Serata fredda

Su Roma scese il gelo.
Da via Tiburtina al tramonto, si vedono le cime della zona del
Terminillo completamente innevate. Anche Tivoli è innevata. La
neve è alle porte della capitale.
Nella gelida sera, sei persone, tre uomini e tre donne, entrano
in un bar/pub/ecc. nella zona di San Lorenzo, alla ricerca di
un angolo caldo e di riparo dalle intemperie di questo inverno,
che oltre a gelare i corpi ha già gelato anche i cuori.
I sei trovano rifugio ad un tavolo, che presto si riempie di
olive bianche e bottiglie di Greco di Tufo.
Chiacchiere tra amici, sfoghi per i guai della vita, qualche
magìa per far ridere una persona troppo triste (ma nessuno fa
mai magìe per far ridere il maghetto), ed il tempo passa mentre
fuori il freddo infuria. E porca miseria, senza neanche poter
fumare!
Il locale è anche una piccola ludoteca, ed ecco che alle 21.30
il solito ignoto aguzza lo sguardo e prende di mira la scacchiera…
Amico1: "No. Non farlo."
Solito_Ignoto: "Perchè non dovrei?"
Amica2: "Perchè lo sappiamo come va a finire…"
Solito_Ignoto: "Devo prendere di mira altro?"
Amica3: "Si, ma non il solito Trivial daaaaiiii…."
Amico4: "E soprattutto… ordiniamo un’altra bottiglia di vino!"
Solito_Ignoto: "Ragazzi… se sapeste cosa ho visto là sotto…"
Coro: "Cosaaaa?"
Ebbene sì… sotto un cumulo di giochi… c’era la scatola del
terribile Risiko!
Bottiglia di vino stappata, tabellone aperto. Partita a sei.
Il giocatore alla destra del solito ignoto è particolarmente lento
per cui la partita va per le lunghe…
Stavolta i dadi non hanno potuto fare nulla, e neanche le bottiglie di
vino supplementari. E’ stata lunga, ma
il solito ignoto ha raggiunto l’obbiettivo prestabilito: Asia e
Africa (dura eh…)
Si esce dal locale allegri e ci si immerge nel freddo pungente. Aria da
neve e da bufera. Ci si perde nella notte romana.
Rientro a casa alle 2.30 del mattino, in solitudine, al caldo, ma con
il gelo nel cuore. Solo il ricordo di un buon vino.
Conseguenza: arrivo al lavoro praticamente in coma.
Entra come al solito R. in stanza.
Penso: "Stavolta non mi becca. Non ha nulla da beccare…"
R.: "Ao’! Dotto’!! Alzate un po’ la faccia, voglio vedere gli occhi…"
Alzo lentamente il viso.
Io: "Embe’?"
R.: "Eh dotto’! Il vino era buono eh!"
Io: "Porca vacca. Tanato subito anche stavolta…"
R.: "Eh! E che io ve vojo bene, dotto’. Ma tanto ve ne vojo!"
E se ne va. Come ogni mattina.
Lui la mattina vuole guardarmi negli occhi.
Io invece la mattina voglio.. Già si sa, credo..

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4 risposte a Serata fredda

  1. tamina ha detto:

    caro alex,
    si legge tanta nostalgia tra le righe…
    spero che la tua tristezza passi presto, purtroppo non ho la bacchetta magica per venire in tuo aiuto…e d’altronde il maghetto sei tu:)

    bacio grande*

  2. simichan ha detto:

    Ricordo lunghe notti invernali passate a giocare a risiko a casa di un amico, ma se devo essere sincera non mi é mai piaciuto poi così tanto..
    Per quanto riguarda il gelo nel cuore..beh..gli amici finiscono con l’adagiarsi sull’idea che se i gatti non si avvicinano facendo le fusa, allora vuol dire che non hanno bisogno di coccole. Cosa che la maggior parte delle volte é vera..ma qualche volta..qualche volta invece le vorremmo lo stesso. Forse dovremmo imparare a fare in modo che lo capiscano ; )

  3. annadellaporta ha detto:

    bello! Mi piace questa serata, mi piace come scrivi!
    ….

  4. tamina ha detto:

    azz…allora è una sfiga essere maghetti…meglio invece conoscerne uno…il che significa che io sono fortunata:)

    bacio*

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