.: Dove va l’informazione indipendente? :.

Non lo so se sia casuale o meno, ma ho il forte dubbio che potrebbe non
esserlo. Il dubbio, non la certezza. Quindi essendo in dubbio, meglio se
mi confronto con voi qui.
Che in una città come Napoli, realtà di grandi dimensioni, dove le energie
e le persone disposte a mettersi in gioco certo non mancano (anche se non
sono la maggioranza della popolazione), chiuda una testata d’informazione
indipendente già suona stonato… ma per carità, sono cose che possono
succedere.
Se nell’arco di una settimana ne chiudono due, allora se permettere subito
salta la pulce all’orecchio. O no?
(il fatto poi che entrambe abbiano chiuso subito dopo avere intervistato
il sottoscritto, fa venire il dubbio supplementare che sia io a portare
sfiga, ma questa è un’altra storia.)
Fatto sta, che in rapida sequenza sono cadute prima
Alternapoli e poi
Miniver. Unite da una
circostanza (oltre l’intervista al sottoscritto): quella di non avere
“dietro” un padrino politico o una lobby economica, ma di essere voci
libere.
La città ha un milione di abitanti, e se si aggiunge l’hinterland si
arriva a due milioni e mezzo di abitanti; pertanto è un po’ difficile che
non si trovino persone disposte a scrivere. Certamente ci deve essere dietro
anche altro. Nel caso di Miniver potrebbe trattarsi di carenza di lettori,
ma da questo problema Alternapoli appare piuttosto immune.
Napoli non è un bacino facile? Certamente è vero, ma non so se si tratti
di questo.
Fatto sta che questa doppia chiusura è stata davvero un dispiacere, oltre
che un danno per tutto il settore dell’informazione indipendente nonchè
un segnale preoccupante.
Quali potrebbero essere le altre ipotesi plausibili?
 

Non sto provocando. Sto chiedendo sul serio.
Qualcuno potrebbe interpretarla come una provocazione perchè
notoriamente alcuni redattori sia di Alternapoli sia di Miniver
leggono questo blog. E’ vero, ci conosciamo, per cui avrei potuto
anche alzare il telefono direttamente, ma preferisco una chiacchierata
qui, così magari altre persone possono dare qualche idea, o suggerire
qualcosa.

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27 risposte a .: Dove va l’informazione indipendente? :.

  1. storie ha detto:

    nn capisco i motivi della chiusura di alter e di miniver. Dici che non ci sono redattori? questo il motivo?

  2. FuoriTempo ha detto:

    Il manifesto, nonostante l’intervista di qualche tempo fa, ancora resiste però…:-)

  3. umader ha detto:

    Non sono un esperto di queste cose, ma così a caldo mi sento di dire questo.
    L’affare dei rifiuti tossici in Campania è grosso, ma grosso assai, e la gente ne sta iniziando a prendere pian piano coscienza, anche grazie all’opera meritoria come il blog e il libro di Alex. Tutto ciò al potere criminale non piace. E quando il potere vede che “ò pappece” sta iniziando seriamente a scavare “ò pertùso”, reagisce con violenza e zittisce le voci non allineate. Alex, prendilo come un segnale che hai in qualche modo colto nel segno (scusa il gioco di parole, ma credo che il pensiero si capisca).

  4. napartaud ha detto:

    Ho qualche presagio… qualche uragano di pensieri troppo grande da affrontare… eppure, la gente che ha coraggio (e Napoli ne è piena) deve andare avanti.
    Dire sempre no ai potenti, al malaffare, alle strizzatine d’occhio, ai taciti accordi… a tutto ciò che fa male alla vita.
    Au revoir.

    Sinceramente e teatralmente.
    R.M.N.

  5. minpepp ha detto:

    Te l’avevo detto che per qualcuno saresti stato un spina nel fianco (come direbbero ad Oxford, a pain in the ass)… vedi che c’avevo raGGGione??? ;-)))

  6. aneres- ha detto:

    buondì buondì buondììììììììììììì

  7. alex321 ha detto:

    Ragazzi non fraintendete! Le due testate hanno chiuso per problemi loro! Io non c’entro, era una battuta! 😉

  8. santamargherita ha detto:

    So che vado fuori tema, ma per oggi concedimelo :))))

    PAZZA INTER
    Lo sai per un gol
    io darei la vita….la mia vita
    Che in fondo lo so
    sarà una partita….infinita
    E’ un sogno che ho
    è un coro che sale….a sognare
    Su e giù dalla Nord
    novanta minuti …per segnare
    Nerazzurri
    noi saremo qui
    Nerazzurri
    pazzi come te
    Nerazzurri
    Non fateci soffrire
    ma va bene… vinceremo insieme!
    Amala!
    Pazza Inter amala,
    E’ una gioia infinita
    che dura una vita
    Pazza Inter amala!
    Vivila!
    questa storia vivila
    Può durare una vita
    o una sola partita
    Pazza Inter amala!
    E continuerò
    nel sole e nel vento… la mia festa
    Per sempre vivrò
    con questi colori…. nella testa
    Nerazzurri
    io vi seguirò
    Nerazzurri
    sempre lì vivrò
    Nerazzurri
    questa mia speranza
    E l’assenza
    no non vivo senza!!!
    Amala!
    Pazza Inter amala
    E’ una gioia infinita
    che dura una vita
    Pazza Inter amala
    Seguila!
    in trasferta o giu’ in città
    Può durare una vita
    o una sola partita
    Pazza Inter amala
    Là in mezzo al campo c’è un nuovo campione
    È un tiro che parte da questa canzone
    Forza non mollare mai!!!
    AMALA!!!
    Amala
    Pazza Inter amala
    È una gioia infinita
    che dura una vita
    Pazza Inter amala
    AMALA!!!!

    CAMPIONI D’ITALIA

  9. santamargherita ha detto:

    So che vado fuori tema, ma per oggi concedimelo :))))

    PAZZA INTER
    Lo sai per un gol
    io darei la vita….la mia vita
    Che in fondo lo so
    sarà una partita….infinita
    E’ un sogno che ho
    è un coro che sale….a sognare
    Su e giù dalla Nord
    novanta minuti …per segnare
    Nerazzurri
    noi saremo qui
    Nerazzurri
    pazzi come te
    Nerazzurri
    Non fateci soffrire
    ma va bene… vinceremo insieme!
    Amala!
    Pazza Inter amala,
    E’ una gioia infinita
    che dura una vita
    Pazza Inter amala!
    Vivila!
    questa storia vivila
    Può durare una vita
    o una sola partita
    Pazza Inter amala!
    E continuerò
    nel sole e nel vento… la mia festa
    Per sempre vivrò
    con questi colori…. nella testa
    Nerazzurri
    io vi seguirò
    Nerazzurri
    sempre lì vivrò
    Nerazzurri
    questa mia speranza
    E l’assenza
    no non vivo senza!!!
    Amala!
    Pazza Inter amala
    E’ una gioia infinita
    che dura una vita
    Pazza Inter amala
    Seguila!
    in trasferta o giu’ in città
    Può durare una vita
    o una sola partita
    Pazza Inter amala
    Là in mezzo al campo c’è un nuovo campione
    È un tiro che parte da questa canzone
    Forza non mollare mai!!!
    AMALA!!!
    Amala
    Pazza Inter amala
    È una gioia infinita
    che dura una vita
    Pazza Inter amala
    AMALA!!!!

    CAMPIONI D’ITALIA

  10. alex321 ha detto:

    Va be’ te lo concedo, ma giusto per oggi, e soprattutto giusto perchè di calcio non me ne frega un fico secco 🙂

  11. Mollie ha detto:

    L’anno scorso Report si occupò delle sovvenzioni ai giornali, che percepiscono cifre esorbitanti, ne usufriscono anche grandi testate e anche alcune che si definiscono non soggette ai partiti o altro.Da quel chemi parve di capire senza quei soldi molti giornali non sopravviverebbero, credere che le motivazioni economiche siano preponderanti nella chiusura ti pare troppo ingenuo da parte mia?

  12. Mollie ha detto:

    Scusa l’italiano sconclusionato.
    ;-P

  13. Skeight ha detto:

    Sicuramente le motivazioni economiche contano, ma c’è sempre anche un problema di sostegno da parte dei lettori, della base che si riesce a interessare… non conosco la situazione di Napoli e quindi nemmeno di questi giornali, ma così su due piedi posso suppore che sia là che vada ricercata la motivazione

    p.s. Alex, ti ho risposto sul mio blog

  14. Skeight ha detto:

    Sicuramente le motivazioni economiche contano, ma c’è sempre anche un problema di sostegno da parte dei lettori, della base che si riesce a interessare… non conosco la situazione di Napoli e quindi nemmeno di questi giornali, ma così su due piedi posso suppore che sia là che vada ricercata la motivazione

    p.s. Alex, ti ho risposto sul mio blog

  15. rapace ha detto:

    Chiamato in ballo, rispondo subito.
    Allora, Alternapoli è nato poco più di un anno fa (febbraio 2006) dalla voglia e il coraggio di 5 studenti napoletani.
    Volevamo (anzi volevano, io sono stato chiamato in causa quando l’idea di fondo era già più o meno decisa) parlare della nostra città in modo diverso: fare giornalismo, sì, ma usare uno stile diverso e raccontando cose “altre”.

    Associazioni di cui si parla poco, eventi minori, situazioni trascurate dai media tradizionali, dai soliti giornali fatti di comunicati stampa…cercando di interessare le persone, di conquistarle con il nostro stile, di incuriosirle con notizie diverse, positive, a testimonianza di una città che, al di là della camorra, di scampia, della droga, della criminalità, si muove ancora, ha voglia di fare, non si arrende. Forse può ancora farcela.

    Ce l’abbiamo fatta? Sì, credo di sì. Siamo arrivati ad avere 300 contatti in media al giorno, e per una rivista online senza pubblicità e senza alcuna promozione (siamo andati avanti col passaparola) credo sia una buona conquista.

    E alla fine? Alla fine siamo studenti, alternapoli certo non ci ha dato e non ci dà a mangiare, abbiamo tutti degli impegni, lavorativi e non, che nel prossimo futuro sarebbero soltanto aumentati.

    I collaboratori esterni, d’altra parte, sono venuti pian piano meno, mettandoci davanti ad una scelta forzata: chiudere per un po’, in attesa di tempi migliori. Che verranno presto, perché in questo progetto c’abbiamo messo l’anima e non vogliamo perderlo.

    P.s. non porti sfiga, non ti preoccupare 😀
    Però due testate…. 😛

  16. alex321 ha detto:

    Ecco, questa già è una delucidazione… 🙂
    Ora vediamo se qualcuno inventa una soluzione…

  17. Galdo ha detto:

    è un peccato. ciao Ale

  18. utente anonimo ha detto:

    visto che si parla di informazione indipendente, ecc…

    e se chiedeste la collaborazione dei lettori??
    pubblicando anche articoli dei lettori sareste alleggeriti di parte del lavoro e nn ci sarebbe più quella netta differenza tra chi legge e chi scrive..

    certo non è proprio facile. organizzare una testata indipendente è già difficile di per se, se poi uno ci aggiunge una sorta di interattività con i lettori..

    però se funzionasse sarebbe un’idea.. gli stessi che leggono la testata la aiutano a tenerla viva e attiva..

    sANTAkLAUS – http://www.newspusher.org

  19. utente anonimo ha detto:

    visto che si parla di informazione indipendente, ecc…

    e se chiedeste la collaborazione dei lettori??
    pubblicando anche articoli dei lettori sareste alleggeriti di parte del lavoro e nn ci sarebbe più quella netta differenza tra chi legge e chi scrive..

    certo non è proprio facile. organizzare una testata indipendente è già difficile di per se, se poi uno ci aggiunge una sorta di interattività con i lettori..

    però se funzionasse sarebbe un’idea.. gli stessi che leggono la testata la aiutano a tenerla viva e attiva..

    sANTAkLAUS – http://www.newspusher.org

  20. utente anonimo ha detto:

    Una soluzione, mio caro Alex, non è affato semplice. Purtroppo l’Italia, nel campo dell’informazione, vive una pesante e penosa anomalia. e per una volta, lasciamo in pace il caimano e le sue veline. Nel nostro paese non esistono editori puri, imprenditori il cui core business è l’infomrazione. Paradossalmente, il solo Berlusconi, in parte, ha queste caratteristiche.
    Cosa significa questo? Semplice.

    tutto il sistema infomrativo, giornali, radio e tv, non ha la capacità di autofinanziarsi. Ovvero, tale elementare regola imprenditoriale è preclusa dagli interessi dei grossi gruppi economici che, hai piani di sviluppo imprenditoriali, preferiscono il più bieco assistenzialismo statale (vedi puntata di Report della scorsa stagione).

    Se a questo poi aggiungiamo che la professione del giornalista è vissuta dai più, non da tutti fortunatamente, come un semplice acquisire privilegi, la frittata e fatta.

    Quanti sono disposti a scrivere gratuitamente per un giornale on-line? Quanti sono in grado di sacrificare le proprie seppur lecite, per carità, ambizioni economiche in nome di un ideale?
    E poi.
    Quanti imprenditori sono pronti ad investire in un progetto editoriale il cui ritorni economici sono addì venire ed imprevedibili?

    Insomma, c’è ne per tutti e per tutti i gusti.

    Napoli poi, fa storia a se, come in tutto.
    Le uniche testate di nuova uscita, sono delle free-press.
    E ciò detto, come diceva Peppino de Filippo, ho detto tutto….

  21. utente anonimo ha detto:

    azz, m’aggie scurdat e firmà…
    fraba

  22. utente anonimo ha detto:

    azz, m’aggie scurdat e firmà…
    fraba

  23. utente anonimo ha detto:

    Per quanto riguarda il miniver, precisando che da un pò di tempo mi limitavo a collaborare da esterno causa un cambio di indirizzo scolastico abbastanza brusco (da Accademia di Belle Arti -del cazzeggio ndr- a Informatica alla facoltà di matematica) per cui mi è venuto a mancare quel tempo libero che dedicavo al giornale e al blog (che infatti adesso aggiorno di rado e con minor cura), a quel che so la causa della chiusura del giornale (che non è solo un sito, ma proprio un giornale cartaceo, signori) della quale per altro apprendo da questo post (quindi a quanto so potrebbe anche solo essere il sito knock out) è economica: era un pezzo che si stava con l’acqua alla gola per scarsità di sponsor.

  24. utente anonimo ha detto:

    d’ho, scordato di firmare.
    Paskal007r

  25. utente anonimo ha detto:

    Sono Alfredo Esposito, direttore editoriale dell’ormai ex-miniver.
    Ho appreso testè di questo post: sono disposto a parlare di ciò che desiderate, ma non qui. Ho appreso che se il web è una risorsa le interazioni dal vivo sono decisamente necessarie.
    La mia mail è sempre miniver1984@yahoo.it.

    Almeno quella c’è ancora.

    Saluti.

  26. utente anonimo ha detto:

    Sono Alfredo Esposito, direttore editoriale dell’ormai ex-miniver.
    Ho appreso testè di questo post: sono disposto a parlare di ciò che desiderate, ma non qui. Ho appreso che se il web è una risorsa le interazioni dal vivo sono decisamente necessarie.
    La mia mail è sempre miniver1984@yahoo.it.

    Almeno quella c’è ancora.

    Saluti.

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