.: Il valore della moneta 3 :.

Non sono assente, non mi sono eclissato, non mi hanno arrestato, non mi hanno assunto in banca. Sono semplicemente sommerso dal lavoro. Giuro che nel pomeriggio sarò più presente 🙂
 
E’ di sicuro il più lungo dei tre post su questo argomento, ma almeno riusciamo a tirare un po’ di somme…
Segnalazioni, riprese, trackback
Questo post è stato segnalato, linkato, copincollato, da:
Ivanattila – "L’economia di Bunga"
Storie – "Cavoli!!!"
Questo post è rilasciato sotto Creative Commons pertanto è copiabile in tutti i sensi 🙂 Se possibile, però, segnalatemelo 🙂
 
Partiamo da una storiella semplice ma che la dice lunga.
Un giorno, pochissimo tempo fa, un blogger di nicchia chiamato Alex321 si è presentato alle ore 15.00 in un albergo tre stelle, chiedendo una camera che costa 100 euro a notte. Ha pagato anticipatamente con una banconota verde da 100 euro, ed è andato in camera.
Pochi minuti dopo, è arrivato all’albergo il fornitore di generi alimentari per la cena. Ha portato pane, pasta ed altro, per un totale di 100 euro. L’albergatore l’ha pagato con la banconota verde datagli da Alex321. Il fornitore è andato a casa. Alle 16.00 ha dato quella stessa banconota a sua moglie, che doveva andare dal sarto a ritirare un vestito, e l’ha pagato 100 euro, dando al sarto quella stessa banconota.
Alle 16.45 il sarto si è allontanato dalla sartoria, perchè doveva far riparare l’automobile. E’ andato dal meccanico, si è fatto fare la riparazione. Il conto del meccanico era di 100 euro. Il sarto ha pagato con la stessa banconota che stiamo inseguendo dall’inizio.
Alle 17.30 il meccanico è andato un attimo al negozio di cellulari che c’è accanto alla sua officina, e si è fatto caricare 100 euro di credito sul cellulare, pagando sempre con quella banconota. Il negoziante di cellulari alle 18.00 ha chiuso il negozio e, con la banconota da 100 euro in tasca, ha fatto un giro in centro, ha rimorchiato una bella ragazza ed ha pensato bene di portarla in un albergo per la notte…
Ed è andato proprio all’albergo dove è andato Alex321, ed ha chiesto una camera da 100 euro. L’albergatore gli ha però comunicato che l’albergo era completo, non c’erano più camere disponibili.
Proprio in quel momento, Alex321 esce dalla camera, va dall’albergatore e gli dice: "Ci ho ripensato. Vado via. E siccome non ho passato la notte qui, le chiedo di restituirmi i 100 euro".
L’albergatore dice al venditore di cellulari che ora la camera c’è, si fa dare la banconota da 100 euro e la da ad Alex321. La stessa banconota. La stessa fin dall’inizio. Stesso numero di serie.
Alex321 esce fuori dall’albergo, prende di tasca l’accendino ma non per accendere una sigaretta. Da fuoco alla banconota, dicendo ad alta voce: "Tanto era falsa!" E se ne torna a casa sua.
In un pomeriggio, ha mosso beni, merci e servizi (albergo, generi alimentari, sartoria, meccanico, cellulare, albergo) per un totale di 500 euro, con quella sola banconota, peraltro falsa. Nessuno è rimasto fregato. Ciascuno ha avuto il bene/merce/servizio che voleva.
(adattato da Margrit Kennedy, "Interest and Inflation Free Money", New Society Publishers, 1995).
 
Da questa storiella possiamo trarre tre conclusioni:
1) il denaro non ha valore intrinseco (infatti la banconota era falsa).
2) il valore attribuito alla banconota è dato dalla fiducia che riponiamo in essa.
3) la sua veloce circolazione (cioè l’opposto dell’accumulazione capitalistica), è essenziale per il benessere della comunità (tutti hanno avuto i beni che volevano).
 
Questo spiega perchè il denaro manca 🙂
Sono le banche a fare il denaro. Emettono banconote quando qualcuno (che ha garanzie o è raccomandato o ha potere) chiede un prestito. Una banca può creare denaro accendendo prestiti in funzione della riserva obbligatoria, che oggi è circa il tre per cento! Questo vuol dire che se una banca ha 100 euro, può creare su di essi 97 euro di moneta dal nulla! Sui quali poi un’altra banca può crearne 94,09 e così via..
E’ incredibile, ma succede esattamente così: per ogni euro reale coniato dalla BCE, ce ne sono 30 virtuali, scritturali, segnati sugli estratti conto ma inesistenti creati dalle banche.
Questo vuol dire che… se solo il cinque per cento dei correntisti andasse in banca a chiudere il proprio conto corrente e chiedere indietro i propri soldi in contanti… probabilmente il sistema finanziario collasserebbe in un solo colpo! (Argentina 2001, vi dice niente?)
 
A questo punto, per me personalmente è assodato che non c’è nessun bene dietro il denaro e che i vari poteri lo creano con disinvoltura da secoli. Chi dà valore alla moneta siamo noi: a cosa servirebbero miliardi di euro su un’isola deserta? Siamo noi, con il nostro lavoro ed il nostro sudore a dare un significato a quei pezzi di carta. Peccato che poi continuiamo a delegare a organizzazioni bancarie la facoltà di stamparli, per farli finire poi nelle loro casseforti.
 
Che soluzioni abbiamo?
Come anticipato alla fine del post Il valore della moneta 2, qualche soluzione c’è.
Un’idea interessante è quella dell’economista Jean Silvio Gesell che nel suo volume "L’ordine economico naturale" (ed. Settimo Sigillo, 2005), propone un modello economico alternativo.
L’idea motrice è semplicissima: Gesell suggerisce di fornire il denaro come un servizio pubblico, esattamente come viene fornita elettricità, o il sistema di trasporto di massa.
Questo può essere fatto se il denaro viene emesso da un’ufficio pubblico (e non da una banca privata) che Gesell denomina Ufficio della Moneta.
Questo Ente non è una banca, non concede prestiti (e quindi non riceve interessi). E’ solo un Ente pubblico che mette a disposizione un mezzo di scambio a favore dei partecipanti ad un sistema economico.
Qui scatta il trucco. L’idea geniale di Gesell: la massa monetaria viene progressivamente ridotta, per mezzo di una tassa a carico dell’utente della moneta, e viene restituita all’Ufficio della Moneta. Sì esatto, è come se… la moneta fosse "a scadenza". Da utilizzare entro una certa data. Dopodichè perde valore, viene ridotta, viene tassata.
Con buona pace di chi vuole accumulare.
Il denaro diviene un bene proprio come la mia automobile, che se dopo due anni voglio venderla.. ha perso valore.
La valuta, una volta tornata all’Ufficio della Moneta, che fine fa? Il compito principale dell’Ente è di controllare la stabilità del potere di acquisto, di non far partire spinte inflazionistiche. E’ quindi l’Ufficio stesso che può decidere se questa massa monetaria "scaduta", ritirata, sarà reimmessa nel circuito economico o no. La tassa a carico dell’utente ha l’effetto supplementare di far diventare costante la velocità di circolazione del denaro, ed anche di rendere calcolabile questa velocità.
L’accumulo privato di capitali viene sfavorito, il denaro torna ad essere soltanto un mezzo di scambio e misura per i prezzi, ma non più un mezzo per estorcere reddito senza lavoro.
Ed il piccolo risparmiatore? Il vecchietto che vuol tenersi qualcosa da parte perchè "non si sa mai"? Deve per forza convertire la moneta in un bene. Che può essere un metallo prezioso, un quadro, o quel che gli pare.
Questa tassa di "demurrage" viene chiamata da Gesell interesse negativo, termine un po’ sviante visto che gli effetti sono molto diversi. Nel modello di Gesell infatti, l’interesse negativo colpisce il denaro non circolante, infatti la tassa è dovuta soltanto per il tempo che il proprietario tiene i soldi nelle sue mani.
Nel sistema attuale l’interesse bancario causa il trasferimento di ricchezza dal lavoratore alla banca (quindi ad un non-lavoratore). In questo modo i sempre crescenti debiti e crediti emergono e spaccano la società in una minoranza di super-ricchi ed una stragrande maggioranza di gente povera. Al contrario, la tassa di demurrage è soltanto dovuta per l’importo circolante di soldi e non per il giro di affari delle merci e dei servizi. In parole povere: la tassa non incide sui prezzi (mica poco!).
In pratica, la funzione dell’interesse negativo è quello di neutralizzare la superiorità del mezzo di scambio sugli oggetti di scambio.
Niente interesse, niente Signoraggio. La moneta è emessa da un ufficio pubblico, pertanto la sovranità monetaria è dei cittadini.
Per chi vuole approfondire e studiare la teoria di Gesell:
The-Transitioner.org (in inglese)
Socialpress.it (in italiano)
 
Diciamoci la verità. La teoria di Gesell resta appunto una teoria, un modello alternativo. Non possiamo aspettarci che da un giorno all’altro (ma neanche da un decennio all’altro) le nazioni adottino questo sistema, eliminando quello delle banche centrali.
E nella pratica? Esistono pratiche alternative?
Sì.
Senza arrivare all’esodo sociale, come nel caso degli Elfi, o ad esperimenti ibridi ma comunque di tipo politico come Urupia (progetto comunque interessante, e che ho studiato a fondo circa 10 anni fa, ma che va oltre il fatto monetario), esistono casi reali di "sgancio" monetario dal sistema bancario. Già perchè da un punto di vista legale… è un reato il "contraffare" le monete emesse dalla Banca Centrale, ma se invece non ci mettiamo a contraffare gli Euro, ma stampiamo un’altra moneta per fatti nostri, che tra di noi accettiamo, e magari fissiamo anche il cambio in Euro, il reato dove sta?
Semplice: non c’è.
 
L’esempio che vorrei qui riportare, è quello di una comunità filosofico-religiosa, quindi nulla di politico (anche se lo diventa) comunità con la quale non ho nulla da spartire, ma è interessante quel che fanno con la loro moneta: la comunità di Damanhur.
Iniziamo con il precisare che non stiamo parlando di aria fritta. Damanhur esiste ed è reale. Si trova in Piemonte, a Baldissero Canavese, 15 Km da Ivrea. In nessun caso entrerò nel merito delle scelte di vita e politiche di questa Comunità, dalla quale anzi prendo anche le distanze (se fosse Urupia ne prenderei di meno).
Damanhur, quale rete solidale, in cui le persone hanno la possibilità di scambiarsi beni e servizi al valore effettivo di costo del bene e del servizio stessi, necessitava di un valore di scambio interno riconosciuto ed accettato con reciprocità.
Pertanto, in un significato esclusivamente "tecnico" il Credito (questo è il nome della valuta di Damanhur) è definibile come un "sistema di valuta complementare, o unità di conto funzionale, attivo all’interno di un circuito predeterminato e predefinito".
E’ per questo che non costituisce reato: è moneta complementare (quindi non sostituisce l’Euro), ed è locale.
Questo sistema di scambio interno è stato utilizzato fin dall’inizio e nel tempo ha assunto, proprio per il significato convenzionale nel quadro di un’economia "comunitaria" fondata sulla responsabilità e sull’incentivazione dello sviluppo dei talenti e delle potenzialità personali, diversi valori. Oggi, sempre in forma convenzionale, il Credito assume lo stesso valore dell’Euro. Nel pieno rispetto delle leggi italiane, fermi restando gli obblighi amministrativi in capo ai singoli operatori interessati, gli acquisti presso tutte le attività economiche presenti in Damanhur prevedono e privilegiano la circolazione del Credito come sistema di scambio interno.
All’arrivo sarà possibile procedere alla conversione della propria moneta presso il Welcome Office o negli appositi distributori dislocati nel territorio. I Crediti eventualmente non utilizzati potranno essere agevolmente restituiti nuovamente in Euro, in qualunque momento presso il Welcome Office.
Il Credito nasce per ricuperare il significato originario della valuta, essere cioè un mezzo per facilitare lo scambio, basato su un accordo fra le parti.
Damanhur è nata ed ha sviluppato una propria economia grazie all’applicazione coerente dell’idea di beni e ricchezza comuni.
All’inizio, fra il 1975 e il 1979, prima ancora dell’inaugurazione del primo villaggio-comunità, il gruppo dei fondatori decise di mettere in comune i risparmi personali di ciascuno e fu così possibile acquistare i terreni e costruire le prime abitazioni.
In quel periodo, gli interessi bancari erano decisamente elevati, e alla comunità occorreva poter disporre da subito di liquidità in modo tale da consentire sia l’avvio di tutte le attività interne che si stavano formando e sia la possibilità di investire denaro per proseguire i lavori di edificazione delle case e di acquisto dei terreni. Si decise di utilizzare strumenti ("buoni di scambio"), che potessero di fatto sostituire il denaro nella circolazione interna e, al tempo stesso, permettere ai cittadini di utilizzare, regolarmente, la moneta italiana anche per l’acquisto di materiali e proseguire l’insediamento della comunità.
Questo tipo di "buono" era il CREDITO e aveva il compito di sostituitre l’uso del denaro all’interno della comunità e sostenerne i servizi interni. Il valore del credito, a quell’epoca, equivaleva a 1000 lire.
Nel frattempo, la comunità si era stabilizzata ed aveva avviato diverse attività e servizi al suo interno, di cui i cittadini facevano ampio utilizzo, sempre attraverso l’uso del Credito. La distribuzione e la formazione della ricchezza e dei beni era incrementata grazie a questo sistema.
C’è da ricordare che in quel periodo (siamo agli inizi degli anni ’80) gli interessi bancari erano molto elevati e perciò si decise di trovare un sistema di garanzia interna, svincolata dall’elevato costo degli interessi.
La velocità di transizione stessa e la possibilità di effettuare molti scambi interni era già un’ottima garanzia per la solidità del Credito, ma si andò anche nella direzione di sostituire la copertura di denaro corrente con beni immobili, acquistati man mano dalla comunità in modo tale da non vincolare necessariamente il denaro depositato, che poteva servire come liquidità. In breve tempo ci si trovò ad avere una ricchezza interna svincolata dai depositi che avevano permesso di formarla.
Alle persone che avevano un lavoro all’esterno della comunità o un’attività che producesse reddito venne chiesto di trasformare regolarmente una parte delle loro entrate in Crediti e di utilizzare gli stessi per dare un valore al sistema di scambio di servizi fra i cittadini.
Si desiderava un sistema che, anche simbolicamente, potesse essere "quantificato" e poiché una delle basi della loro cultura è l’importanza del gioco e dell’umorismo, si decise così di produrre dei conii reali.
Il credito fu emesso in momenti diversi in carta, ceramica, argento, oro, o altri materiali sempre con uno stile artistico ben caratterizzato e collegato alla tradizione di Damanhur.
L’ultima emissione di crediti risale al 1999 e, da quell’anno, il valore del Credito è comparato al valore dell’Euro.
Negli anni ’70 e ’80, Damanhur era strutturata con un’economia più "comunitaria", conseguentemente il Credito circolava più facilmente. Dalla fine degli anni ’80 la Federazione si è strutturata con un tipo di economia più individuale e il credito, per alcuni anni, ha circolato con meno facilità. Ogni attività, all’inizio, aveva infatti l’esigenza di importare beni esterni e quindi aveva bisogno di utilizzare in ampia misura la Lira. Questo ha creato per alcuni anni un "empasse" ma, lentamente, con l’assetto di questo sistema, anche i singoli cittadini hanno iniziato a verificare il vantaggio dell’uso e della circolazione del Credito. Nel futuro, la direzione che la Federazione di Damanhur intende perseguire è quella di arrivare a creare una struttura finanziaria autonoma con debite autorizzazioni, da proporre anche a comunità simili a Damanhur. In tal senso, la successiva integrazione di una struttura finanziaria autonoma ad uno strumento come il "buono di scambio", aumenterebbe i benefici per tutti gli operatori che intervengono nel processo.
I vantaggi di un sistema di valuta completamente proprio sono innumerevoli. Esso indirizza più facilmente l’economia interna di una comunità, e consente di distinguere i prezzi dei servizi da quelli dei beni di consumo e di abbassare il costo degli stessi aderenti alla comunità.
Molte delle coopoerative si sono riunite in un consorzio che garantisce la qualità dei prodotti con il marchio Damanhur.
Cibi e formaggi biologici, eco architettura, medicine naturali, tessuti pregiati, gioielli selfici, mosaici, vetrate tiffany, statue, vetro soffiato, prodotti erboristici, servizi e consulenze finanziarie e legali, restauri, abbigliamento e quant’altro ancora sono il risultato dell’esperienza damanhuriana.
I servizi interni, rivolti per lo più ai cittadini, coprono invece moltissime esigenze quali le scuole, la protezione civile, la cura e la gestione del territorio, la tutela e lo sviluppo delle risorse e delle energie nel rispetto dell’ambiente.
E sono più ricchi degli altri. E per diventare più ricchi, gli è bastato farsi la propria moneta. Non riconosciuta dal sistema bancario!
Per chi vuole approfondire e conoscere meglio il sistema di Damanhur, rimando al loro sito: http://www.damanhur.it/credito  

Tutto bello, si direbbe… ma purtroppo c’è un piccolo problema.
Questo sistema funziona bene in una piccola comunità dove tutti si conoscono e si fidano gli uni degli altri. E in una grande città?
Un sistema del genere è impensabile in una Roma o una Milano…
Anche qui, qualcosa si sta muovendo. Mentre, il 3 settembre scorso, tre losche figure si aggiravano per Serravalle Pistoiese, apparve all’improvviso, nel buio di un oratorio, uno strano personaggio che parlò in breve del Progetto EcoRoma, in corso nella capitale, che per certi versi ricorda Damanhur, ma che ha un approccio completamente diverso. Mira però alla diffusione di una moneta locale complementare a livello di quartiere.
Avendo il vantaggio di abitare nel quartiere accanto, sto personalmente iniziando a sperimentare.. ma sto ancora studiando e sperimentando, quindi, per non correre il rischio di parlare a vanvera, ritornerò sull’argomento quando avrò le idee più chiare. Per chi fosse interessato, rimando volentieri al sito http://www.ecoroma.org/.
 
Credo con questo di averne dette di cotte e di crude sulla valuta, sul sistema bancario, sull’economia in generale. Resta inteso che con tutte queste cose che ho scritto, mai e poi mai una banca mi assumerà come dirigente strapagato, ma forse è meglio così 😉
A tutti voi, naturalmente, va il mio doveroso ringraziamento per aver sopportato queste tre infinite logorree una dopo l’altra… (va be’, vi ho dato un fine settimana di respiro tra il secondo ed il terzo post…)
Ora non mi resta che beccarmi le vostre bacchettate nei commenti…
Fate pure!

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Vivere e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

56 risposte a .: Il valore della moneta 3 :.

  1. kymma ha detto:

    no niente dollari caro (magari!) buon lunedì anche a te by imma

  2. ilpizzo ha detto:

    Buon giorno, anche se sono assonnato sono riuscito a leggermi tutto il post (anche se certe parti non le ho ancora digerite).
    Bella la storiella dei 100 euro (pero’ ti permetti dei bei alberghi 😉 ).
    Bye

  3. piccerella ha detto:

    100 euro per un albergo a tre stelle sono troppi..io a napoli ho speso di meno di recente e sempre tre stelle…

    per il resto?mah..fra un mese circa ho un secondo colloquio con una banca che già mi ha esaminato un annetto fa…quasi quasi mi passa la voglia..

    asietta

  4. utente anonimo ha detto:

    torniamo pure al baratto!

  5. alex321 ha detto:

    Non so per il baratto…
    Diventa difficile valutare cose particolari, come ad esempio i servizi, che non sono beni materiali. La valuta servirebbe proprio a questo, come unità di misura del valore…

  6. rossodisera69 ha detto:

    Ciao,
    ho letto tutto e anche se sono una frana e non ci capisco molto in economia… lo trovo molto interessante e mi ricordo che ho letto che anche a Firenze hanno sperimentato una specie di banca di quartiere che si basa sulla conoscenza e fiducia; sembra che funzioni molto bene e che in Brasile c’è una comunità che funziona tra l’altro molto bene su sistemi innovativi Dario Fo ha scritto parecchio su questa comunità – per cui credo veramente che altri sistemi sono possibili… comunque bravo veramente interessante! 🙂

  7. ofelia71 ha detto:

    ma che bellezza cominciare la settimana con così tante cose da leggere !!!!!! mi sono stampata tutte le puntate e stasera con calma a casa… domani potrò commentare con + cognizione di causa !!!!
    e comunque… sì, mi sono ammalata durante il mio giorno di ferie. la dimostrazione dimostrata… che devo solo lavorare !!!! niente giratine, niente bagordi… qui legata mani e piedi al servizio del capitalismo. e zitta !!!
    :-*

  8. laura48 ha detto:

    Post interessante senza dubbio, mi chiedevo solo cosa succede se qualcuno non ha neppure i 100 euro per acquistare qualcosa?
    Non si può rivolgere alle Banche dal momento che i prestiti li danno solo a chi possiede del capitale…..ed allora???

    Rimane solo una scelta: o morire di fame oppure servirsi dei ” cravattari” o meglio definiti usurai!

    Questo sta diventando un problema di grande risonanza nel nostro Paese e non sarebbe male parlarne.

    Le teorie economiche mi vanno benissimo, ma in certi casi occorre fare un discorso molto ” spicciolo”….cosa faremo con la fame che sta per arrivare nel nostro Paese?

    Ale buon caffè e felice giornata

  9. FuoriTempo ha detto:

    (Bella domanda ma, per spiegarti i motivi della chiusura, dovrei scrivere un trattato. Comunque, mi è molto dispiaciuto chiudere il blog. Dopo alcuni partecipanti hanno creato un altro blog)

  10. ivanattila ha detto:

    Ci fu un’altro esperimento fatto nel passato: questo è il link. Chi lo blocco? Il governo (che non era proprietario della banca). Attendo gli sviluppi degli esperimenti dei quartieri di Roma.
    Saluti

  11. utente anonimo ha detto:

    Se si riesce a far capire il fatto che aumentando la produzione aumentano i debiti verso la BCE (prima Banca d’Italia) chissà che non aumentino le persone che vorranno modificare questa situazione.
    Saluti
    i.Vanattila

  12. alex321 ha detto:

    Caro i.Vanattila il problema non è strategico ma è tattico: cosa suggerisci per far capire il fatto che aumentando la produzione, ecc. ecc.?

  13. utente anonimo ha detto:

    Bella domanda! Bisognerebbe mettere giù un post solo su questo fatto (denaro privato e non pubblico, debito pubblico per il denaro emesso, aumento PIL = aumento debito) e poi invitare tutti a copiarlo sui propri blog. Un post breve, che richiami a tutti i siti che hai citato per chi voglia approfondire. L’invito a copiarlo da parte degli altri è per avere buone probabilità di diffondere maggiormente questa realtà. Chi legge dovrebbe copiare tutto, incluso l’invito a copiare.
    Che te ne pare?
    i.Vanattila

  14. alex321 ha detto:

    Sa un po’ di catena di Sant’Antonio… però ci sto pensando… seriamente.

  15. utente anonimo ha detto:

    Che sant’Antonio! Al massimo Sant’Ambrogio.
    A parte gli scherzi, anche nel commercio la migliore pubblicità è il passaparola e non il cartellone.
    i.Vanattila

  16. ciailan ha detto:

    molto interessante…ivanattila… anche tu cambia santo!!!!!sant’ambrogio sempre milanese è acciderbolina avrà pure lui le mani in pasta!!!!
    Buon pomeriggio a tutti

  17. alex321 ha detto:

    Buon pomeriggio Ciailan… starai mica insinuando che Sant’Ambrogio era banchiere??

  18. ameliesun ha detto:

    giuro solennemente che leggerò anche le altre 2 puntate..:-)
    arriverà? certo..basta crederci ed essere nelle migliori condizioni psicofisiche..sennò è un macello..
    vedo albeggiare..ed è già un segno buono..poi arriverà..
    certo è che sò difficile di gusti, io..

  19. ofelia71 ha detto:

    ho anticipato la lettura alla pausa pranzo di oggi. un salto indietro nel tempo, quando all’università studiavo le varie storie economiche… peccato che sui libri le vicende non fossero presentate così (quando ci fu la “riunificazione” delle tre banche centrali non era spiegato il PERCHE’, era data come logica conseguenza dell’unità d’italia… !!!). ti dico che sono d’accordo con tutto… con il concetto di “moneta” che deve rappresentare un valore, che la moneta non deve essere il mezzo per creare disparità e caste, e ben venga la tassazione di chi DETIENE moneta e nn la fa circolare (detto in altri termini… PATRIMONIALE ?????) però nn credo che il problema sia di rapida e semplice soluzione creando “una moneta locale”. purtroppo il concetto di denaro è molto molto antico, penso alla parola SALARIO che viene da “salatico”, quando cioè i braccianti venivano pagati con misure di sale, prezioso e raro all’epoca… oro, misure di sale, misure di spezie, altri metalli preziosi, carta filigrana… non si può prescindere dall’attribuire un valore “un minimo oggettivo” in uno scambio di merci, ma soprattutto di servizi ! svincolarsi da questo concetto, credo sia impossibile. che poi, come sempre, lo strumento MONETA sia stato usato e ABUSATO

  20. ciailan ha detto:

    ahhahaha Alex, sant’ambrogio non era banchiere, ma credo che fosse un grosso trafficone, e tutti i suoi seguaci, devi sapere che qui dove lavoro io, vicino alla basilica di S. Ambrogio, appena faccno qualche scavo per lavori, viene a galla un tesoro, sapessi…cosa si trova, scheletri dentro tombe, viste così apparentente sembrerebbero delle fossero delle persone molto in vista…benestanti, credo che la storia non ce l’hanno raccontata mai giusta….specie sui santi di un certo periodo…..

  21. ofelia71 ha detto:

    … mi è partito il “pubblica commento” ma mica avevo finito…. insomma dicevo, che poi lo strumento sia stato USATO E ABUSATO dal potere politico per diversificare e ottimizzare il controllo sociale, questo è (sarebbe) il vero obbrobrio da cambiare. però queste cose di “nicchia” da comunità in mezzo ai monti… nn so, mi fanno tanto “elfo” (per carità, massimo rispetto !!!). è un surrogato che può funzionare solo in ambiti ristrettissimi, tra persone che si conoscono tra di loro… mi fa un po’ troppo “riserva indiana”. bisognerebbe trovare un modo per togliere di mezzo le disparità e le ingiustizie giocando sul loro stesso terreno, non chiudendosi in un microcosmo che, se pur ottimamente funzionante, resta sempre ai margini e per pochi.
    commento confuso e poco logico… vedrò se posso fare di meglio !
    😉

  22. alex321 ha detto:

    @Ofelia71: concordo. La soluzione “teoricamente” migliore sarebbe quella di Gesell, con la moneta “a scadenza”, ma ovvio che finchè non fai la Rivoluzione… non è certo una riforma che sarà mai proposta da nessuno…

  23. ivanattila ha detto:

    @ciailan
    Sant’Ambrogio è mica dove fanno gli “oh bei oh bei?” (sono un paio d’anni che non torno a Milano)? Ma come tutti i santi, gli sarà scappato qualche miracolo anche per sè. Poi, perchè predicare bene e razzolare altrettanto? L’è roba da pirla. E lui non lo era, visto che ha fondato la Chiesa con rito Ambrosiano (da non confondere con quella di rito Romano). Dopodichè ha applicato il principio della Borsa di oggi: io ti dò un’aspettativa (speranza) e tu mi dai la grana (certezza). Un bel cambio alla dispari.
    i.Vanattila

  24. ofelia71 ha detto:

    …comunque sono d’accordissimo con te sul fatto dell’emissione di moneta da parte di banche private. saremmo già ad un buon punto, poco ma sicuro !!!
    mi torna in mente, ma per semplice associazione di idee… quando ci fu il famoso passaggio lira-euro ero sconvolta dal concetto di mandare al macero le vecchie banconote fuori corso. non capivo nella mia logica elementare come un valore, qualcosa che fino a un’ora prima VALEVA qualcos’altro, improvvisamente diventava carta straccia. il corso legale delle monete è una convenzione, come la misura del tempo, ma IL VALORE di quello che io potevo comprare/trasferire, come poteva scomparire all’improvviso… quello mi sconcertava un bel po’. (della serie: falegnameria mentale da 4 soldi !)
    🙂

  25. alex321 ha detto:

    i.Vanattila… troppe frasi in milanese in questo commento 😛
    cmq il rito Ambrosiano non è quello con cui è stato fondato il Banco Ambrosiano?
    E ritorniamo a Calvi e allo IOR….

  26. ciailan ha detto:

    si ivanattila, è proprio quello…..e chiamalo miracolo anche per sè….forse più di qualche miracolo per sè, daltronde la chiesa vista bene bene in fondo, non è la cosa pura che dice di essere…..

  27. ciailan ha detto:

    certo Alex…ma guarda un pò….IOR da dove arriva?….:D

  28. ofelia71 ha detto:

    ps: e poi mi zittisco, sennò la logorrea diventa la mia… in piazza del comune a prato, c’è un monumento davanti alla sede del consiglio comunale a francesco di marco datini, inventore della cambiale, mercante di lana e stoffe e… notissimo usuraio. la prima cosa che vedi uscendo dal casello dell’autostrada prato-est (oltre al museo di arte moderna) è una sfilarata di palazzi a vetri di banche e merchant, belli bellissimi ma anche tanto… simbolici. purtroppo il concetto di ricchezza, più che quello di denaro in quanto tale, è talmente radicato e agognato che… la Rivoluzione la vedo parecchio dura. comunque anche se siamo 3-4 IO CI STO. MI FATE UN FISCHIO E VENGO SUBITO. grazie per questo bellissimo spazio di confronto.
    :-*

  29. ciailan ha detto:

    …..’emissione di moneta da parte di banche private’… sarebbe una cosa ottima, mah……
    scusatemi ci metto sempre un mah…
    potrebbe funzionare all’inizio ma le banche private sono formate da ‘persone’ che possono essere corrotte in un nanosecondo….e si ritornerebbe al punto di partenza….

  30. alex321 ha detto:

    No no ciailan.. ci siamo espressi male.
    ORA la moneta è emessa di fatto da banche private. E’ l’abolire l’emissione da parte di privati che potrebbe cambiare le cose…

  31. utente anonimo ha detto:

    @ofelia71
    Ma la lira (vedere il valore della moneta 1 di Alex) era già carta straccia. Anzichè nel portafoglio, dall’01/01/2002 l’abbiamo messa nel posto giusto: la pattumiera.
    @alex321
    Sant’Ambrogio quale Marcinkus lumbard? Può darsi. La Chiesa non poteva aspettare le offerte dei fedeli. Probabimente aveva scopertoo che i fedeli preferivano fare le proprie offerte al proprio c/c, al che lui ha preparato un lettuccio caldo per tutti i c/c del nord d’Italia. Ed i soldi tornavano in circolazione dopo aver fatto il bagnetto nell’acqua benedetta. Vuoi mettere?
    @ciailan
    La Chiesa mangia soldi e basta. Perchè un Ali Agca sarebbe venuto fino a Roma per sparare al Papa? Per questioni di religione? Ma per favore!
    #30. No. La moneta deve essere emessa da un ministero pubblico verificato da altri poteri ed in mancanzi di questi da studenti di ragioneria e di economia. Oppure altri studenti. Comunque da gente del popolo, visto che la moneta deve essere del popolo.
    i.Vanattila

  32. laura48 ha detto:

    Quando sento parlare dello IOR mi prende una specie di eccitazione:-))) e non posso rimanere in silenzio.

    Dunque… il precursore dello IOR nel 1887, si chiamava Commissione per le Opere Pie. Nel 1941 la Commissione fu trasformata nell’Istituto per le Opere Religione «a scopo di lucro» attraverso l’emissione di statuti promulgati con l’approvazione di Pio XII. Il nucleo centrale su cui lo IOR era fondato consisteva nei capitali della Santa Sede. L’eccedenza dei profitti, se ci fosse stata, sarebbe stata affidata alla Santa Sede.

    ” La Banca Vaticana non è responsabile né verso la Banca Centrale del Vaticano né verso il Ministero dell’Economia; infatti funziona in modo indipendente con tre consigli d’amministrazione: uno costituito da cardinali di alto livello, un altro costituito da banchieri internazionali che collaborano con impiegati della Banca Vaticana e per ultimo un consiglio d’amministrazione che si occupa degli affari giornalieri. Tali strutture organizzative così chiuse sono la norma nella Santa Sede e sono utili per mascherare le operazioni della Banca.
    Lo IOR funziona come banchiere privato della Chiesa, dal momento che si adatta perfettamente alle esigenze di una Banca diretta dal Papa. Nonostante sia di proprietà del Papa, la Banca, sin dal proprio inizio, è stata più volte coinvolta nei peggiori scandali, corruzione e intrighi. Sotto felice auspicio, l’apertura della banca nel 1941 per ordine di Pio XII, altresì chiamato il Papa di Hitler, ha fornito convenienti sbocchi bancari ai fascisti italiani, all’aristocrazia e alla mafia” ( cfr.Jonathan Levy ” Tutto quello che sai è falso).

    La Banca Vaticana afferma di non aver nessun documento relativo al periodo della Seconda Guerra Mondiale; infatti secondo il procuratore della Banca Vaticana, Franzo Grande Stevens, lo IOR distrugge tutta la documentazione ogni dieci anni, un’affermazione alla quale nessun banchiere responsabile crederebbe. Ciononostante, altre documentazioni esistono in Germania e presso gli archivi americani, che dimostrano i trasferimenti nazisti di fondi allo IOR dalla Reichsbank, e altri dallo IOR alle banche svizzere controllate dai nazisti.

    Sotto la tutela del vescovo americano (uno spilungone di 191 cm) Paul Marcinkus, il vescovo Paolo Hnilica, Licio Gelli, Roberto Calvi e Michele Sindona, la Banca Vaticana divenne parte integrante dei numerosi programmi papali e mafiosi per il riciclaggio del denaro, in cui era difficile determinare dove finiva l’opera del Vaticano e dove cominciava quella della mafia.

    ….E ci sarebbe ancora molto da dire…. parte del materiale è stato già postato nel mio blog.

    Tali traffici sono sotto gli occhi di tutti, ma sappiamo bene che i Tutti sono privi di vista:-)))

    A presto

  33. ciailan ha detto:

    @ivanattila
    concordo perfettamente con te….
    @Laura48
    impeccabile il tuo post…complimenti…

  34. ameliesun ha detto:

    interessanti sti commenti, azzarola!!!
    mmm…
    sì fuori dal buio..esatto!!
    senti ke li vuoi un pò di fusilli (panna e salmone), un pò di pizza, e un pò di mille foglie?
    m’hanno appena dato buca degli amici, e mò a chi li dò, al gatto????
    uffa!!!

  35. alex321 ha detto:

    @ameliesun: i commenti su questo blog di solito sono migliori degli stessi post! (anche i tuoi commenti, che credi!)

  36. ciailan ha detto:

    @alex321….
    ora non esagerare….:D

  37. Anyanka ha detto:

    Intanto ti ho fregato un post… e l’ho inserito in alla scoperta. Poi… vieni a scrivere anche su A piedi nudi?

  38. Anyanka ha detto:

    E che… sono appena stata da Beppe Grillo… poi passo da te… e il mio blog sembra un cimitero. Insomma, ma quanto scrivete?

    Se mi scrivi qualcosa, almeno i miei lettori non passano inutilmente…;)

    Buona serata

  39. Anyanka ha detto:

    In realtà… ultimamente non ci sono molti “contenuti”……. a parte i punti di sospensione…
    Comunque, ti ringrazio.
    Ah… non arrossire. Il tuo blog merita!

  40. laura48 ha detto:

    Grazie ciailan :-)))

    Il merito, però, va a certi argomenti che mi intrigano moltissimo.

    Notte notte

  41. xx-maria ha detto:

    il buongiorno si vede dal mattina…
    xx

  42. utente anonimo ha detto:

    Ma quanto è bello il banner dei blogger di Napoli? Stupendo!!

    Liz

  43. xx-maria ha detto:

    Hai ragione i brevetti ostacolano la perfetta concorrenza, cioè:
    Brevetti=Monopolio

  44. kymma ha detto:

    Buongiornao caro alex! 🙂

  45. kymma ha detto:

    buongiorno caro alex!

  46. ciailan ha detto:

    buon giorno….
    anche se in sciopero…ringrazio il tuo gentil pensiero….
    offro da bere!

  47. Malikalima ha detto:

    buongiorno Alex… sono arrivata in ritardo è ho letto solo questa puntata…ma prometto di leggere anche le altre ;))
    La storiella dei 100 euro mi lascia un po’ perplessa… ci devo riflettere un po’.
    Ma soprattutto, diciamocelo: Damanhur non ha inventato nulla ;)) Nei villaggi vacanze si usano le palline al posto dei soldi da decenni eheheh

  48. utente anonimo ha detto:

    Interessante questa cosa….davvero…ora mi leggo anche i due post indietro…Baci 😉

  49. ofelia71 ha detto:

    tessò, se ti arrestano vengo di sicuro a portarti arance e lima per l’evasione. se trovi lavoro in banca… no.
    :-))

  50. maredidirac ha detto:

    Ho stampato tutti e tre i post e giuro che li leggerò, ma in un altro momento!
    Baci

  51. epistrophy ha detto:

    Bhè … che dire … veramente una ricercona!! Complimenti … e di non facile lettura…quindi di non facile commento… Credo che anch’io stamperò il tutto per rileggerlo attentamente nel silenzio concentrato della notte con tanto di evidenziatore e blocchetto appunti da intuizione.. A presto! Un abbraccio assolutamente svincolato …:))

  52. ilfastidio ha detto:

    saluti a te…lavoratore 🙂

  53. alidada ha detto:

    l’unico problema è che a quest’ora il post è un po’ lunghetto e io (dopo 5 ore di lezione) adesso mi concentro proprio poco..
    Per ora.. buonanotte 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...