.: 23 settembre 1985 Parte seconda :.

Premessa, riguardante i commenti al post di ieri
I commenti di Sonia mi hanno quasi commosso. Ma non mi piango addosso. La discussione può certamente proseguire qui, visto che siamo "in tema" ed il post di oggi non è altro che la seconda parte di quello di ieri…


L’attività indagativa sulla morte di Giancarlo Siani è cosparsa di misteri, depistaggi, strane "strade sbagliate", il che fa pensare…
Quattro giorni dopo l’omicidio, il 27 settembre 1985, viene arrestato Alfonso Agnello, di Torre Annunziata. Diversi testimoni riconoscono in lui uno dei due killer. Non si è mai capito questi testimoni come l’avessero riconosciuto, e da dove fossero saltati fuori… poichè appena un’ora prima del delitto due vigili urbani di Castellammare di Stabia lo fermano su un ciclomotore con un amico e lo contravvenzionano perchè era senza carta di circolazione… e non è possibile in un’ora arrivare da Castellammare a piazza Leonardo, conoscendo il traffico napoletano… Oltretutto il luogo del delitto è cosparso di decine di cicche di merit, segno che l’assassino ha atteso per molto tempo l’arrivo di Siani, fumando nervosamente come un turco. In pratica, si capisce che se l’assassino è a piazza Leonardo da molto prima delle 21.00, non può essere Agnello! E c’è una multa dei vigili di Castellammare a provarlo. Se non è un "alibi di ferro" questo…
Il 4 ottobre, Agnello viene scarcerato, dopo essersi fatto una settimana a Poggioreale senza aver fatto nulla. Forse la procura di Napoli voleva chiudere subito la questione? Non si sa. Quel che si sa è che viene lo stesso denunciato e tenuto sotto controllo. I magistrati continuano a credere che sia stato lui.
C’è un sottile filo conduttore che lega Alfonso Agnello ad altri personaggi, più antichi e più nuovi, della storia d’Italia, come Pietro Valpreda e Alessandro Geri. Il primo, accusato per quasi 30 anni di aver messo la bomba a piazza Fonanta, era una ballerino, quindi considerato all’epoca come individio "ai bordi della società". Il secondo, a lungo incolpato per l’omicidio D’Antona, era invece un tecnico informatico, in un’epoca in cui essere tecnico informatico schiudeva la possibilità, nell’immaginario collettivo, di esssere capace di chissà quali crimini. Entrambi, non c’entravano nulla con i reati di cui erano accusati. Analogamente, anche Alfonso Agnello, personaggio di bassa estrazione culturale e sociale, tipico provinciale del sud Italia, si ritrova accusato di un omicidio, non perchè ballerino o tecnico informatico, perchè qui siamo a Napoli… e quindi perchè correva con il motorino senza casco e senza carta di circolazione.
Un anno dopo, il 13 settembre 1986: il procuratore generale della Repubblica Aldo Vessia avoca a sé l’istruttoria sull’omicidio, sconfessando il lavoro svolto dalla procura della Repubblica. Si riparte da capo. D’altronde, il lavoro di indagine sconfessato, continua a perseguitare Alfonso Agnello…
 
Vessia si mette ad indagare per un anno, e il 19 ottobre 1987, su suo ordine di cattura, vengono arrestati Giorgio Rubolino, Giuseppe Calcavecchia e Ciro Giuliano. Il 20 novembre l’inchiesta viene formalizzata e trasmessa all’ufficio del Giudice Istruttore, che termina il suo lavoro il 22 dicembre 1988 (un altro anno!) e… proscioglie Alfonso Agnello per insufficienza di prove, Giorgio Rubolino, Giuseppe Calcavecchia e Ciro Giuliano per non aver commesso il fatto. Sentenza confermata dalla sezione istruttoria della Corte di Appello e dalla Corte di Cassazione.
Agnello si incazza, perchè vuole la formula piena. La otterrà solo 10 anni dopo, quando si capirà che non c’è mai entrato nulla nel caso Siani, quando un pentito dirà ai magistrati una frase che suona del tipo: "Ma nel clan… mai avremmo usato per un omicidio ‘sto morto di fame!"
Intanto… che ha combinato il procuratore generale Vessia? Ha sbagliato tutto? A quanto pare sì, e non per errore!! Il caso finisce al Consiglio Superiore della Magistratura.
Il 21 novembre 1989, la prima commissione referente del CSM vota all’unanimità il trasferimento del procuratore generale Aldo Vessia. A suo carico, nel procedimento disciplinare che è stato avviato, ci sono quasi 100 incolpazioni (le incriminazioni disciplinari dei giudici). L’alto magistrato, per evitare l’onta della decisione del plenum del CSM, chiede autonomamente il trasferimento, interrompendo così l’iter del procedimento disciplinare. Se ne andrà a Roma, a presiedere una sezione della Corte di Cassazione, dove diventerà procuratore aggiunto, prima di andare in pensione. Dopo però aver fatto cadere il velo della giustizia insoluta e dell’oblio su Giancarlo Siani. Omicidio senza colpevoli. Il caso viene archiviato.
 
Passano gli anni, e di Giancarlo Siani quasi tutti si sono dimenticati, camorristi compresi, quando all’improvviso arriva un fulmine a ciel sereno che fa riaprire il caso. Il 19 agosto 1993, nel carcere di Secondigliano, un detenuto affiliato al clan di Valentino Gionta, Salvatore Migliorino, manifesta la chiara intenzione di voler collaborare con la giustizia. Il camorrista dice di conoscere i nomi dei killer di Giancarlo Siani. Lo confessa al pm antimafia, Armando D’Alterio, che riapre le indagini sull’omicidio.
Il 4 settembre 1993, dopo gli interrogatori condotti da D’Alterio, i fascicoli relativi all’inchiesta sull’omicidio Siani ritornano sul tavolo di un sostituto procuratore della Repubblica. Salvatore Migliorino intanto parla a ruota libera, e fa anche i nomi dei politici! Il 15 ottobre 1993, dall’inchiesta Siani nasce l’indagine collaterale sulle connivenze tra mondo politico e criminale: scatta il primo blitz di "Mani pulite" formato vesuviano. Nella tangentopoli napoletana, 17 fra imprenditori e amministratori locali, funzionari comunali e camorristi finiscono in carcere. Per la seconda volta viene incriminato l’ex sindaco socialista di Torre Annunziata Domenico Bertone, latitante dal mese di luglio, che sfugge all’arresto e riesce ad espatriare.
Il 5 novembre seconda ondata di arresti, altre sette persone finiscono dietro le sbarre. Ancora una volta, la terza, Bertone è destinatario di un provvedimento restrittivo.
Il 14 novembre 1993, Bertone decide di costituirsi al pm D’Alterio. Arriva all’aeroporto di Napoli-Capodichino con un volo di linea dell’Air France: si capisce – e lo ammetterà egli stesso – che durante la latitanza è stato in Francia, in Costa Azzurra. Ad attenderlo, sulla pista, lo stesso sostituto procuratore e il suo difensore di fiducia, l’avvocato Nicolas Balzano, costretto a seguirlo su un’altra auto.
Bertone dice al pm di sapere chi ha ordinato la morte di Siani. In realtà non lo sa per nulla, ma spera così di avere "sconti" in quanto collaboratore, ed ottenere gli arresti domiciliari. Operazione che però non gli riesce.
La sera del 15 dicembre ’93, scattano gli arresti per l’inchiesta sulla morte del giornalista. Assieme alla polizia ci sono i giornalisti del "Mattino", i colleghi di Siani, che seguono il blitz e gli arresti minuto per minuto.
La mattina del 16 dicembre, corremmo tutti a comprare "Il Mattino", per leggere i nomi degli arrestati, per capire chi poteva essere l’assassino.
 
Ecco, scusate la svolta personale, ma provate ad immaginare il mio sgomento quando, all’epoca non ancora 25enne, mi aspettavo di leggere che fosse stato arrestato qualche grande boss di camorra, e l’esecutore materiale del delitto… invece sul "Mattino" lessi che, per l’inchiesta Siani, era stato arrestato Giovanni Manocchia, di professione agente della polizia di Stato.
L’accusa è di aver reso false dichiarazioni al pm. Tutto nasce per le dichiarazioni di un vigilantes, che afferma di aver assistito ad un incontro tra il poliziotto e Giancarlo Siani, il 23 settembre 1985, poche ore prima del delitto. Il poliziotto dice al pm di non aver mai visto Siani in vita sua, il vigilantes, di guardia fuori una banca, giura di averli visti parlare. Il sospetto terribile e raggelante è che durante l’incontro il poliziotto abbia chiesto al giornalista dove stesse andando, e poi avesse riferito ai killer che Siani era diretto a piazza Leonardo.
Due giorni dopo, oh che caso strano…, qualcuno spara al vigilantes, colpendolo alla testa. E’ sopravvissuto, miracolosamente, grazie ad un delicato intervento chirurgico al cervello.
Il poliziotto invece viene assolto da queste accuse, ma oh che caso strano…, morirà per infarto qualche anno dopo.
 
Arriviamo al novembre 1994 ed alla nuova svolta: Gabriele Donnarumma, cognato del boss Valentino Gionta, inizia anche lui a collaborare con la giustizia. Da lui verrà fuori il vero movente dell’omicidio di Giancarlo Siani, e i nomi degli altri componenti del commando di killer.
Un mese dopo arrivano le informazioni di garanzia per Domenico Bertone e Valentino Gionta, un ex sindaco craxiano ed un boss di camorra; il pm D’Alterio rompe gli indugi e fa sapere loro che sono indagati per l’uccisione del giornalista Giancarlo Siani. Per la prima volta la camorra entra ufficialmente nell’indagine sul delitto. Bertone, nel frattempo, ha già ricevuto un analogo provvedimento per associazione mafiosa: nasce un nuovo fronte investigativo, quello delle collusioni tra politici e camorristi. Per l’ex sindaco il sospetto di aver preso parte alla decisione di uccidere Siani, finirà in archivio.
Finalmente, il 10 ottobre 1995, a istruttoria conclusa, D’Alterio dichiara alla stampa che gli assassini di Giancarlo Siani hanno un volto e un nome. Su ordinanza di custodia cautelare del gip Giovanna Ceppaluni vengono arrestati per associazione mafiosa e omicidio di Giancarlo Siani, Valentino Gionta, Angelo Nuvoletta (ma non ci riescono perchè si da alla latitanza), Luigi Baccante detto Maurizio, Ciro Cappuccio, Armando Del Core, Gaetano Iacolare, Ferdinando Cataldo, Alfredo Sperandeo, Gabriele Donnarumma.
Il processo inizia il giorno 15 e dura un anno e mezzo.
Il 15 aprile 1997: La seconda sezione della Corte di Assise di Napoli condanna all’ergastolo Angelo Nuvoletta (latitante), Valentino Gionta e Luigi Baccante, in qualità di mandanti, Ciro Cappuccio, Armando Del Core, in qualità di esecutori, Ferdinando Cataldo, sentenza annullata perché difeso da falso avvocato (sì sì lo so cosa state pensando, ma al tribunale di Napoli succede anche questo!) e successivamente condannato a 28 anni di carcere, 28 anni anche per Gabriele Donnarumma. Assolti Alfredo Sperandeo e Gaetano Iacolare, che vengono rimessi in libertà e che immediatamente "spariscono" dalla circolazione.
Il 7 luglio 1999, la prima sezione della corte di Assise di Appello di Napoli, non soltanto conferma la sentenza di primo grado, ma ribalta in condanna l’assoluzione per un altro componente del commando assassino, Gaetano Iacolare: 28 anni di carcere. Che resta latitante, assieme ad Angelo Nuvoletta. Bisognerà aspettare l’aprile 2001, per vedere l’arresto dei due latitanti. Prima Iacolare e, un mese dopo, Angelo Nuvoletta.
Con il loro arresto, si chiude il caso.
 
Il 24 dicembre 2002, alla vigilia di Natale di 17 anni dopo l’omicidio, una strada del quartiere Arenella, l’ex "rampa della Cerra", a meno di cento metri di distanza dal luogo dell’omicidio, cambia nome con una delibera dell’assessore alla toponomastica del comune di Napoli, diventando Via Giancarlo Siani.
 
Per chi proprio è appassionato di giurisprudenza pratica, eccovi qua una lettura: Verbale di udienza. Interrogatorio di Ferdinando Cataldo, imputato di essere uno degli esecutori dell’omicidio di Giancarlo Siani. Pubblico Ministero Armando D’Alterio
Una ricostruzione della vicenda sulla rivista Narcomafie
Sito in memoria di Giancarlo Siani (con tutti gli articoli, la biografia, ecc.)
 
Giancarlo Siani nel cinema:
Mehari – Cortometraggio (1999)
Il caso Siani – Film
 
Giancarlo Siani nei libri:
Antonio Franchini, L’abusivo, Edizioni Marsilio

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60 risposte a .: 23 settembre 1985 Parte seconda :.

  1. storie ha detto:

    wow!! l’ho letto d’un fiato!!!

    ora mi stampo il verbale!
    …lo sai, non resisto a certe cose :))

  2. storie ha detto:

    wow!! l’ho letto d’un fiato!!!

    ora mi stampo il verbale!
    …lo sai, non resisto a certe cose :))

  3. cercacoccole ha detto:

    Me lo devo copiare e stampare…non ho la concentrazione adatta ora…
    Ti auguro una buona giornata ed un buon fine settimana!
    Smack

  4. cercacoccole ha detto:

    Me lo devo copiare e stampare…non ho la concentrazione adatta ora…
    Ti auguro una buona giornata ed un buon fine settimana!
    Smack

  5. minpepp ha detto:

    Ma il film Il Caso Siani è già stato messo in distribuzione o è ancora da girare? perché dal link che hai dato sembrerebbe ancora una cosa in fieri

  6. minpepp ha detto:

    Ma il film Il Caso Siani è già stato messo in distribuzione o è ancora da girare? perché dal link che hai dato sembrerebbe ancora una cosa in fieri

  7. alex321 ha detto:

    Nel 2003 era in fieri 🙂

  8. alex321 ha detto:

    Nel 2003 era in fieri 🙂

  9. utente anonimo ha detto:

    Il tuo nuovo post, a completamento di quello di ieri, mi ha riportato a galla due vecchi pensieri: il primo, nasce anche da ciò che mi riferiva tempo fa un mio conoscente sulla situazione del tribunale di Napoli, visto che lì lavora. Alcuni figli e altri parenti dei camorristi, hanno provveduto, come tutti, a conseguire una laurea, a superare dei concorsi, e a ritrovarsi anche a frequentare il tribunale non più nei panni di imputati.
    E poi, la figura di Domenico Bertone, un personaggio tra il crimine e il teatro. Del crimine, ce ne hai parlato tu, del teatro provo a raccontarti brevemente cosa si inventò. Il giorno del processo all’ex ministro della sanità De Lorenzo, questi si presentò in aula con un vistosissimo cappotto di diverse misure più grande. Indossandolo, cercò di dare quella immagine di disperazione e di uomo emaciato e provato dalla durezza della vita in galera. Ebbene, quella era stata una trovata del fantasioso Domenico Bertone che suggerì all’ex ministro di indossare il suo preziosissimo cappotto over size, affinché potesse meglio portare a conoscenza la sua miserrima condizione di salute vivendo dietro le sballe. Era teatro dunque con regista il Bertone.

    Tackutoha

  10. utente anonimo ha detto:

    Il tuo nuovo post, a completamento di quello di ieri, mi ha riportato a galla due vecchi pensieri: il primo, nasce anche da ciò che mi riferiva tempo fa un mio conoscente sulla situazione del tribunale di Napoli, visto che lì lavora. Alcuni figli e altri parenti dei camorristi, hanno provveduto, come tutti, a conseguire una laurea, a superare dei concorsi, e a ritrovarsi anche a frequentare il tribunale non più nei panni di imputati.
    E poi, la figura di Domenico Bertone, un personaggio tra il crimine e il teatro. Del crimine, ce ne hai parlato tu, del teatro provo a raccontarti brevemente cosa si inventò. Il giorno del processo all’ex ministro della sanità De Lorenzo, questi si presentò in aula con un vistosissimo cappotto di diverse misure più grande. Indossandolo, cercò di dare quella immagine di disperazione e di uomo emaciato e provato dalla durezza della vita in galera. Ebbene, quella era stata una trovata del fantasioso Domenico Bertone che suggerì all’ex ministro di indossare il suo preziosissimo cappotto over size, affinché potesse meglio portare a conoscenza la sua miserrima condizione di salute vivendo dietro le sballe. Era teatro dunque con regista il Bertone.

    Tackutoha

  11. mata63 ha detto:

    E tutto finisce con un nome su una via… ci si lava la coscienza e si va avanti.
    La Giusitizia è un’utopia?

  12. mata63 ha detto:

    E tutto finisce con un nome su una via… ci si lava la coscienza e si va avanti.
    La Giusitizia è un’utopia?

  13. santamargherita ha detto:

    Me lo sono “bevuto tutto d’un fiato” Grazie ancora e buon fine settimana caro amico

  14. santamargherita ha detto:

    Me lo sono “bevuto tutto d’un fiato” Grazie ancora e buon fine settimana caro amico

  15. ofelia71 ha detto:

    grazie a te ho colmato una lacuna grossa. ora finalmente so quello che è successo e perchè.
    ho fatto caso nei vari tg di questi giorni, nessuno che si sia preso la briga di ricordare questo anniversario. ma si sa, del resto, ora c’è miss italia…

  16. ofelia71 ha detto:

    grazie a te ho colmato una lacuna grossa. ora finalmente so quello che è successo e perchè.
    ho fatto caso nei vari tg di questi giorni, nessuno che si sia preso la briga di ricordare questo anniversario. ma si sa, del resto, ora c’è miss italia…

  17. maddyaff ha detto:

    questo è un post interessantissimo. E mi chiedo xchè ancora non ti ho linkato…

  18. maddyaff ha detto:

    questo è un post interessantissimo. E mi chiedo xchè ancora non ti ho linkato…

  19. Cazzarella ha detto:

    “Passano gli anni, e di Giancarlo Siani quasi tutti si sono dimenticati, camorristi compresi, quando all’improvviso arriva un fulmine a ciel sereno che fa riaprire il caso. Il 19 agosto 1993, nel carcere di Secondigliano, un detenuto affiliato al clan di Valentino Gionta, Salvatore Migliorino, manifesta la chiara intenzione di voler collaborare con la giustizia. Il camorrista dice di conoscere i nomi dei killer di Giancarlo ” .. perché??

  20. Cazzarella ha detto:

    “Passano gli anni, e di Giancarlo Siani quasi tutti si sono dimenticati, camorristi compresi, quando all’improvviso arriva un fulmine a ciel sereno che fa riaprire il caso. Il 19 agosto 1993, nel carcere di Secondigliano, un detenuto affiliato al clan di Valentino Gionta, Salvatore Migliorino, manifesta la chiara intenzione di voler collaborare con la giustizia. Il camorrista dice di conoscere i nomi dei killer di Giancarlo ” .. perché??

  21. maddyaff ha detto:

    ovviamente li ho letti entrambi! 🙂
    no, non è un obbligo, ma un riconoscimento di stima, per questo mi chiedo come mai non l’abbia fatto prima… 😀

  22. maddyaff ha detto:

    ovviamente li ho letti entrambi! 🙂
    no, non è un obbligo, ma un riconoscimento di stima, per questo mi chiedo come mai non l’abbia fatto prima… 😀

  23. alex321 ha detto:

    @cazzarella: perchè? semplice: per cercare di avere uno sconto sulla pena.

  24. alex321 ha detto:

    @cazzarella: perchè? semplice: per cercare di avere uno sconto sulla pena.

  25. Cazzarella ha detto:

    Ancora un dubbio, perchè tirare fuori proprio QUEL caso!?

  26. Cazzarella ha detto:

    Ancora un dubbio, perchè tirare fuori proprio QUEL caso!?

  27. alex321 ha detto:

    Perchè lui su quel caso aveva informazioni (i nomi dei killer) ed ha pensato bene di “venderseli”, finendo sui giornali perchè aveva riaperto un caso chiuso, andando “in scena”. Atteggiamento tipico di molti camorristi napoletani.

  28. alex321 ha detto:

    Perchè lui su quel caso aveva informazioni (i nomi dei killer) ed ha pensato bene di “venderseli”, finendo sui giornali perchè aveva riaperto un caso chiuso, andando “in scena”. Atteggiamento tipico di molti camorristi napoletani.

  29. Cazzarella ha detto:

    .. altro che ingenua!!Fa veramente paura questo modo di far funzionare il cervello. Grazie per le risposte .. quello che mi sconcerta e che mi fa rabbia è che alla fine ci si gira attorno senza estirpare alla radice questo cancro maledetto. Più ti leggo e più provo non solo stima ma un’immensa gratitudine (oltre che un’immensa ignoranza). Vivere tutti i giorni con la tua coscienza è da ammirare e solo ora capisco il post di sfogo. Grazie, di cuore.

  30. Cazzarella ha detto:

    .. altro che ingenua!!Fa veramente paura questo modo di far funzionare il cervello. Grazie per le risposte .. quello che mi sconcerta e che mi fa rabbia è che alla fine ci si gira attorno senza estirpare alla radice questo cancro maledetto. Più ti leggo e più provo non solo stima ma un’immensa gratitudine (oltre che un’immensa ignoranza). Vivere tutti i giorni con la tua coscienza è da ammirare e solo ora capisco il post di sfogo. Grazie, di cuore.

  31. spartaus ha detto:

    Alex era un pezzo che non leggevo un articolo così. Oltre a farti i complimenti ti ringrazio per l’omaggio a Siani, la cui vicenda colpì tutti noi impegnati nella difficile battaglia per ridare dignità e nuova prospettiva al Sud. Se ripenso a quegli anni rivivo l’entusiasmo che ci animava:ore e giorni spesi a rincorrere ideali e speranze.
    E ripensando a quei giorni lo scarto con l’oggi si fa pesante per le delusioni che abbiamo dovuto ingoiare. Tuttavia resta ancora inalterata la voglia di cambiare il mondo e tu, oggi, con quest’articolo ci hai donato nuovi stimoli e occasioni di riflessione.
    Grazie amico! Vladimir

  32. spartaus ha detto:

    Alex era un pezzo che non leggevo un articolo così. Oltre a farti i complimenti ti ringrazio per l’omaggio a Siani, la cui vicenda colpì tutti noi impegnati nella difficile battaglia per ridare dignità e nuova prospettiva al Sud. Se ripenso a quegli anni rivivo l’entusiasmo che ci animava:ore e giorni spesi a rincorrere ideali e speranze.
    E ripensando a quei giorni lo scarto con l’oggi si fa pesante per le delusioni che abbiamo dovuto ingoiare. Tuttavia resta ancora inalterata la voglia di cambiare il mondo e tu, oggi, con quest’articolo ci hai donato nuovi stimoli e occasioni di riflessione.
    Grazie amico! Vladimir

  33. Anyanka ha detto:

    Mi aggrego agli altri, un pezzo davvero scritto bene.
    La giustizia non esiste.

  34. Anyanka ha detto:

    Mi aggrego agli altri, un pezzo davvero scritto bene.
    La giustizia non esiste.

  35. acuacheta ha detto:

    Il nome ad una via…. certo è un tributo per allegerirsi l’anima ma, almeno, i colpevoli sono in galera…anche se ci sono finiti dopo “qualche” tempo!

  36. acuacheta ha detto:

    Il nome ad una via…. certo è un tributo per allegerirsi l’anima ma, almeno, i colpevoli sono in galera…anche se ci sono finiti dopo “qualche” tempo!

  37. Anyanka ha detto:

    Un piccolo omaggio da me per te… perchè quando scrivi cose intelligenti (sempre) non so mai cosa dire… indi per cui…

  38. Anyanka ha detto:

    Un piccolo omaggio da me per te… perchè quando scrivi cose intelligenti (sempre) non so mai cosa dire… indi per cui…

  39. infuga ha detto:

    I colpevoli sono finalmente in galera, ma la gente non sa o ha dimenticato, così come tutte le altre volte… grazie Alex.

  40. infuga ha detto:

    I colpevoli sono finalmente in galera, ma la gente non sa o ha dimenticato, così come tutte le altre volte… grazie Alex.

  41. utente anonimo ha detto:

    Ciao Alex,
    ma il vigilantes è stato sparato due giorni dopo l’omicidio Siani o due giorni dopo l’aresto di Manocchia?
    Riguardo ad Agnello consentimi una precisazione. Agnello fu riconosciuto dall’unico testimone oculare e quando fu fermato dai vigili a Castellammare era in compagnia di un nipote di Gionta.

    Jo

  42. utente anonimo ha detto:

    Ciao Alex,
    ma il vigilantes è stato sparato due giorni dopo l’omicidio Siani o due giorni dopo l’aresto di Manocchia?
    Riguardo ad Agnello consentimi una precisazione. Agnello fu riconosciuto dall’unico testimone oculare e quando fu fermato dai vigili a Castellammare era in compagnia di un nipote di Gionta.

    Jo

  43. MisterCima ha detto:

    Grazie per aver illuminato quanto di oscuro c’era nei miei ricordi…

    A.I.U.T.O.
    Associazione Italiana
    Uomini Troppo Oppressi

  44. MisterCima ha detto:

    Grazie per aver illuminato quanto di oscuro c’era nei miei ricordi…

    A.I.U.T.O.
    Associazione Italiana
    Uomini Troppo Oppressi

  45. Calabbrog ha detto:

    er tanto che non passavo…un saluto

  46. Calabbrog ha detto:

    er tanto che non passavo…un saluto

  47. utente anonimo ha detto:

    Ciao Ale, ho visto l’indroduzione al tuo commento, che ho molto apprezzato, ma non dovevi…grazie comunque, sono commossa io invece!
    Ale, inoltre volevo farti i miei complimenti, ho sentito il racconto sulla radio di macchianera! Sentirla narrare, non è la stessa cosa che leggerla(anche se già in quel momento ne ero rimasta colpita).Quando però adsso l’ho ascoltata, ha preso tutta un’altra dimensione…
    Ti dico questo, perché proprio quella storia, era la prima che avevo letto di te grazie a Tacku!

    Ale continua a ceracre e a volere la pace! Non c’è nulla di male in questo!
    A domani!
    Buona serata!

  48. utente anonimo ha detto:

    Ciao Ale, ho visto l’indroduzione al tuo commento, che ho molto apprezzato, ma non dovevi…grazie comunque, sono commossa io invece!
    Ale, inoltre volevo farti i miei complimenti, ho sentito il racconto sulla radio di macchianera! Sentirla narrare, non è la stessa cosa che leggerla(anche se già in quel momento ne ero rimasta colpita).Quando però adsso l’ho ascoltata, ha preso tutta un’altra dimensione…
    Ti dico questo, perché proprio quella storia, era la prima che avevo letto di te grazie a Tacku!

    Ale continua a ceracre e a volere la pace! Non c’è nulla di male in questo!
    A domani!
    Buona serata!

  49. utente anonimo ha detto:

    Ale buongiorno…l’ultimo commento è il mio…sonia!

  50. utente anonimo ha detto:

    Ale buongiorno…l’ultimo commento è il mio…sonia!

  51. alex321 ha detto:

    @Jo: Certo, ricordiamo bene il garagista che raccontò di essere stato minacciato dai sicari in fuga, e riconobbe Agnello. Per questo ho scritto la parte che lo riguarda in quel modo: anche Valpreda fu riconosciuto da gente che era fuori la Banca dell’Agricoltura, ed anche per Geri, ci fu la bambina rom che spergiurò che fosse stato lui a darle la carta telefonica. Insomma… pare che sia una costante della storia dell’Italia contemporanea 🙂
    Per quanto ho trovato nel corso della mia indagine, il vigilantes è stato sparato due giorni dopo la morte di Siani.
    Ciao e grazie per le precisazioni 🙂

  52. alex321 ha detto:

    @Jo: Certo, ricordiamo bene il garagista che raccontò di essere stato minacciato dai sicari in fuga, e riconobbe Agnello. Per questo ho scritto la parte che lo riguarda in quel modo: anche Valpreda fu riconosciuto da gente che era fuori la Banca dell’Agricoltura, ed anche per Geri, ci fu la bambina rom che spergiurò che fosse stato lui a darle la carta telefonica. Insomma… pare che sia una costante della storia dell’Italia contemporanea 🙂
    Per quanto ho trovato nel corso della mia indagine, il vigilantes è stato sparato due giorni dopo la morte di Siani.
    Ciao e grazie per le precisazioni 🙂

  53. LadySunrise ha detto:

    Uff… e mica c’ho il tempo per leggerlo !!!
    vabbè provo da casa oggi con calma..
    nel frattempo, un saluto e un bacio :*

  54. lucanellarete ha detto:

    interessantissimo
    sono troppo pischello per aver seguito in diretta questa vicenda, però leggerla mi ha fatto pensare parecchio
    immagino la tua immedesimazione, visto il mazzo che ti stai facendo con la monnezza, posso solo comunicarti tutta la mia stima
    ciao
    luca

  55. lucanellarete ha detto:

    interessantissimo
    sono troppo pischello per aver seguito in diretta questa vicenda, però leggerla mi ha fatto pensare parecchio
    immagino la tua immedesimazione, visto il mazzo che ti stai facendo con la monnezza, posso solo comunicarti tutta la mia stima
    ciao
    luca

  56. utente anonimo ha detto:

     ciao Alex vorrei recuperare la prima parte della tua narrazione su Giancarlo Siani
    angegenovese@yahoo.it

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