.: Web, IT, Giornalismo, Guai :.

Partiamo da un caso di cronaca:
L’assemblea dei giornalisti di VNU BPI si è riunita per
discutere della gravissima situazione venutasi a creare in seguito
all’improvviso licenziamento di tre colleghi, un caporedattore e due
direttori, notificato dalla direzione aziendale.
L’assemblea respinge nella maniera più ferma il metodo e il merito del
provvedimento ed esprime la propria piena solidarietà ai colleghi colpiti
da un provvedimento ingiusto e immotivato.
Il management aziendale scarica senza remore il frutto dei propri errori
su chi lavora nelle redazioni; la chiusura delle testate CRN e Data
Business
, presa a motivazione dei provvedimenti, si aggiunge a una lunga
catena di prodotti chiusi, dismessi e venduti che stanno a dimostrare un
andamento non certo brillante della casa editrice.
I licenziamenti sono stati notificati a freddo, mentre erano in corso
trattative fra cdr e azienda per tentare di ricollocare i colleghi
colpiti: ciò è inaccettabile. I giornalisti di VNU BPI si chiedono con
preoccupazione quali siano gli intenti della nuova proprietà, la società
3i, se il biglietto da visita con cui si presenta è quello del calpestare
il contratto giornalistico, licenziare a freddo, rimandare
furbescamente ogni seria indicazione sul futuro delle redazioni.
Fonte: VnuNet.
 

Questo succede a VnuNet. Ma non è un caso isolato. E’ questo il punto.
Ad esempio, a Milano…
 

Esprinet: fuori 30 lavoratori
Il distributore di informatica ed elettronica nel Milanese annuncia 30
esuberi.
Fonte: ZeusNews.
 

Quindi, licenziamenti sia nel settore dell’editoria web, sia nella
distribuzione dell’informatica, resterebbe l’IT come punta
tecnologica e (forse) non in crisi. Senonchè…
 

Nuovi licenziamenti in vista nell’IT italiano
Che le acque sul fronte occupazionale dell’IT italiani sono agitate lo
testimoniano due casi, quelli di Esprinet e Galileo Italia, società
dell’information technology nostrana.
Fonte:
Punto Informatico
.
 

Ah beh allora siamo al completo. Diciamolo che l’informatica
italiana è in crisi! Tagli ovunque!
Preoccupante il caso VNU, perchè riguarda un settore, quello
dell’editoria online, reputato da tutti in crescita
(e se questa è crescita…)
 

O forse… è una crescita, quella editoriale online, che si
basa su fattori di tagli di costi e sul precariato di chi
lavora.
Facciamo un esempio, quello della Toscana, di cui ho i dati
sotto mano.
 

Lavorare per non guadagnare
3.000, i pubblicisti iscritti all’albo regionale
dei giornalisti.
1.000, i collaboratori che lavorano ogni giorno
dentro e fuori le redazioni.
100 euro, il compenso medio più alto (a forfait) per
un collaboratore al Corriere di Firenze.
50, il tetto di articoli mensili imposto ad aprile
dalla Nazione. Dopo cinquanta pezzi ogni articolo
viene pagato solo 2 euro, anziché cinque o sette.
21, i centesimi di euro per due righe da 58 battute
pagati dal Tirreno.
20 euro, un’apertura su Repubblica.
18 euro, un’apertura sul Firenze.
18 euro, il compenso medio per un servizio sul
Giornale della Toscana.
16 euro, un articolo da 3000 battute su
Metropoli.
5 euro, una foto pubblicata su Metropoli.
Fonte:
Assostampa
.
Mica male, no?
 

E una storia, in particolare, voglio citarla, rimandando poi ad un
approfondimento: quella di Paolo Antonilli.
 

Paolo Antonilli è morto, ed era un giornalista-precario. Ma aveva degli amici, e proprio
un amico affida il ricordo ad un sito internet. Paolo era
giornalista del Centro, scomparso la scorsa settimana a
seguito di un infarto che lo ha stroncato sul colpo. Qualche collega per
ricordarlo e per portare alla luce la sua vicenda particolare, ma niente
affatto isolata, affida un ricordo amaro alle pagine del Barbiere della
Sera, un sito dove giornalisti, spesso sotto mentite spoglie, “spifferano”
problemi, disagi, difficoltà e ingiustizie del loro lavoro.
E il ricordo di come ha campato Paolo, fa rabbia.
Fonte:
Prima da noi
.
 

Ne vogliamo parlare, di come sta precipitando in basso il mondo
del lavoro? O pensiamo che siano le solite cose trite e ritrite?

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15 risposte a .: Web, IT, Giornalismo, Guai :.

  1. Mollie ha detto:

    Precariato sfruttamento nessun rispetto per la professionalità e le competenze, quando ci sono.
    Grazie Alex, questo post mi ha buttato un po’ più giù di morale.
    Ma dice tristemente il vero.
    Ciao, buona giornata a te.

  2. alex321 ha detto:

    Uff.. non volevo rovinare ulteriormente il morale a qualcuno…

  3. sibillacumina ha detto:

    hai fatto benissimo a scrivere questo post…bisogna parlarne,Alex.E’ importante!

  4. umader ha detto:

    Nessuno mi toglie dalla testa che quest’assurda precarizzazione del mercato del lavoro nel campo dell’editoria e del giornalismo, che mette gli operatori del settore davanti a condizioni di lavoro vergognose ed offensive per la loro professionalità, serve a plasmare una figura di giornalista sempre meno indipendente e libera, nel contesto dell’informazione omologata in cui siamo immersi.

  5. Galdo ha detto:

    okkio che se si inizia a parlarne in modo serio poi si corre il rischio di venire registrati ogni telefonata che fai o di dover cambiare dieci volte la strada per andare di lì a là… non vogliono che si parli di precariato e di lavoro. e guai a criticare le scelte pessime dei sindacati a partire dagli anni 80 in avanti. sarebbe bello però parlarne, si. buona giornata Ale 😉

  6. lorypersempre ha detto:

    Vuoi che ti dica quanto vengono pagati – quando lo sono – gli articoli specialistici che scrivo io nei ritagli di tempo?
    (Non sono giornalista di professione ma sono, comunque, arrivata a quota 50 pubblicazioni – medaglia, medaglia!;o)
    Leela

  7. utente anonimo ha detto:

    tristemente vero e nn è solo un problema del settore dell’informazione
    purtroppo vedo sempre più spesso i pesci piccoli scannarsi tra loro per due lire…

    ci vorrebbe più solidarieta e scioperi veri ad oltranza per una questione cruciale: il precariato del lavoro.

    nel settore dell’informazione credo che dovrebbero scendere “in piazza” anche e soprattutto le grandi firme che rischiano meno dei “piccoli” giornalisti, fotografi, ecc.. che magari hanno una famiglia da mantenere.

    Peccato che spesso si diventa grandi firme facendo i servi..

    sANTAkLAUS – http://www.newspusher.org

  8. cavalierginevra ha detto:

    ..informazione..istruzione..il mercato del lavoro sta perdendo ogni tipo di DIGNITA’..tra poco si dirà che è lo SCHIAVISMO a nobilitare l’animo..bah..
    ..cavaliera ginevra..

  9. kappa_pera ha detto:

    una persona a me molto vicina è disoccupata da ben 5 anni! E’ informatico… ma ha il curriculum troppo ricco e… 50 anni. Meglio un giovane che accetta il lavoro a progetto, sottopagato, poi si vedrà. Ci rassegneremo, ma con tanta rabbia!!! Si parla molto del lavoro over 50, del reinserimento lavorativo e anche del precariato. Parole, tante e belle parole! che oltre a non risolvere il problema, non garantiscono uno straccio di posto e di conseguenza uno straccio di pensione.
    Mi dispiace per Paolo e rivolgo un saluto ai suoi familiari e amici.

  10. kappa_pera ha detto:

    una persona a me molto vicina è disoccupata da ben 5 anni! E’ informatico… ma ha il curriculum troppo ricco e… 50 anni. Meglio un giovane che accetta il lavoro a progetto, sottopagato, poi si vedrà. Ci rassegneremo, ma con tanta rabbia!!! Si parla molto del lavoro over 50, del reinserimento lavorativo e anche del precariato. Parole, tante e belle parole! che oltre a non risolvere il problema, non garantiscono uno straccio di posto e di conseguenza uno straccio di pensione.
    Mi dispiace per Paolo e rivolgo un saluto ai suoi familiari e amici.

  11. dodo712 ha detto:

    Deprimente. Tutto è al ribasso. Anche la dignità.

  12. dodo712 ha detto:

    Deprimente. Tutto è al ribasso. Anche la dignità.

  13. selvaggiamasca ha detto:

    Dato ciò che accade, mi ritengo una privilegiata appesa ad un filo, anche se ho casa in una città e lavoro in un’altra, anche se ogni andamento del mercato mi spaventa, anche se, lavorando in una multinazionale inglese, non posso contare sui miei 22 anni di esperienza….

  14. orematt ha detto:

    alla faccia, chi assume a tempo pieno lo massacrano, molti lavorano in nero o sono precari ,comminciamo a chiedere fatture,scontrini,ricevute fiscali,se aumenta il fatturato poi devono chiarire come fanno se risultano soli,o hanno precari,ciao

  15. orematt ha detto:

    alla faccia, chi assume a tempo pieno lo massacrano, molti lavorano in nero o sono precari ,comminciamo a chiedere fatture,scontrini,ricevute fiscali,se aumenta il fatturato poi devono chiarire come fanno se risultano soli,o hanno precari,ciao

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