La notte della Merla

Era una fredda notte d’inverno del gennaio 2005,
la piccola automobile avanzava lentamente a poca
distanza dal mare. Tra il mare e la strada c’è una
linea ferroviaria ad un solo binario. A separare
binario e carreggiata c’è un piccolo muro.
Ad un certo punto, c’è un’apertura nel muro.
Lei: "Gira qua!"
Lui: "Ma… ma… ma come! Sui binari?"
Lei: "Sì sì, vai sui binari!"
Lui: "Ma… a fare cosa?"
Lei: "A parcheggiare l’auto."
Lui: "La parcheggio sui binari?"
Lei: "Sì."
Lui: "Ovviamente tu mi stai assicurando che la linea
ferroviaria è dismessa…"
Lei: "Assolutamente no."
Lui: "In che senso?"
Lei: "Nel senso che la linea è in funzione!"
Lui: "Stai dicendo che ci passa il treno??"
Lei: "Certo che ci passa!"
Lui: "Ed io dovrei parcheggiare l’auto sul binario????"
Lei: "Certo! Fidati! Fa’ come ti dico."
Come ho fatto a mettere così tanto a repentaglio
l’incolumità del mio potente mezzo mobile (sempre nel
senso che metà è mobile e metà no)?
Per capirlo, occorre fare un passo indietro nel tempo.
 

Sono le ore 20.00. Il riscaldamento è acceso.
"Neve sulla rete autostradale meridionale. Bloccata
l’autostrada Salerno-Reggio Calabria. Raccordo Salerno-Avellino
chiuso al traffico. Si consiglia di
non mettersi in viaggio se non strettamente necessario.
Partire solo se muniti di catene da neve". I telegiornali
non smettono di ripetere la stessa cosa. I giorni della
Merla. I giorni più freddi dell’anno. Tempeste di neve
ovunque. Una notte da lupi e da streghe (ma perchè non
anche da maghetti?).
"Che fai stasera?"
"Eh, volevamo andare a cena in un ristorante a Mercogliano,
vicino Avellino, ma pare che la zona sia impraticabile,
restiamo a casa. Desistiamo".
Eh si. Lo so che è impraticabile quella zona. (tami’
correggimi se sbaglio!).
Accendo la radio. Prima notizia: "Autostrada Salerno
Reggio Calabria chiusa per neve. Autostra Napoli-Salerno:
nevica tra Nocera e Cava de’ Tirreni, forte vento tra Vietri
e Salerno. Si sconsiglia di mettersi in viaggio".
Sono al telefono con un caro amico e vicino di casa.
Io: "Che fai stasera?"
Lui: "Volevamo andare tipo a Cava, ma desistiamo."
Mi guardo allo specchio. Spengo il computer. Mi guardo
ancora allo specchio. Mi assilla il dubbio: "Sono vivo?"
Si che lo sono. Devo esserlo e voglio esserlo. Anche io
voglio tornare a muovere le ali, e sentirmi vivo dentro.
E nessuno mi deve rompere i cosiddetti!
Bene. Ho un solo modo per farlo. Dove gli altri desistono…
mi metto in moto io.
5 minuti dopo sono già alla guida del succitato mezzo mobile.
Sono già in autostrada. Seguo le indicazioni per raggiungere
la Salerno-Reggio Calabria. Le catene da neve sono nel
bagagliaio. Non si sa mai.
Imbocco la famigerata A3. Traffico. Molto traffico. Vanno
tutti a divertirsi sulla penisola sorrentina.
A Castellammare di Stabia l’autostrada si svuota ed inizia
a piovere. La pioggia si trasforma in nevischio. Da Nocera in
poi il paesaggio notturno cambia rapidamente. Prima neve sui
monti, poi neve sulle case e sui prati accanto all’autostrada,
poi neve sul guard-rail, infine neve sulla carreggiata.
Cava de’ Tirreni è tutta imbiancata. Devo rallentare, la neve
in strada non è ghiacciata ma quasi, ma non metto le catene.
Appena superato il valico a Cava, inizia il vento.
Vento forte e gelido che viene dal mare, in quel punto della
costa tirrenica dove le montagne incrociano la costa dando
origine a quello spettacolo che si chiama Vietri Sul Mare.
Il vento sposta l’auto, la fa zigzagare un po’. E’ tutto un
continuo di cartelli che limitano la velocità, ed invitano
alla prudenza.
Alle 21.10, dopo un ampio curvone ed una galleria, avvisto
le luci di Salerno. Oltre è impossibile andare.
Salerno tra l’altro è sconsigliabile alle auto perchè è peggio
sia di Roma sia di Napoli: strade strette, traffico ed assenza
di parcheggi.
I parcheggi sono talmente pochi, ma talmente pochi, che la
gente per disperazione lascia l’auto al porto, sul binario
ferroviario che va alla stazione marittima.
 

Il locale è riscaldato. Non quanto i locali ungheresi e
polacchi, ma con il clima rigido di questi giorni… è
molto riscaldato 🙂
Sono seduto all’ultimo tavolo in fondo a sinistra (e dove
potrei essere altrimenti?) sorseggiando un bicchiere di
gin lemon. Dall’altro lato della saletta lo spazio è occupato
da un pianoforte di legno, un quarto di coda. Ma il pianista
non c’è. E questo è grave… Il pianoforte è chiuso, sopra ci
sono appoggiati vari giochi. Sì ci sono anche gli scacchi, ma
stavolta resisto alla tentazione.
La donna che è seduta giusto di fronte a me all’improvviso alza di
scatto la testa, si sistema meglio gli occhiali sul naso e mi
guarda. Ho detto qualcosa, ma non ricordo
cosa. Ricordo però che lei mi ha detto all’improvviso: "Che strana
voce che hai… non me l’aspettavo così.."
Ovviamente la prima associazione mentale che ho fatto è stata
quella di cappuccetto rosso… per cui le ho risposto:
"Guardami: faccio tanta paura?"
La sua risposta è stata un secco: "Sì!"
E che ci posso fare… pazienza. E’ destino che io spaventi la
gente, senza neanche sapere il perchè 🙂
 

Quando mi sono accorto di non aver cenato… ho pensato di
correre ai ripari. Perdendomi un po’ nei meandri del
piccolo (ma splendido) centro storico. Fatto di architettura
basso tirrenica con evidenti influssi sia amalfitani sia
mediterranei.
Il vino era sicuramente buono. Un Aglianico del Taburno, uno
dei miei vini preferiti.
Dopo un buon caffè (c’è poco da fare, che non se la prenda a
male nessuno, ma il caffè come lo si fa in Campania non lo si
fa da nessuna altra parte al mondo), è venuto il momento del
locale della Strega. Un piccolissimo locale che ha un nome
streghesco, scelto per fare in modo che chiunque ci vada, dopo
non ricordi più il nome, infatti si chiama "Amnesia".
Le ore sono volate sorseggiando un altro gin lemon e chiacchierando
di fisica teorica, di lingue slave ed ugro-finniche, di un vecchio
viaggio in Bulgaria (non mio) dove ho ascoltato delle precise
descrizioni della terribile periferia di Sofia, di fantascienza,
di Stephen King, di Philip K. Dick, di Blade Runner, di meccanica
statistica, di chimica della gestazione umana, di fumetti, di
romanzi fantasy, di bookcrossing e libri, di zone a traffico
limitato, di delusioni sentimentali, di Ka-tet, di buddismo,
di guai causati dal vaticano, di lavoro, di organizzazioni per
il traffico degli organi da trapianto, di Ugo Pratt e ancora di libri e film
e fotografia.
Si lo so cosa state pensando: che la mia logorrea (e non solo la
mia però, eh chiariamo!) può diventare pericolosa. Ebbene sì, avete
ragione, e chi mi conosce lo sa.
Fatto sta, che all’improvviso mi sono accorto che erano le 4 del
mattino, e che quindi forse era il caso di affrontare l’autostrada
ghiacciata e tornare verso casa. A velocità ridotta. Cercando di
passare quanto più tempo possibile al telefono per non addormentarmi.
Con un ringraziamento speciale al treno per non essere passato sul binario dove avevo parcheggiato, e soprattutto alle persone che ho incrociato durante
questa notte e che mi hanno sopportato 🙂

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in storie e storielle. Contrassegna il permalink.

9 risposte a La notte della Merla

  1. simichan ha detto:

    A me é andata bene, da come avrai dedotto 🙂
    A quanto pare il bisogno micesco di sentirsi vivi ci accompagna entrambi, in questi giorni ^+^

  2. simichan ha detto:

    Stasera ho deciso di andare a dormire presto 😉
    Buon inizio di settimana, Gatto!

  3. annadellaporta ha detto:

    Bellissimo!!!! Conosco perfettamente le zone di cui parli perfino l'”amnesia” conosco!
    Probabilmente siamo proprio della stessa città! Ma questo è secondario rispetto al giro che mi hai fatto fare. I miei amici mi hanno un po’ descritto il mal tempo ma tu sei stato chiarissimo: l’ho visto anche io!

  4. annadellaporta ha detto:

    chi ha parlato di Salerno?

  5. tamina ha detto:

    carissimo alex…ahimè confermo tutto!! sono rimasta rintanta in casa per un intero weekend, rischiando la paralisi cerebrale…ma oggi il cielo è tutto blu e c’è un sole delicato che lascia ben sperare…quindi magari a mercogliano ci puoi venire il prossimo weekend!!!^^

    ps: c’è un bel ristorantino a mercogliano che si chiama ‘I Santi’ (http://www.geocities.com/osteriaisanti)…te lo consiglio!!!

    bacio*

  6. simichan ha detto:

    Grazie per il complimento :$
    Per quanto riguarda i capelli…una mia foto non credo la posterò mai, ma se trovo un link in giro che può rendere l’idea, magari lo segnalo sul blog 😉

  7. tamina ha detto:

    ups…avevo capito che dovevi venirci con i tuoi amici…vabbè dai , ora hai un motivo in più per farti un giretto da queste parti^^ (e stavolta le catene usale se servono!!!)

    bacio*

  8. annadellaporta ha detto:

    Sì, ma ci sei arrivato, tra l’altro passando per Cava e Nocera. hehehehh!
    Tra pochi giorni il mio blog compie 2 anni!!!!

  9. julysan ha detto:

    bella nottata pare! Ti invidio molto, sembra ti piaccia spostarti e girovagare, credo sia bellissimo..

    la notte della merla: ovvero la mia notte..
    un saluto!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...