.: Mi sento tirato… :.

Ok ok, va bene. Avevo giurato di non parlare di più di
cose dove rientrassero assieme le parole “Napoli” e
“Sostanze tossiche”, ma qua proprio non ce la faccio a resistere
alla tentazione.
Ieri, un caro amico blogger, il Signor Mister Cima, ha
lanciato una simpatica provocazione sul suo blog, scherzando
sul fatto che una nave da carico che perde in mare oltre 160 container di sostanze
tossiche, veleni, e varie amenità, caso strano si chiami MSC Napoli.
Bene, sveliamo il mistero, e cerchiamo di capire perchè.
Soprattutto cerchiamo di capire se in questa questione, quella di una nave
che si becca un uragano mentre va da Anversa al Portogallo
piena di sostanze pericolose, la nostra cara Italia centri qualcosa.
Lo dico perchè, se l’Italia non c’entra nulla, allora è tutto ok, ma
altrimenti… ci sarebbe da chiedersi perchè se l’Italia c’entra i nostri
giornali e telegiornali non ce lo dicano.
E diciamone subito una: la nave doveva transitare per il Portogallo,
non era la destinazione finale! La vera destinazione era il Sud Africa.

 

La nave da carico Napoli, è di proprietà della M.S.C., che
è una sigla che sta per Mediterranean Shipping Company. E fin qui,
tutto è ancora ok. Dove si trova la sede legale della M.S.C.? E’ a Ginevra
(ops… ho sfogliato un certo numero di atlanti, ma a nessuno risulta che
in Svizzera ci sia il mare), e pertanto ha diritto di dotare tutte le
sue imbarcazioni di bandiera svizzera (una nave con bandiera
svizzera! Ma come, non conoscete la marina svizzera? Se non la conoscete,
facciamo un giro serale su un qualunque lungomare svizzero…).
Non è il caso della MSC Napoli, che al momento dell’incidente (per motivi
che vedremo alla fine), batteva bandiera inglese, la bandiera dell’agenzia
Zodiac Maritime, agenzia di shipping management londinese che opera
principalmente su Goteborg, Panama e Napoli/Salerno.
La Zodiac Maritime quindi è “manager” della nave. Non è sua, in
pratica l’ha affittata.
“Owner” della nave, risulta essere la Metvale Ltd., il cui indirizzo
è P.O. Box 146 Road Town – Tortola, alle Isole Vergini. La Metvale è
una specie di rimessa, dove viene anche fatta manutenzione.
Poi, se qualcuno è interessato ad altri dati sulla nave, può farsi
un giro sul registro marittimo mondiale, dove troverà sia informazioni
tecniche (motori, dispositivi d’emergenza, ecc.) sia gestionali (revisioni, certificazioni,
ecc.). Da notare che dal registro è sparito ogni riferimento alla M.S.C.
 

Dopo vediamo cosa diavolo c’entra la Zodiac Maritime. Torniamo a M.S.C.
Se la M.S.C. ha sede legale in Svizzera, di sicuro non può avere in
Svizzera anche la sua sede operativa… anche perchè non saprebbero
dove ancorare gli ormeggi (a meno che non li ancorino allo Jungfrau, o
a Monteceneri).
In effetti, la M.S.C. una sede operativa ce l’ha. In Piazza Municipio, a
Napoli. Ha anche un ufficio all’interno della Stazione Marittima di Napoli
(ci sono passato qualche giorno prima di capodanno, ma l’ufficio era
chiuso).
Ci sono ancora due cose che vorrei capire:
1) la M.S.C. è una piccola compagnia?
2) di chi è?
Alla prima domanda è facile rispondere: 23.000 (ventritremila) dipendenti.
Beh, tanto piccola non mi sembra.
Altrettanto semplice è rispondere alla seconda domanda: il proprietario
è lui. Sì, è proprio lui: Gianluigi Aponte.
Ce lo ricordiamo? Sì che ce lo ricordiamo! E’ quel signore nato a Sorrento
e vissuto a Napoli, conosciuto come una specie di “delfino” del comandante
Achille Lauro.
Ce lo ricordiamo, Aponte, perchè le cronache parlano di lui il 30
novembre 1994. Qul giorno, un incendio divampato nelle sale macchine causò
l´affondamento dell´Achille Lauro mentre navigava al largo delle coste
somale. Il transaltantico faceva parte della flotta Starlauro, l’ultimo pezzo
dell’eredità del “comandante”, rilevato nel 1990 dall´armatore sorrentino
trapiantato in Svizzera, Gianluigi Aponte. Quattro persone persero la vita.
L’agonia della “vecchia signora” durò quarantotto ore, prima che il mare
la inghiottisse per sempre. A gestire l´emergenza in quel frangente angoscioso, furono
gli uffici di Napoli della Starlauro. Quegli stessi uffici di quella stessa
compagnia che, qualche anno dopo, si trasformerà nella Msc Crociere, per il ramo
passeggeri, e in Mediterranean Shipping Company, per il ramo merci.
Quindi, riassumendo: M.S.C. non è altro che quel che una volta era
Starlauro
. Ok? E storicamente è una compagnia napoletana, anche se l’ha
rilevata un sorrentino che (non si offendano i sorrentini) è pur sempre
un napoletano. 🙂
L’imprenditore sorrentino, proprio con la M.S.C., nel tempo
è diventato il secondo armatore al mondo nel settore dei container.
Per leggere una biografia (di parte) di Aponte, la si trova su

Il Denaro
.
Secondo Forbes, l’armatore è il 224° uomo più ricco del
mondo.
Infine, come si può leggere alla voce “Comparto marittimo”, su
Trail Liguria, anche la SNAV, società di traghetti
e aliscafi per le isole napoletane e per il metromare, è controllata da Aponte.
Riassumendo, e concludendo. A me non importa nulla dei motivi (forse) fiscali
per i quali è meglio stare sotto bandiera svizzera. Fatto sta che l’incidente
ha visto protagonista una nave italiana, di compagnia famosa napoletana
(Lauro! Mica qualcosa di piccolo!).
Avremmo gradito che i TG ce lo dicessero.
Invece, TG e anche quotidiani come Repubblica si sono affrettati a dire che la nave
è della Zodiac Maritime, agenzia inglese. Appunto: agenzia. Come
si può leggere sulla loro homepage, fanno solo da agenzia! Da tramite tra
il committente del trasporto, e l’armatore. Pertanto Zodiac Maritime ha solo
organizzato il viaggio.
Soprattutto, se si voleva far passare la Zodiac per proprietaria, occorreva
farlo su tutte le testate…
Se su una sola testata, in un angolino, si legge che la nave ha perso container,
e poi (cito testualmente) che: “Lo ha riferito a Napoli la società armatrice
Mediterranean Shipping Company (MSC), che ha sede a Ginevra e il cui
titolare è Gianluigi Aponte”, viene giù tutto come una vetrata colpita da un
sasso, no?
Stringendo al succo: il committente (o i committenti) contattano Zodiac Maritime
per spedire container su container. L’agenzia raccoglie il carico e, quando è
abbastanza da riempire una nave, contatta la M.S.C. e affitta tot giorni di
navigazione. Insomma, da qui a dire che la nave è di Zodiac Maritime, mi
sa che ce ne passa…
Infine, una piccola richiesta per il Sig. Aponte: potrebbe gentilmente dirci
chi aveva pagato il viaggio? Cioè, in pratica, di chi era il carico?
Ci farebbe piacere saperlo…
O forse questo la M.S.C. davvero non lo sa. Questo probabilmente lo sanno
solo alla Zodiac Maritime.
 

Anche l’ottimo Mister Cima ne ha fatto un bel post.
La cosa divertente è che abbiamo lavorato in modo indipendente, ma
praticamente arriviamo alle stesse conclusioni 😉

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30 risposte a .: Mi sento tirato… :.

  1. cavalierginevra ha detto:

    ..tu ti interroghi sul lungomare di ginevra, io sulle piantagioni di CACAO svizzere.. 😀
    ..cavaliera ginevra..

  2. nonsologeomangio ha detto:

    Ma è la stessa di MSC crociere, tanto pubblicizzate???

    PS mai assaggiato le vongole svizzere? ;)))

  3. alex321 ha detto:

    Sì! Esatto! Msc Crociere è il ramo passeggeri della Msc!
    Le vongole svizzere…. no, non ricordo di averle assaggiate 😀

  4. Mollie ha detto:

    Il segreto di Pulcinella, io ho riconosciuto i container che, identici, giacciono affastellati a centinaia a ridosso della zona industriale (si può dire così) del porto.

  5. golem79 ha detto:

    caspita…gran bel lavoro Alex…complimenti! spargo subito la voce 😉

  6. storie ha detto:

    post davvero notevole sotto ogni punto di vista.
    alla fine non hai resistito!

  7. mata63 ha detto:

    Chissà perchè i giornali non ne parlano… ;o)

  8. dodo712 ha detto:

    E ti pareva!

    Comunque la Svizzera è un grande paese marinaro: ha anche vinto una America’s Cup! 🙂

  9. Sydbarrett76 ha detto:

    Quando la monnezza chiama….. 🙂

    cmq una nave battente bandiera svizzera è un po’come un profilattico “made in vatican”…

  10. lorypersempre ha detto:

    Alex, ricordami di non mostrarti MAI il mio 730…
    ;D
    Leela

  11. alex321 ha detto:

    No aspetta, cosa c’entra il 730??

  12. AngyBi ha detto:

    Sapevo che non avresti resistito. Cercare di metterti (o auto-metterti) un bavaglio, Alex, sarebbe come provare a fermare un’inondazione con una spugna per i piatti…. 😉

    Io, al solito, mi inchino.

  13. utente anonimo ha detto:

    direi che è più facile sapere se Leela ha fatto impicci sul 730 che sapere di chi era il carico.. 🙂

    sANTAkLAUS – http://www.newspusher.org

    ps
    sapevo che avresti gradito Proudhon… 😉

  14. samuelesiani ha detto:

    Complimenti per la ricerca e la voglia di non fermarsi alla superficie

  15. ofelia71 ha detto:

    O_O allucinogeno !!!! e tu sei davvero un reporter eccezionale.

  16. alex321 ha detto:

    No Ofy, non sono io eccezionale… sono “loro” che ci vogliono fregare sotto gli occhi 😀

  17. kappa_pera ha detto:

    Ma io, ma io, ma io ti invidio!!! Ma come fai? dico io… Ma non hai voglia di fermarti un secondo a riposarti? Si, forse tu ne avrai pure, ma poi la sete di informazione e di giustizia ti fregano e tutto va a puttane…
    Alex, grazie… mi rendo conto che a volte, anzi, sempre, lavori per noi

  18. MisterCima ha detto:

    Ottimo lavoro, Mister Alex… 😉

    A.I.U.T.O.

  19. selvaggiamasca ha detto:

    Onorata di leggerti! Fai un joint venture con Report!!!

  20. agoinunpagliaio ha detto:

    La MSC ha una sede prestigiosa nei pressi di Sorrento, conoscevo un ragazzo sudamericano che lavorava per loro come elettricista, fa tutto capo a persone della zona di Sorrento e Massalubrense…
    MovimentiSorrentiniCostiera
    In Svizzera hanno la costa dorata?

  21. Mollie ha detto:

    che ci vogliono fregare sotto gli occhi o che ci fregano continuamente sotto gli occhi?
    Ciao.

  22. umader ha detto:

    Quanti fatti interessanti vengono fuori, eh, se uno con un pò di sale in zucca va a scavare…peccato però che la grande massa di teledipendenti resta – come sempre – all’oscuro di tutto ciò.
    Il problema, Alex, – e qui ripeto quanto ho sostenuto già in passato a commento di altri tuoi post – è “bucare” il monitor del PC ed arrivare alla suddetta massa di teledipendenti.
    Questo è uno dei corto circuiti più pesanti di tutta la faccenda.
    Un saluto

  23. abreast ha detto:

    mi inchino di fronte a tanta professionalità, bravo!

  24. imlaufderzeit ha detto:

    Ottimo post!
    Sul perché, poi, TG e quotidiani abbiano taciuto (ignorato?) l’appartenenza della nave credo che ci siano due possibili spiegazioni. Malafede, ma verrebbe da chiedersi: perché (o per chi)? Oppure, superficialità: classico copia&incolla giornalistico, senza scomodarsi più di tanto in ricerche…

  25. Aramcheck ha detto:

    Grande indagine Alex, complimenti.

  26. dilaniagrini ha detto:

    Ciao Alex! molto interessante l’articolo. e soprattutto grazie epr aver tenuto le fila di sto casino… insomma tu sempre alla monnezza arrivi.. però sei un pò poco informato.. aimè! in svizzera c’è un ramo del lago maggiore… gli svizzeri si sono aperti un varco sotterraneo dal lago maggiore, verso il Po fino ad arrivare all’aadriatico… infatti più che di navi sono esperti di sottomarini… atomici!

  27. Sahishin ha detto:

    cercavo notizie su questa storia, ho trovato il tuo articolo, ben fatto, esauriente, grazie.

    salvatore

  28. utente anonimo ha detto:

    Cercando notizie sulla vicenda Alitalia ho rintracciiato i commenti nel blog su MSC navigando alla ricerca di notizie su Gian Luigi APONTE, imprenditore che in pochi anni è riuscito dal “nulla” a creare un impero di oltre 300 navi. Ma poichè “nulla si crea e nulla si distrugge” è forte la curiosità di comprendere da dove nascono queste fortune. In uno dei blog frequentati c’era un interessante informazione sulla iniziale attività di Aponte come impiegato di Bernie Cornfeld (cercare su internet per maggiori informazioni) finanziere che, si dice, impiegasse capitali di incerta provenienza, e in particolare collegato forse al famigerato Lansk (vedi su Internet per maggiori informazioni). Da capitano marittimo a procuratore finanziario e poi d’improvviso grande imprenditore senza capitali, potrebbero forse trovarsi giustificazioni alla enorme disponibilità di capitali necessari per acquistare in 30 anni oltre 300 navi? Mancano precedenti nella storia di tanta fortuna. La dimensione di MSC è tale che qualsiasi indagine anche internazionale e transnazionale sarebbe komplessa se non impossibile anche per gli intralci posti da interessi nazionali che potrebbero essere compromessi. Leggevo che addirittura per queste difficoltà non si riesce neppure a comprendere quale sia la dimensione di fatturato di msc. Alla faccia della trasparenza. Oggi che si parla di Alitalia, Aponte imprenditore svizzero con capitali all’estero, sede in svizzera, società offshore, navi tutte di bandiera panamensa (vedi espresso del 2 settembre 2008), tasse pagate in Italia = 0, vuole legittimarsi come imprenditore nazionale interessato a sacrificarsi per il bene di aziende italiane. Altro equivoco su Alitalia. Si continua a parlare di compagnia di bandiera, e in nome di questo interesse si deroga alle leggi del mercato per decreto (no airone, no concorrenti sui voli nazionali, non anthitrust) ai rischi di impresa (no debiti, no dipendenti, no vecchi accordi sindacali), non dicendo che con questa operazione Alitalia diventa, ancora di più, una società privata, anche se molto privilegiata. Con buona pace degli imprenditori che si “sacrificano” nell’interesse nazionale!

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