.: Non la bevo: l’invasione del marketing :.

Letture consigliate del giorno
Ventodipolente – "Dal Vangelo Secondo Nano Pio"
Carmen Asteria – "Caccia alle streghe all’università di Los Angeles"<


Leggo su Mediazone.info e su Tactical Media Crew e così riporto, poichè l’episodio ha catturato il mio interesse. Pertanto, ampie parti di quanto segue è un copia/incolla dai due siti suddetti.
 
Dietro Zero Movement era nascosta una campagna di marketing via blog
Tutto ha inizio tempo fa in Australia con una campagna outdoor: manifesti dal sentore underground, non commerciali, che sembravano voler diffondere una nuova filosofia di vita senza regole, senza programmi, senza restrizioni. Un grande zero rosso l’unico indizio.
Immediato intuire come i giovani, soprattutto adolescenti, abbiano manifestato interesse, e come abbiano usato internet per approfondire e per aderire a questa corrente di pensiero capace di farsi interprete del loro stile di vita.
Cosa avranno fatto i giovani australiani per capire cosa è lo Zero Rosso? Avranno usato google 😉
Risultato della ricerca, rullo di tamburi e squilli di trombe, non un sito ma un blog.
 
Mai un mezzo potrebbe risultare più consono: i blog spopolano fra le nuove generazioni (e anche tra noi vecchi), consentono libera partecipazione e interattività e hanno ben poco di istituzionale. Questo blog dello Zero Rosso ha una cronologia che risale al giugno 2005, e propone nei post le stesse domande accattivanti che campeggiano sui manifesti. Cose fatte apposta per attirare giovani, come ad esempio: "Perchè le scadenze non possono essere flessibili?", "Perchè i genitori non capiscono che il nostro cordone ombelicale è stato tagliato da un po’?", "Perchè le discussioni non si possono risolvere con lamorra cinese?"
Il mezzo e la filosofia non potrebbero essere più adeguati per colpire un target difficilmente raggiungibile: ragazzi e adolescenti che non vedono la tv, che non sono interessati ai giornali e che si riconoscono nella "cultura di strada", in ciò che non è mainstream, in ciò che si differenzia dal prevedibile e spersonalizzato mondo degli adulti.
Nulla era trapelato della paternità di blog e manifesti, non compariva nessun marchio, il blog conteneva commenti ed era stato addirittura linkato da ignari lettori affascinati dalla novità del messaggio propagandato dallo "Zero Movement".
Un giorno un navigatore un po’ più grandicello, e soprattutto molto curioso, ha immesso il dominio "thezeromovement.com" in un tool che consente di risalire a data e informazioni di registrazione del dominio, e si scopre che il blog è molto più recente di quanto dichiari e che il blogger che lo gestisce non è una persona. Infatti guardando a chi è intestato il dominio si scopre che:
 
[Querying whois.opensrs.net]
[whois.opensrs.net]
Registrant:
The Coca-Cola Company
One Coca-Cola Plaza
Atlanta, GA 30313
US

 
Dopo che Coca-Cola è stata smascherata, si veda a tal proposito il blog dello smascheratore, ecco che in homepage compare una bottiglia di Zero Coke (il nuovo prodotto della gamma), appare il nome "Coca-Cola zero" nella barra del titolo del browser, mentre la sezione Public Relation di Coca-Cola si giustifica dichiarando che la loro è stata una semplice operazione teaser, volta a tenere col fiato sospeso i consumatori.
 
Fin qui, ci sarebbe al limite da complimentarsi con la genialità (poco originale a dire il vero: le operazioni teaser esistono da decenni, si fanno anche in politica) dei PR di Coca-Cola. Peccato che, se proprio vogliamo scavare alla ricerca del pelo nell’uovo (ma non più di tanto), per fortuna spesso e volentieri i "consumatori" sono esseri umani e non amanofarsi abbindolare, a maggior ragione da Coca-Cola, a maggior ragione se la loro fiducia viene tradita rendendo artificiale, usando a scopo commerciale, e quindi rinnegando le origini di un tipo di cultura che si avvale di blog, che si diffonde col passaparola, che si dichiara estranea a tutto ciò che serve solo a spillar soldi.
E le vendite di Coca-Cola Zero sono crollate proprio tra gli adolescenti…
Non mancano dei (fallimentari) precedenti, ma Coca-Cola ha deciso comunque di creare quel che in gergo si definisce fake blog (blog fasullo).
 
Forse Zero Movement nasce dall’atavico spirito di competizione con Pepsi?
Il blog That Pepsi Girl vorrebbe farci credere che esiste un tale disposto a tutto pur di conquistare la protagonista dello spot di Pepsi. Disposto anche a fare sei mesi di pubblicità gratuita.
 
Un altro celebre esempio di fake blog arriva da McDonald’s, che vorrebbe tentare di convincerci che esistano due blogger che hanno trovato una patatina fritta col profilo di Lincoln. Guarda caso lo stesso (delirante) concept scelto dalla campagna pubblicitaria di McDonald’s.
 
Blog Marketing. Ultima frontiera
 
Bene o male, l’importante è che se ne parli: questo l’intento dei fake blog. Ciò dimostra una scarsa comprensione del mezzo-blog da parte delle aziende e la volontà di accontentarsi di risultati mediocri e di progetti a breve termine.
Per creare o consolidare una brand identity, il blog marketing (se ben praticato) può un ottimo strumento, dato che consente di affrontare tematiche che esulano dal prodotto in sè. Nel blog aziendale si può leggere la filosofia di vita del marchio, che parla al lettore come fosse dotato di una sua personalità (si veda ad esempio il blog di Miss Y, diretta emanazione di una Lancia Y fatta donna. Non condivido la strategia di mercato, ma almeno è una strategia più intelligente).
Il blog aziendale offre l’occasione di parlare di sè, del "sè-azienda", ma, a differenza di conferenze stampa e pubblicità, per la natura stessa del mezzo, si offre al giudizio dei lettori, si mette in discussione. Non è un monologo nè un panegirico, ma un confronto e una conversazione con il pubblico: attraverso i commenti si ottiene un prezioso feedback che consente di conoscere meglio le aspettative dei clienti.
 
La credibilità è un elemento fondamentale per una buona iniziativa di blog marketing. Non basta fare leva su un mezzo "di moda" come il blog: c’è anche da condividere usi e costumi con il popolo del web e avere la maturità di esporsi al pubblico e di affrontarlo, trattandolo non come un consumatore, ma come un essere umano.
Coca-Cola non ha capito un fico secco di tutto questo: ha scelto il medium solo per colpire un target, e l’ha fatto in modo poco trasparente, dimostrando di non aver compreso quanto valga la credibilità , e dimostrando di sottovalutare l’intelligenza dei giovani consumatori.

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25 risposte a .: Non la bevo: l’invasione del marketing :.

  1. simichan ha detto:

    Molto interessante quello che scrivi. Ancora di più proprio perché ieri discutevo con chi di blog proprio non vuole sentirne parlare a proposito del “cosa è” e del “perché esiste”…
    solo un appunto: i blog spopolano fra le nuove generazioni (e anche tra noi vecchi)… ma siamo davvero così vecchi? ^+^”

  2. alex321 ha detto:

    Manco a farlo apposta, Simichan, anche io ieri parlavo con chi è su posizioni piuttosto critiche riguardo i blog :)))
    No dai non siamo vecchi.. ^+^
    (uff mi tocca pure rincuorarti per farti riprendere dai segni della vecchiaia..)

  3. julysan ha detto:

    quindi hanno insultato e sottovalutato l’intelligenza (per esempio) mia (per quanto limitata possa essere), giovane fanciulla quale sono?
    Come al solito insomma… c’è sempre chi ci crede dei cretini.

    Non ne so nulla di marketing, ma sembra che avere come target degli idioti, in certi casi, sia molto vantaggioso… I cosiddetti specchietti per le allodole sono sempre esistiti e spesso hanno dato frutti sostanziosi… sto pensando il tutto anche applicato, non so, allo spettacolo (sono o non sono il Ministro dei beni Culturali?) e quindi penso alle azioni di promozione di alcuni fenomeni flesh, costruiti ad hoc, con tanto di merchandising, per arricchirsi in modo spropositato. C’è un errore (morale) di fondo ovvero quello di considerare il target idiota e plagiabile. Ma, visti alcuni risultati, a quanto pare non è sempre un errore strategico…

  4. storie ha detto:

    coca cola non ha sbagliato poi molto…di solito funziona sottovalutare l’intelligenza del target.

    Qui mi consola molto che nn ci siano riusciti proprio tra il popolo blog!!

    KC

  5. ThePacky ha detto:

    Wow interessantissimo……

  6. CompagnaSpa ha detto:

    Concordo in toto con Packy! Ormai la pubblicità non ha frontiere… le sperimentano tutte. Peccato che anche noi giovani internettiani (e anche voi vecchietti, dai!:-P), al contrario di quanto molti pensino, non siamo cretini.

    Davvero una bella notizia. Un po’ di ottimismo prima di fare un esame! 😉

  7. tostoini ha detto:

    un esempio molto simile é quello di teledue che ha creato un sito (non riesco a ritrovarlo, non ricordo come ci fossi arrivata) francofono (visto che comunque i paesi francofoni come belgio francia etc sono sostanzialmente i più attivi su questi settori) di un sedicente movimento di liberazione dai cellulari.
    Il sito era carino e accattivante, peccato per quel link piiiiiiiccolo piiiiiiccolo in un angolino…cliccandoci su ti proponeva la nuova tariffa per i fissi di teledue.

  8. alex321 ha detto:

    @tostoini: interessante… mi metto a cercare il link, o ne parliamo domenica…

    @tutti: certo che è interessante: è un caso in cui il consumatore è stato in grado di mandarli aff… 🙂

  9. ciailan ha detto:

    Alex già stà circolando per via e mail quella lettera!!!!
    giorno a tutti

  10. alex321 ha detto:

    Bene… che circoli. Andate a leggere il blog di ciailan!

  11. ilpizzo ha detto:

    Buona serata, se sei venuto in lombardia spero ti sia procurato una slitta, c’e’ un casino di neve (che figata).

    La coca cola ? Bleah, molto meglio la birra 🙂

  12. Loreanne ha detto:

    Interessantissimo questa analisi dei falsi blog…
    Sarà un fenomeno verso il quale, da parte dei potenziali “adescati” occorrerà innalzare la guardia…
    Noi non piu’ teen agers ci possiamo tirare fuori dagli appetibili: mica ci attireranno con i blog che parlano delle malefatte politiche dei soliti noti e le ingiustizie che si consumano negli angoli dimenticati da tutti per lanciarci, in un secondo momento, pubblicità di bevande e sigarette…!
    Alex…se ti vuoi arrabbiare, domattina, Berlusconi (intorno alle 9.40) parla su Radio Radio, l’emittente tua concittadina (che io, l’ometto uso per drogarmi di calcio…!!!)…!!!!

  13. santamargherita ha detto:

    Ciao Alex, spero tu sia riuscito ad arrivare a Brescia senza problemi

  14. kymma ha detto:

    BUONGIORNO!
    Ah finalmente si avvicina il week-end ci sentiamo lunedì!
    ^___^
    by imma

  15. sibillacumina ha detto:

    eheheh furbi quelli della Coca!
    un saluto 🙂
    S.

  16. ofelia71 ha detto:

    sperduto in mezzo ad una tormenta di neve ????? buon fine settimana darling
    :-*

  17. flog ha detto:

    Bella storia, ma non mi meraviglia molto…
    Grazie per avermi cliccato!
    Flog

  18. ilfastidio ha detto:

    ciao sig. Presidente…ma quante ne sai???

  19. StellaCeleste ha detto:

    Ciao, qui da noi non nevica, ma il freddo si fa sentire.
    Sono interessanti tutte le cose che scrivi.
    Un caro saluto
    Stellina

  20. utente anonimo ha detto:

    Scusate l’assenza, ma il treno è affondato nella neve…
    Seguiranno aggiornamenti!
    🙂

  21. spighetta ha detto:

    Io vecchia!!! Ma scherziamo??

    Buon fine settimana Alex. Qui niente neve, per ora.
    Ciao
    Linda

  22. baader ha detto:

    ormai sei diventato un punto di riferimento della controinformazione in rete.
    ciao

  23. pazyryk ha detto:

    Sono appena nato come blog ma prometto bene dalle visite… Ho iniziato una serie di riflessioni sulla canzone d’autore attraverso le mie canzoni. Se ti interessa, ti aspetto.

  24. geekonthemoon ha detto:

    Ci piacerebbe una tua opinione sul nostro esperimento di marketing alternativo, lo trovi qua: http://www.graphic.it/movie/marketing.hmtml

  25. geekonthemoon ha detto:

    Ovviamente ho sbagliato l’url… grr pardon eccolo:
    http://www.graphic.it/movie/marketing.html

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