.: Gira che ti rigira 2 :.

Ripeto ancora: grazie a tutti voi mi è passata la sfiducia che mi aveva catturato nel fine settimana, con tanto di voglia di fuggire dal pianeta. Grazie per la carica che riuscite a darmi.
Credo sinceramente che ci sia poco da fare, vista la situazione attuale. Il nostro piccolo contributo può essere, a mio avviso, uno solo: il restare lucidi ed il propagandare la necessità del restare lucidi. Ed i blog sanno essere un ottimo veicolo. Prendo spunto dai commenti di ieri, ma anche da un interessante post apparso in tarda serata su Popoblog, e cerco di dire la mia. Se dico stronzate, sgridatemi nei commenti senza nessuna pietà 🙂
 
Lo scenario che abbiamo sotto gli occhi è da fantascienza. Vedo persone per strada che ogni minuto si guardano le spalle, che ti guardano male se in metropolitana poggi lo zaino per terra e poi muovi un solo passo. Questa l’ho sperimentata dal vivo ieri sera. Sono entrato in metropolitana. Il treno ha chiuso le porte ed è partito. Ho poggiato per terra il mio fedele zainetto nero (pieno solo di carte e cartacce), e mi sono mosso come per allontanarmi. Mi sono trovato puntati addosso centinaia di sguardi. L’uomo di mezza età che avevo di fronte mi ha anche detto qualcosa, tipo "Ma che fa..!?", e c’è stata anche purtroppo una persona che si è alzata dal sediolino e si è allontanata! A questo punto ho ripreso lo zaino, ho ruotato lo sguardo per 180 gradi ed ho detto ad alta voce: "Ma guardatemi il colore dei capelli e degli occhi! Vi sembro arabo?"
Qualcuno ha riso, ma una donna ha detto: "Non si sa mai…".
Se fossimo stati a Londra, non avrei potuto raccontarlo perchè a quest’ora avrei 5 pallottole piantate nel cranio.
Nel tardo pomeriggio di oggi devo partire per Vicenza, vedrò come sarà la situazione negli aeroporti di Roma e Verona.
Tutto ciò la dice lunga sulla tensione popolare.
A mio avviso, e già l’ho detto, tutto quel che sta avvenendo è mirato appositamente ad accrescere la tensione popolare. Lo scopo è anche semplice, ed è quello classico dell’eversione di estrema destra, con la differenza che stavolta non è praticato da un’organizzazione extraparlamentare: lo spingere la popolazione a richiedere, ad implorare il proprio governo di istituire leggi speciali, restrizioni, ecc. In pratica, di istituire una dittatura.
Da precisare che tale fenomeno non sta avvenendo solo in Italia, ma praticamente su quasi tutto il territorio dell’Unione Europea. Invece oltre oceano stanno già molto più avanti.
Chiaramente qui l’ho detta semplice e stringata, ma non posso esagerare e scrivere 10.000 battute in questa sede.
E’ una strategia già vista, anche se i più giovani magari non se la ricordano perchè non erano ancora nati. Altri (come me) erano già nati ma troppo piccoli per razionalizzare… ma poi da grandi ci siamo messi a studiare…
E’ la strategia della tensione, già usata in scala più piccola proprio in Italia tra la fine della seconda guerra mondiale e gli anni ’70, per tenere il Paese spostato il più possibile verso destra, distruggere il movimento partigiano e ciò che ne era scaturito, far restare l’Italia nella sfera di influenza americana poichè aveva il partito comunista più grande d’Europa. Il prodotto di quella strategia fu una serie di stragi ed eccidi. Da Portella delle Ginestre a Piazza Fontana, e poi il tempo delle bombe sui treni, dall’Italicus al rapido 904, passando per la stazione di Bologna. Terrorismo anche quello. Proprio come questo. Con la differenza che questa volta la strategia della tensione è su scala internazionale.
Per questo sostengo che occorre mantenere la lucidità. La lucidità di pensarlo, la lucidità di dirlo, la lucidità di ragionarci e far ragionare. Per non cascare nella trappola della tensione. Altrimenti siamo fregati. E’ l’unico modo per cercare di resistere all’imposizione di una dittatura forte.
A Roma in particolare la tensione è molto alta. Addirittura ne parla il mio coinquilino, il che è tutto dire…
Dice bene Laura48 sul suo blog, quando dice che anche essendo lucidi e critici su tutto questo, non è piacevole leggere di fantomatiche minacce islamiche verso Roma. D’altra parte non c’è bisogno di essere un massimo esperto di politica internazionale, basta solo seguire ed analizzare le cose (non guardando solo i TG ovviamente), per capire che i prossimi attentati saranno: Russia – Roma – Copenhagen – Varsavia, con la variante che l’ordine potrebbe anche essere Russia – Copenhagen – Roma – Varsavia.
A proposito delle manovre cecene in Russia (hanno promesso di infuocare l’estate, poi chissà), dove la presenza islamica non è nativa, ma è giunta (o caso strano…) da fuori, consiglio il breve post di Stefano Grazioli su Poganka. Su questo argomento ho scritto qualche settimana fa su ReporterAssociati.
Torniamo a Roma. Si sa la fascia oraria dell’attentato, e sarà quella di tutti gli altri attentati: tra le 7.30 e le 9.00 del mattino, orario di pendolari e di gente che si sposta.
Ovvio che l’attentato non avverrà nè ora nè tra un mese: la tensione è troppo alta. Va sfruttata politicamente. Sarebbe un errore alzarla ulteriormente.
Si ha un’idea del quando sarà colpita Roma: in piena campagna elettorale (per tutti i motivi detti sopra), pertanto occhi aperti da febbraio in poi.
Più difficile è il capire invece dove sarà colpita Roma. In tutti gli attentati da strategia della tensione occorre considerare due fattori: il primo è il causare il più elevato numero possibile di morti, il secondo è colpire un obiettivo politicamente simbolico per la nazione che viene colpita.
Facciamoci caso. Per colpire gli USA sono state tirate giù le torri gemelle uno dei simboli di New York, della sua bellezza e della sua ricchezza. Passiamo in Spagna, nazione che fino a 20 anni fa era rimasta arretrata e fanalino di coda dell’Europa a causa di 50 anni di dittatura franchista, quella Spagna che aveva basato il suo rilancio ed il suo sviluppo (peraltro riusciti) sul rifacimento del sistema ferroviario, ed infatti ha visto venire giù le stazioni di Madrid. Per quanto riguarda Londra, è arcinoto che la sua metropolitana avanzatissima è uno dei simboli della città, al punto da essere méta turistica. Stessa cosa si può dire per l’Egitto, dove tra tanto deserto (e Piramidi, ma non sono un buon obiettivo), sorge un simbolo del suo rilancio economico e turistico, Sharm el Sheik. Le stesse considerazioni si possono fare anche per gli attentati di Istanbul e Bali.
E Roma? Ci pensiamo e torniamo sull’argomento? Con lucidità. Senza perdere mai i lumi della ragione. Tenendo presente che ogni attentato è strumentale alla strategia di potere che, post dopo post, sto cercando di descrivere.
Come ha giustamente scritto Loreanne (anzi.. "hanno scritto" perchè sono in due) nei commenti al post di ieri, "Altro che terrorismo e terrorismo!!! Qualcuno non stava più nella pelle per trovare il pretesto per mettere in moto un mostruoso grande fratello!!!!"
 
Lettura consigliata del giorno:
Viviana Vivarelli sull’Unione Europea (Reporter Associati.org)

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15 risposte a .: Gira che ti rigira 2 :.

  1. simichan ha detto:

    bravo ale. hai perfettamente ragione. non abitando a Roma per me è facile rimanere lucida, molto più facile che per te e per gli altri che sono lì.
    Il fatto è che come noi “comuni mortali”, anche chi dovrebbe impedire gli attentati dovrebbe poter intuire dove saranno.
    Quello che mi fa riflettere è proprio il fatto che, invece, sembra sempre che cadano dalle nuvole…

  2. ottobreRosso ha detto:

    Stamattina all’areoporto di linate, dovevo imbarcarmi per roma per motivi di lavoro, mi hanno bloccato perchè dentro il mio zainetto invicta (mitico rosso e blu dei bei tempi passati delle superiori) avevo piazzato il mio portatile e volevo (speravo) di imbarcarmi. Mi bloccano prima di passare nella zona imbarco, chiamano la polizia mi perquisiscono, aprono (alla faccia della privacy) il mio zainetto davanti a tutti, mitra puntato e si domandano come mai nello zainetto ho un portatile.
    Io non so cosa rispondere se non la solita banalità… mi rilasciano dopo 45 minuti, senza scuse e senza aereo…. esatto mi hanno fatto perdere l’aereo.

    Ho pensato anche io che se fossi stato a londra, a quest’ora starei rimpiangendo le notti insonne per i pianti di mia figlia.

  3. maredidirac ha detto:

    Secondo una mia personalissima mania di trovare nei numeri una logica, ho eseguito i seguenti calcoli: 11 settembre 2001 (NY) – 11 marzo 2004 (Madrid) = 30 mesi/2 = 15+1 (il +1 è per avere di nuovo un numero pari, un po’ forzato, lo so) = 16 mesi e si arriva al 7 luglio 2005. Se a quaesta data aggiungiamo 16 mesi/2 cioè 8 mesi arriviamo al 7 marzo 2006, giusto in tempo per le nostre elezioni…ma Ciampi non voleva anticiparle e il Silvio si è opposto?
    Cmq l’invito alla lucidità è essenziale perchè altrimenti si sconfina nella dietrologia!

  4. ofelia71 ha detto:

    forse (forse) questa volta l’unione (di intenti, di menti, di informazioni…) può veramente FARE LA FORZA.
    per lo meno, lo spero…
    :-*

  5. ofelia71 ha detto:

    rif: “elbareport” ROBA DA MATTI !!! stento a crederci !!!! ancora peggio di quello che pensavo… e pensavo parecchio ma parecchio male !
    grazie per la notizia ! sei un mito !
    :-*

  6. alex321 ha detto:

    Non è merito mio ma di chopina

    🙂

  7. ladolcetempesta ha detto:

    centro commerciale del nord est grande immigrazione senegalese marocchina
    barriera casse non molta gente io attenta all’uscita del waucer da far firmare sento uno strano silenzio alzo la testa un uomo di colore con a fianco la sua donna presumo ma il sielnzio pieno di tensione sbollito alla non piu vista di questa coppia era dovuto all’abbigliamento della donna( presumo lo forse dalle tette che sporgevano dal burka completo ove sporgeva solo la fisionomia di uan donna in carne e sdallo spioncino gli occhi tristi )
    insomma se il solo vedere una donna completamente ricoperta ci terrorizza stiamo proprio male ma male x davvero

  8. ladolcetempesta ha detto:

    una cliente al mio bhe contenta lei di assecondare il marito e la religione contenti tutti

    mi ha risposto e no mica e cosi facile e se sotto quel burka tiene le bombe
    altro che lucidita’ qui son terrorizzati all’inverosimile i discorsi piu positivi son quelli di godersi l’oggi che il domani puo non esistere a sharm a londra o qui in casa propria

    c’e da capire perche non son state trovate armi atomiche piu catastrofico della destabilizzazione e della paura non c’e bomba atomica che tenga

  9. utente anonimo ha detto:

    è vero…tutto accresce la paura….

    vai a leggere dellà…non è vero che sono imbranata ;)p

    asietta

  10. utente anonimo ha detto:

    ti ho ri_risposto sempre dellà…

    per il resto…io ho avuto paura giorni fa tornando da Napoli…i poliziotti oltre ai documenti controllavano i bagagli…in modo scrupoloso…eppure ero in un semplice IC…

    asietta

  11. infinitadolcezza ha detto:

    Purtroppo i controlli e le fobie nascono sempre dopo…dopo le stragi, dopo che ogni cosa sembra esserne sconvolta e non c’è mai un prima per poter fermare tutto questo…non si può prevenire ma non si può nemmeno rimanere distaccati perchè le cose che accadono fanno star male e il dolore si può vincere…ma tutti insieme!*S*p.s.riguardo al post di ieri:dovrò stare attenta a ciò che ci scriviamo e a cosa ti mando…visto che siamo monitorati!W la libertà di parola!

  12. ofelia71 ha detto:

    credo di aver risolto il problema dei commenti chiusi…
    sono passata anche a ringraziare CHOPINA per la segnalazione dell’articolo…
    🙂

  13. ameliesun ha detto:

    mi piace ciò che scrivi….
    forse riesco ad essere + lucida perchè non vivo in questi grandi centri a rischio..o perchè immagino che dietro ci sia appunto la strategia della tensione..o menti diverse che emulano gli altri..Rimango più spaventata dalle mie colleghe ad esempio, che quando vedono arabi in negozio hanno paura..
    Sarebbe come aver paura di ogni siciliano (tanto per dirne uno..)..stategia della tensione..

    Tornando al tuo commento, perchè succede? Se non sta bene con me o non mi ama più…mi aspetto che se ne vada.
    Ma se mi dice tutto il contrario, perchè? e perchè mi taglia così fuori, non ho fatto niente..
    è dura sì..
    ciao!!

  14. laura48 ha detto:

    Una delle tattiche usate per destabilizzare si chiama, appunto, ” terrorismo psicologico” e mi sembra che si stia applicando alla grande.
    Quando si prova paura, si chiede protezione e qualsiasi misura presa alla fine va bene.
    Se a questo si aggiunge il fatto che gli atti terroristici si stanno susseguendo ad un ritmo preoccupante è normale che anche le persone più razionali sentano tentennare le proprie idee.
    Qui ci sarebbe da aprire un discorso lunghissimo, ma ho ancora troppo sonno per affrontarlo:-)))
    Buon viaggio

  15. Loreanne ha detto:

    Ma grazie per la citazione!!
    Beh..ci apprestiamo a diventare, piu’ o meno consapevoli, piu’ o meno atterriti..gli indiscussi protagonisti del vero grande fratello..

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