.: Primo Maggio in avvicinamento :.

Il primo maggio si avvicina. Iniziamo a parlarne, poi proseguo domani 🙂
Una festa dalle radici antiche.
Tutto iniziò a Chicago, il primo maggio del 1886, quando una grande manifestazione operaia fu repressa nel sangue.
Quel 1 Maggio 1886 cadeva di sabato, allora giornata lavorativa, ma in dodicimila fabbriche degli Stati Uniti 400 mila lavoratori incrociarono le braccia. Nella sola Chicago scioperarono e parteciparono al grande corteo in 80 mila, per lo più richiamati da sindacati di estrazione anarchica e libertaria.
Tutto si svolse pacificamente, ma nei giorni successivi scioperi e manifestazioni proseguirono e nelle principali città industriali americane la tensione si fece sempre più acuta. Il lunedì la polizia fece fuoco contro i dimostranti radunati davanti ad una fabbrica per protestare contro i licenziamenti, provocando quattro morti. Per protesta fu indetta una manifestazione per il giorno dopo, durante la quale, mentre la polizia si avvicinava al palco degli oratori per interrompere il comizio e disperdere violentemente l’adunata, fu lanciata una bomba.
I poliziotti aprirono il fuoco sulla folla. Alla fine si contarono otto morti e numerosi feriti. Il giorno dopo a Milwaukee la polizia sparò contro i manifestanti provocando nove vittime (tutti operai polacchi). Una feroce ondata repressiva si abbatté contro le organizzazioni sindacali e politiche dei lavoratori, le cui sedi furono devastate e chiuse e i cui dirigenti vennero arrestati. Per i fatti di Chicago furono condannati a morte otto esponenti anarchici malgrado non ci fossero prove della loro partecipazione alle manifestazioni. Furono colpiti gli anarchici poichè erano in grado, in quel momento storico, di "smuovere" la maggior parte dei lavoratori (dei quali un gran numero era costituito da immigrati dall’Europa). Due di loro ebbero la pena commutata in ergastolo, uno venne trovato morto in cella, gli altri cinque furono impiccati in carcere l’11 novembre 1887. Il ricordo dei "martiri di Chicago" divenne simbolo di lotta per le otto ore e più in generale per l’emancipazione dei lavoratori.
 
Il 1° maggio come lo intendiamo noi nasce il 20 luglio 1889, a Parigi. A lanciare l’idea fu il congresso della Seconda Internazionale, riunito in quei giorni nella capitale francese: "Una grande manifestazione sarà organizzata per una data stabilita, in modo che simultaneamente in tutti i paesi e in tutte le città, nello stesso giorno, i lavoratori chiederanno alle pubbliche autorità di ridurre per legge la giornata lavorativa a otto ore e di mandare ad effetto le altre risoluzioni del Congresso di Parigi". (Risoluzione della II internazionale) La scelta della data cadde sul 1 maggio, proprio come data simbolica in ricordo dei fatti di Chicago.
 
Man mano che ci si avvicinava al 1 maggio 1890 le organizzazioni dei lavoratori intensificarono l’opera di sensibilizzazione sul significato di quell’appuntamento.
Lo slogan principale coniato per la ricorrenza era: Otto ore di lavoro, Otto ore di sonno, Otto ore di svago
 
"Lavoratori – si legge in un volantino anarcosindacalista diffuso a Napoli il 20 aprile 1890 – ricordatevi il 1 maggio di far festa. In quel giorno gli operai di tutto il mondo, coscienti dei loro diritti, lasceranno il lavoro per provare ai padroni che, malgrado la distanza e la differenza di nazionalità, di razza e di linguaggio, i proletari sono tutti concordi nel voler migliorare la propria sorte e conquistare di fronte agli oziosi il posto che è dovuto a chi lavora. Viva la rivoluzione sociale! Viva l’Internazionale!".
 
Montava intanto un clima di tensione, alimentato da voci allarmistiche: la stampa conservatrice interpretando le paure della borghesia, consigliò a tutti di starsene tappati in casa, addirittura di fare provviste, perchè "non si sa quali gravi sconvolgimenti potranno accadere".
Da parte loro i governi, più o meno liberali o autoritari, allertarono gli apparati repressivi.
In Italia il governo di Francesco Crispi usò la mano pesante, attuando drastiche misure di prevenzione e vietando qualsiasi manifestazione pubblica sia per la giornata del 1 maggio che per la domenica successiva, 4 maggio: in diverse località, per incoraggiare la partecipazione del maggior numero di lavoratori, si era infatti deciso di far slittare la manifestazione alla giornata festiva.
Nel frattempo Crispi fece arrestare "preventivamente" gran parte dei dirigenti dei sindacati italiani.
Si trattò di una scommessa dall’esito quanto mai incerto: la mancanza di un unico centro coordinatore a livello nazionale rappresentò un handicap dal punto di vista organizzativo. Fino al giorno prima non si sapeva in che misura i lavoratori sarebbero stati disposti a scendere in piazza per rivendicare un obiettivo, quello delle otto ore, considerato prematuro da gran parte dei dirigenti del movimento operaio ed anarco-sindacalista italiano o per testimoniare semplicemente una solidarietà internazionale di classe.
Proprio per questo la riuscita del 1 maggio 1890 costituì una felice sorpresa, un salto di qualità del movimento dei lavoratori, che per la prima volta diede vita ad una mobilitazione su scala nazionale, per di più collegata ad un’iniziativa di carattere internazionale.
In numerosi centri, grandi e piccoli, si svolsero manifestazioni, con una vasta partecipazione di lavoratori. Un episodio significativo accadde a Voghera, dove gli operai, costretti a recarsi al lavoro, ci andarono vestiti a festa.
 
Anche negli altri paesi il 1 maggio ha un’ottima riuscita:
"Il proletariato d’Europa e d’America – afferma compiaciuto Fiedrich Engels – passa in rivista le sue forze mobilitate per la prima volta come un solo esercito. E lo spettacolo di questa giornata aprirà gli occhi ai capitalisti".
 
Visto il successo di quella che avrebbe dovuto essere una rappresentazione unica, venne deciso di replicarla per l’anno successivo.
Il 1 maggio 1891 confermò la straordinaria presa di quell’appuntamento e indusse la Seconda Internazionale a rendere permanente quella che, da lì in avanti, sarebbe stata la "festa dei lavoratori di tutti i paesi".
 
La pagina più sanguinosa della festa del lavoro venne scritta nel 1947 proprio in Italia, a Portella della Ginestra, dove circa duemila persone del movimento contadino si erano date appuntamento per festeggiare la fine della dittatura e il ripristino delle libertà, mentre cadevano i secolari privilegi di pochi, dopo anni di sottomissione a un potere feudale. La banda Giuliano fece fuoco tra la folla, provocando undici morti e oltre cinquanta feriti. La Cgil proclamò lo sciopero generale e puntò il dito contro "la volontà dei latifondisti siciliani di soffocare nel sangue le organizzazioni dei lavoratori".
La strage di Portella delle Ginestre, secondo l’allora ministro dell’Interno, Mario Scelba, chiamato a rispondere davanti all’Assemblea Costituente, non fu un delitto politico. Ma nel 1949 il bandito Giuliano scrisse una lettera ai giornali e alla polizia per rivendicare lo scopo politico della sua strage. Il 14 luglio 1950 il bandito fu ucciso dal suo luogotenente, Gaspare Pisciotta, il quale a sua volta fu avvelenato in carcere il 9 febbraio del 1954 dopo aver pronunciato clamorose rivelazioni sui mandanti della strage di Portella.
Su questo tema, ancora oggi scottante, per la storia d’Italia, consiglio il film "Segreto di Stato", dedicato interamente alla figura di Pisciotta, nonchè la sezione dedicata alla banda Giuliano del sito Misteri d’Italia.
 
(forse questo post proseguirà)

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11 risposte a .: Primo Maggio in avvicinamento :.

  1. simichan ha detto:

    Grazie per questo accurato post!
    Spero che prosegua con altre informazioni…

  2. ofelia71 ha detto:

    si dai, fallo proseguire ! io intanto ho stampato tutto e lo leggo stasera con calma
    🙂
    continuiamo a far circolare le informazioni… forse beppe grillo ha ragione, internet è l’unica nostra salvezza !
    buona giornata
    :-*

  3. julysan ha detto:

    Ogni volta che passo di qui trovo notizie interessanti, che poi vado ad approfondire meglio, “Segreto di Stato” non l’ho visto.. vorrei vederlo. Grazie per le ricerche che posti, che non sono mai autocelebrative. Riesci a sottolineare uno spaccato allargato e plurale di temi che riguardano la collettività. Sei un appuntamento con l’informazione nello specifivo. La lente d’ingrandimento sul bersaglio.

    Grazie anche per aver letto il mio pezzo.. ehm.. è un po’ diretto forse, sì, hai ragione, ora vedo magari di livellarlo. Non vorrei scadesse nella banalità, nello scontato, nella prevedibilità lessical-contenutistica.. per me sarebbe come scadere nella volgarità.

    Un abbraccio.

  4. dudu2004 ha detto:

    Complimenti per questo splendido post!
    saluti

  5. utente anonimo ha detto:

    ora che non ho fame di parole,avrei bisogno di parole.

    emidio

    http://www.orgasmosonico.ilcannocchiale.it

  6. Crazyheart ha detto:

    Lo vedi davvero lo sfondo????Io no…
    Cmq in che senso ti hanno mandato nel mio blog???mi inquieta sta cosa…ehehhehhe!

  7. simichan ha detto:

    sì ma te – è già stato appurato – non sei umano!! Te sei una machina 😛

  8. simichan ha detto:

    a parte che manca una *C alla parola “macchina” nel mio commento di prima… 😛

    E poi: NON mi fai PAURA!!! io lo so che sono fatta di carne e di ossa!! IO non sono un cyborg come certi gatti di mia conoscenza, sai?
    Prova!! Prova!!
    Anzi.. provo io a premere questo neo rosso che ho dietro l’orecchio!!
    Non succederà nulla!! Assolutamente nulla!!

  9. simichan ha detto:

    a saperlo prima!!!
    puoi dirmi anche dove posso trovare i pezzi di ricambio? 😀

  10. tamina ha detto:

    eh mio caro…’ricaricata’ è una parola grossa!! mi ci vorrebbe una flebo di duracell:P

    e poi tanto c’è sempre chi mi smonta quando penso di essere di nuovo in forze…vabbè, RESISTENZA!

    bacio di cuore*

  11. FiocoTram ha detto:

    Bel film,”Segreti di Stato”.
    Forse un po’ troppo “lento” come ritmo della narrazione,ma la ricostruzione e’ perfetta.

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