.: Il giorno della follia (Long very long post!) :.

Parigi val bene una messa
(Enrico di Navarra)
 
Chi semina disprezzo, non raccoglie attenzioni nè energie
(Il Capo dei Capi)
 
Antefatto
 
Ieri, mercoledì, la nostra unità di testing era impegnata altrove, sul sito di test finale, a sperimentare un nuovo magheggio che abbiamo costruito. Per tutta la giornata, noi da Roma (nonostante fosse un giorno festivo) abbiamo seguito la preparazione dei test. Poi alle 18.30 me ne sono andato a casa, poichè tutta la fase preparatoria (che mi coinvolgeva direttamente) era terminata, e occorreva fare solo il test vero e proprio. Test importante per tutto il progetto: il cliente finale intendeva vedere un prototipo funzionante entro le 13.30 di oggi.
Come detto nel precedente post, tutto inizia alle 22.00 di mercoledì, quando all’improvviso (mentre sto a casa ad ascoltare musica e a scrivere) squilla il cellulare.
Cellulare: "Drrrin Drin taratattattà!"
Io: "Pronto? Chi cazzo rompe a quest’ora?"
Voce: "Dott. Alex? Sono L. il Capo dei Capi."
Io (Arg!): "Ehm… mi dica.."
L.: "Dott. Abbiamo un problema."
Io: "Embe’.. e chiama me?"
L.: "Dott. Ci serve qualcuno che ne capisca."
Io: "Appunto! E che fa, chiama proprio me?? Forse ha sbagliato numero eh."
L.: "Dott. Non è tempo di fare battute: il test è fallito."
Io: "Mer..! Ehm.. accidenti. E ‘mmo?"
L.: "Dott. Ora le spiego come possiamo evitare questa figura di merda. Visto che abbiamo a disposizione la finestra sul satellite fino alle 13.30 di domani, e doveva essere tutto ultimato… entro ieri sera."
Io: "Mi dica…"
L.: "bla bla bla bla bla bla bla!"
 
Il Capo dei Capi L. è un folle scatenato. Ma io lavoro con lui proprio per questo. E’ un folle nel senso che ha sempre accettato di portare avanti progetti folli, al limite della fantascienza e dell’impossibile, e l’ha sempre spuntata con successo. Quando una cosa sembra che non si possa fare, perchè la scienza e la tecnologia sono arrivate al limite, lui ci convoca tutti e ci dice: "Ecco un lavoro per noi.", e gli brillano gli occhi di lucida follia.
Per questo sono felice di aver cambiato reparto e di lavorare nel suo. Vi assicuro che è divertentissimo. L’ultima volta che l’ho sentito parlare, era ad una riunione con altri dirigenti, e lui stava esponendo il progetto che stiamo facendo ora. Ad un certo punto un tipo, un esperto di Spazio, gli disse: "Ma.. L.! Questa cosa che sta dicendo.. non si può fare! E’ tecnicamente impossibile!"
L. rispose: "Sì va bene, non si può fare, sono d’accordo… però almeno cerchiamo di non disturbare chi nel frattempo la sta facendo!" (e infatti poi.. l’abbiamo fatta).
Questo per dare un’idea della follia che mi ha detto al telefono per sistemare le cose. Ma riprendiamo il corso della telefonata.
 
Io: "Ehm… ma non pensa che come tempi sia un po’ impossibile?"
L.: "Non esiste l’impossibile, l’impossibile non esiste. Intanto lo facciamo, poi vedremo se era impossibile".
Io: "Ma… sul sito di test c’è il fior fiore degli ingegneri del nostro gruppo… di sicuro risolveranno il problema entro le ore 13.30 di domani".
L.: "Come le ho spiegato durante il bla bla bla, il test è fallito perchè non ha funzionato l’equilibrio inerziale."
Io: "L’equilibrio inerziale l’ho testato in laboratorio personalmente… funziona! Ascolti, io domani entro in azienda alle 7.30, sto in collegamento telefonico costante con l’unità di test. Li piloto io, in pratica, e risolviamo il problema entro le 13.30. Io qui, loro lì, ma li guido passo passo".
L.: "No. Ricordi che gli ordini li do io, Dott. Alex, e quindi Lei domani mattina va sul sito di test e risolve personalmente il problema."
Io: "Ma si rende conto? E’ una perdita di tempo: guadagneremmo ore se dalle 7,30 io già pilotassi i test… risparmiamo i tempi di viaggio!"
L.: "Non è una trattativa, il problema va risolto entro le 13.30 se no il cliente finale si incazza e potrebbero anche segarci il proggetto. Lei va lì e risolve di persona."
Io: "Andando io sul sito di test.. anche partendo ora… quando ci arriverei?? Di sicuro ho più tempo se ci lavoro da Roma già dalle 7.30!"
L.: "No. Risolve meglio se ci va lei di persona. Venga alle 7.45 in azienda domani mattina per le consegne. Penso io a tutto per ogni spostamento."
Io (tremando, ma non dal freddo): "Senta L…. io… io non ce la farò mai… avrò solo pochi minuti per risolvere…"
L. (ridacchiando): "Ne riparliamo alle 13.35 di domani. Nel frattempo ce la farà. Buona notte Dott. Alex. Dorma, e stia tranquillo."
Io: "Sono certo che alla fine, dopo il mio fallimento, lei mi disprezzerà molto, perchè sono la persona meno indicata per questa cosa delicata… non ce la farò."
L.: "Grave errore, Dott. Alex, perchè chi semina disprezzo, non raccoglie attenzioni nè energie ed ho bisogno delle sue energie. Dorma, e stia tranquillo."
Scusate il francesismo (e di francesi e francesismi ce ne saranno parecchi in questo post), ma col cazzo che ho dormito tranquillo.
 
La giornata della follia
 
Ore 7.45. Alex321 timbra l’ingresso in azienda con il proprio badge. Non passa per il suo ufficio, va direttamente in laboratorio.
Ad attenderlo ci sono due colleghi, impegnati nelle trasmissioni verso il sito di test, e il Capo dei Capi L.
L.: "Dott. Alex buongiorno. Proceda."
Io: "Buongiorno. Procedo".
Attacco il portatile alla LAN aziendale, e scarico sopra una copia di tutto il software per l’equilibrio inerziale. L. mi consegna una busta con dentro tutto ciò che mi occorre a livello di documenti e biglietti.
 
Ore 8.10. Posto sul blog il mio saluto, nel caso non dovessi sopravvivere ed L. dovesse tagliarmi la testa in caso di fallimento. In realtà era un post di sfogo, causa nervi a fior di pelle. Adrenalina in crescita.
Cinque minuti dopo sono già nel taxi che avanza zigzagando nel traffico del raccordo anulare. Ho sonno. Sono incazzato. Sono terrorizzato. Non credo che ce la farò. Quando si ha fretta, puntualmente qualcosa va storto.
 
Ore 9.00. Fatto il check-in all’aeroporto di Fiumicino (all’ultimo momento..) Mi concedo un caffè ed una sigaretta. Continuo ad essere assonnincazzato. So che mi sveglierò, ma sarà l’adrenalina a svegliarmi.
 
Ore 11.30. Avendo con me solo il bagaglio a mano, non devo attendere i bagagli da stiva, e avanzo a passo spedito verso l’uscita del terminal internazionale dell’aeroporto Charles De Gaulle. So che fuori c’è un tipo con un cartello con su scritto "Dott. Alex321" che mi caricherà in auto, e so che devo fidarmi. Sono nervosissimo.
 
Ore 11.40. L’autista guida come un pazzo scatenato lungo l’arteria autostradale in direzione sud. E’ un tipo di colore alto un metro e novanta con muscolatura da statua greca che si chiama Samuel ed è bellissimo, di quel tipo di bellezza che se fossi gay gli direi: "Accosta a destra, che ti salto addosso, e scopami selvaggiamente!" (sì sì va bene, ha gli occhiali! E allora??).
Il traffico qui è qualcosa di bestiale: tutti a 120 all’ora, ma tutti vicinissimi e la strada è trafficatissima. Ruote nelle ruote e tutti a tavoletta… se uno avanti frena… qui facciamo una montagna di lamiera…
Il cellulare trilla. E’ un Sms. E’ il mitico R. da Roma che mi dice: "Ao! ‘ndo stai? Facciamo caffè e fumamo?" Gli rispondo: "Non rompere, non è giornata."
 
Ore 12.30. Non so Samuel come abbia fatto, ma in soli 50 minuti dal De Gaulle è riuscito a farmi arrivare alla Gare de Lyon. Ne ho davanti la sagoma imponente. Il cuore accelera. Entro. Devo andare al binario uno. Ci arrivo in pochi attimi. C’è fermo un treno tgv, devo cercare una carrozza che ha un nome (sì, qui certi treni non hanno le carrozze numerate, ma hanno i nomi) che inizia con la M. La trovo. Salgo. Dentro sembra la centrale di controllo di Houston. Sono arrivato sul sito di test. Da questo momento ho esattemente un’ora di tempo. Ce la farò?
Cerco con lo sguardo i colleghi italiani. Li vedo. Ci sono anche gli spagnoli, che poi "spagnoli" si fa per dire, visto che tra loro c’è P. ex mio collega, napoletano come me, di Fuorigrotta per la precisione.
Mentre mi dirigo verso di loro, un tipo mi si avvicina ed inizia a parlare in francese a velocità da eurostar (anzi da tgv). Gli rispondo: "Oh fratè! N’aggio capito manc’ o cazz! Parla potabile!". Lui sorride senza avere capito niente.
Vado dai miei colleghi. Prendo il portatile, lo collego alla LAN sperimentale.
I casi sono due: o capisco subito perchè non funziona, o non avrò il tempo materiale di risolvere nulla. L’adrenalina sale vertiginosamente.
 
Ore 12.35. Sullo schermo ci sono i messaggi del sistema automatico di equilibrio inerziale. Tre angoli. Segnano zero tutti e tre. Non va bene. Il treno è fermo, quindi stando a riposo dovrebbero variare, e misurare la velocità di rotazione della Terra. Il collega accanto mi dice: "Forse è la Terra che si è fermata".
Lo mando a fare in culo in napoletano, oggi non sono dell’umore giusto per giocare. I presenti si accalcano attorno allo schermo.
 
Ore 12.45. Alex321 pronuncia la frase storica: "Levatevi tutti quanti dai coglioni! Aria!". Il collega italiano traduce in francese, P. traduce in spagnolo. Sto in piedi avanti al terminale di controllo del sistema inerziale. Oltre c’è il finestrino ma è stato oscurato in modo che dall’esterno non si veda dentro, visto dall’interno invece fa da specchio. Distrattamente ci guardo e mi accorgo che tra le persone alle mie spalle c’è un francese che mi sta visibilmente guardando il culo, e ogni tanto si mordicchia pure il labbro inferiore.
Tic tac. Tic tac. I minuti passano. Vado in autismo profondo. Concentrazione massima e freddezza assoluta. Devo controllare l’adrenalina e focalizzare sul problema. Resta solo la sensazione dello sguardo del francese puntato sul mio culo.
Entro in azione ed inizio a smanettare sull’apparecchiatura.
 
Ore 12.54. Gli angoli segnano qualcosa. La Terra si muove. Ho capito dove è l’intoppo. Dovrebbe essere tutto ok… Seconda frase storica: "Agganciate il satellite". P. clicca con il mouse da qualche parte, sento sopra la mia testa il lieve sibilo dell’antenna che fa il tracking. Pochi attimi ed il collega italiano mi dice: "Siamo in trasmissione."
Trasmettiamo e riceviamo dal satellite. Addirittura andiamo su internet! Ho provato io la connessione e funziona. Anche MSN 😉
Io: "Ok. Possiamo muoverci."
Ma non ci fanno muovere. Non so se è perchè le loro ferrovie sono come quelle italiane, fatto sta che per partire ci fanno perdere preziosi minuti. Mi incazzo.
Finalmente il tgv parte. Il macchinista ha istruzioni precise: deve raggiungere i 300 Km/h nel più breve tempo possibile (eh sì! Il tgv va a 300! Mica come i nostri eurostar!). Alla prima curva ci accorgeremo subito se l’equilibrio inerziale va o no.
 
Ore 13.10. Il treno è lanciato velocissimo in direzione Sud. Il gps avverte che c’è una curva tra 400 metri. Sudo freddo. E’ l’ultimo quarto d’ora. Se va, allora è ok.. ma se non va.. non ho tempo per sistemare… L’adrenalina supera il livello di guardia. Mi sento le tempie martellare. Incrocio le dita mentre il cuore aumenta le pulsazioni.
Il treno affronta la curva, si inclina da un lato come tutti i treni ad alta velocità, gli angoli del sistema inerziale.. invece non variano. Porca miseria non funziona. L’antenna non si sposta, solidale al treno.. che si è inclinato.
Il collega annuncia: "Abbiamo sganciato il satellite. L’abbiamo perso."
Frase storica mia: "Bene. Siamo nella merda."
Collega: "Eh, maledetta sfiga".
Io: "Uh! A questo non avevo pensato…"
Collega: "A cosa?"
Io: "Alla sfiga…"
P.: "Già ho capito che stai ricenn guaglio’!"
Io.: "Esatto P. 🙂 Facciamo vedere alla sfiga che siamo napoletani :)"
 
Ore 13.20. Il treno è fermo in una piccola stazione di campagna. Il macchinista sta cambiando motrice. Appena pronti si riparte in senso inverso.
P.: "Alex… colpo al cerchio colpo alla botte, vero?"
Io: "Sì, sto procedendo.."
P.: "Ma il manuale del VG951 non ti dice niente?"
Io: "P…. è scritto in russo quel manuale… e che cazz…"
Colpo al cerchio colpo alla botte. Colpo al cerchio colpo alla botte. No non sto imbrogliando le carte. Credo invece di aver capito perchè non va (credo, mica ne ho la certezza). Dallo specchio vedo il francese che mi sorride. Ecco finalmente uno che fa il tifo per me. O per il mio culo.
Sì, credo di aver capito, ma è il tempo che frega…
 
Ore 13.23. "Ok si può ripartire". Stavolta il capostazione della ignota stazione di campagna non fa lo stronzo e ci fa partire subito, il treno si lancia verso la Gare de Lyon a tutta birra. Quella maledetta curva, la stessa di prima, è terribilmente vicina. Mi sudano le mani e le tempie.
 
Ore 13.27. Ultimi tre minuti. 500 metri dalla curva. Sono un impasto di carne e adrenalina. Il francese invece borbotta che sono "trés beau".
E’ questione di secondi, di poche frazioni di secondo. Il treno affronta la curva. Mi rifiuto di guardare lo schermo. Non ne voglio sapere nulla. O la va o la spacca. Chiudo gli occhi.
Il treno si inclina, ma non mi serve aprire gli occhi. Sento distintamente (eh.. non voglio essere polemico, ma "sento distintamente" perchè i loro treni sono molto più silenziosi dei nostri) il sibilo leggero dei motori che muovono l’antenna. Si sta muovendo. E’ magicamente in equilibrio inerziale, puntata nella stessa direzione, anche se si sta muovendo ed inclinando la superfice sulla quale appoggia; come se galleggiasse in mare o nello spazio, come il satellite al quale è agganciata. Tutto rolla, beccheggia e imbarda, ma lei è sempre lì, con i tre angoli in magico equilibrio, fissi rispetto al riferimento inerziale che le ho dato io. Come se galleggiasse nel vuoto, incurante di ogni possibile sbalzo del mondo circostante. Fuori dal mondo, eppure parte di esso. Eh, la magìa…
Resto con gli occhi chiusi anche mentre sento l’applauso dei presenti e mi sento arrossire.
Finalmente riapro gli occhi e mi volto. Mi trovo davanti il francese che mi guardava il culo che mi dice qualcosa in francese ed io non capisco una mazza. Nel vedere la mia espressione interrogativa, il collega accanto mi fa gentilmente la traduzione: "Dice… quanto tempo ti fermi qui? Magari si potrebbe cenare assieme."
Io: "Digli che riparto oggi."
 
Ore 13.35. Grazie all’equilibrio inerziale funzionante, possiamo comunicare con Roma senza usare il cellulare. Sento nel microfono la voce del Capo dei Capi L. che mi dice: "Dott. Alex.. come è andata?"
Io: "Beh, se stiamo parlando…"
L.: "Mi toglie una curiosità?"
Io: "Certo…"
L.: "Ma cosa era quella stronzata che diceva ieri sera? Quel ‘non ce la faremo mai’…?"
Io: "Ehm…"
L.: "Non esiste l’impossibile. L’impossibile non esiste. Pensava che non si potesse fare? Nel frattempo lo ha fatto."
Io: "Sì capo…!"
L.: "Si faccia portare in un ottimo ristorante, tanto paghiamo noi. Poi rientri a Roma, Vengo io a prenderla in aeroporto."
Io: "Beh, arriverò tardino.."
L.: "Non fa nulla. L’aspetto. Ho tempo. Ora devo andare, devo andare in chiesa."
Io: "Come in chiesa? Ma non aveva detto di essere ateo?"
L.: "Certo! Sono ateo! Ma come disse qualcuno più famoso di noi… Parigi val bene una messa".
 
Ore 15.00. Che nessuno rompa più le scatole sulla raffinatezza della cucina francese. Non mi è piaciuto nulla. Cuciniamo meglio in Italia.
Alex321 è davanti alla Gare de Lyon, dove c’è già la Mercedes di Samuel pronta a partire per l’aeroporto.
Alex saluta tutti. Mentre si allontana, sente che il francese gli guarda il culo, ma lui lo ignora e guarda il culo di Samuel. Mentre la Mercedes parte, però, Alex pensa di essere stato troppo cattivo, e dal finestrino lancia un bacino al francese, che si schiude in un largo sorriso.
 
Ore 16.20. Il boeing 767 dell’Air France si stacca dalla pista di decollo. Solo ora cala finalmente la tensione. Alle 8.00 di stamattina ero in laboratorio a Roma… che diavolo ci faccio qui ora?
 
Ore 18.30. A Fiumicino non c’è Samuel. C’è L. in persona, venuto a prendermi. Posso rilassarmi ed avviarmi verso la sua auto, dove già so che mi riempirà di complimenti.
Stasera che nessuno mi inviti a cena. Non voglio fare altro che dormire.
Se passate per Parigi non prendete per nessun motivo un caffè: non hanno la più pallida idea di cosa sia e come si prepari.
 
Ore 18.45. Il paesaggio della Portuense scorre ai lati dell’auto. Dalle 7.45 alle 18.45. Tutto è successo in sole 11 ore.
Ci sarebbe da scaricare l’adrenalina. So anche come potrei, ma a quanto pare non è possibile.
Ancora incredulo, Alex321 restituisce la linea.

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42 risposte a .: Il giorno della follia (Long very long post!) :.

  1. chopina ha detto:

    Non ho parole…
    Bellissimo post. E splendido successo.
    Complimenti per la tua bravura e per il tuo sangue freddo.
    Sono contenta che il nuovo lavoro e il nuovo capo ti diano stimoli e soddisfazioni, te li meriti.
    Baci!

  2. Demona ha detto:

    Gh…mamma mia…sarai distrutto!!!!
    Bacio!!

  3. julysan ha detto:

    Complimenti, che dire?
    “nothing is impossible” per ovvie ragioni 😉 è sempre stata la mia frase-forza, certo che tu oggi l’hai applicata proprio con tutti i crismi del caso!
    Chissà la nottata che hai passato.. nell’angoscia! In quest’occasione posso fare un’eccezione per la promessa del mattino, comprendo che sarebbe stato molto complicato mantenerla oggi! 🙂
    Però.. una foto a Samuel potevi anche farla! 😉
    a presto!
    marcy

  4. chopina ha detto:

    Verissimo. Bach e’ al di sopra. Anzi, se non ti dispiace, questa me la riciclo (tanto e’ sotto creative commons no? :D)
    Baci!
    P.S. la colpa come sempre e’ delle privatizzazioni selvagge e della logica del profitto.

  5. Fata_dei_cristalli ha detto:

    ……..grazie….mi dai sempre una mano quando ho bisogno……Buona serata …baci Roby

  6. spighetta ha detto:

    Bellisimo….vedevo quel treno davanti ai miei occhi.
    Complimenti, anche per come scrivi! Oltre che per come lavori.
    Alle 21,20 mentre ti leggevo e avevo le casse accese ho sentito una voce d’uomo dire qualcosa. Era un’interferenza o che?
    Per un attimo ho pensato che fossi tu in collegamento audio. Lo so che sembro fusa…ma sto dicendo la verità.
    Buona serata
    Linda

  7. tinapika ha detto:

    Aò, Ale… ma chi sei 007? 😉 Tom Cruise chi? Signori, noi abbiamo Alex… mica cavoli!!!! Grande 8) e complimenti!
    :*

  8. tinapika ha detto:

    Ma quale “botta di culo”?!?! Quella lasciamola al francese (che a quanto pare una “bottarella” te l’avrebbe data hehehe!) se il Megadirettore ha chiamato te un motivo ci sarà no? Quindi riprenditi sto “Grande”, becca e porta a casa! 8)

  9. spighetta ha detto:

    Si , si ti sento :-))))) Forte e chiaro!
    Ora non so come vederti, anche perchè non ho la cam.
    Troppo forte questa cosa!! E’ la prima volta che mi capita.
    Ciaooo
    Linda

  10. NikiStefy ha detto:

    attento k il francese nn capiti a roma!
    ke capo ke hai…..geniale
    bravo ^__^
    bella la parte di MSN ke funziona, ihihih
    buonanotteeeeeee
    p.s. nn ho capito k lavoro fai…qlcs di complicato sicuramente

  11. mei-chan ha detto:

    fantastico 😀
    l’avevo capito che avevi un cervello al di sopra della media… ma non mi aspettavo così tanto! mi lasci senza parole, e per lasciare senza parole me è xkè mi hai proprio stupita!
    orgogliosa di leggerti ogni giorno, davvero 😀
    bacio!!!!

  12. maredidirac ha detto:

    Ragazzo, mi hai fatto venire i brividi: complimenti! E scrivi talmente bene che vedevo tutto come se fosse stato un film… quello che hai scritto è una sceneggiatura per un corto…Grande e credo tu possa andare a testa ancora un po’ più alta ora. Poi è bello che il problema sia stato risolto da un fisico e non da un ingegnere…mi inorgoglisci! Bravo!

  13. varcaLaSoglia ha detto:

    Complimenti per la bravura!
    Ah, avere dei capi come quello.
    A me è capitato solo due volta nella vita, ed è stata insieme una sfortuna e una fortuna.
    Una sfortuna perché poi gli altri (i quaquaraqua) non li sopporti più; una fortuna perché ti aiuta a dare il meglio di te.

  14. XaraX ha detto:

    ma quant’è bbravo st’omo!!!

  15. simichan ha detto:

    ma oggi sei a casa a dormire, immagino… mica sei a lavoro, vero???

    riposa!

    (complimenti, con questo post hai guadagnato il primo posto della mia classifica personale)

  16. ofelia71 ha detto:

    il tuo nome è BOND, alex BOND !!!! mi sembrava, mentre leggevo, di stare dentro un film !!
    WOW ! ti meriti un fine settimana alla grande !
    😀

  17. Aradias ha detto:

    Wow!Molto emozionante il tuo post!Grazie della visita al mio blog,un saluto da una Strega

  18. linermebuia ha detto:

    Hey…avevo capito fossi un tipo che sa il fatto suo…MA BRAVO!
    Complimentoni!

  19. mei-chan ha detto:

    @Alex: se arrossisci mi piace ancora di più farti i complimenti 😀

  20. simichan ha detto:

    eheheh
    probabile che ci saranno due post distinti: uno su Micia e uno su Glassex 😛

  21. mei-chan ha detto:

    @Alex: si, le foto con gli occhiali 😉

  22. ofelia71 ha detto:

    ammetto la mia ignoranza immensa in tutto ciò che ha a che fare con la tecnologia, la matematica, le funzioni numeriche, la fisica e la chimica… ma toglimi una curiosità… se il treno nn avesse “sentito” il satellite, in curva, sarebbe deragliato ?????
    nooo, vero ?????????
    😕

  23. chopina ha detto:

    Ma il TGV e’ ad assetto variabile come il Pendolino?

  24. alex321 ha detto:

    il TGV ha un assetto MOLTO più variabile dei nostri Eurostar, la cosa non si nota perchè hanno linee con meno curve strette 🙂

  25. chopina ha detto:

    Interessante… Trazione elettrica era la mia materia preferita 🙂

  26. alex321 ha detto:

    La solita ingegnera 😛

  27. chopina ha detto:

    Shhhhhhhh!!! Non dirlo! Che ci sono dei fisici in ascolto! 😛
    😀

  28. mei-chan ha detto:

    @Alex: ho voglia!

  29. chopina ha detto:

    Eh, Ale, pero’ anche tu… parli di omaccioni neri… poi per forza succedono ‘ste cose! 😛
    A proposito, dov’e’ che si prende il numerino per un appuntamento con Samuel? 😀

  30. alex321 ha detto:

    mei-chan… guarda che sei sul blog sbagliato, sai? questi commenti sono più attinenti ai post di glassex! 😛

  31. alex321 ha detto:

    Eh no Chopina! Samuel NON ve lo lascio!!
    Sorry ma me lo tengo per me!

  32. chopina ha detto:

    Ma tu hai gia’ il francese! ghghgh 😛

  33. alex321 ha detto:

    Ok dai, cedo a te il francede chopina!

  34. latartaruga2 ha detto:

    E te l’avevo già detto che sei un tipo very speciale o no? E che complimenti, corrisponde a verità. E pure che scrivi moooolto bene te l’ho detto, lo dimostra questa cronaca mozza fiato. Sì, se il gran capo dei capi ti ha chiamato e sei riuscito là dove nessuno sarebbe riuscito eheheh 🙂 non è botta di kulo, ma competenza ed un po’ di follia va. Ciao ciao, tarta :-))) EWWIWA ALEX

  35. mei-chan ha detto:

    @Alex: fiuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu!

  36. spighetta ha detto:

    Buon fine settimana Alex.
    Torna a scrivere presto, è troppo bello leggerti.
    Ciaooooo
    Linda

  37. Demona ha detto:

    Ora ho letto attentamente quanto accaduto ^__^
    Io non te li faccio i complimenti ora…ci penserò + in là 😛
    Cmq i francesi si sa che mangiano una chiavica…e il caffè…maròòòò che pietà!!!!
    Bacio per toglierti l’adrenalina ^__^ (meglio tardi che mai!)

  38. ottobreRosso ha detto:

    CIAO ALEX…GRAZIE DI CUORE!

  39. NikiStefy ha detto:

    sn io imbranata….:S
    k

  40. annadellaporta ha detto:

    ok, ok, niente capo.
    Uffff!

  41. julysan ha detto:

    Grazie davvero per il commento all’ultimo post. 🙂
    E’ bello sapere che pensi questo.
    Ti abbraccio.
    A presto,
    marcy

  42. imaridelsud ha detto:

    E’ veramente uno dei post più adrenalinici e cinematografici, mai letti, e per qualche minuto mi ha distratto da questa ennesima inutile carneficina.
    Complimenti. anche se un po’ tristi oggi.

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