serio di quello attuale.
    Daniele

  2. macca ha detto:

    Seguivo un dibattito stamani alla Radio (grande mezzo!). In effetti credo che non sia accettabile una politica energetica che prevede l’uso del nucleare, senza prima farne una seria sulle energie alternative. Il che implica un impegno politico e civile assai più serio di quello attuale.
    Daniele

  3. mata63 ha detto:

    OK Alex, dici che mi conviene suicidarmi o aspetto di essere contaminata? 😀
    PS: L’unica cosa che ho potuto fare per salvaguardare un minimo la nostra incolumità è stato votare No al referendum sul Nucleare in Italia, ma se dietro la porta uno Stato vicino decide di costruire una centrale nucleare, posso solo pregare in aramaico…

  4. mata63 ha detto:

    OK Alex, dici che mi conviene suicidarmi o aspetto di essere contaminata? 😀
    PS: L’unica cosa che ho potuto fare per salvaguardare un minimo la nostra incolumità è stato votare No al referendum sul Nucleare in Italia, ma se dietro la porta uno Stato vicino decide di costruire una centrale nucleare, posso solo pregare in aramaico…

  5. storie ha detto:

    sempre più terribile… poi c’è quel “(segue)” che è ancora più terrificante.

    Tirando le somme, si può affermare che gli incidenti succedono per guasti tecnici dovuti a mancanza di un’attenta manutenzione? oppure è gia la fase di progettazione a fare acqua?

    C’è qualche stato che pur utilizzando energia nucleare riesce a farlo in sicurezza?

    PS: tenendo conto che sono già provata da queste prime due parti sul tema centrali nucleari… cerchiamo di tirare fuori un po di buone notizie, notiziette, piccole piccole…vedi di trovare qualcosa…:)

  6. storie ha detto:

    sempre più terribile… poi c’è quel “(segue)” che è ancora più terrificante.

    Tirando le somme, si può affermare che gli incidenti succedono per guasti tecnici dovuti a mancanza di un’attenta manutenzione? oppure è gia la fase di progettazione a fare acqua?

    C’è qualche stato che pur utilizzando energia nucleare riesce a farlo in sicurezza?

    PS: tenendo conto che sono già provata da queste prime due parti sul tema centrali nucleari… cerchiamo di tirare fuori un po di buone notizie, notiziette, piccole piccole…vedi di trovare qualcosa…:)

  7. Sydbarrett76 ha detto:

    minchia oggi attacco di dissenteria logorroica….dopo leggo tutto

    ma il treno in ucraina? periodaccio eh?
    che tu sappia è lo stesso fosforo dei proiettili?

  8. Sydbarrett76 ha detto:

    minchia oggi attacco di dissenteria logorroica….dopo leggo tutto

    ma il treno in ucraina? periodaccio eh?
    che tu sappia è lo stesso fosforo dei proiettili?

  9. IenaRidens79 ha detto:

    Domani mattina mi alzero’ -spero di non morire prima- usciro’ di casa, prendero’ la metropolitana, come al solito, ma questa volta invece di inserire il biglietto del cazzo, bip & go, nell’apposita macchinetta, prendero’ a calci i tornelli elettronici, finche’ non cadranno a pezzi e faro’ lo stesso con la guardia giurata che si avvicinera’ a me, per poi scappare.

    Saliro’ sul primo autobus che passera’ ovviamente in ritardo e per ogni minuto di ritardo prendero’ a calci il poveraccio (autista) di turno. Scendero’ dall’autobus e comprero’ Porta Portese. Inizero’ a leggere gli annunci di case in affitto e chiamero’ la Guardi di Finanza, facendo segnalazioni anonime per tutte le case o le stanze il cui prezzo risulti troppo elevato, secondo i miei canoni, cioe’ per tutte. Richiedero’ di fare un controllo, con la speranza che i proprietari non abbiamo fatto alcun tipo di contratto. Particolare attenzione daro’ ai bilocali, di solito cantine adibite ad uso abitativo.

    A questo punto la mattinata sara’ ormai finita e quindi avro’ bisogno di mangiare. Andro’ nella pizzeria che non mi fa mai lo scontrino, mangero’ fino a farmi scoppiare lo stomaco e poi mi daro’ alla fuga. Con lo stomaco pieno si ragiona meglio e quindi inziero’ a fare cose piu’ intelligenti, come fare il pieno e non pagare la benzina, come passare in tutte le zone a traffico limitato con la targa coperta e il volto coperto da un passamontagna del cazzo, sfondando le telecamere poste qua e la’.

    La giornata volge al termine, ma io ho ancora qualcosa da fare, la cosa piu’ importante: farla in un sacchetto e gettare il sacchetto davanti all’ingresso di Montecitorio, ma li’ poi dovro’ correre davvero.

    Tornero’ a casa, stanco, ma soddisfatto della mia giornata passata a richiamare alcuni degli onesti cittadini Italiani ai loro doveri.

    Opssss…Quasi quasi dimenticavo che passando davanti alla stazione Termini, potrei richiamare l’attenzione di quei criminali e usurai dei tassisti, mandandoli gentilmente a cagare e dichiarando pubblicamente che sono dei ladri criminali. Ovviamente questa sara’ la cosa piu’ pericolosa, dato che i tassisti, criminali, lo sono davvero!

    Iena 4ever!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  10. cavalierginevra ha detto:

    ..ienaRidens, per un momento ho pensato che te la volessi prendere anche con me! 😀
    (..ave alex, caffè cum bayles te salutat!..) ;D
    ..cavaliera con bayles..

  11. domdin ha detto:

    Nel gennaio 1975, gli USA ordinano la chiusura di 23 reattori per guasti nel sistema di raffreddamento, vibrazioni anormali e piccole fughe di gas radioattivo. Non basta: nel marzo c’è un grave incidente a Brown’s Ferry. C’è il sospetto che nella cabina di comando ci siano delle correnti d’aria (che non devono esserci); per cercarle, i tecnici usano una candela e osservano le deviazioni della fiamma… finchè la candela non gli casca di mano, e appicca il fuoco a tutti i cavi elettrici bloccando tutti i sistemi di sicurezza. Si riesce a rimediare fortunosamente.

    Questa cosa mi sconcerta più di tutte.

    Per quanto un processo può essere sicuro e semplice da gestire (non credo che una centrale nucleare sia semplice da gestire) un intoppo può sempre capitare. Come in un certo senso si dice nel post: “non importa quando ma il fatto che accrà”. Finché all’intoppo si scatenano eventi marginali o comunque non catastrofici, beh… si può anche rischiare, ma quando all’intoppo si scatena sempre una catastrofe, allora non ne vale mai la pena.

  12. ladolcetempesta ha detto:

    ale’ passa da napoliblog

  13. ladolcetempesta ha detto:

    e l’invito a passare in napoliblog
    link di alex
    di solito si parla anche di cazzate

  14. alex321 ha detto:

    Ma infatti, Domdin, sono queste le cose che mi sconcertano davvero! E’ dall’800 che si sa bene che *non è il caso* di entrare con fiamme libere in un locale pieno di cavi elettrici…

  15. ladolcetempesta ha detto:

    scusami alex non conoscendo la persona se non per aver eltto in giro non volevo dire cazzate dicendo la mia ma il parere dei napoletani che ci vivono sara sicuramente piu obiettivo del mio
    ps
    il secondo commento e mancante di un pezzo voleva essere un’invito ai tuoi ospiti napoletani a passare di li per dire la loro vado a farmi na macchinetta di caffe se no maddormento dal caldo ne vuoi 🙂

  16. acuacheta ha detto:

    Segue…??
    Marò…

  17. acuacheta ha detto:

    Segue…??
    Marò…

  18. macca ha detto:

    Buongiorno.
    Come va?
    Spero sia una buona giornata, anche se i temi che affronti sono davvero inquietanti.
    Daniele

  19. alex321 ha detto:

    .: I fantasmi del nucleare civile. I :.[..] Scusate il doppio post odierno, ma ieri nei commenti è volata questa idea, ed eccomi all’opera. Non è possibile farne un unico post, perchè sarebbe troppo lungo. Pertanto, questa è una prima parte. Prima parte. Dalle origini al 1973 Dopo la scope [..]

  20. alex321 ha detto:

    .: I fantasmi del nucleare civile. III :.[..] Terza parte. Tokaimura La prima parte sta qua. La seconda parte invece sta qua. Il 30 settembre 1999 è il giorno di passione di Tokaimura 130 km a nord est di Tokio. Parlare, raccontare, di Tokaimura come di un incidente nucleare, è qualcosa che [..]

  21. alex321 ha detto:

    .: I fantasmi del nucleare civile. IV :.[..] Quarta ed ultima parte. Dal 1999 ad oggi La prima parte sta qua. La seconda parte invece sta qua. Infine la terza parte è qui. Il resto del 1999, dopo Tokaimura, non è stato affatto tranquillo. E’ anzi stato caratterizzato da un ottobre caldo: i [..]

  22. alex321 ha detto:

    .: I fantasmi del nucleare civile. IV :.[..] Quarta ed ultima parte. Dal 1999 ad oggi La prima parte sta qua. La seconda parte invece sta qua. Infine la terza parte è qui. Il resto del 1999, dopo Tokaimura, non è stato affatto tranquillo. E’ anzi stato caratterizzato da un ottobre caldo: i [..]

  23. utente anonimo ha detto:

    Play texas hold em.[..] Play texas hold em. [..]

  24. Spectrix ha detto:

    Chissà perché dopo tutto si continua ancora a usare il nucleare…. ci saranno interessi che vengono taciuti. E con questo ho detto tutto…. 🙂

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