.: Il valore della moneta :.

Segnalazioni, riprese, trackback
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Ilpizzo – "Qualcosa di interessante sul ‘valore’ dei soldi"
I.Vanattila – Una raccolta di post interessanti (e che consiglio!) Peccato che ha detto che non mi sposa…
Questo post è rilasciato sotto Creative Commons pertanto è copiabile in tutti i sensi 🙂 Se possibile, però, segnalatemelo 🙂


Questo è il primo di una serie di post derivanti dalle mie recenti letture. Avevo promesso da tempo che l’avrei fatto no?
A dire il vero, questa serie di post ha molti ispiratori, sia in rete sia nella vita reale, infatti alla fine ci sarà una lunga sequenza di ringraziamenti…
Ciò non toglie che il principale ispiratore è stato lo stimatissimo Signor Ivanattila, che immagino abbia capito che se fossi una donna l’avrei già sposato.
 
Il discorso che mi accingo a fare non è breve. Per questo motivo, lo "spezzerò" in più post.
 
Il valore della moneta è la conseguenza di una convenzione: se non c’è accettazione da parte delle persone che ne fanno uso, la moneta non acquista, nè perde valore, e quindi automaticamente cessa di essere moneta. E’ quel che succederebbe se io andassi dal salumiere e costui rifiutasse il pagamento in Euro della merce che compro, e prentendesse, che so, una contropartita in sale (o zucchero o quel che ci pare).
Questo significa che il concetto di moneta ha radice, così come il concetto di materia, nello spirito dell’uomo, e che appartiene pertanto al mondo delle idee e del pensiero. La moneta infatti non esiste in natura: fu inventata dall’uomo affinchè potesse servire come strumento per lo scambio di beni, in un tempo in cui, ampliatisi i commerci, il baratto cominciò a mostrare tutti i suoi limiti e difetti.
Questi concetti sulla moneta non sono nè nuovi nè originali, se ne trova infatti ampia trattazione già in Aristotele.
Non intendo fare qui la storia della moneta, argomento sul quale I.Vanattila è certamente più preparato e più indicato di me. Per arrivare dove sto cercando di andare è sufficiente ricordare che c’è stato un tempo in cui la moneta veniva emessa dal sovrano, sotto forma di pezzi di metallo prezioso (Oro, Argento, Rame), appositamente "coniati" perchè fosse garantita la sua provenienza ed il suo peso, quindi in pratica il suo valore.
In una seconda fase, quando sorsero le prime banche, tanto il sovrano quanto i cittadini preferirono depositare in esse il proprio capitale monetario (soprattutto per motivi di sicurezza) ricevendo in cambio una ricevuta, detta "fede di deposito", esibendo la quale si otteneva dalla banca la restituzione dell’importo in monete metalliche.
Successivamente, commercianti ed artigiani, al fine di rendere più rapidi ed agili i loro affari, si resero conto che invece di ritirare i loro depositi bancari potevano usare per i pagamenti quelle stesse ricevute, le quali in tal modo si sostituirono alle funzioni della moneta. Quelle fedi di deposito erano anche dette note del banco, o semplicemente banconote.
Accettate dai creditori, in quanto costoro erano rassicurati dalla garanzia rappresentata dai depositi bancari, quelle ricevute acquistarono funzioni e valore di moneta vera e propria.
Fin qui, tutto regolare, ma…
A questo punto, furono gli stessi banchieri a rendersi conto di un singolare fenomeno.
Poichè per comodità i cittadini preferivano pagare ed essere pagati con quelle ricevute bancarie invece che con monete metalliche, i banchieri notarono che i depositi che venivano ritirati ammontavano all’incirca ad un solo decimo del metallo depositato. A questo punto (attenzione, siamo agli inizi dell’evo moderno, storicamente!), escogitarono un trucco, anzi una truffa tanto semplice quanto ingegnosa: emisero un numero di ricevute di gran lunga superiore al valore dei depositi reali.
Già. Banconote false. Normalissime banconote false. L’economia moderna nasce così. Il capitalismo nasce così, e non per "superamento del feudalesimo" (almeno in parte, ma è un altro discorso).
Quelle ricevute false, pur essendo prive della copertura delle monete metalliche e quindi di ogni garanzia di controvalore, circolarono assieme alle prime ricevute (quelle vere), ed indistinguibili da esse. Funzionarono come moneta anche se false, perchè accettate dai cittadini come le altre.
Queste banconote (il 90% delle banconote in circolazione) non rappersentavano nulla. I banchieri cominciarono a creare moneta cartacea dal nulla, senza alcun costo se non quello tipografico, pur pretendendo ed ottenendo i relativi interessi da chi si rivolgeva a loro per dei prestiti.
Oggi succede ancora così, in un doppio livello: al livello "basso", avviene che le banche, confidando nel fatto che la massa di moneta depostitata dai clienti non verrà mai ritirata tutta contemporaneamente, prestano denaro per un valore enormemente superiore al valore dei depositi; prestano quindi denaro che non hanno e dal nulla percepiscono interessi.
Ad un livello "alto", succede qualcosa di ancora più grave, mi riferisco al livello delle banche centrali, le quali prestano allo Stato, per i suoi bisogni istituzionali, ed al sistema bancario, la moneta che creano dal nulla, richiedendo non solo i relativi interessi, ma anche un importo pari alla moneta prestata.
Su questo passaggio delicato tornerò in un prossimo post.
 
Restringiamo ora il nostro campo d’azione alla nostra piccola Italia, e facciamo un passo indietro nel tempo, e andiamo precisamente nel Piemonte del 1849. In tale anno si costituì la Banca Nazionale degli Stati Sardi, di proprietà privata, il Conte di Cavour, che aveva propri interessi in quella banca, essendone un azionista, impose al parlamento di affidare a tale istituzione compiti di tesoreria dello Stato. Altro che conflitto di interessi!! L’attuale presidente del consiglio, da questo punto di vista, appare piuttosto dilettantesco rispetto al suo illustre predecessore.
Si ebbe quindi una banca privata che emetteva e gestiva denaro dello Stato. A quei tempi, l’emissione di banconote avveniva solo in Piemonte, in Italia meridionale, ad esempio, il Banco delle Due Sicilie emetteva monete in oro e in argento. La carta moneta del Piemonte aveva anch’essa una riserva d’oro, ma il rapporto era che ogni tre lire di carta avevano nelle riserve una sola lira in oro. Tra le conseguenze delle continue guerre operate da casa Savoia, ci fu anche una stampa ulteriore di banconote senza alcun controdeposito, con il risultato che già prima del 1861 le banconote piemontesi erano solo cartastraccia a causa dell’emissione incontrollata fatta dalla Banca privata di cui era azionista l’allora presidente del consiglio. L’unica soluzione per evitare il tracollo economico, era mettere le mani sull’oro e sull’argento delle banche del resto d’Italia (ah, quanti retroscena che ha l’unità d’Italia…)
Avvenuta la conquista militare di tutta la penisola, i piemontesi misero le mani nelle banche degli stati appena annessi. Naturalmente la Banca privata degli Stati Sardi divenne dopo quasi 20 anni la Banca d’Italia.
Pertanto, basta con le frottole che girano da qualche mese in rete e non, anche su siti che godono di una certa "autorevolezza", circa la privatizzazione della Banca d’Italia. La Banca d’Italia è nata privata. Lo è sempre stata. Come tutte le banche. Ritorniamo nell’Italia post-unificazione.
La prima mossa piemontese (siamo ancora al 1861/862), fu l’impedire al Banco delle Due Sicilie (diviso poi in Banco di Napoli e Banco di Sicilia) di rastrellare dal mercato le proprie monete d’oro (per trasformarle in carta moneta secondo le leggi piemontesi). Questo perchè con tutto quell’oro, i Banchi di Napoli e di Sicilia avrebbero potuto emettere moneta per un totale di 1200 milioni di lire, contro gli appena 20 milioni di lire in oro della Banca degli Stati Sardi. Pertanto, i banchi meridionali sarebbero potuti diventare padroni di tutto il mercato finanziario italiano (e la "questione meridionale" non sarebbe mai nata). Quell’oro passò velocemente nelle casse piemontesi. Nonostante questo, nonostante tutto l’oro rastrellato al Sud, la nuova Banca d’Italia risultò non averne. Nemmeno in parte. Zero assoluto.
Dove era finito tutto l’oro italiano?
Evidentemente… aveva preso altre vie… che erano quelle del finanziamento delle imprese del nord operato da Banche (costituite appositamente per l’occasione), socie della Banca d’Italia. E’ anche storicamente noto quali siano state tali banche: Credito Mobiliare di Torino, Banco Sconto e Sete di Torino, Cassa generale di Genova, e Cassa di Sconto di Torino.
Le ruberie operate e l’emissione non controllata della carta moneta ebbero come conseguenza che ne fu decretato già nel 1863 il corso forzoso: la lira non poteva cioè essere più scambiata in oro.
Quindi, cancelliamo anche il malinteso diffuso che una moneta esiste in quanto convertibile in oro.
E’ proprio dal 1863, con l’imposizione del corso forzoso, che nasce il Debito Pubblico: lo Stato per finanziarsi iniziò a chiedere carta moneta ad una banca privata (che poi se lo fa restituire con gli interessi).
 
Facciamo un salto in avanti nella storia abbastanza ampio (altrimenti qua viene un libro e non un post), e vediamo come questa situazione, ora descritta per l’Italia, diventa se proiettata sul mondo intero.
Passiamo al 22 luglio 1944. In vista della imminente sconfitta nazista e dell’approssimarsi della fine della seconda guerra mondiale, gli stati del mondo disegnano un nuovo sistema monetario, senza dare troppo spazio mediatico alla cosa. L’incontro avviene in un’anonima località americana: Bretton Woods. Gli accordi di Bretton Woods prevedono che: tutte le monete erano convertibili in dollari, e solo il dollaro era convertibile in oro.
Le conseguenze degli accordi di Bretton Woods sono stati:
1) Gli Stati Uniti iniziarono a stampare più dollari che carta igienica, dato che era la loro moneta a garantire l’equilibrio del mondo intero.
2) Tutti gli stati del mondo costituirono riserve per l’emissione di banconote utilizzando dollari. Pertanto le riserve non erano più in oro, ma in bigliettoni verdi.
3) Fu costituito il Fondo Monetario Internazionale con il compito di venire in soccorso a quei paesi in debito (con altri prestiti in dollari, da restituire con gli interessi). Il FMI è però nelle mani di USA e Gran Bretagna, che contribuiscono con l’80% dei propri versamenti alla sua costituzione. In tal modo, l’FMI riesce a "ricattare" ed a volte impoverire gli Stati usando la leva monetaria e la restituzione degli interessi sul Debito. E’ così ad esempio, che muore l’Africa.
 
L’Unione Sovietica, i cui dirigenti avevano ben compreso il meccanismo perverso, che di fatto da potere monetario agli USA, non aderì al FMI, accettando la non convertibilità del Rublo in Dollaro. Ha resistito 50 anni, prima di tracollare verticalmente.
 
Come rompere questa spirale assurda? Tutte le monete non valgono niente. Valgono dollari. Solo il dollaro vale oro.
Un tentativo di rottura, peraltro ben noto, poichè molti di noi eravamo già nati, è avvenuto nel 1970 ad opera dei Paesi Arabi aderenti all’OPEC. Già proprio loro: i Paesi produttori di petrolio. In tale data, questi Paesi decisero di comune accordo di rifiutare i dollari come moneta di pagamento, rispondendo alle richieste di acquisto di tutto il mondo con un: "Se volete il petrolio, lo pagate direttamente in oro. Non importa che pesa molto, il camion lo mandiamo noi. Ma non accettiamo più banconote di nessun tipo come pagamento."
I Paesi dell’Occidente, Italia compresa, cercarono di cambiare i dollari che avevano in riserva e farsi restituire l’oro dagli americani. Oro che ovviamente gli americani non avevano, neanche svuotando tutta Fort Knox. Perchè non l’avevano? Semplice! Per una legge di natura! Solo la natura, alla fine, può intralciare sul serio qualcosa di artificiale come l’economia: i dollari stampati e sparsi per il mondo valgono un totale di 75 milioni di tonnellate d’oro, si stima che su tutto il pianeta Terra esista un totale di 200.000 tonnellate d’oro. Da duecentomila a 75 milioni il salto è grandicello eh…
Gli Stati Uniti incrementano i finanziamenti al programma Apollo, sperando di trovare oro sulla Luna. Che non trovano.
Presi dalla disperazione della crisi petrolifera, il 15 agosto 1971 Richard Nixon annuncia a Camp David che gli Stati Uniti abrogano unilateralmente gli accordi di Bretton Woods! In pratica sospendono la convertibilità del dollaro in oro.
Nessuna moneta, da quel giorno, è convertibile in oro. Ogni moneta è solo un nulla. Carta e basta.
Da quel momento, ogni Paese, si è messo a stampare moneta a raffica, senza limite, causando inflazione, aumento del debito pubblico costante, e la corsa a rotta di collo verso il tracollo economico, alla quale assistiamo oggi.
E l’avventura continua… ma non ora, continuerà in un futuro post. Anche perchè fin qui… è la parte critica, poi occorrerà riflettere sulle possibili soluzioni.
 
Fonti usate:
I testi indicati nel mio post del 6 settembre
Ecoroma.org

 
Doverosi ringraziamenti:
Come già detto all’inizio, lo spunto iniziale (ed anche vari suggerimenti "in corso d’opera") è dovuto a I.Vanattila, al quale chiedo di non esitere a bacchettarmi per tutte le imprecisioni che sicuramente avrò commesso.
Molte piccole idee sulle banche, e stimoli a studiare un argomento così lontano dal mio background culturale, mi sono arrivati da Baader e Ciailan.
Molte riflessioni ed analisi, derivano da una lunga chiacchierata avuta con Lux e Maria avvenuta in quel di Serravalle qualche settimana fa.
Ed è ancora merito di qualche personaggio conosciuto ed ascoltato a Serravalle, se alla fine ho deciso di mettermi a studiare.
…e lo studio non finisce qua.
Ci sarà il seguito….


Seconda parte: Il valore della moneta 2
Terza parte: Il valore della moneta 3

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40 risposte a .: Il valore della moneta :.

  1. kymma ha detto:

    mamma mia, mai visto un post così lungo, ora mi metto con calma a leggerlo….secondo mia zia ha chiamato presto per essere sicura di trovarmi……ah che rottura di scatole sono i parenti, la li voglio bene 😉

  2. utente anonimo ha detto:

    Grande Alex…non dimenticarti di parlare della grande truffa del “Signoraggio” del quale anche Grillo fa finta di nulla.
    Alex for presidente…anzi for ministro dell’economia (tanto più adesso).
    saluti
    ottobrerosso

  3. alex321 ha detto:

    Non temere ottobrerosso! Come ho specificato, ci sarà un seguito… e come vedi sto andando proprio in direzione del Signoraggio.
    Grillo fa finta di nulla… perchè lo fa apposta. Oramai ho capito cosa ha in testa. E non mi piace.

  4. carmen_asteria ha detto:

    sarei curiosa di sapere cosa…

  5. utente anonimo ha detto:

    Rongrazio per le citazioni, però su una faccenda non sono d’accordo: sul matrimonio. Sono uno scapolo incallito e felice di esserlo. D’altronde, l’uomo nasce solo e muore solo, perchè deve rovinarsi il resto della vita?
    Signoraggio Se non sbaglio è quel giochetto per cui la Banca d’Italia stampa soldi che mette a debito dello stato per il loro valore facciale (che so, 100 Euro) anzichè per il loro valore effettivo (Carta + Inchiostro + Spese= 0,10-0,30 Euro, vado a naso), valore sul quale poi calcola gli interessi. Se è così, mi domando: i soldi che vanno al macero, con quale valore li scaricano?
    Sugli accordi di Bretton Woods, ricordavo la nascita post bellica ma non di preciso la chiusura (quella che hai citato di Nixon). Questo spiega nel 1973 la promessa dell’allora ministro Aldo Moro di rimborsare tutto il debito pubblico (stampando denaro a rotoli triplo strato strappo sicuro), dichiarazione seguita pochi giorni dopo dalla chiusura della borsa italiana per una settimana ed il tracollo della lira nei confronti di tutte le monete (il dollaro passò dalle circa 660 lire ad oltre 900, in una settimana). Sicuramente fra tutto ciò che hai studiato qualcosa avrai trovato e mi piacerebbe se lo pubblicassi, in quanto queste cose devono essere sapute.
    Per quel poco che ne so in materia errori non ne ho trovati.
    Per quel che riguarda le Banche Italiane ammesse a battere monte (non cartamoneta) erano 4: Torino, Milano, Napoli e la quarta al momento non la ricordo (forse Firenze? non Roma perchè entrò a far parte del Regno nel 1870). La ricchezza di Napoli portò il re ad escogitare la politica italiana: mandare la gente del nord a fare il militare al sud e viceversa. Scopo dichiarato: affratellare i popoli. Scopo reale: avere a disposizione gente che avrebbe sparato sulla folla se ne avesse avuto l’ordine, cosa molto improbabile se i soldati fossero stati della stessa città ove prestavano servizio. Vittorio Emanuele II non fu un Padre della Patria, come tutti credono, ma un predone senza freni. Quello che voleva era l’oro e la Storia (con la esse maiuscola) è lì a dimostrarlo.
    Beh, per ora saluto attendendo i prossimi post sull’argomento, sperando che vengano linkati ovunque in quanto il denaro non è nè un affare nè un segreto di stato, ma è il valore di ciò che tutte le persone del mondo, messe insieme, possiedono.
    Saluti
    i.Vanattila

  6. ciailan ha detto:

    Quasi quasi…ti propongo per sostenere una lezione qui in università, posso fare il tuo nome a qualche docente? ne prendiamo uno a caso? vediamo…potrebbe essere al vice rettore….
    Complimenti….

  7. piccerella ha detto:

    che fatica leggere…sono appena rientrata da una vacanza..meno male che domani inizia il we ;)-sì,mi sono loggata…ma lo avevo fatto a fine agosto dopo aver ricevuto l’assenso-consenso e parere definitivo di qualcunO…avevo scritto anche qui..ma tu non te ne sei accorto :))

    asietta

  8. ilpizzo ha detto:

    Interessante, e’ bello trovare pillole di argomenti ai quali (non essendo molto avvezzo con la materia) difficilmente mi avvicinerei spontaneamente.

    Grazie per gli auguri

  9. ameliesun ha detto:

    che bello..mi piacciono ste ricerche storiche e magagnose (posso chiamarle così?)..Mi ricordo l’esame di storia medievale, c’era tutta una parte sulle monete (bimetalliche..trimetalliche..) me la ricordavo bene quella parte lì..e mi ricorda anche “non ci resta che piangere” : quanti siete? dove andate? un fiorino!!!
    non vedo l’ora di leggere il resto!
    Poi mica l’ho fatto il pisolino!
    ciao ciao..e bravo!!!!!!

  10. alex321 ha detto:

    @asietta e @asjetta: accidenti a voi… ci ho messo 20 minuti per capire che siete due persone diverse 😀

  11. utente anonimo ha detto:

    per ivanattila: esatto sul signoraggio, ma con la bce le banche locali, da noi la banca d’italia, applica il signoraggio solo sulle monete, mentre la BCE lo applica su tutte le carte. Il problema, come penso che dirà anche alex, è che della BCE è socia anche la Banca d’inghilterra che è nella zona euro ma adotta ancora la sua moneta. quindi si fa i tassi e quindi noi paghiamo il signoraggio anche a chi non ha l’euro. La domanda nasce spontanea: ma perchè ogni paese non si fabbrica i soldi da sè?

  12. simichan ha detto:

    stasera leggo. giuro che leggo. ma oggi proprio no, non ce la faccio.

  13. alex321 ha detto:

    Ottimo ottobre rosso… OTTIMO!
    Infatti in questo post di oggi, ho VOLUTAMENTE ignorato l’EURO, perchè l’Euro è una questione a se… Infatti nel prossimo post vedremo anche chi c’è DIETRO la BCE….

  14. luxlux ha detto:

    Ti seguo eh? 🙂

  15. ivanattila ha detto:

    @alex321
    Non è che non sposo te. Voglio restare singol.
    Letto Scienzeantiche? Quando io sparo castronate, lo faccio per far ridere, quando leggo queste cose, nonostante l’età ed il sesso, mi viene da piangere.
    @utente anonimo (ottobrerosso?)
    E’ chiaro che il signoraggio era prima della Banca d’Italia sulla Lira ed ora della BCE sull’Euro, quello che è meno chiaro è perchè lo stato si indebiti di 100 Euro su un banconota da 100 Euro che alla BCE non è costata neanche 0,50 centesimi. Gli interessi sul valore facciale sono una truffa.
    Perchè ogni paese non si fabbrica i soldi da se? Ma fino al 2002 è stato così. Sono cambiati i suonatori, ma la musica…

  16. utente anonimo ha detto:

    …era proprio un momento no, come ne sto passando un tanti ultimamente, cioè più che altro vado tanto a sbalzi..un giorno su, il giorno di po’ giù, e giù di brutto…e meno male che prendo anche lo stabilizzante dell’umore l’antidepressivo..sennò che farei?..bho..magari starei meglio..mi sto rovinando il fegato, e gli ultimi esami del sangue facevano schifo…e che avevo fatto una cosa sbagliata che non avrei dovuto fare, avevo mezzo litigato con lui x questo motivo, che poi sono sempre i soliti motivi..e mi sento dire dalle amiche che lui è un santo per sopportarmi, che tutti si preoccupano per me e io sembro fregarmene..ma non è vero, non è vero che me ne frego..non è colpa mia se sono fatta sbagliata..ma proprio tanto sbagliata..ora mi metto un po’ a studiare…grazie mille..un bacino Roby ( FataDeiCristalli )

  17. ofelia71 ha detto:

    oh che meraviglia, così so cosa leggere stasera dopo cena, con calma e senza interruzioni. aspetto la seconda parte !!!!
    :-))

  18. chopina ha detto:

    Interessantissimo questo post (e relativi commenti), aspetto con ansia il seguito! Complimenti e un grazie a te e agli altri contributori/ispiratori/consulenti! 😉
    C.
    P.S. Su Grillo ho sempre nutrito parecchie perplessita’ (e non solo per la sua, peraltro conclamata, avidita’), e le sue recenti performances hanno rafforzato la mia convinzione.

  19. eileanor ha detto:

    grazie per il link! appena torno a casa me lo guardo con calma :o)

  20. alex321 ha detto:

    Ehehe.. Chopina come al solito ha capito al volo tutto 😉
    http://www.giovy.it/blog_comment.asp?bi=618

  21. poetaimpazzita ha detto:

    ah si?? e come mai ostruisci il passaggio del vento? temi che quel che c’è nella valle possa volar via oppure hai soltanto tanta paura???

    poetasghignazzante

  22. ivanattila ha detto:

    E’ sempre la solita vecchia storia… E’ lo Stato che fa il capitale… o il capitale che fa lo Stato?
    Non è proprio così. Il capitale è il prodotto del lavoro, ovvero di tutto un popolo. Lo stato produce il denaro (che vale quel che vale) col quale si compra il tuo lavoro ed alla fine per lavorare devi fare prestiti sui quali paghi gli interessi. Praticamente, stampano carta straccia con la quale si impossessano di ciò che è il prodotto del tuo lavoro. Lo stato, con un capitale fasullo, il denaro, si impossessa del capitale vero (i prodotti, le case, i terreni). E poi, è lo stato o qualcuno dietro lo stato?
    Aspetto i prossimi post. E ricorda a tutti di linkarli, perchè gli economisti fanno apparire complicate cose che dovrebbero essere di dominio pubblico. Le complicazioni le inventano perchè nessuno si interessi.
    Saluti

  23. alex321 ha detto:

    Perfetto Ivanattila… Istruttivo.
    Mi riservo la notte per meditare su questo commento…

  24. NikiStefy ha detto:

    molto interessante…..
    cose k fan capire cm siamo arrivati a qst punto
    ciao alex e grazie

  25. xx-maria ha detto:

    me lo devo leggere con calma

  26. ladolcetempesta ha detto:

    a me servono due notti per leggere il post sicuramente intertessante come daltronde lo sono i tuoi post +
    ( si e trieste miramare agosto 2005 in una delle poche giornate piovose che trieste mi ha regalato per la mia vacanza/familiare:-)) buonagiornata alex

  27. jame ha detto:

    sono sincero, ma non ti ho ancora letto.
    sono passato per salutarti.
    ciao aleX
    jS

  28. ivanattila ha detto:

    Driiin, Driiin, c’è nessuno in casa?
    Ti segnalo questi commenti che ci siamo scambiati ciailan ed io:

    [ciailan]
    … che mi dici dello IOR? non credi che abbia pure quello degli inciucci con Banca d’Italia?

    [iVanattila]
    Mi ricordo che nell’82 (o 83) venne suicidato Roberto Calvi (Banco Ambrosiano). Vennero poi fuori storielle con un certo cardinale Marcinkus dello IOR (rimosso da Giovanni Paolo I, morto dall’emozione dopo 1 mese e reinsediato da papa Wojtila). Alla fine tutto è andato nel dimenticatoio mentre la famiglia di Roberto Calvi continua a dire che l’uomo si suicidò. Paura?

    [ciailan]
    beh Paolo I non è morto dall’emozione…….o emozione forzata? Che la morte di Calvi sia andata nel dimenticaio è voluto, la famiglia DEVE sostenere la sceneggiata del suicidio, si paura ma penso a che a qualche ricatto….

    Quella fu una faccenda di soldi (e non pochi) sulla quale non si è mai saputo più nulla. Visto che stai affrontando l’argomento …. forse questa storia non ci entrerà o forse si.
    Saluti.

  29. utente anonimo ha detto:

    http://WWW.SIGNORAGGIO.COM

    presenta

    Banca d’Italia, Banca Centrale Europea, Federal Reserve

    LA GRANDE TRUFFA

    • Tutti i politici eletti alla guida della Nazione hanno sempre indebitato lo Stato chiedendo denaro in prestito ad una ristretta cerchia di banchieri privati.

    • Questi banchieri internazionali creano il denaro dal nulla e senza nessuna contropartita, semplicemente stampandolo.

    • Gran parte delle tasse versate dal cittadino servono a pagare gli interessi su quel debito inestinguibile, eterno, costituito da carta straccia.

    Domande

    1. Perchè lo Stato non si stampa da solo i soldi ?
    2. Perchè conia le monete metalliche ma non stampa le banconote ?
    3. Perchè emette Obbligazioni invece che stampare moneta esente da interesse ?
    ex4. Perchè non esiste un elenco ufficiale dei proprietari della Banca d’Italia S.p.A. ?
    4bis. Perché, dal 10 AGO 1893, l’elenco dei partecipanti è stato reso disponibile solo il 20 SETT 2005 ?
    5. Perché il Senato della Repubblica, nei suoi verbali, scrive “omissis” quando arriva ad elencare tali partecipanti ?

    Sandro Pascucci

    Le Censure del Beppe
    Il signoraggio delle Banche Centrali Private

  30. utente anonimo ha detto:

    Mi permetto di farti notare che la polemica sul valore d’uso e valore di scambio della moneta è fuorviante. Gli ambienti fascisti dai quali proviene e che si rifanno a ezra pound arrivano a banalissime conclusioni quali il ritorno alle condizioni precedenti bretton woods e alla scontatissima socializzazione delle banche centrali. Come se il valore dell’oro non fosse anch’esso un fatto convenzionale.
    Propugnare il ritorno a monete locali poi oltre ad essere antistorico ha un sapore primitivo leghista.
    Grillo ovviamente non ha preso in cosiderazione la questione. Ritengo che chi invece cade in queste facezie lo faccia sia per l’insipienza in materia sia per l’altisonanza del termine signoraggio, forse convinto che coincida con il monetarismo portato avanti dalla destra.

  31. alex321 ha detto:

    Ciao Utente Anonimo. Purtroppo non mi hai lasciato un recapito, per cui rispondo qui, non potendo contattarti altrimenti.
    Io non vengo da un’estrazione culturale economista, per cui approvo in pieno la mia insipienza nella materia.
    Sinceramente, quel che voglio evitare è proprio passare per uno di destra o leghista (lungi da me entrambe le cose!). Sinceramente, credo come te, non mi sono meravigliato del fatto che Grillo non ha preso in considerazione la cosa.
    A questo ti chiedo: esiste una seria alternativa? Dico un alternativa alle monete locali… In ogni caso il signoraggio c’è. Come si potrebbe uscire dal circolo vizioso, sempre ammesso che esista un’uscita?
    A presto, sperando che passi di qua 😉

  32. utente anonimo ha detto:

    Percepire il signoraggio sulla moneta come un problema significa non aver “interiorizzato” la differenza tra valore d’uso e valore di scambio. Se vai a cercare il paradosso dell’acqua e dei diamanti trovi una spiegazione di questi due concetti. Su questa mancata interiorizzazione fa leva un tentativo di propaganda qualunquista che nasconde gruppi fascisti. La socializzazione delle banche può anche essere parte di un più ampio processo di socializzazione degli strumenti di produzione, ma il ritorno alle monete locali o peggio la moneta del popolo è una boiata che secondo me fa parte delle tante messe in giro per screditare l’euro.
    E’ un po’ come il termine aggiotaggio: quando qualcuno ne viene accusato diventa subito un mostro per il solo fatto che non si conosce il significato della parola aggiotaggio.
    Certo che tu sia in buona fede, ti saluto.

    rs, utente anonimo

  33. alex321 ha detto:

    Quindi secondo te… un passo potrebbe essere quello di rendere davvero “pubbliche” le banche che battono moneta? Una volta la Banca d’Italia (ora solo per le monete metalliche), ora la BCE?

  34. utente anonimo ha detto:

    Keynes proponeva il bancor, una moneta unica mondiale, con degli organismi di controllo.

  35. alex321 ha detto:

    E’ qualcosa di simile, anche vagamente, all’idea di Gesell della moneta come servizio pubblico?

  36. utente anonimo ha detto:

    Gesell era un ispiratore del fascista Pound. Li accomuna un’avversione di ispirazione evangelica per il denaro. Non sono economisti, tuttalpiù moralisti.

  37. alex321 ha detto:

    Hai da consigliarmi un testo da cui documentarmi sul bancor di Keynes?

  38. alex321 ha detto:

    Grazie!
    Mi metto subito a studiare 😉

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