.: Punta d’Iceberg :.

Aggiornamento: C’è per caso qualcuno che lavora in TNT (il corriere)? Se sì, mi contatti, please. Qui accanto sulla colonna laterale c’è il mio indirizzo mail.
 

Premessa. Nel mio post di ieri ho detto: “c’è qualcosa
di nuovo che mi preoccupa fortemente, che sta avvenendo in Campania.
Qualcosa che forse mi spinge a scrivere e prendere posizione.”
Siccome cerco sempre, entro gli umani limiti, di mantenere la parola,
ecco la mia preoccupazione, e la mia presa di posizione.
 

Sono molto preoccupato.
Un giornalista mi ha mandato un articolo in anteprima, non ancora
pubblicato, perchè mi cita, e quindi ha (giustamente) reputato
opportuno farmelo prima leggere.
Alla fine dell’articolo, citando interviste ad altre persone, ho
letto questo orrore di stampa, che ha destato la mia preoccupazione:
 

“I Camorristi hanno capito che se continuano così finiranno col perdere il
sostegno della popolazione. Hanno capito che devono smettere. Secondo le
inchieste più recenti, infatti, la Camorra, timorosa di perdere il controllo
del territorio starebbe utilizzando il porto di Napoli per spedire i rifiuti
tossici in Africa e in Cina, con una rilevante diminuzione dei grandi reati
contro l’ambiente in Campania.”
 

Trattandosi di un argomento tanto spinoso quanto pericoloso, sento
l’esigenza viva di dover smentire questo passaggio.
 

Partiamo dalla camorra.
Chi in vita sua non ha mai fatto attività antimafia, magari può cascare
in questo errore. Viceversa, chi ne sa qualcosa, ma appena “qualcosina”,
sa bene che la camorra non ha alcun timore di perdere il controllo del
territorio. Eventualmente, la mafia siciliana o la sacra corona unita
potrebbero avere un problema del genere, ma non un clan campano o una
‘ndrina calabrese, che sono mafie strutturalmente diverse.
Il controllo del territorio in Campania (ma anche in Calabria) è basato
su meccanismi diversi rispetto alla semplice intimidazione o alla sola
attività estorsiva. Il controllo campano è totale, ed investe tutti i
settori della società, soprattutto le attività economiche. Attività che
gestiscono “in nero” uomini e mezzi, facendo lavorare, pagando stipendi,
sostituendosi a normali datori di lavoro. In pratica, è sul giro di
soldi che costruiscono il loro consenso sociale. Consenso che pertanto
non perderanno affatto continuando a spargere rifiuti industriali in
giro per la Campania settentrionale, e lo sanno bene i clan.
Non afferrare il meccanismo che sta alla base del potere camorristico
significa commettere una svista gravissima.
Ovviamente qui ho semplificato la cosa, per motivi di spazio, ma la si
può approfondire, se qualcuno lo reputasse opportuno.
Le prove che si tratti di una svista, ci sono eccome.
 

Secondo quelle “inchieste più recenti” citate nel testo, la camorra
non ha spedito rifiuti all’estero per il timore di perdere il controllo,
ma solo per soldi: in Cina quei materiali sono arrivati non come rifiuti,
ma come materia da riciclo, pertanto sono stati i cinesi a pagare la
camorra, che ha incassato fior di quattrini. Se avessero dovuto essere
loro a pagare i cinesi, non sarebbe partito nulla.
 
Tutto questo, è scritto agli atti di quelle “inchieste recenti”.
Inutile poi citare l’uso del porto di Napoli, che è sotto controllo
criminale fin dai tempi di Achille Lauro, cioè dagli anni ’40
del XX secolo. Il porto è usato ancora oggi, eccome, ma per vendere
merci. Quando un rifiuto non è riutilizzabile come merce, cioè non
è più vendibile, allora non prende la via del porto, ma quella delle
campagne di casa nostra.
 

Ovviamente, per motivi di segreto istruttorio, non posso parlare
di quelle inchieste che invece sono ancora in corso, ma anche senza
fare nomi mi è possibile sottolineare l’aspetto che trovo più
preoccupante, che è quello dei traffici transfrontalieri terrestri che,
come forse sfugge a chi ha rilasciato l’intervista, sono di gran lunga
superiori come volume (in milioni di tonnellate) a quelli marittimi.
Dopo l’entrata in UE di quasi tutta l’Europa dell’Est, i controlli
doganali verso queste nazioni sono praticamente scomparsi (mentre alle
dogane marittime si tenta invano di rafforzarli). Si tratta di nazioni
che sono entrate in Europa, ma non hanno ancora una legislazione secondo
standard europeo in materia di rifiuti.
Riassumendo, io mi preoccuperei (e infatti me ne sto occupando nella
mia attività di queste settimane) di Ungheria e Romania, prima di ogni
altra cosa. E’ un settore che in questi ultimi mesi ha ricevuto spinte
fortissime, in ascesa perenne.
 

A proposito di ascesa. La frase incriminata che ho citato all’inizio
parla di una “rilevante diminuzione dei grandi reati contro l’ambiente
in Campania”. Rilevante diminuzione che non si vede, se non commettendo
qualche evidente forzatura.
Secondo tutte le fonti ufficiali disponibili, dal ministero dell’Interno
al Corpo Forestale, e fino a Legambiente ed alle procure della
Repubblica, si osserva invece una costanza nel tempo delle operazioni
malavitose in materia ambientale. Forse i reati diminuiscono perchè
la scorsa legislatura ha depenalizzato un bel po’ di reati. Ma il
dato di fatto è che c’è un aumento del giro d’affari. Più soldi, a
ritmo più alto del tasso di inflazione. E più soldi vuol dire più
traffici. Vuol dire che l’ecomafia campana gode di ottima salute,
senza alcun timore di perdere quel controllo del territorio.
A dirla tutta, è proprio il timore da parte camorrista, quel che
in Campania non si vede.
 

Già sabato 19, alla manifestazione di Napoli, mi è capitato di
ascoltare un paio di interventi piuttosto preoccupanti: entrambi
iniziavano con la frase “La Campania in passato è stata meta di
grandi traffici di rifiuti”. E’ preoccupante il tempo verbale
usato. La Campania è ancora meta di traffici. Oggi anche più di ieri.
Se si fa il confronto tra il 2002 ed il 2006… oggi siamo davanti
a quasi un raddoppio dei volumi di rifiuti entrati clandestinamente
nella regione.
La risposta è stata la deviazione dell’opinione pubblica, spinta
verso la disperazione e la rabbia causata dall’emergenza dei rifiuti
ordinari. Qualcuno potrebbe pensare che questa deviazione sia stata
calcolata, forse.
Mi meraviglio che proprio in Campania si possa cascare in trappole
di questo tipo.
A mio avviso, è necessario non abbassare la guardia. La camorra non
solo continua i suoi traffici, ma li estende. Ed il business cresce.
 

E l’emergenza non può finire, perchè altrimenti cadrebbe la grande
copertura, di cui certa industria ha bisogno per smaltire a basso
costo i suoi rifiuti. E per smaltire a basso costo, c’è poco da
investire in navi verso l’estero. C’è la Campania. E non solo lei, ma
questo non lo approfondisco perchè finirei molto lontano.
 

Solo in Campania poteva succedere qualcosa di una simile portata. A
partire dal 1991, quando grazie ad un accordo collusivo forte tra politica,
camorra, massoneria e servizi segreti legati a potentati industriali, furono
autorizzate grandi importazioni di rifiuti industriali extraregionali,
gestiti in Campania da aziende di camorra che, grazie ad appalti
per la raccolta dei rifiuti nei comuni, avevano il patentino d’accesso
alle discariche pubbliche o erano titolari di discariche private.
 

Solo in Campania, resa colpevolmente pattumiera del mondo industriale che
ha necessità di risparmiare soldi sullo smaltimento dei propri rifiuti,
potevano riempirsi le discariche con largo anticipo e con rifiuti che
non possono essere tombati in discarica. Causando un’emergenza che,
dal punto di vista dei clan, “ci voleva, era necessaria”.
 

Oggi, gli smaltimenti illeciti continuano, e crescono anche. Hanno
solo “cambiato stile”, mascherandosi come se fossero qualcosa di
lecito. Forse per questo si ha l’impressione che ci siano meno reati:
perchè quando gli sversamenti tossici riescono a mascherarsi bene,
ottengono incredibilmente anche le autorizzazioni amministrative dalle
istituzioni competenti. Tutto regolare. Nessun reato.
Se ne potrebbero fare di esempi. Da quello di una discarica abusiva
in zona orientale/vesuviana, che oramai seguo a giorni alterni, ed
a giorni alterni trovo nuovi materiali depositati (comprese polveri
di strana natura multicolori), fino a quello di un altro sito a nord
di Napoli dove ancora oggi occorre andare “ammacchiati”, senza farsi
vedere.
 

Se si perde di vista questo punto fondamentale, e si arriva a
credere che la camorra abbia timori sul controllo territoriale e
vada spontaneamente altrove (che è più o meno equivalente al credere a
Babbo Natale), si rischia grosso. Si rischia il futuro della Campania.
 

Poi, ovviamente non chiedo a nessuno di fare della sana antimafia, perchè
è normale che non tutti se la sentano, soprattutto in Campania.
Proprio sabato, prima della manifestazione, mi è toccato sentire frasi
come “quando vedo un fuoco tiro dritto. Che chiamo a fare? Tanto non verrà
nessuno”. Ovvio che per me, che nell’anti-ecomafia ci sono impegnato a
tempo pieno, è una dichiarazione inammissibile, però comprendo
il considerare “più salubre” il tirare dritto. Ma almeno… bisogna cercare di
non farsi sviare.
 

Queste “sviste” che ultimamente noto, mi preoccupano. Molto.
Non abbiamo bisogno di spegnere gli allarmismi dicendo che la Campania in
passato era meta di traffici illeciti che ora vanno in Cina o in Africa. Non
solo non è vero (in Cina vanno rifiuti riciclabili), ma è una deformazione
della realtà. Magari vedessimo una camorra timorosa di perdere qualcosa,
saremmo già a buon punto. Se la camorra avesse timori, anche la stessa emergenza
rifiuti sarebbe alle ultime battute, poichè costituisce solo la punta d’iceberg
dell’ecomafia campana.
Non abbiamo bisogno di gonfiare o sgonfiare fenomeni.
Ci basta la realtà che abbiamo davanti agli occhi. Senza disinformazione
o distorsione dell’informazione.

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23 risposte a .: Punta d’Iceberg :.

  1. fraba ha detto:

    analitico, lucido e come sempre, efficace.

    La domanda mi sorge come sepmre spontanea: perchè io, povero ignorantello iedealista, devo leggere queste cose su un blog e non devo essere informato da chi dovrebbe farlo?

    PS – perdona il tono, ma sono molto incazzato.
    Il sit-in dubito che lo si faccia a breve e la cosa mi fa incazzare come una iena. Riesco solo a trovare gente che pensa ancora di “protestare” con gesti politici (petizione firmata da membri di spicco della società napoletana…(SIC!))
    Vabbè, buona giornata….

  2. alex321 ha detto:

    Oggi sono in vena di provocazioni, e quindi rispondo provocatoriamente 😉
    Ma perchè, scusa, un blog non fa parte di “chi deve informare”?
    Se di un blog ti fidi, è una fonte di informazioni 🙂
    Per il sit-in… si potrebbe anche fare qualche altra cosa, sempre in stile provocatorio.

  3. minpepp ha detto:

    Com’è vero quello che scrivi! E’ un altro punto in discussione coi miei colleghi/tuoi conterranei fuggiti versi lidi più salubri: non puoi aspettarti che la gente comune faccia la guerra alla camorra, e non solo perché ha paura di beccarsi una scarica di piombo nel petto, ma perché ha una famiglia da sfamare, e la camorra gli dà il lavoro per portare a casa il pane. Lavoro nero, certo, ma la priorità del campano con famiglia a carico è quella di portare il pane a casa, non combattere per i suoi diritti, e men che meno mordere la mano di chi gli dà da mangiare, foss’anche la camorra!
    Ed io mi zittisco… 😦

  4. fraba ha detto:

    Non è questo il punot, alex, e tu lo sai.

    Io leggo i blog. Mia mamma, mio padre e mia sorella, tanto per citare le persona a me più vicine, non lo fanno. E certe cose quindi per loro, risultano astruse. Non solo.

    Io so per certo che quello che tu scrivi è attendibile, serio, verificato e giornalisticamente corretto. Ma lo so io, questo è il punto. Tutti gli altri?

    Se le informazione che tu diffondi fossero state di dominio comune già da un po di tempo, probabilmente oggi non saremmo in questa condizione agghiacciante.

    Riguardo al sit-in, magari ne parliamo sabato. 😉

  5. storie ha detto:

    Non credo ci sia bisogno di leggerlo sul giornale: la gente apre la finestra ongi mattina…Lo stesso per gli sversamenti la notte e i fuochi…

    I cittadini non son spesso persone ingare, innocenti, imparurite dalle circostanze. Dove finisce il cittadino e dove inizia il camorrista? e il politico?

    Come l’immondizia sta da 13 anni sui marciapiedi, anche il resto è li sotto gli occhi di tutti.

    Il problema semmai è che non fa effetto.

  6. marcociano ha detto:

    Interessante ed inquientante ciò che hai scritto. Ultimamente leggo spesso il tuo blog. Complimenti.

    @fraba: I blog servono anche a fare informazione. In questo momento i blog rappresentano una moda soprattutto tra i giovani. Un moda che può anche informazione.

    Intanto, in queste ore, si parla nuovamente della riapertura della discarica di Difesa Grande ad Ariano Irpino.
    Vi ricordo che la discarica è posta sotto sequestro dall’ottobre 2006.
    Vi sembra normale che un decreto-legge possa andare contro un provvedimento giudiziario?
    Noto una certa incostituzionalità. Alex cosa ne pensa?

  7. alex321 ha detto:

    Marco, quel decreto legge è stato studiato apposta per aggirare la magistratura.
    E Difesa grande, oltre ad essere esaurita e sotto sequestro, è anche in zona sismica e soggetta a frane…

  8. elisewinfox ha detto:

    Alex scrive:
    “E l’emergenza non può finire, perchè altrimenti cadrebbe la grande copertura, di cui certa industria ha bisogno per smaltire a basso costo i suoi rifiuti.”
    Condivido pienamente questo concetto, ed è tristemente avvilente! L’emergenze servono a giustificare ed a nascondere “cose molto più grosse”. Dunque ne usciremo mai? Forse “momentaneamente” forse “solo in apparenza”…
    Sempre Alex:
    “Non abbiamo bisogno di gonfiare o sgonfiare fenomeni.
    Ci basta la realtà che abbiamo davanti agli occhi. Senza disinformazione o distorsione dell’informazione.”
    Questo sarebbe il Giornalismo, nel senso puro del termine, il problema che troppo spesso sono in pochi a farlo! Ben vengano dunque i blog, il passa parola, i libri denuncia!

    Curiosità personale: hai fatto presente la notizia “errata” al tuo amico giornalista? Se si, ha modificato l’articolo?

    A fraba:
    “Riesco solo a trovare gente che pensa ancora di “protestare” con gesti politici”

    Per esperienze personali, purtroppo i gesti “non politici” trovano il tempo che trovano… e soprattutto spaventano la maggior parte delle persone, allontanandole dalla causa, quale essa sia.
    Se fai troppo casino, passi per visionario,per isterico, per poco affidabile… Secondo me, invece bisogna proprio usare gesti politici per fare pressione sui politici. Combatterli con le loro armi,e con la GIUSTA informazione. Ed utilizzare il mezzo più potente che abbiamo: IL VOTO!
    PS: … forse l’idealista sono io … 😉

  9. marcociano ha detto:

    Per la magistratura, la discarica, rappresenta il corpo del reato. Riaprendola si andrebbe ad alterare lo stato attuale. Ma in che Stato viviamo?
    Il potere legislativo contro quello giudiziario.

    Un’altra cosa: la discarica di Difesa Grande in pratica è privata. Gestita dall’ASI-DEV. Il Comune poco tempo fa ha chiesto alla Regione Campania i fondi per bonificare Difesa Grande. La Regione dice non poter fare nulla proprio perchè è privata. Tutto questo mi suona strano. In pratica la salute dei cittadini è a discrezione di privati.

  10. Woods ha detto:

    sembra un problema senza soluzione, come un buco nero di cui non si vede la fine ma che, anzi, si allarga sempre di più.
    ma la gente, oltre a protestare, perchè non si rimbocca un pochino le maniche?
    ho visto immagini di rifiuti che comprendevano anche carta, cartone e legno: magari provare a dividerli dal resto? già si otterrebbe una diminuzione dei volumi e una possibilità di veloce eliminazione (anche eventuale incenerimento, sigh!) per questo tipo di materiali. I rifiuti del cibo? possono essere concime!
    sono ancora troppo idealista?

  11. alex321 ha detto:

    Mi sa che siamo tutti troppo idealisti…

  12. storie ha detto:

    no, è che siamo in pochi….non idealisti.

  13. lavalanga ha detto:

    Il tuo di libro è ancora per strada, ma quelo che scrivi nel blog è pari pari quello che ho finito di leggere in “Gomorra” di Saviano: la camorra è talmente pervasiva che forse solo una bella eruzione del Vesuvio potrebbe far tabule rasa per un nuovo inizio.
    O forse no, ché sono stati scoperti sversamenti anche nel suo cratere…

  14. dilaniagrini ha detto:

    mah, giornalisti, sempre gli ultimi a sapere le cose. In anteprima ti dico che la camorra ha appena acqusitato (storto) a Star trek il tele trasporto con il quale invierà i riufiuti su venere. si dice che quelli di star trek non abbiano pagato i pedaggi interstellari… minchiate a parte concordo con te, se non si sta attenti ai termini tra qualche mese qualcuno dirà che la Campania aveva in passato problemi di rifiuti… SMK

  15. mata63 ha detto:

    Leggo e non intervengo, vado di fretta in questo periodo. Però ti lascio un abbraccio e un “continua così”.
    Ciao Alex. M.

  16. utente anonimo ha detto:

    boh, rileggo qui le cose che ho letto già in Gomorra, e mi trovo di nuovo a pesarci: speravo di non arrivare mai a dirlo, ma forse è arrivato il momento: napoli è irrecuperabile..sono troppi anni che la “malavita” è entrata nella nostra concezione di normalità, e non parlo solo dei camorristi, tutta la città appoggia e si appoggia sull’inciviltà, il problema non sono solo i camorristi: chiunque si possa ritenere una “brava persona”, è poi il primo che lascia la macchina in seconda fila, o che comunque tacitamente appoggia questo sistema del cazzo..
    ormai se uno viene scippato nei quartieri spagnoli il commento tipico è: vabè, è normale, stava nei quartieri..
    no dico, ma cazzo, ci rendiamo conto!?!? è nomale che una persona venga scippata in una zona di napoli?? è normale? e il massimo che il municipio fa (udite udite) è regalare orologi di plastica ai turisti..NO COMMENT..

    Raffaello

  17. desiderio947 ha detto:

    Segnalo quest’articolo della Gazzetta del Mezzogiorno del 21 u.s. dal cui si evince che il problema dei rifiuti non è circoscritto alla Campania, ma è una drammatica questione nazionale sulla quale si giocherà la credibilità delle classi dirigenti.

  18. Vamax70 ha detto:

    L’unica via di uscita è insegnare e costringere la gente a fare la raccolta differenziata. Solo che girando per la città si vedono cose che fanno capire che l’inciviltà e l’ignoranza sono troppo radicate nel tessuto sociale di Napoli.
    Oggi ho fatto nell’arco di 200 metri alcune foto che sono eloquenti.

    P.S.: Sia la libreria Guida Merliani e sia Fnac non hanno il libro di Alessandro. Mi dite dove posso trovarlo sicuramente?

  19. utente anonimo ha detto:

    Ciao Vamax,
    la cosa migliore è rivolgersi ad una libreria che usa il catalogo di IBS.
    Qualche dritta la trovi su:
    http://rifiuti.alessandroiacuelli.net
    Ciao
    Ale

  20. lorypersempre ha detto:

    A Bruxelles ho scoperto che un mio amico ora si occupa di procedure di infrazione in Italia, tra le quali i rifiuti. Gli ho chiesto cosa ne pensava della ravità della situazione campana. Mi ha risposto che in Italia discariche abusive ce ne sono tante al sud quante al nord.
    Mah, sarà…
    Leela

  21. alex321 ha detto:

    Non è sbagliato, Leela. Il punto è vedere chi le controlla… 😉

  22. alex321 ha detto:

    .: Vie dei rifiuti. T2 – Last call :.[..] Cronaca dall’Esterno Bancarelle Mostra mercato delle edizioni che nel secolo scorso hanno portato la cultura nelle case degli italiani. Per bibliofili, collezionisti, appassionati e curiosi. Fonte: Castellarquato.net. Vie dei rifiuti Ne abbiamo [..]

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