.: Sul valore dell’Euro :.

Doverosa premessa:
Se questo post ha preso vita nella mia mente, nelle ore serali di ieri, lo devo a Ofelia71 che, con questo suo post è stata involontariamente la musa ispiratrice delle mie riflessioni.
Sarò polemico. Gratuitamente polemico (ma oggi così mi viene).


Art. 605106
COSTUME DA BABBA NATALE
Cappellino, perizoma, cintura, ma soprattutto vestito cortissimo in pizzo bordato dalla classica pelliccia bianca. Come resistere?
Marca: Clandestine
Costo: 57 euro
 
Immagine dell’articolo:

No no, non sto inventando.
L’ho letto su: Cinderella.it – Sezione travestimenti
 
Direte voi…
ma che diavolo c’entra questa roba proprio qui su questo blog?
Perchè questa pubblicità a questi 57 euro buttati?

C’entra.
O meglio: non c’entra nè l’articolo in sè, nè la marca. C’entra solo il prezzo.
Vorrei infatti tornare a parlare, stamattina, del valore della moneta. Questo "pezzo" da collezione vale ben 57 euro. Ma tanto lo so bene che c’è chi avrà pensato che vale solo 57 euro. Dividiamo per 57 questo prezzo, e vediamo un attimo quanto vale un singolo euro.
 
Chiamo in aiuto Ugo Montanari, che è un volontario che lavora in Africa per una ONG.
Montanari scrive che una "pittoresca" usanza dei watoto (bambini) della valle dello Yovi (in Tanzania) consiste nel trasportare mattoni dai forni artigianali dove vengono cotti al luogo dove servono per costruire le case. Questa attività permette loro di ottenere un po’ di soldini per comprarsi i biscotti: per ogni mattone portato ricevono 5 scellini e, poiché un pacchetto di 6 biscotti costa 50 scellini, con 10 mattoni è concluso l’affare. I bambini più grandicelli (7-10 anni) portano 5 mattoni per volta, mentre i più piccoli ne portano 3… Tutti rigorosamente sulla testa. Ogni mattone pesa 3 chili o poco più.
Partendo da questo fatto abbiamo eseguito un calcolo interessante, che ci permette di stabilire una definizione del valore dell’Euro in modo decisamente diverso da quanto fanno gli economisti e gli esperti di varia natura che infestano la nostra esistenza.
Un Euro vale 1350 scellini; quindi per accumulare un euro un bimbetto della valle deve trasportare 270 mattoni (1350:5 = 270) per un peso totale di un po’ più di 8 quintali (270×3 = 810). Se consideriamo che il forno con annesso deposito di mattoni dista circa 500 metri dall’abitazione, un bimbetto che porti 3 mattoni per volta deve fare 90 viaggi di andata e ritorno (270:3 = 90), cioè 90 chilometri (90×0,5×2 = 90).
Da qui la definizione:
L’Euro è quella moneta il cui valore unitario equivale alla fatica di un bambino africano di 5 anni (il cui peso è sì e no 12-15 chili) che trasporta 810 chilogrammi di mattoni percorrendo complessivamente 90 kilometri, di cui 45 con 9 chili sulla testa.
 
Noi invece, qui in Italia, ne spendiamo 57, di Euro, per il completino da Babba Natale.
 
Devo sentirmi fortunato, o devo sentirmi in colpa, per il fatto che mi trovo da questa parte della barricata?
 
Fonte: Ugo Montanari su bondedogo.it
 
P.S.: Messaggio rivolto ad un’eventuale donna che voglia in qualche modo far colpo su di me. Non procurarti un completino da babba natale, non lo apprezzei. Sai, io mi accontento di molto meno, veramente di poco.

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31 risposte a .: Sul valore dell’Euro :.

  1. Anyanka ha detto:

    Polemica gratuita: stai esagerando!;)

    E questa la capiranno in pochi (forse nessuno): “Sei passato di nuovo al baretto?”

  2. laura48 ha detto:

    Alex, nessuna polemica gratuita dal momento che ci ricordi la povertà nel mondo.

    Secondo il rapporto UNICEF: 640 milioni di bambini non dispongono di alloggi adeguati
    500 milioni di bambini non hanno accesso a servizi igienici di base
    400 milioni di bambini non hanno accesso a fonti d’acqua sicura
    300 milioni di bambini non hanno accesso all’informazione (TV, radio e stampa)
    270 milioni di bambini non hanno accesso ai servizi sanitari
    oltre 120milioni di bambini (140 milioni secondo le stime dell’Università di Bristol), la maggior parte dei quali sono bambine, non sono mai andati a scuola
    90 milioni di bambini soffrono di grave carenza di cibo.

    Un quadro di una tragicità unica, che spesso dimentichiamo di guardare.

    Un abbraccio

  3. santamargherita ha detto:

    Per aggiungere polemica alla polemica basta riflettere su quanto costa un giornale quotidiano, una rivista settimanale, per non parlare di una rivista mensile………….Purtroppo sempre piu’ spesso ormai sento pronunciare le parole “costa solo….”,
    al posto di “costa ben….”!!!

    Buona giornata

    solare

  4. ilpizzo ha detto:

    In effetti questi raffronti fanno pensare ed e’ giusto pensare ogni volta che ci possiamo concedere un “lusso” a chi non e’ cosi’ fortunato. Io personalmente mi sento piu’ fortunato e meno in colpa, ma non perche’ non mi interessa, semplicemente perche’ penso che se si vuole fare qualcosa per gli altri non lo si debba fare solo per lavar via un proprio senso di colpa, sarebbe abbastanza meschino, ma lo si deve fare perche’ si crede veramente di poter aiutare qualcuno. Poi a volte casco in pieno in qualche trappola consumistica e mi ritrovo a spendere dei soldi per qualcosa di assolutamente inutile, ma purtroppo non sempre riesco a fare solo scelte ragionate, a volte scatta il gesto istintivo che arriva dalla parte infantile del mio cervello e li non c’e’ niente da fare.

    P.S. per l’eventuale donna che vuol far colpo su Alex consiglio di prendere solo il perizoma e devolvere il resto dei 57 euro a qualcuna delle organizzazioni serie che operano nel sud del mondo. Fara’ contento sia Alex che qualche bambino…

  5. utente anonimo ha detto:

    UN INDOVINELLO: il vestitino da “babba” (escluderei volontariamente l’accostamento alla parola Natale)in realtà costa un po’ meno di 57 euro poichè la cifra è comprensiva del 20% di i.v.a. ovvero una imposta inutile che non quantifica il valore del bene ma che, per assurdo, ne determina parte del prezzo; quindi:
    QUANTI VIAGGI DOVRANNO FARE I WATOTO PER PAGARE L’I.V.A.?
    ahimè quanto è stupido il mondo!

    ottobrerosso
    P.S.
    anche io come alex mi accontenterei di molto meno… a me infatti basta la donna senza vestiti! ;-)))))

  6. storie ha detto:

    Leggendo queste parole mi sento impotente: chi potrebbe fare qualcosa purtroppo nn ha interesse a farlo…

    Trovo sia un post molto intelligente che riesce a rappresentare molto chiaramente (e senza polemiche gratuite) la societa in cui viviamo e le sue enormi e violente contraddizioni.

    Cercate di ricordare le immagini di quei bambini africani che muoiono di fame e aprite una rivista femminile dove nn si fa altro che parlare di diete, cellulite, pillole per mangiare senza ingrassare!!!! è scandaloso!!! cazzo se lo è!!!!
    Pensate al consumismo vacuo dell’imminente perido natalizio…

    Guardando la foto che Alex ha postato oggi, vedo solo quanto miseri possono essere i fortunati occidentali…e nn sono “miserie gratuitie”… lontano dai ns occhi c’è qualcuno che paga il ns benessere e questo qualcuno puo essere qual bambino che cammina km con i mattoni in testa.

    Bravo Alex.
    cvs
    🙂
    bacio

    PS: ma nn ci penso nemmeno ….

  7. Anyanka ha detto:

    Stamattina non è mattina… e poi rischio di sembrare “STRONZA”, “CINICA” e “FIGLIA DI BUONA DONNA”… quindi sto zitta (e non venirmi a chiedere di parlare perchè tanto non rispondo).:P

    Allora… la citazione è presa da un programma televisivo che non guardo (mai dire domenica… o lunedì… no domenica… vabbeh) ma amo (li scarico in rete… forse non si può dire) i filmati di Maccio Capatonda & C.. Prendono in giro il cinema, la citazione è dal trailer: “Mobbastaveramenteperò”. Sì… devi smettere di bere! Ma… vedo che non sei il solo!;)

    Polemica gratuita: uffa! Ma sono stufa che mi lasciate commenti su Benni… e non su quello che ho scritto io… non gioco più!:P

  8. ofelia71 ha detto:

    purtroppo sono tempi che richiedono tanta polemica da parte nostra. gratuita e non. mi chiedo sempre più spesso se serve a qualcosa, forse si… nn ricordo dove l’ho letto ma in un articolo da qualche parte si diceva in termini molto semplici e scontati che lo squilibrio di risorse tra “nord” e “sud” del mondo (semplifico per brevità) che genera povertà e miseria nn verrà mai colmato perchè è da questo che deriva lo SCAMBIO. ed è lo scambio (impari, iniquo, ingiusto) che genera la ricchezza del “nord” del mondo. è così semplice che diventa quasi una questione… banale.
    la cosa che mi colpì nell’articolo è che nn traspariva nessuna condanna in tutto ciò, veniva preso come un dato di fatto a cui nn c’era rimedio. mi piacerebbe che nn fosse più così, una cosa su cui noi nn possiamo fare nulla…
    ps: troppi complimenti ! mi vergogno…

  9. ciailan ha detto:

    diciamo che quel costumino da ‘Babba’ potrebbe risultare superfluo, (parlo per me)inesistente, quindi non ne tengo conto, se però facciamo il paragone con le cose superflue nostre e le cose vitali che servono ai bimbi dell’africa, devo proprio dire che siamo in un mondo di stronzi….

  10. maredidirac ha detto:

    http://www.decrescita.it

    …e io il costume da babba lo metto tutti i giorni:normalmente vado in giro vestita così! 😉

  11. alex321 ha detto:

    @laura48 (ma anche altr*): esatto, hai colto bene il senso. Stamattina quel che mi fa rabbia… è il mettere a confronto questi dati che hai riportato… con la nostra opulenza pre-natalizia.

    @santamargherita: sono d’accordo! Dovremmo imparare a dire più spesso “costa ben…”

    @ilpizzo: analisi lucidissima la tua! Tutti cadiamo nella trappola del consumismo, mica solo tu… d’altronde ci siamo nati dentro… 😦

    @ottobrerosso: giustamente rigiri il dito nella piaga… mi auguro che in Tanzania non si paghi l’IVA….

    @storie: lucidissima! Molto razionale, non vai mai nel pallone. Ottime osservazioni 🙂 (p.s. compreso)

    @Anyanka: non guardo mai la TV, l’ho spenta 10 anni fa per non riaccenderla più… però sì mi rendo conto dell’effetto che fa su di me l’uso smodato di alcoolici 🙂

    @Ofelia: già, lo scambio… il Dio dello scambio. Il segno tangibile di quanto la società di mercato sia un’utopia distruttiva.

    @ciailan: sai che ieri sera anche io pensavo: “che mondo di stronzi”…!
    E’ il contrasto che mi fa rabbia. Il divario nord/sud che aumenta…

    @maredidirac: ottimo sito! Me lo studio! Grazie! Non avevo dubbi sul fatto che tu andassi vestita così tutti i giorni… ma si sa, tu puoi permettertelo (fisicamente. Climaticamente invece non saprei…) 😛

  12. maredidirac ha detto:

    Il freddo riattiva la microcircolazione e distrugge la cellulite! (seeee, proprio, la mia fida calzamaglia a righe non mi abbandonerà fino al disgelo!)

  13. alex321 ha detto:

    Va be’ mare ma tu hai l’arma segreta…

  14. ThePacky ha detto:

    Ed è ancora poco… spendiamo molto di più per cose ancora più inutili…..
    Il vero problema secondo me e lo sfruttamento di questi popoli che, lavorano più di noi e guadagnano di meno…..
    La cosa deve essere assolutamente regolamentata…..

  15. carmen_asteria ha detto:

    vabbe’ vada per il completino ad befana…magari quello lo danno gratis!

    comunque oltre ad essere un oltraggio alla moralita’ e anche un oltraggio al gusto quel completino!

  16. freedom75 ha detto:

    Buongiorno Ale!!!
    Hai tirato fuori un argomento particolare…come misurare la differenza tra i paesi (che si credono) ricchi e i paesi poveri.
    L’Euro ci sta rovinando. Noi siamo in realtà poveri. Poveri rispetto a ciò che questa parte di mondo ci propina…vedi le varie cazzate che ci mettono davanti agli occhi…tra cui il simpatico completino da porno babbo natale, alla modica cifra di 57 euro. Ci obbligano, già appena alzati la mattina a spendere più di quanto possiamo…vedi le utenze, acqua, gas e luce. Telefonino e benzina, il primo che costa molto più di quanto vale, infatti si farebbero dare in culo pure dal nonno, pur di arrivare ad accaparrarsi i servizi telefonici, che rendono moooolto. La benzina, che costa esageratamente troppo, e già se devi fare 60 km al giorno come me, quasi ti viene voglia di fermarti di notte a fare straordinari.
    Ci impongono uno stile di vita da ricchi. In realtà ci hanno messo davanti il progresso e la bistecca per tutti, senza considerare che prima o poi sarebbe uscito fuori l’inganno.
    Il bambino che lavora pesantemente per guadagnare una miseria, ci deve stare, per far campare così NOI, abitanti del mondo pseudo-progredito.
    Io mi vergogno di stare dalla parte della barricata “fortunata”. Perchè vorrei quell’utopia…proprio quella…un mondo di pace, nel quale tutti possano vivere dignitosamente. Nel quale non esistano guerre ed economie di merda, quel sogno che rincorro fin da piccola…
    Ale, siamo ancora in pochi a vergognarcene…la maggior parte vanno ancora in giro per centri commerciali a spendere, senza pensare a quanti mattoni sta portando un bambino di 10 anni in Africa, tanto stasera c’è il completino di babbo natale da indossare….
    Ti bacio
    Stè
    P.s.:ho scritto tutto in fretta, ho un casino da fare. Dopo approfondisco, mi piace l’argomento!!

  17. varcaLaSoglia ha detto:

    Alex, credo che quel costumino sia un falso bersaglio. È meglio spendere quei soldi per il costumino o per andare in discoteca? o per andare a vedere la partita? o per comperarsi le sigarette di un mese? o… o… o… e non la finiamo più.

    Il vero bersaglio è l’altro, quello che hai detto dopo: che ci siano persone che devono farsi 90 km con quei kg sulla testa per guadagnare un Euro. Il fatto che ci sia chi usa e getta, e chi non ha niente da usare; il fatto che qualcuno sfrutta e qualcuno è sfruttato.
    Su questo bisognerebbe concentrarsi, su questo.

    Chè poi, con un po’ di carta crespa, quel costumino – se a uno/a proprio interessa – secondo me si può fare.

    Non so voi, ma a me da piccolo i costumi di carnevale (non come questo!!) me li faceva mia mamma con la carta crespa e gli avanzi di stoffa. E che cosa ci dice questo? che, al contrario della generazione precedente, noi non abbiamo più tempo per fare le cose che ci interessano e ci limitamo a comprare, comprare, comprare.

  18. ciailan ha detto:

    e si ci dicono che non abbiamo più tempo per fare nulla…tranne che andare in palestra (parlo come donna, se ci mettessimo a fare i mestieri noi…sai che ginnastica), andare alle riunioni della scuola, che poi non decidono mai nulla anzi fanno solo casino, fare shopping, poi magari arrivano alla sera e dicono di essere stravolte, e succede anche che vengono trascurati i doveri di mamma (tanto c’è la baby sitter), la casa (tanto c’è la donna) moglie……ecc.
    ripeto siamo in un mondo che sembra più che altro una farsa…

  19. fuoridaidenti ha detto:

    Se il contenitore (e manco tutto, caro alex) costa 57 euro, la domanda che prorompe sulle mie labbra virginali è “Il contenuto quanto costa?”

  20. Loreanne ha detto:

    Ben detto, Alex!!!

  21. utente anonimo ha detto:

    il valore del tuo blog http://tinyurl.com/9ya5c , capitalista .-)

    Ciao

  22. annadellaporta ha detto:

    non comprerei il completino di babba natale mai.
    Ho vinto qualche cosa?
    Alex ho combinato un’altro casino. Sono a pezzi.
    Ciao!!!

  23. alex321 ha detto:

    @carmen_asteria: sicura che quello da befana sia più carino? 🙂

    @freedom: ottima analisi.. sarebbe interessante leggere il resto 😉

    @VLS: sinceramente penso che un bersaglio valesse l’altro, per arrivare dove volevo arrivare 🙂

    @ciailan: hai centrato bene! Il punto forse è proprio che dovremmo riprenderci il tempo… invece di usarlo per spendere.

    @fuoridaidenti: non mi sono informato circa il contenuto….

    @filippo: sinceramente non ci credo a quella valutazione. Poi sai, questo posto non è in vendita 😛

    @annadellaporta: il fatto che non compreresti quel completino, è solo un’altra prova del fatto che sei una persona seria…

  24. freedom75 ha detto:

    ri-buongiorno!!
    Tento di continuare la complessa analisi dell’argomento del tuo post.
    Si dovrebbe partire dai sistemi economici. Noi tutti siamo il motore del sistema economico del paese in cui viviamo. anche nel più povero. Noi occidentali siamo necessari al buon funzionamento del nostro sistema (peraltro tristissimo), senza di noi comuni mortali non ci sarebbe nulla. nè produzione industriale, nè scambi commerciali. Il caro Marx metteva a confronto due grosse forze, entrambe indispensabili: la forza-lavoro data dalle mani degli operai contro il capitale messo a disposizione da chi ne ha disponibilità. Quindi il lavoro genera un salario, il salario genera scambi commerciali, che a loro volta generano guadagno per chi ha investito, quindi il “capo” dell’operaio. Ovviamente sto semplificando parecchio.
    Ad oggi tutto si è fatto complicato, perchè la “bistecca per tutti” comincia a puzzare. Il boom economico che ha dato l’illusione di ricchezza estesa a tutta la popolazione, si è dimostrata una bufala sensazionale. oggi “arranchiamo” per vivere, e la stessa difficoltà ce l’ha anche chi ha disposizione un capitale da investire. “Arranchiamo” tutti, per stare dietro ad un sistema economico messo in piedi e ora quasi al tracollo, da chi ha tentato di portare avanti il “sogno americano”. L’America è stata fondamentale negli anni del boom. E’ da lì che è partita la grande illusione. E tutti i Paesi industrializzati gli sono stati dietro.
    Ora succede che, noi siamo 5.000.000.000 di abitanti. Non è pensabile mantenere tutti lo stesso stile di vita, poichè il pianeta Terra non è in grado di sostenere tale richiesta. Immaginate un po’ le auto che dovrebbero circolare, il carburante che servirebbe, l’inquinamento che provocherebbe, quanto bestiame dovrebbe essere allevato per mangiare. Non so se sei a conoscenza del problema della coltivazione dei cereali. La quantità mondiale di cereali coltivati, viene destinata, per la maggio parte, all’alimentazione del bestiame; quando invece potrebbe sfamare un’enorme quantità di popolazione che non ne ha a disposizione.
    Di questo mi vergogno. Noi viviamo così, con l’illusione di ricchezza, perchè c’è chi muore di fame, chi trasporta mattoni, chi lavora nei campi delle multinazionali. Ecco cosa mi fa rabbia. Ecco perchè Credo ancora nell’utopico sistema economico sognato da Marx.
    Credo di non aver ancora finito, ma dovrò pur lavorare…
    a dopo!
    Ti ri-bacio
    Stè

  25. freedom75 ha detto:

    Alee!! Grazie!!! L’ho stampato e lo sto imparando a memoria! Tipo preghiera!!!!
    Sei grandiosoooo!!!
    ri-baciotto
    Stè

  26. evdea ha detto:

    Dunque:
    100 lire era il prezzo di un proiettile ai tempi della lira, oggi 5 centesimi dovrebbero bastare… a conti fatti si risparmiano… vediamo 56 euro e 95!
    si ci vuole molto meno!
    😉

  27. Giotto40 ha detto:

    Il problema sta nella non equa distribuzione delle risorse…..

    P.S. il completino in questione non lo indosserei neanche se mi pagassero 57 EURO!!!!!
    P.P.S. Ale sei un minimalista?…nel senso che ti accontenteresti solo del contenuto tralasciando il contenente?eheheheh

  28. CompagnaSpa ha detto:

    Che bel post, Alex!
    Dato che ti interessano questi temi, ti suggerisco un libro che è un pugno nello stomaco, ma apre gli occhi su molte cose. L’autore è Bales e il titolo italiano è “I nuovi schiavi” edito da Feltrinelli. Dimostrazione di come con 57 euro possano valere un abito succinto come anche la libertà di una o più persone.

    Buona serata

  29. alex321 ha detto:

    @freedom: quando si dice “la coerenza dell’ideologia!!!

    @evdea: non temere, il proiettile saprei spararmelo anche da solo 😛

    @giotto40: beh… non proprio un minimalista… ma sto sulla buona strada. Di sicuro una con quel completino non otterrebbe niente 😀

    @CompagnaSpa: mi fiondo da Feltrinelli a comprarlo!!!

  30. julysan ha detto:

    Come mi ha fatto notare un amico, dell’Africa se n’è parlato anche in questi giorni a Roma in occasione del VI Summit mondiale dei Premi Nobel per la Pace, promosso e presieduto da Mikhail Gorbaciov e Walter Veltroni, summit che sta riunendo 20 Nobel per la Pace e i massimi dirigenti delle organizzazioni internazionali insignite del Nobel, tra le quali Medici senza Frontiere, Amnesty International, Unicef.
    Il tema dibattuto, naturalmente, porrà l’attenzione sulle grosse emergenze di cui abbisogna il Continente Nero.
    L’ 11 % circa delle terre emerse del pianeta viene utilizzato dall’agricoltura e di questa percentuale una buona fetta interessa il nord Africa. Ed ora quella che immaginavamo come una terra ricca di foreste e corsi d’acqua, si sta sgretolando ogni giorno di più davanti i nostri occhi.Tra gli addetti ai lavori c’è concordia quasi unanime, nel ritenere che tra i principali responsabili dei processi di desertificazione in Africa vada inclusa la pressione antropica: quindi l’aumento delle attività agricole a discapito delle foreste, ma anche gli scarichi industriali selvaggi nei laghi e nei fiumi.

    “Ogni mucca europea riceve due dollari e mezzo al giorno di sussidi. Ogni essere umano in Africa ne guadagna uno solo al giorno.”
    Usa una frase ad effetto Bob Geldof, per ricordare ancora una volta al mondo il dramma della povertà in Africa.
    Hanno scelto la rockstar inglese come vincitore del “Man for peace award 2005” i premi Nobel per la pace, riuniti in Campidoglio nel summit dedicato all’emergenza Africa, ovvero agli 850 milioni di africani che lottano ogni giorno contro la fame e le malattie.
    E tra i Paesi ricchi l’Italia – dice il sindaco Veltroni – è quello che stanzia meno fondi per aiutarli.
    “Dall’attenzione all’azione” è il titolo del summit, tre giorni (24-26 novembre) di dibattito per rintracciare le strade che possano contribuire realmente allo sviluppo dell’Africa.

    Ecco, bene, è questo il punto, se ne parla dell’emergenza, spesso con ipocrisia, ma alla fine si fa ben poco.
    Le parole dei Premi Nobel riuniti sono giuste, perfette, tanto da sfiorare la demagogia.
    Sono i fatti che rendono intelligenti le parole.
    E’ giusto sensibilizzare la gente. E’ giusto sensibilizzarci tra di noi, ma sinceramente di alcuni sul piedistallo che si ergono per dirmi che “la situazione è critica” bè, me ne faccio ben poco.

    E, siccome, come si legge, su questo fronte a Roma è stato premiato Geldof e qui non mi pare di averne mai parlato prima… vorrei riportare l’attenzione su quello che è stato l’evento political-musicale dell’estate… (Quindi, no, non parlo di Celentano e del suo Rock politik!) ovvero: il Live 8.

    Cioè… anche sullo stesso Geldof, ora premiato, ho i miei seri dubbi, ma suvvia.. si pensa davvero che l’ultimo Live 8 l’abbia organizzato solo per l’Africa? Io no, non ci credo. Non ci poso credere! In quel periodo tutti gli occhi puntati su di lui, sul suo operato. Sul suo evento. Un giro di soldi e di pubblicità enorme.
    Certo, lo ringrazio, perchè mi ha fatto riascoltare i Pink Floyd riuniti, ma… questo io lo chiamo spettacolo, non “attenzione sull’Africa”.
    Mi si potrebbe dire: “Lo spettacolo è spesso il pretesto per porre luce su argomenti importanti. Ed è un obiettivo nobile.” In effetti è vero, è proprio così che funziona la beneficenza televisiva in fondo! E parlo di quella televisione che ripulisce le coscienze, uno o due giorni all’anno. Questo per me di nobile non ha nulla.
    Sempre meglio raccogliere fondi così che non raccoglierne proprio. Questo penseranno in tanti. Bè, sì, sempre meglio poco che niente! Quando i fondi realmente si raccolgono! Ed agire con ipocrisia lo trovo squallido. Sia in questo che in tutti gli altri contesti.
    E’ facile parlare di povertà da risanare quando sia ha la pancia piena, abiti costosi e case lussuose.
    Vorrei qui riportare un estratto delle riflessioni di George Monbiot, autore di importanti saggi come The Age of Consent: a manifesto for a new world order [ovevro: L’era del consenso: manifesto per un nuovo ordine mondiale, Longanesi editore] e Captive State: the corporate takeover of Britain [in italiano: Uno stato prigioniero: le corporation alla conquista della Gran Bretagna], e apertamente critico nei confronti di Live 8.

    Live 8, contrariamente a Live Aid di vent’anni fa, si rivolge alle persone chiedendo loro un tipo di supporto politico ad una determinate iniziativa incvece che uno finanziario. Per fare ciò, mette in agenda argomenti quali il debito dei paesi del terzo mondo, gli aiuti economici e le leggi di mercato. Ed è una cosa positiva nel senso che per il Live 8 si è mobilitato un numero enorme di persone ed ha spinto il problema africano, e quelli di povertà, debito, aiuti, commercio in cima alla lista di priorità della politica.
    Ciò che non va bene è il modo in cui questa campagna è stata impostata. Sentiamo dire che Bob Geldof ha chiesto agli artisti di non criticare apertamente George Bush dal palcoscenico. Avrei pensato che ciò limita in qualche modo il loro scopo ultimo. Lui e Bono (il cantante degli U2) sono andati in giro per il mondo adulando e lusingando Blair e Bush e gli altri potenti che sperano di influenzare, che va benissimo, ma quel che hanno ottenuto è la creazione di una specie di mito secondo cui il G8 esiste per aiutare gli altri, i paesi poveri. Se solo potessimo persuaderli ad essere leggermente più gentili nei confronti delle nazioni povere, potremmo così risolvere il problema. Quello che non sentiamo è quanto male provoca il G8. L’impressione che si crea è che il G8 sia stato costituito per risolvere la povertà nel mondo, e non per consolidare il potere delle otto nazioni più ricche o ancora più specificatamente quello dei capi di queste nazioni. Il loro scopo è agli antipodi di quello della risoluzione della povertà, e se si prendono in considerazione i i veri obbiettivi delle singole nazioni, ci si accorge che questi sono anche le principali ragioni per cui la povertà persiste in Africa e in qualsiasi altro posto.
    Il problema è che le nazioni del G8 vengono presentate come potenzialmente donatrici di aiuti, invece di essere indicate come la causa principale del problema.
    E’ anche vero che le ‘condizionali’ sono importanti. Possiamo discutere dell’eticità delle condizionali, per esempio l’imposizione di politiche neo-liberiste può considerarsi non etica, ma la richiesta perentoria di libertà di stampa, di difensori civici, eccetera, possono essere di beneficio e importanti per una società che emerge da una condizione di povertà. Ed io riconosco che alcune condizioni possano essere opportune quando si offrono aiuti economici e che queste condizioni debbano garantire che il denaro non venga speso in maniera sbagliata, non sia utilizzato per comprare una flotta di aerei privati per il presidente o non finisca in qualche conto privato in una banca svizzera. Lo capisco benissimo, ma quando si parla di cancellazione del debito, porre delle condizioni equivale a dire ‘smetteremo di prendervi a schiaffi se ci consegnate i gioielli della corona’. E’ un’estorsione. All’unisono si riconosce l’ingiustizia del debito, dei livelli di debito delel nazioni più povere. Il debito è già stato restituito più volte in termini di tassi di interesse altissimi. Il denaro che i poveri devono ai ricchi diventa trascurabile nei confronti di quello che i ricchi dovrebbero restituire ai poveri in termini di risorse devastate, manodopera rubata, danni provocati in tali nazioni a causa per esempio dei cambiamenti climatici. Per cui è chiaro come il sole che dovremmo offrici di cancellare il debito senza condizioni. La giustificazione morale di porre delle condizioni alla cancellazione del debito è la stessa che sta alla base del racket dell’estorsione: continuiamo a prendervi a calci se non ci consegnate le vostre risorse nazionali. –

  31. alex321 ha detto:

    Miiii… Julysan.. tanto di cappello… Un giorno ci sarà un post su queste cose che dici…..

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