.: Lettera aperta e pubblica alla signorina Simichan :.

Aggiornamento 2: Cassa di risonanza, ma anche post interessantissimo riguardante questo dibattito, e che lo completa ed estende: Storie – "Provo ad esprimere la mia opinione"
 
Aggiornamento: Anche stavolta è venuta alla ribalta la potenza delle idee. E quanta potenza!!!
Il confronto, serrato, che sta avvenendo nei commenti è qualcosa di meraviglioso, dal quale sto imparando io per primo un sacco di cose, e credo che chiunque passi di qua ha molto da imparare non dal mio post, ma dalle vostre risposte e controrisposte. Siete/siamo meravigliosi. La prova tangibile della superiorità di un mezzo di comunicazione bidirezionale come internet!
Un caso classico in cui i commenti superano il post (e non è la prima volta qui su questo blog, considerando la scarsa qualità dei post…)


Come si ricorderà, lo scorso mese di luglio è stato caldo per molti motivi. Motivi meteorologici, per cui non c’è stata la pioggia rinfrescante di agosto. Motivi astronomici, con il sole in un tratto di eclittica che garantisce un notevole irraggiamento di calore per metro quadro di superficie terrestre. Altri motivi legati comunque alla termodinamica ma dovuti all’uomo, effetto serra, buco nell’ozono, ecc.
E’ stato caldo anche per altri motivi però, e ce lo ricordiamo bene. Da Londra a Sharm-el-Sheik e poi di nuovo a Londra, passando per le italiche televisioni e giornali con la loro martellante propaganda, è stato un mese molto molto caldo.
L’effetto della propaganda mediatica è stato netto, efficace e soprattutto immediato: la gente aveva paura di morire. Il terrore ha vinto la partita.
Peccato che, come noto, a mio avviso (e non solo mio) questa manovra sia una grande truffa!
Come hanno vinto la partita? Semplice: con il controllo dei mezzi di comunicazione di massa. Più facile di così…
E’ vero, c’è internet, ci sono i blog, ecc. ma non dimentichiamo che c’è in questo caso una notevole variazione della dimensione della "massa" raggiunta dal mezzo: questo blog ad esempio, da luglio in poi, fa mediamente 250 accessi al giorno, con una sola punta ai 300… non male per un blog, ma un nulla totale rispetto ad un quotidiano a tiratura nazionale o ad una televisione. 250 al giorno è un livello da radio locale o da telestreet, nè più nè meno. Lontano da quella "massa critica" che fa un vero mezzo di comunicazione diffuso.
Tuttavia in quei giorni succede una cosa strana ma bella. Alcuni blogger, tra cui il sottoscritto, si mettono a scrivere tutti più o meno contemporaneamente su argomenti correlati a questo e, in modo assolutamente spontaneo si linkano tra loro i singoli post o li copiano/incollano sul proprio blog. In pratica avviene una specie di "cassa di risonanza": 250 sono i miei accessi, 250 quelli di un altro, 250 di un terzo e così via… cercando di avvicinarsi tutti assieme a quella "massa critica".
Magari a poco è servito, ma è stato molto bello, soprattutto perchè spontaneo e – giuro – non ci eravamo messi d’accordo!
L’idea della "cassa di risonanza" mi è rimasta, infatti ancora oggi continuo a citare una lettura consigliata e molto spesso è un post di un altro blog.
Tutto ciò per dire che i post di quei giorni (chi non ricorda la serie "gira che ti rigira"?) hanno avuto più risonanza, e quindi più lettori, degli altri post.
E veniamo al motivo di questa lettera aperta: uno di questi post "in risonanza" fu scritto proprio dalla signorina Simichan, e da me "rilanciato" verso i miei lettori. Il post in questione è: Un po’ di serietà, per favore.
 
Cara Simichan,
sai quanto ho apprezzato ed apprezzo quel post, e non solo perchè mi citi e mi ringrazi, ma perchè fai una analisi lucida e precisa della situazione mediatica in Italia di fine luglio scorso.
Sai che io scrivo sul blog e fuori cercando costantemente di mantenere sempre al massimo la mia onestà intellettuale, scrivendo come se il mio blog dovesse essere letto da mia madre. Sai anche che nei tuoi confronti sono sempre stato onesto intellettualmente e non solo, e come sempre nei rapporti umani mantengo il massimo della sincerità.
Proprio per continuare ad essere intellettualmente onesto e sincero, io una cosa te la devo dire, con la premessa che questo non cambia la mia stima profonda verso di te:
 
in quel post hai scritto una stronzata (una frase sola)
 
Scusa ma quando ci vuole ci vuole. Il fatto è che quel post l’ho ripreso e linkato, e da qui l’hanno ripreso e linkato altre persone, è andato "in risonanza", è stato citato altrove, è stato letto da oltre duemila persone…
Ovviamente non è che io stia sparando un giudizio secco sulla tua frase, che più che "una stronzata".. trovo alquanto ingenua, anzi… mi piacerebbe molto leggere una tua replica, o magari che si aprisse un dibattito sull’argomento.
La frase ingenua è questa:
 
io me la prendo soprattutto con i giornalisti: non è accettabile che in prima pagina si continui a titolare PERICOLO-PERICOLO-PERICOLO, senza troppe riflessioni critiche.
 
Parliamone.
Premetto che non ho nessuna intenzione di difendere la categoria dei giornalisti! Beh su credo che nè tu nè nessuna altra persona che legge abitualmente questo blog… mi ci veda, a difendere un Bruno Vespa o un Emilio Fede 🙂
Quel che ti vorrei far notare è un’altra cosa: in una nazione come l’Italia, dove non esiste una libera editoria, come può un giornalista NON TITOLARE in prima pagina "pericolo-pericolo-pericolo", senza essere buttato fuori?
Io ho sostenuto, e continuo a sostenere, che il propagandare quel "pericolo-pericolo-pericolo" sia stato un ordine politico dall’alto. E attenzione, come ben sappiamo, se vai in alto ci trovi chi non solo detiene il potere politico di "emettere veline" che dicano "pericolo-pericolo-pericolo", ma detiene anche reti televisive commerciali, controllo sulla RAI, le maggiori case editrici di libri e di quotidiani.
Se dall’alto è arrivato l’ordine di non stimolare le riflessioni critiche e di propagandare il terrore, al chiaro fine di far passare leggi speciali e restrittive e di mantenere la gente nella paura, perchè dire che è colpa dei giornalisti?
E’ come se domani… un carro armato mi spara e mi uccide, e tutti dicono "è stato il carro armato. Rompiamolo a sassate mentre è parcheggiato stanotte", dimenticando che dentro c’era un soldato che ha premuto il pulsante di sparo, e che quel soldato ha avuto un preciso ordine di sparare da qualcuno!
 
A mio avviso, il problema non è nel giornalista asservito. O meglio, lo è anche, ma non è il problema maggiore. Non è il mio caso, perchè come sai io mi procuro il reddito in altro modo, ma ci sono persone che con quell’attività giornalistica si procurano reddito. Il problema maggiore è che l’editoria è sotto controllo economico/politico. Ed il giornalista deve per forza adattarsi, altrimenti viene buttato fuori senza nessuna pietà.
Il paradosso italiano, e lo si dice da anni, è che nelle stesse mani sia concentrato il potere politico ed il controllo dell’informazione. Non chi fa l’informazione, ma chi la controlla, che è diverso.
In Italia è sempre mancato, e manca tuttora, una vera editoria popolare, fatta cioè da persone non schierate, senza tessere politiche in tasca, che non fanno parte di lobby economiche. Diverso è stato il caso, tanto per farti un esempio, della Gran Bretagna, dove negli anni ’70 è fiorita un’ampia rosa di cooperative popolari di editoria, e la differenza in quegli anni si è vista! Purtroppo l’esperimento inglese è poi fallito, perchè quelle cooperative editoriali sono finite (per incrementare i guadagni!!!) per stampare tutti e soli tabloid scandalistici e di gossip…
In Italia invece anche i giornaletti scandalistici e di gossip sono sotto controllo dello stesso imprenditore/politico…
Con una editoria imbavagliata, che riceve l’ordine di scrivere "pericolo-pericolo-pericolo" come vuoi ottenere giornalismo critico?
E ancora, questo potere sull’editoria è furbo. Non si scopre! Il padrone dell’informazione non è fesso, non scrive (o si fa scrivere le cose) e poi le firma. Le scrive, le manda agli editori, e le fa firmare ai giornalisti.
Si maschera e si nasconde dietro i giornalisti, spesso lavoratori precari e senza alternative.
E tu ci sei cascata. Dando la colpa ai giornalisti e quindi non facendo giungere l’accusa ai veri colpevoli.
In questo senso, e solo in questo, dico che quella tua frase è stata ingenua E questa tua ingenuità ha avuto risonanza presso altre persone più ingenue.
 
Ho scritto solo ora questa lettera per un motivo molto semplice: volevo che passasse qualche giorno da un altro post, che è la mia lettura consigliata di oggi (sempre nello spirito della "risonanza" spiegato all’inizio del post). Qualche giorno in modo che avesse anche dei commenti, per vedere se si sviluppava un dibattito. Pregherei di leggerlo.
Parliamone, però la prossima volta che si alzerà il coro "è colpa dei giornalisti", prometto che alzerò la voce contro i loro editori, che gli segano i pezzi che non sono uniformati al pensiero unico, e come sempre contro chi tiene sotto controllo economico quegli editori (o con me, o ti chiudo il giornale).
Che non si dimentichi che l’Italia è una di quelle nazione dove, in modo subdolo e velato, esiste ancora la censura di stampa.
 
Lettura consigliata del giorno: Epistrophy – "Comunicazione, libertà, censura"

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41 risposte a .: Lettera aperta e pubblica alla signorina Simichan :.

  1. simichan ha detto:

    a parte che io sono *la Micia Simichan* e non la *Signorina*… 😛

    quando vuoi sai essere molto diplomatico: “con la premessa che questo non cambia la mia stima profonda verso di te”!!!
    dammi il tempo di riflettere sulle tue parole, e poi ti rispondo, ok?

  2. evdea ha detto:

    Pubblicare una notizia costa, costa in termini di spazio, lo spazio a disposizione e’ poco, e quelli disposti a pagare per esserci molti.
    Il giornalista non e’ uomo libero, scrive cio’ che l’editore, il direttore, la redazione gli delegano a scrivere, pero’ poi ci mette la faccia, o giustamente la firma, e anche la’ la coda di quelli disposti a pagare e a scrivere piu’ o meno sfacciatamente per una bandiera son molti, e’ la gola della firma, e’ l’esserci.
    Non e’ questione di censura, e’ una questione di scelte, hai spazio ma sei in concorrenza, l’editore ha i suoi interessi, produce notizia, e la notizia deve necessariamente rendere, rendere in termine d’immagine, di ritorni in appoggi politici, in termini di accordi di cartello tra testate, per cui cio’ che si scrive non e’ necessariamente tutto, non c’e’ necessariamente interesse a censurare, si tende a scrivere cio’ che si puo’ scrivere e cio’ che serve scrivere, e scusate ragazzi il giornalista in tutto questo e’ solo uno che allarga le veline.
    Poi ci sono altri spazi di liberta’ ma badate bene sono sempre appoggiati da qualcuno che ha interesse a stare “contro”, se esce qualcosa c’e’ sempre qualcuno diposto a pagare affinche’ esca.
    Quindi massima rassegnazione, da parte mia, se leggo qualcosa se so qualcosa c’e’ sempre qualcuno che ha interesse a che io lo sappia… Liberta’ e’ una parola grossa… l’informazione costa e molto e noi comuni mortali non possiamo permettercela.

  3. evdea ha detto:

    Scusate… forse non mi sono mediata…

  4. alex321 ha detto:

    @evdea: dici “appoggiati da qualcuno”. Io dico “controllati da qualcuno” 🙂

    @simichan: attendiamo fiduciosi, Signorina Micia.

  5. evdea ha detto:

    no l’appoggio e’ finaziario… il controllo e’ politico.. ale non uso le parole a caso…

  6. alex321 ha detto:

    Evdea… non per insistere… ma ti assicuro che esiste quel controllo… Sì certo, politico!

  7. evdea ha detto:

    nah. Finanziario prima, politico in seconda battuta…quindi si parla di appoggio… il controllo passa di mano in mano, vogliamo studiare il caso”la repubblica” il controllo e’ variato l’appoggio rimasto tale e quale… e’ l’appoggio che decide sul controllo non viceversa…

  8. alex321 ha detto:

    Evdea… ogni caso è un caso a se. Poi dipende se vogliamo restare nel generale o scendere in particolari. Se citi repubblica, io ti posso citare un caso a me molto noto, in cui non c’è nessun finanziamento, proprio zero (e la struttura si deve mantenere da sè…) ma il direttore è dirigente di un partito politico… più controllo di così 😉

  9. evdea ha detto:

    ora mi assento… ma stasera torno piu’ agguerrita che mai!

  10. evdea ha detto:

    Restiamo nel generale, ma ribadisco quello e’ un caso a parte, si parlava di libera editoria non di organi di partito!
    Ale, non mi freghi facilmente… Sull’unita’ si puo’ parlare di controllo, ma sugli organi di stampa liberi… tra virgolette si parla di appoggio, tenuto conto che anche l’unita’ e’ un retta da un gruppo editoriale e i fondi a disposizione non sono di partito, ho cambiato testata, lo so … e quindi in maniera trasveersa stiamo ancora parlando di appoggio, e’ il soldo che guida… il soldo da’ influenza politica e chi appoggiare determina il controllo, e il controllo dipende sempre solo e comunque dall’appoggio, i direttori cambiano e i finanziatori restano…
    nel tuo caso altro se ho capito bene che struttura autofinanziata, non hai un dito sufficientemente grande per nascondertici dietro… dammi buone risposte e io cambiero’ idea… ora vado … davvero… ;-)))

  11. ciailan ha detto:

    Finanza e politica vanno sotto braccio, una in funzione dell’altra, quindi tutti sotto controllo…

  12. alex321 ha detto:

    Oh.. evdea! Chi ha parlato di organi di partito??? Io no. Facci caso… 😉
    Dovresti anche sapere a che editoria mi sto riferendo eh…
    Quindi non essere TU a cercare di fregare me! Se ti parlo di un “organo di stampa libero”, ma… ecc. ecc. vedi prima..
    chiamalo appoggio se vuoi.
    Io lo chiamo controllo diretto.

  13. simichan ha detto:

    è un discorso molto ampio, che sicuramente richiede un post.
    su questo argomento sono molto rigida e intransigente, forse perché non ci vivo all’interno. ma chi sa che mestiere faccio sa che anche io a modo mio sono costretta continuamente a fare delle scelte “di un certo tipo” rispetto a questa questione. ed è anche per questo che non navigo nell’oro.
    io però la penso così: se una persona sceglie di fare il giornalista per mestiere, deve *fare il giornalista*!
    nascondersi dietro il “tengo famiglia” a me non sta bene: se il problema è che vieni licenziato e hai necessità di avere uno stipendio… beh, mi spiace, ma cerchi un altro lavoro!
    tu sei il primo, alex, ad aver scelto di non vivere contando sui soldi che potresti guadagnare come freelance. e ti puoi permettere di scrivere quello che pensi.
    ma se io mi dichiaro *giornalista* secondo me devo avere il coraggio di fare questo mestiere costi quel che costi.
    ho letto l’articolo che hai segnalato, e ho notato che non sono l’unica che la penso così.
    ma possibile che mi dà più informazione Iacopo Fo e Beppe Grillo che un giornalista? E mi risponderete: anche loro sono faziosi! Probabile. ma è allucinante che io debba sapere dal blog di beppe grillo chi è che gestisce per il 90.17% la Banca D’Italia.
    e proprio lui è il primo che lo dice: “io faccio il COMICO, non spetta a me dire queste cose!”
    non spetta a lui: spetta a chi si fregia della carica di Giornalista.
    se in tv e sui quotidiani ci si accontenta di tenere la testa bassa, rimarremmo nel qualunquismo in cui siamo.
    sono le singole persone che fanno la massa. e io non ne vedo molte che hanno il coraggio di muoversi.

  14. epistrophy ha detto:

    Solo ora riesco ad avere un po’ di tempo per leggere…e magari aggiungere qualcosa alla vostra discussione..
    Prima di tutto un grazie ad Alex per l’ennesimo “spirito di risonanza” che mi ha dimostrato! :-))) Quindi, ribadire che il mio pensiero è assolutamente in linea con il suo, mi sembra anche superfluo … ma visto che ci siamo invece lo ribadisco e lo sottolineo…
    Anche perchè lo vivo ogni giorno…sia come addetto stampa di una grande azienda, pubblica fra l’altro, (il che mi costringe ad allinearmi per forza ogni giorno), sia come freelance..
    Non vorrei fare riflessioni troppo lontane dalla realtà quotidiana, anche perchè credo che, specialmente i non addetti ai lavori, i fruitori di questa comunicazione “mediata”, alla fine si possano solamente arrotolare in luoghi comuni, anch’essi ahimè “mediati”.
    Come addetto stampa di questa azienda pubblica da circa 10 anni, ho visto passare almeno tre direttori generali, tutti politicamente schierati, anche perchè nominati dal presidente della Giunta regionale toscana. Ebbene, il mensile che seguo da tutti questi anni, sebbene pubblicazione per lo più a carattere tecnico-scientifico, ma anche “propagandistico”, ha dovuto ovviamente più o meno seguirne la corrente… Lo stesso : il giornale per cui scrivo come collaboratrice è di un editore veneto, ufficialmente non ha finanziamenti particolari tranne la pubblicità, ma, per sopravvivere qui, ha dovuto ottenere una sorta di “beneplacito” politico : farsi rilasciare un’intervista dall’assessore, dal presidente della Giunta, o semplicemente partecipare ad un consiglio di quartiere od ottenere una dichiarazione del gruppo di opposizione…tutto questo non è così automatico e soprattutto (purtroppo) non è ottenibile solo grazie alle capacità del giornalista.
    Come dicevo anche nella risposta ad un commento nel mio post, non credo che il giornalista consapevole (e ce ne sono tanti credetemi!) debba rinunciare o piegarsi al “potere” passivamente : per fortuna la comunicazione va al di là del titolo imposto dall’editore! Non è solo quello che si scrive, ma come lo si scrive! E qui entra in gioco la capacità del giornalista : far arrivare nel modo più ampio la verità, stimolare la gente a pensare, influenzare per quanto più possibile, con la propria professionalità, i giochini di editori e finanziatori. Chi vive in questo ambiente sa che spesso la parola d’ordine è equilibrio e, a volte, compromesso : basta che ci siano lettori che abbiano voglia di andare un po’ più in là, nella lettura, del titolo imposto dall’editore!

  15. simichan ha detto:

    @epistrophy: abbiamo scritto praticamente in contemporanea 😀
    non ti conoscevo prima che alex ti segnalasse…
    se sei una di quelle persone che è in grado di far trapelare tra le righe anche quello che non ti permettono di scrivere, tanto di cappello.
    è di persone così che avremmo bisogno. ogni giorno apro la pagina on line di repubblica e rabbrividisco. le notizie politiche ormai praticamente non ci sono più in home. è questo che dovrebbe cambiare.
    io non ho la soluzione.
    ma d’altra parte io ho scelto di non fare la giornalista.

  16. epistrophy ha detto:

    Aggiungo solo una cosa : il giornalista che, a volte e sottolineo a volte, accetta il compromesso, secondo me non lo fa per il “tengo famiglia”, ma lo fa per passione. Lo fa perchè il silenzio è sempre peggiore del compromesso, lo fa perchè tenta comunque di informare e far pensare, lo fa perchè forse spera in cuor suo di poter, un giorno, scrivere LIBERO…

  17. epistrophy ha detto:

    Certo simichan, io rispetto la tua opinione, come quelle di tutti, soprattutto quando c’è una spiegazione e una motivazione come nel tuo caso..
    E, nel mio piccolo, cerco di fare quello che dicevo prima..
    e .. piacere di conoscerti!
    :-))

  18. utente anonimo ha detto:

    Credo che la stampa libera sia solo su questi blog e su siti come Censurati.it ed altri. L’editoria ha agevolazioni fiscali non indifferenti (ad esempio l’abbattimento del 50% dell’Iva) e se non vuole morire …. (sono quindi d’accordo con epistrophy).
    I giornalisti, beh, ve ne sono di indipendenti, ma molti scrivono per compiacere il boss, come già a scuola si impara a scrivere per prendere un bel voto e non per esprimere ciò che si pensa. Quindi, se esiste un controllo, è solo nei confronti di una minoranza. Gli altri, si adattano ad ogni vento che cambia.
    Per Simichan. Anticamente i re tenevano un giullare a corte, più che altro perchè il giullare aiutava il re a tenere i piedi in terra. I giullari erano gli unici autorizzati a prendere in giro chiunque, ma facendolo permettevano alle vittime delle loro burle di capire qualche aspetto della realtà che non riuscivano a vedere. Quindi va bene che l’informazione ci arrivi da un comico. Va meno bene che questo comico non abbia uno spettacolo nella TV pubblica. Per caso il Re ha sparato al giullare?
    i.Vanattila

  19. simichan ha detto:

    il giornalista che per passione decide di scrivere, non sta lì ad aspettare che qualcosa dall’alto cambi, che un deus ex machina faccia tornare libera l’editoria.
    un giornalista che per passione fa questo mestiere dovrebbe voler *raccontare* ciò che accade, *diffondere* l’informazione.
    quanti giornalisti ci sono in Italia che accettano questa situazione per comodità? e quanti invece lo fanno senza riuscire a guardarsi allo specchio al mattino?
    purtroppo io penso che ce ne siano molti di più della prima categoria.

  20. epistrophy ha detto:

    credo che tu non abbi capito il senso del commento, scusa simichan : è proprio esattamente quello che dicevo! Se fai l’eroe e non sei Santoro o Biagi, non ti può permettere di essere sbattuto fuori nell’attesa che i tempi cambino da soli come fanno loro. Loro possono farlo perchè cmq si continua a parlare di loro, anche se non scrivono e se non vanno più in video. Il giornalista, che non è un supereroe leggendario, deve rimanere in trincea, lì dove un giorno riesci a conquistarti una parte del territorio nemico e a liberarlo dall’oppressione, e dove il giorno dopo sei costretto in tutta fretta a ritirare… Così è la vita … altrimenti si ha una visione dogmatica e dicotomica del mondo che non ci porta proprio a niente … come quella dei bambini … o tutto o niente … o subito o mai … o bianco o nero … insomma … non è proprio così …

  21. simichan ha detto:

    sì ok. hai ragione.
    capisco il principio del conquistare un po’ alla volta abbastanza territorio da poi permettersi di poter dire quello che davvero si pensa.
    il problema è che non ci sono *testate* o *reti televisive* per dire eventualmente quello che si pensa davvero. ed è per questo che apprezzo molto alcuni tentativi che stanno timidamente spuntando fuori (un esempio è questo

  22. simichan ha detto:

    …è saltato parte del commento.
    dicevo anche che forse il problema è che i giornalisti con cui ho a che fare io quotidianamente non mi sembra vivano poi con tanta sofferenza questo stato di cose. e così finisco nell’errore di fare di tutta l’erba un fascio.

  23. simichan ha detto:

    alex aiuto devo aver lasciato un tag aperto, non si capisce più niente :S

  24. epistrophy ha detto:

    Tranchi Simichan … questi errori li commettiamo tutti più o meno …
    (non mi riferivo al tag…ma alla tua risposta)
    :))))

  25. alex321 ha detto:

    Oh mado’… non mi posso voltare un attimo che combinate ‘sto casino…
    E meno male che evdea è momentaneamente assente… :S
    Allora, sono qui per pochi attimi, poi devo tornare in laboratorio.
    GIURO SOLENNEMENTE che dopo leggo tutto e rispondo!!!

    @Simichan: l’ho sempre detto che sei negata con i TAG Html 😀

    @Epistrophy: Accidenti a te…. 😉

  26. utente anonimo ha detto:

    dai che poi alla fine ho risolto da sola coi Tag 😀
    ora devo staccare, ma sono sicura che non finisce qui 😛

  27. alex321 ha detto:

    Allora… giusto qualche osservazione.

    @Simichan, nel commento n. 13:
    “spetta a chi si fregia della carica di Giornalista.”
    Da un punto di vista idealistico è come dici tu. Poi? Passiamo al reale. Il giornalista scrive. L’editore passa con le cesoie. Il giornalista che fa? Si dimette se ne va, e si cerca un altro lavoro. Perfetto. E’ proprio per questo che siamo rimasti circondati da Fede e Vespa, sai? 🙂

    @epistrophy, commento n. 14:
    All’inizio del post ho spiegato del tema della “cassa di risonanza”. E’ una cosa nella quale credo fermamente.
    Che valga da insegnamento in generale (non solo per simichan…) quel che dici sulla “capacità del giornalista”.
    Già. Stimolare la gente a pensare. E’ l’obiettivo che mi pongo sempre. Quando scrivo e quando parlo (non so se ci riesco sempre, ma questa è un’altra storia!)

    ancora @epistrophy, commento n. 20:
    Sarò sempre in trincea. Per scelta. E non mi sono mai tirato indietro, a costo di trovarmi in situazioni di rottura. E chi mi conosce lo sa.
    Mi fa piacere leggere dalle tue righe che non sono il solo 🙂

    @simichan, commento n. 21:
    E’ proprio in questo quadro che si colloca la libera editoria, come le radio libere, le telestreet, i blog: tanta informazione “non di massa”, perchè fatta da piccoli, e diffusa dal basso. E tanti piccoli assieme… fanno massa…

    Ora urge aggiornamento a questo post…

  28. storie ha detto:

    non volevo occupare troppo spazio…ma vedo che qui nessuno si è fatto problemi…cmq ho commentato sul mio blog.
    ciao

  29. Loreanne ha detto:

    ‘mmazza che toni, alex!!!
    Non ho letto il post in questione, ma credo di averne capito il senso, così come quello della tua risposta.
    Sono d0accordo con te che le colpe stanno ben più a monte ma non trovo giusto si dia per scontato che il sistema funzioni in un modo corrotto e comprato dalle lobbies economiche e politiche: un giornalista, per essere tale, dovrebbere rispondere a precisi principi di verità dell’informazione e di equità.
    Se oggi le cose non funzionano più così, non è solo colpa degli editori, ma anche di coloro che inclinano le loro penne e sottomettono le proprie idee alle nuove regole.
    Trovo un po’ “violenta” la tua replica a chi, con sana ingenuità, sente di voler denunciare il proprio sdegno.
    Io dico:
    non arrendiamoci a ciò che vogliono farci credere come normale.
    Manteniamo il nostro stupore e denunciamo l’irregolarità.

    Detto questo, è ovvio che la protesta debba avere un raggio ben ampio e mirare tutti i bersagli.

  30. Loreanne ha detto:

    Scusa l’interruzione, ma la gattina ha deciso che devo smettere di stare davanti al pc e mi preme, IN TOTALE AUTONOMIA (!!) il tasto invio.

    Scriverò in un altro momento le mie considerazione sui blog: anzi, sto preparando un post…
    ciao Alex

  31. evdea ha detto:

    Dunque, per come lo vedo io un giornalista non ha molto spazio di manovra, e’ l’ultimo anello della catena:
    Editore–> direttore –>Redazione–>Giornalista…
    Il giornalista non scrive per se’… ma e’ parte della testata in cui svolge il suo lavoro, e quindi non e’ libero di scrivere esattamente cio’ che vuole, ci sono innumerevoli modi di scrivere e di sfumare, ma alla fine ha una linea editoriale da seguire… Anche quelli che paiono piu’ agguerriti e battaglieri hanno alle spalle un caporedattore e un direttore consenzienti, un freelance correggimi se sbaglio Ale, il suo bel pezzo coraggioso lo deve vendere a qualcuno, e quel qualcuno deve essere in qualche modo in sintonia con cio’ che il giornalista ha da dire…
    Quindi gli spazi di liberta’ sono pochini davvero.
    L’informazione no profit quella che scaturisce dalla passione e dall’interesse del singolo, e’ un buon mezzo per approfondire, ma purtroppo ha come effetto collaterale che puo’ scrivere chiunque, qualunque cosa, quello che mi spaventa e’ la mancanza di validare in qualche modo l’informazione libera, e’ vero che sui massmedia tradizionali l’informazione e’ pilotata, ma deve sottostare a leggi e regolamenti posti a tutetela della validita’ di cio’ che si scrive… come ne veniamo fuori per l’informazione libera di cui parli tu?

  32. alex321 ha detto:

    Evdea… e chi valida? E chi certifica chi valida? E dai su… è il solito problema della torre di chi controlla il controllore….
    Chi valida? Lo spirito critico di chi legge! E amen.

  33. evdea ha detto:

    Mia personale opinione: Beppe Grillo non e’ un comico… e’ un abile comunicatore, e l’informazione che da’ non e’ un regalo all’umanita’ ne’ una missione, sono sempre piu’ convinta che quell’uomo stia cercando di creare un movimento politico e/o d’opinione, sara’ un illazione, ma io piu’ ci penso piu’ leggo piu’ me ne convinco. Non che non mi piaccia leggere certi suoi pezzi, ma qualcosa mi dice che da quell’abile e mefistofelico comunicatore che e’ ne tirera’ fuori qualcosa.

  34. alex321 ha detto:

    Evdea, io sono anche più cattivello di te 🙂

  35. evdea ha detto:

    Non so Ale, non sono convinta che l’assenza di controllo sia una buona cosa, lo spirito critico del lettore puo’ esser tratto in inganno. Ma e’ un dubbio il mio, non ho risposte, il problema comunque c’e’ ed e’ evidente, un pezzo coraggioso e accattivante nei contenuti, sensazionalista puo’ rivelarsi spudoratamente falso. Ed in quel caso potrebbe gia’ aver tratto in inganno chi lo legge, innestando un processo a catena di replicazione di informazioni inesatte o peggio spudoratamente false…

  36. panna69 ha detto:

    il discorso è lungo e complicato.. cmq sono convinta che la censura in Italia esiste e non è neanche così subdola e velata come dici tu… ma sono anche convinta che esista da tutte le parti.. e che il mestiere dei giornalisti, quello vero, non è esprimere opinioni ma dare informazioni… il più possibile vicine alla verità dei fatti!!

  37. utente anonimo ha detto:

    Prepareremo anche un post sui gatti, con un occhio di riguardo rivolto ai nostri genietti che si impadroniscono perfino della tastiera e staccano i cavetti..!!!!
    🙂
    Sono appunto impegnato(i commenti precedenti lanciati dalla piccola micia egocentrica erano di Anne) in un turno di guardia della gatta maggiore, colpita dalla febbrona!!!!

  38. baader ha detto:

    ciao alex,
    condivido il merito di questo post,che è uno dei tuoi migliori.

  39. jame ha detto:

    complimenti. quando si dice sfruttare a tutto tondo un mezzo.
    hai un megafono al posto della mente, un vero amplificatore.
    complimenti ancora.
    jameS

  40. jame ha detto:

    te ne sei vinto un altro sul mio blog se cosi si puo chiamare
    j

  41. ofelia71 ha detto:

    ho potuto leggere con attenzione solo ora il post e tutti i commenti… meravigliosa discussione. condivido un pezzetto di ogni commento, sono sia “ingenua” quando penso che il Giornalista dovrebbe essere coerente con quello in cui crede e se non trova spazi nel giornale o nella tv dove lavora dovrebbe andarsene su due piedi; sono “realista” perchè penso anche al motto “tengo famiglia, ho da’ campà” e perchè no, che a certe posizioni di potere ci si affeziona. penso che ci sono giornalisti come pino scaccia ed altri come emilio fede e bruno vespa. la questione è complicata e contraddittoria… per sapere quello che succede, non dico per sapere quello che succede VERAMENTE, leggo un paio di quotidiani cartacei, vago in rete ovunque e dovunque ci sia un barlume di “notizia” – come su questo blog per es – e poi metto in moto il cervello e filtro tutto quello con cui veniamo bombardati. purtroppo tutto questo nn basta. per sapere quello che veramente accade bisognerebbe essere lì, presenti, con i nostri occhi e i nostri sensi. penso all’america di bush che fa tornare le bare dei soldati morti in irak in piena notte perchè nessuno (o pochissime persone) le veda e ne parli, penso alla giornalista finita in galera perchè nn ha voluto rivelare il nome della sua fonte. penso al teatrino penoso e schifoso che viene allestito qui da noi quando il laido bruno vespa pubblica un nuovo libro (???), penso a quanti spazi abbia il papa ogni santo (appunto SANTO) giorno basta che alzi il dito mignolo o starnutisca e come mai non si parla più di ricerca scientifica o di limitazione alle libertà fondamentali in nome della lotta al terrorismo. sappiamo tutto delle vacanze delle veline e non sappiamo da chi è composto il direttivo della banca d’italia. non si parla di mafia, non si parla di disoccupazione, di lavoro nero, di morti nei cantieri, di sfruttamento della manodopera illegale, non si parla del calvario di chi ha a che fare con la sanità pubblica… si parla di CASSANO e si passa le notti insonni per sapere se resta alla roma o no. ma chi se ne fotte ! si parla della ventura e delle sgallettate che ballano in tv, dei giocatori fighette esose che sono diventati divi rock; si parla con lo psicologo dello stress da rientri, si parla con il metereologo dell’afa di luglio, si parla con l’espertone del problema del momento: in spiaggia bikini o topless ? temo che l’informazione si diventata un modo per evadere a basso costo. mi compro un giornaletto da due lire e sogno le vacanze di pincopallino. guardo il tg1 e mi coccolo con l’atmosfera da s.remo perenne che il telegiornale mi offre. va tutto bene, me lo dice la tv, perchè mi devo angustiare ?
    non so, non ho la minima idea di quale possa essere la soluzione al problema (anche perchè il fatto che sia un problema non è percepito da TUTTI !!!), spero che continuando la discussione si faccia MASSA e… per lo meno saremo + consapevoli.
    scusate per la lunghezza del commento.
    un bacio a tutti !
    ofy

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