.: La vecchia storia delle Am-Lire :.

Questa l’ho ricevuta su una mailing list, e la trovo interessante, al punto di volerla mettere qua 🙂 E’ solo storia passata. In realtà, come segnalatomi successivamente, la mail riporta un articolo, tratto da: www.cartamonetaitaliana.it
 

Parliamo di Am-Lire ovvero Allied Military Currency, banconote d’occupazione delle truppe Alleate nella seconda guerra mondiale, che hanno segnato, nel bene e nel male una parte della storia d’Italia.
 
Nella notte tra il 9 e il 10 luglio 1943 le truppe angloamericane sbarcarono in Sicilia e, con perdite inferiori alle previsioni, data la scarsa resistenza degli italiani, in poco più di un mese occuparono tutta l’isola. In previsione dell’invasione dell’Italia, le autorità americane, avevano predisposto la produzione di cartamoneta d’occupazione, la prima da loro utilizzata in questa guerra: seguiranno emissioni analoghe per la Francia, l’Austria, la Germania, il Giappone.
 
Di tutte le operazioni di preparazione di questa cartamoneta, quella per l’Italia fu la più complessa, la meglio organizzata e la più efficacemente realizzata. Se, infatti, preparare marchi tedeschi o yen giapponesi d’occupazione era abbastanza scontato, poiché si sapeva che, prima o poi, gli americani sarebbero sbarcati in questi paesi, stampare lire significava far sapere a tutti che s’intendeva invadere l’Italia, e la notizia poteva assumere per il nemico una vitale importanza strategica. Bisognava dunque fare tutto nel massimo riserbo, coinvolgendo meno persone possibile, così, fin dall’inizio, fu scartata l’ipotesi di stampare i biglietti in calcografia e su carta a filigrana; queste operazioni, oltre a portar via troppo tempo richiedevano un numero maggiore di collaboratori.
 
Si decise di usare un procedimento litografico basato su inchiostri con componenti spettrali ad alta specificità, in modo da rendere la selezione fotografica e la conseguente contraffazione "extremely difficult if not impossible". Gli americani, nella loro beata ingenuità, non immaginavano nemmeno che, se la guerra si fosse combattuta a colpi di banconote false, anziché di cannone, lo sbarco sarebbe più probabilmente avvenuto in Florida e non in Sicilia, e adesso saremmo qui a parlare degli it-dollars. In effetti, quello della falsificazione delle am-lire fu un fenomeno molto vasto, si andava dalle contraffazioni più grossolane, ad altre difficilmente distinguibili anche dai più esperti. Soprattutto a Napoli, gli abitanti impararono in poche settimane a stampare am-lire false, da rifilare agli americani.
 
Uno dei metodi più diffusi, sembra incredibile, era quello di aggiungere uno zero alla cifra dei biglietti da 50 e 100 lire, trasformandoli così in 500 e 1000; si stenta a crederci, ma sembra che la cosa funzionasse, se è vero che per questo motivo, nella seconda emissione fu aggiunto il valore in lettere a quello, solo numerale, della prima emissione. Sempre per prevenire le contraffazioni grande importanza fu data anche alla scelta della carta, e si dovette affrontare un grosso problema di approvvigionamento, perché il tipo di carta prescelto entrava anche come componente nella fabbricazione dei bazooka, si dovette così suddividere la produzione nazionale di questa carta fra le due esigenze, ugualmente vitali nell’economia bellica. Una volta approvvigionate le materie prime, si diede dunque il via all’ "Operazione Husky", questo il nome in codice dato dagli americani allo sbarco in Sicilia.
 
Per motivi di semplicità si decise di approntare due modelli, uno per i tagli grandi, di formato uguale al dollaro, l’altro per i tagli piccoli di formato pari alla metà: in un solo foglio si potevano così stampare o 200 biglietti piccoli o 100 grandi. Per motivi di sicurezza, all’inizio venne stampato solo il fondo dei biglietti, senza indicazione del paese in cui sarebbero stati usati, per non rendere nota la progettata invasione dell’Italia; solo all’ultimo momento furono sovraimpresse le parole "lire" e "issued in Italy". E così, il 19 luglio 1943 due aerei carichi di am-lire partirono dagli Stati Uniti diretti alla volta dell’Italia: erano la prima avanguardia di una vera e propria invasione di cartamoneta; alla fine, furono stampati 1.356 milioni di pezzi, per un valore pari a 130 miliardi di lire.
 
L’ultimo invio avvenne il 17 aprile 1945, una settimana prima della fine ufficiale della guerra in Italia. La circolazione dei biglietti venne imposta con il proclama n. 12 "Allied Military Lira Notes" a firma del generale Alexander, comandante in capo delle forze alleate in Italia:
"Con il presente proclama è istituita una circolazione monetaria in lire della specie di biglietti militari alleati del taglio di una, due, cinque, dieci, cinquanta, cento, cinquecento e mille lire; tale moneta ha corso legale per pagamenti di qualsiasi importo nel territorio soggetto al Governo Militare, e nessuno può rifiutarsi di accettarla in pagamento per qualsiasi importo."
 
La facilità con cui gli Alleati, utilizzando una moneta che aveva il solo costo della stampa, si accaparravano i pochi beni ancora disponibili, diede il colpo di grazia all’economia italiana, già duramente provata dalla guerra.
 
E andiamo ora ad esaminare nel dettaglio questi biglietti. Come già accennato ne furono prodotte due serie; la prima "series of 1943" copriva tutti i tagli della monetazione cartacea italiana, da 1 a 1000 lire; i biglietti da 1-2-5 e 10 lire avevano forma quadrata, i tagli superiori, 50-100-500 e 1000 lire, rettangolare, dello stesso formato dei dollari. Il valore è espresso solo con cifre numeriche, cosa che rendeva i biglietti falsificabili, anche per questo nella seconda emissione, "series of 1943A" venne aggiunta l’indicazione in lettere, bilingue, del valore. Nella seconda serie non furono ristampati i biglietti da 1 e 2 lire, diventati ormai inutili, vista l’inflazione galoppante. I biglietti della prima serie furono stampati da due diverse ditte, "Bureau of Engraving and Printing" (BEP) e "Forbes Lithograph Corporation" (FLC).
 
I biglietti della FLC sono distinguibili per la presenza di una piccola f nel ricciolo superiore dell’angolo inferiore destro del biglietto; i biglietti della BEP non hanno nessun segno di riconoscimento. La seconda serie fu interamente stampata dalla FLC, e tutti i biglietti hanno la sigla f .
 
Esiste poi una terza tipologia di biglietti, con asterisco, che sarebbe stata emessa per sostituire pezzi identici ritirati per logorio; questa terza tipologia è considerata rarissima. Tutti i biglietti riportano sul retro, in inglese, le quattro libertà sancite nella Costituzione americana:
freedom of speech – libertà di parola
freedom of religion – libertà di religione
freedom from want – libertà dal bisogno
freedom from fear – libertà dalla paura
 
Dal punto di vista della rarità numismatica, possiamo dire che sono comuni, anche FDS, i tagli fino a 10 lire, con l’eccezione del biglietto da 10 lire serie 1943 FDS; comuni anche i tagli da 50 e 100 circolati, mentre per questi ultimi FDS e per i tagli da 500 e 1000 lire (sia usati che FDS) si sale progressivamente nella scala della rarità (e dei prezzi) fino ad arrivare ai biglietti da 500 e 1000 lire serie 1943 FDS, stampati dalla FLC, praticamente introvabili.
 
A partire dal 12 dicembre 1946, a seguito dell’accordo raggiunto tra il governo italiano e gli Alleati, le am-lire cessarono di essere moneta d’occupazione e passarono sotto la gestione della Banca d’Italia, che le riconobbe come cartamoneta di propria emissione; tale gestione ebbe termine il 30 giugno 1950, quando le am-lire furono dichiarate fuori corso.
 
Quando queste banconote furono definitivamente ritirate dalla circolazione, si capì come esse avessero gravato interamente sul bilancio dello Stato italiano; di conseguenza gli americani decisero di offrire all’Italia un fondo in dollari e sterline in contropartita della am-lire spese dalle loro truppe.
Qui mi fermo, soprattutto per fine delle mie scarse competenze. Per chi volesse approfondire l’argomento, segnalo:
 
In rete:
John Law (sociologo presso la Lancaster University – testo in inglese).
 
In libreria:
Roberto Mori – Il cambio della moneta, I progetti in Italia nel secondo dopoguerra.
Edizioni Spirali – 2000

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23 risposte a .: La vecchia storia delle Am-Lire :.

  1. mata63 ha detto:

    Questo argomento è estremamente interessante… non ne sapevo nulla. Esilarante sapere che a Napoli siano riusciti a turlupinare le truppe americane forti, scaltre e senza paura.
    Adoro Napoli, con tutte le sue sfaccettature.

  2. mata63 ha detto:

    Questo argomento è estremamente interessante… non ne sapevo nulla. Esilarante sapere che a Napoli siano riusciti a turlupinare le truppe americane forti, scaltre e senza paura.
    Adoro Napoli, con tutte le sue sfaccettature.

  3. ofelia71 ha detto:

    ancora sono in coma, stampo tutto e leggo con calma dopo pranzo con un po’ di carboidrati in circolo ! 😀

  4. ofelia71 ha detto:

    ancora sono in coma, stampo tutto e leggo con calma dopo pranzo con un po’ di carboidrati in circolo ! 😀

  5. desiderio947 ha detto:

    Detto in soldoni, con la trovata delle am-lire, gli americani ci hanno addossato i costi della liberazione. Così come con la guerra al terrorismo, scaricano sul resto del mondo il loro deficit della bilancia dei pagamenti. Questa sì che è diffusione della democrazia!
    Ciao, buon inizio settimana. beppe

  6. desiderio947 ha detto:

    Detto in soldoni, con la trovata delle am-lire, gli americani ci hanno addossato i costi della liberazione. Così come con la guerra al terrorismo, scaricano sul resto del mondo il loro deficit della bilancia dei pagamenti. Questa sì che è diffusione della democrazia!
    Ciao, buon inizio settimana. beppe

  7. blackmilk ha detto:

    molto interessante

  8. blackmilk ha detto:

    molto interessante

  9. Anyanka ha detto:

    Aldilà che non so come tu faccia a trovare queste notizie… il post è interessante… ma ho un senso di dejavu… avevi affrontato già quest’argomento?

    Ah… grazie per tutto! :*

  10. Anyanka ha detto:

    Aldilà che non so come tu faccia a trovare queste notizie… il post è interessante… ma ho un senso di dejavu… avevi affrontato già quest’argomento?

    Ah… grazie per tutto! :*

  11. freedom75 ha detto:

    Bella Alèèè!!!
    Uhm…devo leggermi il link prima di parlare…ma come sempre…arghhhhhhh!!! Mi rendo sempre + conto che noi stiamo davvero un piano sotto a certa gente. Non sappiamo, non dobbiamo sapere, non possiamo dire.
    ti bacio x ora e vado ad approfondire.
    Stè

  12. lavalanga ha detto:

    Da qualche parte dovrei avere un’am-lira (non ricordo più da quanto): vedo se riesco a trovarla per osservarla meglio 🙂

  13. bartleby ha detto:

    il mio commento è OT, me ne scuso, ma sto leggendo Gomorra di Roberto Saviano. E’ una lettura che mi sta scioccando, ho il libro tra le mani, non riesco a smettere di leggerlo e quando ho smesso non riesco a smettere di pensarci. Lo hai letto? e se sì che ne pensi? io pensavo che vivo in una cttà ed in un paese di cui non conosco che la rassicurante superficie.

  14. ventodipolente ha detto:

    quanto sono buoni gli americani liberatori e esportatori di democrazia hanno un cuore grande grande e un cervello microscopico…questo è quello che appare taluni dicono che siano dei grandissimi figli di puttana…scusate il termine da accademia del farro…ogni anno spero che arrivi un uragano detto Cicciabbomba e sradichi quel fetido ammasso di stati sanguinari e li spedisca uno a uno n’gopp’ a’ lun’, via su marte per stare tranquilli non si sa mai…questo è soltanto uno delle miriadi di espedienti giochini giochetti che hanno messo in piedi per spremere al meglio l’italia, compreso scendere a patti con certiuni per poi ritrovarseli in casa e faticare a tuttoggi per levarseli di mezzo…rischi della loro coglionaggine-furbizia…che sono sempre lì al limite..come inzaghi sempre sul limite del fuorigioco…tanto per gettare acqua sul fuoco…un salutone…che a parlare di certi argomenti perdo le staffe anch’io…;O))

  15. ventodipolente ha detto:

    quanto sono buoni gli americani liberatori e esportatori di democrazia hanno un cuore grande grande e un cervello microscopico…questo è quello che appare taluni dicono che siano dei grandissimi figli di puttana…scusate il termine da accademia del farro…ogni anno spero che arrivi un uragano detto Cicciabbomba e sradichi quel fetido ammasso di stati sanguinari e li spedisca uno a uno n’gopp’ a’ lun’, via su marte per stare tranquilli non si sa mai…questo è soltanto uno delle miriadi di espedienti giochini giochetti che hanno messo in piedi per spremere al meglio l’italia, compreso scendere a patti con certiuni per poi ritrovarseli in casa e faticare a tuttoggi per levarseli di mezzo…rischi della loro coglionaggine-furbizia…che sono sempre lì al limite..come inzaghi sempre sul limite del fuorigioco…tanto per gettare acqua sul fuoco…un salutone…che a parlare di certi argomenti perdo le staffe anch’io…;O))

  16. lorypersempre ha detto:

    Ah, pero’! bella, ‘sta storia delle AM lire stampate su carta igienica…
    :o)
    L

  17. annadellaporta ha detto:

    clapp clapp clapp clapp!

  18. annadellaporta ha detto:

    clapp clapp clapp clapp!

  19. nebula ha detto:

    bah…gli americani….!

     afuria di contare pecore stanotte… me ne sono persa una!
    buongiorno!

  20. storie ha detto:

    con l’inventiva partenopea tutto si può “copiare”, alla faccia in questo caso degli esportatori di democrazia a stelle e stiscie!

    #8: anche io ho letto Saviano… spero si possa leggere anche altre “voci” in tema….

    kcsa

  21. storie ha detto:

    con l’inventiva partenopea tutto si può “copiare”, alla faccia in questo caso degli esportatori di democrazia a stelle e stiscie!

    #8: anche io ho letto Saviano… spero si possa leggere anche altre “voci” in tema….

    kcsa

  22. enduromac ha detto:

    Dato che ho sentito una proposta di Berlusconi di stampare comunque delle “nuove lire” pur mantenendo l’eruro, per creare la tanto desiderata inflazione (attenzione ai desideri che si avverano!). Visto che non credo che B sia tipo da dare le nuove lire ai poveri sotto forma di sussidio (che per me sarebbe l’unica forma legittimante l’operazione), c’è da chiedersi chi sarebbero i nuovi ladri di beni veri che beneficerebbero in primis dell’utilizzo come valuta riconosciuta (prima della sua naturale svalutazione) di tale carta (straccia) moneta!

  23. enduromac ha detto:

    Superficialità di B. a parte. Per dare un giudizio sull’operaz americana (am lire), occorrerebbe conoscere quanto fu il risarcimento, in rapporto alla quantità di moneta immessa e quindi ai beni e servizi “razziati”: mi pare che il successivo piano Marshall (che casualmente (?) credo fosse un militare) abbia beneficiato l’Italia, in termini attualizzati, circa della metà del valore della carta moneta “falsa” spacciata forzosamente per vera (AM Lire).
    Altra cosa da sapere è: Chi furono (più nel dettaglio) i primi che hanno avuto in mano le AM lire e quindi le hanno spese per buone, col loro valore iniziale pre svalutazione? Solo le truppe? Anche alcuni italiani? Con quale regola sono state distribuite/utilizzate?
    Secondo me, sono questi gli elementi che qualificano l’operazione: ricordo a me stesso (sono del 57) che l’inflazione (pure causa di molte ingiustizie) da comunque una spinta fortissima all’economia: il denaro ti brucia nelle tasche e nei conti correnti e non vedi l’ora di liberartene per qualcosa di più tiepido e tranquillo (immobili, automobili, beni di consumo semidurevoli) di cui non si stampa più neppure un listino perchè il prezzo varia ogni settimana, verso l’alto.

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